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10 fumetti da leggere dopo aver visto Spider-Man: Un Nuovo Universo

121
2 anni fa

15 minuti

Da quando al cinema è arrivato Spider-Man: Un Nuovo Universouna domanda ci è stata rivolta tante volte: “vorrei leggere i fumetti… da dove parto?”Ecco quindi la lista delle 10 migliori storie a fumetti consigliate dopo aver visto sul grande schermo questo splendido film di animazione.

Ma come si fa a produrre una lista delle migliori 10 letture a fumetti sull’Uomo Ragno?

I soliti titoloni acchiappalike alla “i 10 migliori fumetti dell’Uomo Ragno” si sposano male con una storia editoriale di quasi 57 anni, fatta di momenti leggendari ed autori come Stan Lee, Steve Ditko, Sal Buscema, John Romita, Tom Del Falco, J.M. Straczynski, Dan Slott, Roger Stern, John Byrne, Joe Quesada, Erik Larsen e chi più ne ha, più ne metta.

Anche perché essendo l’arrampicamuri l’eroe più famoso ed amato del mondo, ognuno ha le proprie letture del cuore.

Conosco persone innamorate del personaggio di Ben Reilly (Scarlet Spider), perché hanno iniziato a conoscere il tessiragnatele in quel determinato momento editoriale.

Immaginate i più giovani che si sono trovati di fronte a Superior Spider-Man, con il Dr. Octavius nel corpo di Peter Parker. Mettetevi nei loro panni (e anche in quelli di chi seguiva il personaggio da decenni).

 

 

E allora, visto che non mi sentirei a posto con la coscienza a consigliarvi le 10 storie definitive dell’Uomo Ragno, preferisco concentrarmi su 10 consigli di lettura importantissimi, anzi fondamentali, per godere appieno il supereroe che dondola tra i grattacieli di New York, il film che avete visto al cinema e soprattutto per avere la miglior panoramica possibile, compresi gli starting point.

 

 

 

Il Bambino Dentro

(1991)

 

Una delle più belle storie dedicate all’Uomo Ragno, ad opera di JM DeMatteis e Sal Buscema, entrambi in stato di grazia.

Per conoscere bene Peter Parker bisogna conoscere anche un altro personaggio fondamentale per il suo sviluppo: l’amico di sempre Harry Osborn, figlio di Norman, alias Goblin.

Il Bambino Dentro fa un parallelo tra la triste storia di abusi infantili di Edward Whelan (destinato a diventare il deforme e pericoloso Vermin a causa degli esperimenti di Armin Zola) e l’abbandono genitoriale provato da Harry, il quale comunque non riesce a riconoscere le responsabilità e le colpe del padre, tentando di giustificarlo in tutte le maniere.

Il filo conduttore sarà ovviamente Peter, che si troverà davvero spiazzato in mezzo a due vicende così complesse e così delicate.

 

Il confronto tra l’Uomo Ragno e Harry sarà determinante perché porterà quest’ultimo a vestire i panni di Goblin in vece del padre e Peter Parker a voltare pagina, cambiando radicalmente modo di pensare.

Emozionante, commovente, interessantissimo dal punto di vista dell’analisi psicologica dei personaggi e con dei disegni davvero superlativi, questo ciclo ha risentito pochissimo del passare degli anni e rappresenta un tassello davvero importantissimo del puzzle per individuare la personalità di Peter Parker, oltre le battute e le scazzottate con i criminali.

 

 

 

L’ultima Caccia di Kraven

(1987)

 

Da molti considerata la più bella storia di sempre di Spider-Man, L’Ultima Caccia di Kraven del sopra citato JM DeMatteis con i disegni di Mike Zeck ci presenta quella che – a conti fatti – può essere considerata una cocente sconfitta per l’Uomo Ragno.

 

Kraven il Cacciatore, con una determinazione mai vista prima, riesce a catturare Spider-Man e a seppellirlo vivo in una tomba creata apposta.

Poi in un impeto di lucida follia, indossa il manto del Ragno e comincia a sostituirsi a lui, in cerca di chissà quale realizzazione.

Peter Parker riuscirà a scavarsi una via d’uscita verso la vita (in una metafora di nuova nascita molto affascinante) fino ad affrontare Il Cacciatore e Vermin, senza rendersi conto di essere arrivato troppo tardi e di aver già consegnato la vittoria al suo rivale. Il tutto prima dello sconvolgente epilogo.

