The Passage: prime impressioni sulla nuova serie FOX #LegaNerd

The Passage

Debutterà questa sera su FOX una nuova serie basata sull’agognata ricerca dell’immortalità, The Passage, tratta dall’omonima trilogia vampire drama di Justin Cronin e prodotta da Ridley Scott. Abbiamo visto in anteprima il pilot, ecco cosa ne pensiamo.

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Sinceramente l’idea di vedere l’ennesimo vampire drama nella stessa frase con Ridley Scott, mi ha fatto salire il Vlad Tepes III rigirato male nella tomba che neanche dai tempi di Twilight mi si inalberava così, ma… i libri non si giudicano mai dalla copertina, giusto?

Ed io, in fondo, a The Passage una possibilità – e forse va a finire anche una seconda – gliel’ho voluta dare.

 

The Passage

 

La serie, tratta dall’omonima trilogia di Justin Cronin, è firmata da Elizabeth Heldens (Friday Night Lights, Mercy) e prodotta da Ridley Scott (Il Gladiatore, Alien: Covenant, The Martian) con Matt Reeves (Dawn of the Planet of the Apes, Cloverfield).

Considerando gli ultimi “successi” di Scott e la sua visione del prodotto audiovisivo più incentrata verso il guadagno più che sulla qualità e trasparenza nei confronti dello spettatore, il sospetto che The Passage potesse essere la solita serie ibrida tra il fantasy e lo sci-fi, venduta come horror, era più che fondato.

Dando velocemente qualche linea di trama, la serie si apre con una bambina, Amy Bellafonte (Saniyya Sidney), che confessa essere la chiave per l’immortalità umana ma, al tempo stesso, l’origine di quella che potrebbe essere la vera e propria fine della razza umana, conducendoci indietro nel tempo e portandoci agli albori di un potente e pericoloso virus “sviluppato” dalla Project Noah, una struttura di ricerca segreta.

 

The Passage

 

Il virus sembra essere la chiave di volta per l’immunità totale da qualsiasi tipo di malattia.

Il virus sembra essere la chiave di volta per l’immunità totale da qualsiasi tipo di malattia, ma dopo diversi test ed esperimenti su alcuni detenuti viene scoperto che la struttura del virus reagisce meglio su cellule più giovani, rallentando il processo di degenerazione sull’essere umano.

Amy ha le caratteristiche perfette per essere la bambina cavia del virus: è sola al mondo. Ad occuparsi del prelevamento di Amy tocca all’agente federale Brad Wolgast (Mark-Paul Gosselaar), incaricato di scortare la bambina nella struttura.

Ma Amy, a differenza delle solite “cavie” da prelevare con cui a che fare Brad, è una bambina. Una delle bambine più toste e intelligenti che abbia mai conosciuto, ma al tempo stesso fragile, spaventata e rassegnata da un’esistenza che l’ha messa di fronte al marcio della vita troppo in fretta.

Particolare il rapporto che nasce tra i due, mostrando immediatamente in Brad un’inevitabile affezione paterna per la bambina, a tal punto da mettere in discussione se stesso e il suo lavoro.

 

The Passage

 

Senza girarci troppo intorno, l’unica e vera particolarità di The Passage, che rende la serie poco più accattivante e interessante, risiede proprio nel rapporto tra questi due personaggi.

Un adulto e una bambina che sviluppano immediatamente un’alchimia tale da mandare avanti quasi l’intero pilot e convincere lo spettatore, anche quello più scettico, ad andare avanti con la visione, anche solo per la curiosità di vedere come i due protagonisti se la caveranno contro tutte le forze dell’ordine degli Stati Uniti coinvolte nel progetto segreto, intenzionate più che mai a riprendersi Amy.

La posta in gioco è molto alta a causa di un’epidemia letale di influenza inarrestabile che solo il virus potrebbe bloccare. Ma ovviamente, tra scienziati e agenti della polizia, entrano in gioco anche le prime “cavie” che appaiono cerebralmente morte, ma che in realtà nell’angolo delle loro gabbie, aspettando la loro razione di sangue quotidiano, sanno abilmente infilarsi nelle menti e nei sogni di chi sta partecipando al progetto, a tal punto da influenzarli e confonderli.

