Qui sulle pagine di Lega Nerd vi abbiamo parlato di Ready Player One fino allo sfinimento, fin da quando era solo un libro di Ernest Cline, poi divenuto il film di Steven Spielberg che ha portato su schermo e celebrato in gran stile la cultura pop. Ve ne abbiamo parlato approfonditamente già nella nostra recensione – e non sarà certo un mistero per chi tra voi ha sia letto il libro che visto il film – ma la pellicola presenta parecchie differenze rispetto al romanzo, sia in termini di trama che di citazioni e omaggi.

Questi ultimi, tuttavia, non mancano di certo e visto che non l’avevamo ancora fatto  abbiamo deciso di elencarvi tutti (o quasi) gli easter egg, le citazioni e gli omaggi alla cultura pop presenti nel lungometraggio. Ah, ovviamente se non avete ancora visto il film vi sconsigliamo di proseguire oltre perché a scanso di equivoci questo sarà un articolo pieno zeppo di spoiler, non dite che non vi ho avvertiti.

La storia di Ready Player One ruota attorno alla ricerca, nella realtà virtuale di OASIS, degli easter egg che l’ormai defunto James Halliday, il geniale inventore di quel gioco che è diventato qualcosa di più grande, nonché nerd fino al midollo cresciuto negli anni ’80 a pane e Space Invaders, ha disseminato nei vari mondi che compongono OASIS.

A che scopo? Semplice: ereditarne il controllo insieme alla sconfinata ricchezza di Halliday. Vien da sé che gli easter egg finiscono per essere, tanto nel libro quanto nel film, parte fondante del racconto, e a voler partire proprio dall’inizio il nome stesso dell’opera è una citazione, un richiamo alla scritta che appariva nella maggior parte dei videogiochi da cabinati degli anni ’80.

 

 

Videogiochi

Proprio i videogiochi hanno un ruolo centralissimo (dal momento che la stessa OASIS nasceva in origine come una sorta di MMORPG in realtà virtuale) e le citazioni sono tantissime, dalla presenza di personaggi iconici come Master Chief, Duke Nukem, Lara Croft, Sonic The Hedgehog, Raynor di StarCraft e Tracer di Overwatch, e ancora Ryu, Chun-Li e Honda di Street Fighter, quest’ultimo protagonista di un frame spettacolare dove esegue la sua mossa più iconica nel momento in cui l’esercito dei Gunter e quello dei Sixer della IOI entrano in contatto.

 

Raynor da StarCraft, tra i tanti personaggi che si vedono sul pianeta Doom.

E ovviamente c’è anche il mitico Duke…

 

InOASIS esiste il pianeta Doom, sulla t-shirt con cui fa la sua prima apparizione James Halliday è possibile vedere una schermata di Space Invaders e nella scazzottata finale con Nolan Sorrento (il cui stesso nome – ha dichiarato Cline – è un omaggio a Nolan Bushnell, fondatore di Atari) il nostro Parzival esegue persino un Hadouken, probabilmente la mossa più famosa di Street Fighter.

Infine, impossibile non citare l’omaggio presente nel film come nel libro al videogioco Adventure, il primo nella storia a contenere un easter egg che celava la firma del suo creatore.

 

 

Film, serie tv e animazione

Qui la lista è praticamente infinita, a partire dalla prima sfida del film, che consiste in una corsa di veicoli piuttosto particolare, in cui, oltre a trovare Parzival a bordo della mitica DeLorean di Ritorno al Futuro, è possibile vedere l’originale Bigfoot, il furgone dell’A-Team, le auto di Mad Max e Speed Racer, la moto di Akira e la Batmobile della serie del 1966 con Adam West.

 

L’auto di Daech non è un big foot qualunque, ma il primo e originale degli anni settanta.

 

La sequenza in questione, peraltro, si conclude con nientemeno che col King Kong della pellicola del 1933. Molto più sottile è invece il richiamo ai Goonies, con un fotogramma che appare per un attimo in uno dei computer della IOI in cui si studia la pop culture.

 

Il ciclope di Harryhausen si intravede durante lo scontro finale.

La bara del funerale di Halliday

 

La bara del funerale di Halliday è un chiaro riferimento a quella di Spock in Star Trek: L’Ira di Khan, mentre latitano citazioni dirette a Star Wars a parte il Milliennium Falcon, l’X-Wing di Luke nella coda di astronavi di fronte al Dstracted Globe e il fatto che a un certo punto Anorak, l’avatar di Halliday, chiami Parzival con l’epiteto di padawan.

 

Freddy Krueger viene ucciso da Daech durante una delle tante sparatorie.

Jack Slater è il personaggio di Schwarzenegger in Last Action Hero.