Anche in questo caso lo Spider-Man più oscuro e maturo viene messo a confronto con una sfida più grande di lui, che lo porterà a cambiare radicalmente, in una vicenda dai toni dark, inizialmente pensata per Batman e che in effetti ha più di qualche punto in comune con il leggendario The Killing Joke di Alan Moore.

 

 

 

Spider-Man Blue

(2002)

 

Peter Parker e Mary Jane Watson sono una delle coppie più famose e iconografiche del mondo del fumetto. Diversi ma complementari, l’arrampicamuri e la rossa hanno condiviso alcuni dei momenti più importanti della continuity Marvel.

Eppure MJ non è stata il primo vero amore di Peter. Forse addirittura nemmeno il più intenso. Ma la risposta non la potremo mai conoscere veramente dato che la bionda Gwen perse la vita nel lontano numero 121 di Spider-Man.

Spider-Man Blue, secondo capitolo della tetralogia dei colori di Jeph Loeb e Tim Sale, racconta proprio con la malinconia tipica del night blues, qual è da sempre il vero sentimento di Peter nei confronti della bella e sfortunata figlia del capitano di Polizia Stacy.

 

Se Gwen non fosse morta quella tragica notte, siamo certi che nel cuore di Peter ci sarebbe stato spazio per MJ?

Sentiremo le registrazioni di Peter dedicate a Gwen, quasi ad esorcizzare l’accaduto ogni anno, nel periodo di San Valentino.

E come Peter anche noi ci innamoreremo di Gwen e capiremo quanto profondo, intenso e trascendentale sarebbe potuto essere l’amore tra il nostro supereroe preferito ed uno dei personaggi più belli della silver age Marvel, al punto da rinascere con diverse incarnazioni, una delle quali è stata chiamata Spider-Gwen di Terra 65 ad opera di Jason Latour e Robbi Rodriguez.

 

 

 

Eroi Marvel in bianco e nero: Spider-Man di Stan Lee e John Romita Sr

(1967-1968)

 

Se è vero che non ringrazieremo mai abbastanza i compianti Stan Lee e Steve Ditko per aver dato vita al supereroe più amato dell’universo, bisogna ammettere che parlando di silver age il ciclo più bello e apprezzato dal pubblico inizia con l’arrivo di John Romita (padre) ai disegni.

 

E per apprezzare ancora di più gli straordinari disegni di questo artista fenomenale non c’è niente di meglio del bianco e nero pulito, che fa risaltare le anatomie e la dinamicità delle tavole.

E in questo volume troverete i numeri di Amazing Spider-Man dal 47 al 56 (la famosa Summer Of Love rappresentante l’apice del successo del personaggio) compreso quindi il mitico numero 50 contenente l’importantissima Spider-Man No More, con l’abbandono del costume da parte di un deluso e combattuto Peter Parker.

Questo libro è un grandissimo oggetto da collezione, importante non solo per i fans ma anche per chi vuole approcciarsi in modo serio alla conoscenza del personaggio.

 

 

 

Io Sono Spider-Man

(dalle origini del 1962 al 2015)

 

Per conoscere Spider-Man è necessario un compendio che possa riunire in un unico volume alcune delle storie più significative e storicamente importanti di tutta la sua vita editoriale. Impresa non da poco.

L’iniziativa di Panini Comics in tal senso ha avuto fin dall’inizio la mia forte approvazione.

I volumi della serie “Io Sono…” rappresentano un buonissimo punto di partenza per chi vuole approfondire il personaggio leggendo il materiale fondamentale e facendosi accompagnare dai tanti interessanti editoriali che fotografano ad esempio uno specifico periodo, comprimari, contesti, tutto ad opera dei bravi editor Marvel Italia. E in questo volume trovate davvero di tutto.

 

 

Si parte con Amazing Fantasy #15, ovvero quella prima mitica apparizione dell’Uomo Ragno per poi proseguire con Amazing Spider-Man #1 (coi disegni di Steve Ditko) e il famosissimo nr. 50 (Spider-Man No More), per celebrare la coppia Lee-Romita Sr.

Con i numeri 121 e 122 viene narrata la storia fondamentale che in qualche maniera ha cambiato per sempre il mondo del Ragno, ovvero La Notte In Cui Morì Gwen Stacy di Gerry Conway e Gil Kane.