 

The Passage

Ed è qui che il mito e il sci-fi si fondono in quella che ci appare una nuova versione del vampiro in un misto tra Io Sono Leggenda e The Strain, con tanto di critica nei confronti della società attuale ormai consumata da se stessa.

Una serie che stravolge – non di poco – il romanzo da cui è tratta e che non pretende di far fare chissà quali grandi capriole allo spettatore. Di certo manca il fattore più accattivante che almeno la prima stagione di The Strain riusciva a trasmettere.

Il pilot di The Passage, ad eccezione della sorprendente bravura della giovanissima Saniyya Sidney e di come gli sceneggiatori siano ben riusciti a rendere il suo rapporto con Gosselaar, non ha nulla di poi così memorabile o incredibile. Una serie abbastanza semplice, sicuramente dal ritmo abbastanza sostenuto e che sa scivolare, ma che non prende a tal punto da accattivare l’attenzione dello spettatore.

 

The Passage

 

Più che un vero e proprio cavallo di battaglia della nuova stagione di FOX, parliamo di una di quelle serie lasciate andare durante una cena.

Più che un vero e proprio cavallo di battaglia della nuova stagione di FOX, parliamo di una di quelle serie lasciate andare durante una cena. Perfino negli stessi “nuovi vampiri” non c’è nulla di chissà quanto nuovo e straordinario. Anzi, la rivisitazioni non fa altro che far storcere ancora di più il naso a chi – come la sottoscritta – è un vampirenazi e che quindi va poco a braccetto con i grandi stravolgimenti.

In questo caso ci troviamo di fronte a degli esseri, quasi simili a quelli di Io Sono Leggenda, ancora più emaciati, dagli occhi gialli (sono passati venticinque anni eppure il makeup di Intervista Col Vampiro non riesce ad eguagliarlo ancora nessuno) e incapaci a bere senza sbrodolarsi addosso.

Giocano molto con la telepatia, sanno confondere e insinuarsi nei sogni, sfruttando la noncuranza dell’essere umano nel sentirsi sicuro di averli messo dietro sbarre di vetro di un laboratorio asettico alla Resident Evil (e sappiamo tutti come va a finire, no!?), quindi qualche sorpresa da quel fronte potremmo anche aspettarcela, ma oltre a questo nulla davvero degno di nota.

Come mi aspettavo una serie piuttosto ibrida. Sicuramente non un horror, ma neanche un vero fantasy o sci-fi. Come detto prima, The Passage merita un approfondimento soprattutto per l’atipica relazione tra Amy e Brad, e forse riuscirà a trovare spazio nel cuore di chi sta cercando qualcosa che non impegni troppo e che vada bene come sottofondo.

Certo, a questo punto però è legittimo chiederci, nell’era del binge watching dove si è disposti ad aspettare un episodio a settimana solo per grandi serie come True Detective o Game of Thrones, se la serie riuscirà ad avere la forza tale di ricordi di un nuovo episodio a settimana per dieci settimane.

 

 

Intanto l’appuntamento con il primo episodio di The Passage è per questa sera alle 21:00 su FOX.

 

Gabriella Giliberti

Gabriella Giliberti a.k.a. Gabriella Giliberti

Critico cinematografico, entertainment editor e video editor. Cinefila e bookaholic incallita. Ossessionata dalle serie tv. Nerd inside. Lunatica e ossessionata dai gatti. Ha fatto delle sue passioni un mestiere. Laureata in cinema e due diplomi di Alta Formazione in sceneggiatura. Collabora come giornalista video e critico cinematografico anche per Cinecittà Luce Video Magazine e Movieplayer.it. Video editor per Multiplayer.it e vlogger per Rai Gulp. Ha collaborato con Cinematographe, Vertigo 24 e Nucleo Artzine.
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lunedì 28 gennaio 2019 - 12:54
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