 

I richiami a Ritorno al Futuro inoltre non si limitano alla De Lorean, troviamo anche diversi manifesti elettorali del sindaco di Hill Valley Goldie Wilson e la grandissima trovata del Cubo di Zemeckis, un cubo di Rubik che permette di tornare indietro nel tempo e che deve il suo nome a Robert Zemeckis, il regista della famosa trilogia con protagonista Michael J. Fox.

Nel garage di Aech, quello che spara con un fucile di Halo a Freddy Kruger, è possibile intravedere sia l’astronave di Cowboy Bebop che un’insegna al neon che recita “Cocktails & Dreams” proprio come quella del film Cocktail con un giovanissimo Tom Cruise.

 

Rieleggete Goldie Wilson, il sindaco de Ritorno al Futuro.

Parzifal porta la fondina di Han Solo in vita.

“Cocktails & Dreams”, la stessa insegna del film Cocktail e visibile anche nell’officina di Daech.

Il fucile usato da At3mis durante lo scontro nel locale è il Pulse Rifle dei Marine di Aliens

 

Il fucile usato da Art3mis durante lo scontro nel locale è invece il Pulse Rifle dei Marine di Aliens, mentre il nome di Kira, avatar di Karen Underwood, primo amore di Halliday che ha poi sposato il suo socio Ogden Morrow, è un richiamo all’omonimo personaggio di Dark Crystal, caposaldo del fantasy per ragazzi.

 

Kira, personaggio di Dark Crystal e alter ego di Karen Underwood.

Rosabella, o Rosebud in originale, punto cardine di Quarto Potere… ma non andate a cercarvi cos’è se non avete ancora visto il film… citazione di Wade parlando della storia d’amore di Halliday mai “sbocciata”.

 

Ci sono poi svariati riferimenti a He-Man e un doppio omaggio incrociato a Stephen King e Stanley Kubrick: nella corsa d’auto vediamo anche un cameo di Christine, la macchina infernale, e come ben saprete c’è una lunga e meravigliosa sequenza che omaggia Shining, oltre a richiami, sempre nel mitico garage di Aech, a 2001: Odissea nello Spazio.

Troviamo qualche citazione anche al cinema horror, da Jason Voorhees di Venerdì 13 a Chucky, la bambola assassina, nella delirante battaglia finale per la salvezza di OASIS (dove per qualche secondo appare anche una delle creature di Gremlins e le Tartarughe Ninja in versione CGI).

 

L’avatar di Daito poi non è un samurai qualunque, bensì Toshiro Mifune, e sempre nell’estetica dei protagonisti troviamo altri richiami importanti come il costume di Peter Weller in Buckaroo Banzai indossato da Parzival per il ballo (prima di sceglierlo però lo vediamo anche nelle vesti di Michael Jackson nel videoclip di Thriller e di Prince in versione Purple Rain).

Tantissime sono poi anche le astronavi presenti nel film, ne abbiamo già citate alcune tra le più note ma è possibile intravedere persino la Dropshib del secondo capitolo di Alien, il relitto di uno dei dischi volanti de La Guerra dei Mondi e la Serenity di Firefly. Se ci sono le astronavi, non possono mancare anche i robottoni, dal Mechagodzilla di Sorrento a Gundam, passando per il Gigante di Ferro (che esce di scena citando meravigliosamente il finale di Terminator 2).

 

 

 

Musica e Fumetti

 Le citazioni musicali a tema anni ’80 davvero si perdono, e vanno a formare una colonna sonora che ogni buon nerd potrebbe ascoltarsi in loop, da Blue Monday dei New Order a Take On Me degli A-Ha, passando per You Make My Dreams di Hall and Oates. Il mondo dei fumetti subisce un netto sbilanciamento a favore della DC Comics nel film (e non sarebbe potuto essere diversamente, dal momento che la pellicola è prodotta e distribuita da Warner Bros.), con la presenza di numerosi richiami e apparizioni che vanno dal Clark Kent/Superman dei vecchi film a Batman e a vari villain del cavaliere oscuro come Joker, Harley Queen e Deathstroke.

 

Tra i tanti abiti che prova Parzifal c’è anche quello indossato da Rhodes con i Duran Duran (secondo da destra)

 

Sebbene resti solo una lieve citazione all’universo Marvel, è rimasta come nel libro la parte in cui Wade Watts racconta agli spettatori di aver ricevuto quel nome dal padre perché ricordava l’identità segreta di supereroi come Peter Parker o Bruce Banner, i cui nomi e cognomi hanno le stesse iniziali.

 

Trovate Ready Player One in home video e gratis su Infinity Premiere fino al 27 settembre.