Troverete poi i numeri 248, 300, 477, 500, 583, 601, Spider- Man Unlimited #6, Spectacular Spider-Man #200 (Nemici del Cuore di DeMatteis – Buscema), Amazing Spider- Man (2015) #1 (di Dan Slott e il nostro Giuseppe Cammo Camuncoli).

Non è tutto, ovviamente, ma lo sforzo è notevole e vale veramente la pena farci un pensiero per recuperare in un colpo solo (e con un formato piacevole) tanto materiale di importanza davvero epocale.

E non preoccupatevi della contestualizzazione delle diverse storie: ci penseranno gli editoriali a darvi le giuste coordinate per comprendere tutto al meglio.

 

 

 

Miles Morales
Spider-Man Collection

(2011 – 2015)

 

Impossibile non inserire in questa lista lo Spider-Man dell’Universo Ultimate creato da Brian Michael Bendis e Sara Pichelli nel 2011 e oggi inserito in pianta stabile nelle continuity Marvel principali. Oltre che protagonista assoluto della pellicola che ha ispirato questo pezzo.

 

Miles Morales, erede dei poteri del ragno dopo il sacrificio del Peter Parker Ultimate, è straordinario sotto molti punti di vista.

Intanto è un ragazzo afroamericano e la cosa non è stata una rivoluzione da poco.

Di lui sapete tutto o quasi tutti grazie al film, inutile ripetersi quindi.

Vi basti pensare che oltre allo straordinario talento grafico di Sara (che ha creato il design del personaggio e il costume) c’è un ritorno all’adolescenza per un personaggio che ha fatto di quella fascia d’età la sua principale caratterizzazione. Pur con le dovute differenze caratteriali rispetto a Peter, Miles torna ad affrontare problemi quotidiani adolescenziali, oltre a situazioni familiari non sempre chiare.

Con le vicende di Secret Wars, le dimensioni degli universi Marvel si sono fuse permettendo a Peter Parker di incontrare Miles e a quest’ultimo di diventare parte degli Avengers prima e dei Champions poi.

Vi invito davvero a fare la sua conoscenza. Miles è un grandissimo Uomo Ragno (e i suoi nuovi poteri dell’invisibilità e delle rilascio elettrico sono una figata) e la cosa è ampiamente dimostrata nel film uscito a Natale.

 

 

 

Spider-Man Noir

(2009)

 

Lo avete visto al cinema in Spider-Man – Un Nuovo Universo e questo sarebbe il momento di conoscerlo meglio.

L’universo Noir di Marvel ha avuto come obiettivo la creazione di mini serie “what if” ambientate su dimensioni alternative intrappolate in un’atmosfera pulp anni ’30 caratterizzata da tutti i clichè di genere. Violenza compresa.

David Hine e il nostro Carmine di Giandomenico ai disegni ci raccontano di un Peter Parker del 1933, impiegato del Daily Bugle, che dopo aver scoperto la rete criminale comandata dal Goblin e dopo aver ricevuto misteriosi poteri dal morso di un ragno esoterico (una sorta di animale totem), decide di indossare un costume ed un impermeabile nero e di debellare la corruzione e la malvivenza dalle strade, a suon di pugni e non solo.

 

Perché come da tradizione pulp, il nostro Peter non si farà problemi a massacrare i criminali non solo tramite i suoi poteri ma anche grazie all’ausilio di armi da fuoco.

Il progetto è di fatto degno di nota per l’originalità e la possibilità di assistere ad un personaggio che effettivamente si discosta molto dall’amichevole Spider-Man di quartiere al quale tutti siamo abituati.

Splendida la parte grafica affidata al nostro Carmine e un’occasione per vedere cosa possono fare dei super poteri senza un super controllo.

 

 

 

Tornando a casa

(2001)

 

J. Micheal Strczynski è un autore che non può non essere citato se si parla della storia più recente del tessiragnatele. Dal 2001 al 2008 ha condotto la testata regalando anche importanti momenti editoriali, come la tanto discussa storia post 11 settembre 2001 (di cui non parlerò perché non ho mai deciso se considerarlo un tribute di istinto in buona fede o una scelta di cattivo gusto), per non parlare poi del famigerato One More Day che di fatto cancellò dalla continuity il matrimonio tra Peter e Mary Jane, andando a riscrivere in maniera fin troppo brusca e azzardata gli avvenimenti di Civil War che avevano comportato un notevole pathos narrativo.

Tornando a casa porterà Peter a confrontarsi con Ezekiel, un misterioso individuo dotato degli stessi poteri (e problemi) dell’Uomo Ragno e che conosce la sua identità segreta. Con i disegni sempre personalissimi ed azzeccati di John Romita Jr, Peter sarà messo di fronte ad uno specchio importante per la sua identità e il suo compito, in un intreccio decisamente inusuale di esoterismo ed azione.

 

Ma il momento veramente importante di questo ciclo iniziale è dato dal capitolo chiamato “La Conversazione”, in cui un esausto Peter Parker si accascia dalla stanchezza nella sua stanza con ancora il costume addosso, finendo per essere scoperto da Zia May.

L’amorevole zia viene quindi a scoprire per la prima volta l’identità segreta di suo nipote e questo cambierà tutto, in un momento fumettistico di sorprendente profondità e significato.

 

 

 

 

La nuova serie
Spider-Man “A Fresh Start”

(2018)

 

Da dove parto a leggere i fumetti di Spider-Man?”

Beh la risposta più ovvia, come sempre, è quella che suggerisce di iniziare dall’ultimo restart in ordine cronologico della serie regolare.

Con A Fresh Start, arrivata in Italia in concomitanza con Lucca Comics, anche l’Uomo Ragno è ripartito dal numero 1, con Nick Spencer alla scrittura e Ryan “Invincible” Ottley ai disegni.

Lo spirito di A Fresh Start tanto voluto dall’editor in chief CB Cebulski è quello di tornare alle origini dei diversi eroi, mostrando in pieno le caratteristiche che li hanno resi leggendari nella silver age e nei principali archi narrativi del passato.

 

E quindi è l’occasione migliore per godere un personaggio davvero immortale, con tutte le caratteristiche che lo hanno reso tale, dal pantheon di avversari al ritrovato amore con Mary Jane.

Una serie fresca e divertente, che riporta il personaggio ad affrontare non solo i super criminali ma anche i super problemi di ogni giorno.

È un buon momento per ricominciare a rileggere Spider-Man, di certo non il migliore in assoluto ma se si vuole un punto di partenza, dispiace dirlo visto che siamo al quarto restart in 6 anni, non ci sono molte alternative.

 

 

 

Spider-Man 2099

(1992)

 

Lo avete visto rapidamente nel divertentissimo codino del film.

Lo Spider-Man dell’anno 2099 risponde al nome di Miguel O’Hara e per 46 numeri (dal ’92 al ’96) ha collezionato fans in tutto il mondo.

La serie, seguendo i canoni (tamarissimi) estetici e di attitudine dell’epoca, condensava tutte le atmosfere cupe e in parte cyberpunk dei primi anni ’90. Miguel infatti è un soggetto brillante ma rancoroso, specie nei confronti dell’irresponsabile padre. Otterrà i poteri ragneschi presso la Alchemax dopo un’esposizione ad un particolare tipo di droga e avendo tentato di contrastarne gli effetti mediante una ricerca genetica.

Spider-Man 2099 è più violento, oscuro ed incontrollabile rispetto il suo lontano parente Peter Parker, oltre ad avere dei poteri singolari: possiede degli artigli tramite i quali inoculare veleno nelle vittime oppure aggrapparsi alle superfici, produce naturalmente il fluido ragnatela, non possiede il senso di ragno ma una sorta di reazione iper accelerata che lo rende assai pericoloso e potente.

 

 

La serie di Peter David e Rick Leonardi, al netto di tanti momenti estremamente tamarri (ma del tutto normali per il periodo), in realtà è stata decisamente interessante e il personaggio è riuscito ad entrare nel cuore e nell’immaginario di tanti fans, permettendo un ritorno in epoca recente e una rinnovata attenzione sul soggetto.

La serie dovrebbe essere ancora disponibile in versione Collezione Gold su Amazon e E-Bay e non escludo che possa diventare oggetto di ristampa nel prossimo periodo, proprio grazie al film.

 

 

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Con questi 10 fumetti sarete in grado di poter affermare “conosco Spider-Man”, visto che ognuno di essi fotografa un particolare diverso della personalità di Peter e del suo compito di supereroe.

Un discorso a parte andrebbe fatto per i tanti e stravaganti villains, ma ci arriveremo.

 

 

Poi magari un giorno vi racconterò anche di Spider-Ham (Peter Porker) o dello “Supaidaman” giapponese e il suo Leopardon.

Ma se avete letto Ready Player One (il romanzo) magari lo conoscete già. ?

 

 

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