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Il mostro del Mar Caspio

259
3 anni fa

8 minuti

Siamo nei primi anni ’60 e la Guerra Fredda è in pieno fermento. Ma gli analisti statunitensi sbarrano gli occhi appena vedono le ultime foto arrivate per posta aerea.

Il Programma Corona, del quale vi ha parlato nicholas tempo fa, è in piena operatività e quando consegna le foto scattate sopra la zona del Mar Caspio agli americani si gela il sangue.

 

Già perché c’è un mostro nel Mar Caspio, un mostro che non ha nulla da invidiare ai Kaiju che avete visto in Pacific Rim.

Le immagini satellitari fanno infatti intravedere un aeroplano gigantesco, con un design del tutto rivoluzionarlo che riposa in un porto militare sovietico, in attesa di essere ultimato.

La sagoma di questo mostro è del tutto nuova per il concetto di aeroplano

100 metri di lunghezza, per circa 50 di apertura alare.

I modelli costruiti dall’intelligence USA e provati in galleria del vento dimostrano come è impossibile per quell’aggeggio volare, sia per mancanza di portanza che per l’instabilità del flusso d’aria durante il volo.

Tanto per avere un metro di paragone un Boeing 747 di un decennio dopo arrivava a misurare poco più di 50 metri con un’apertura alare di quasi 60 metri.

 

 

 

Alekseev KM: sembra un aeroplano ma non è.

Gli statunitensi non scopriranno mai cosa sia quel mostro, o almeno non lo scopriranno in tempi militarmente utili. Solo dei filmati sovietici desecretati decenni dopo chiariscono le idee a tutto il mondo: Quel coso è un Ekranoplano (KM), o schermoplano per dirla in italiano.

Un ibrido tra nave, aereo e idrovolante, un hovercraft d’amore (cit).

Il suo nome ufficiale è Alekseev KM.

Avete presente il robottone russo di Pacific Rim? Ecco, quello lo vedi e dici: “E’ russo”. L’ekranoplano uguale, è una cosa che solo russa può essere.

Una di quelle cose che o ami od odi, non c’è una via di mezzo.

E adesso io voglio un ekranoplano.

 

 

I numeri di questo mezzo sono incredibili, ha dimensioni pressoché doppie rispetto ai più grandi aerei dell’epoca, un’apertura alare dimezzata e un payload pazzesco.

I numeri di questo mezzo sono incredibili. Come detto ha dimensioni pressoché doppie rispetto ai più grandi aerei dell’epoca, un’apertura alare dimezzata e un payload pazzesco: pesante 495 tonnellate, può arrivare a trasportarne 55 in più, ad una velocità massima di quasi 600km/h e con un ‘autonomia di 3000 km.

In pratica può arrivare a trasportare cinque carri armati leggeri a migliaia di chilometri di distanza, tutto questo in un paio d’ore.

Dal punto di vista tecnico l’Alekseev KM sfrutta l’effetto suolo, volando a circa 6 metri di altezza sul pelo dell’acqua (c’è un po’ confusione sull’effettiva altitudine raggiunta, alcune fonti parlano addirittura di 30 metri).

I gas di scarico dei 10 reattori sono convogliati al di sotto dell’ala permettendo la creazione di un cuscinetto d’aria che solleva il velivolo oltre il pelo dell’acqua.

L’accorgimento permette quindi di trasportare più peso bypassando il fortissimo attrito dell’acqua, rendendo inoltre più difficile l’individuazione da parte dei radar nemici.

La sigla KM, identificativa della tipologia di mezzo, diede tra l’altro il soprannome al velivolo. La CIA interpretò le iniziali appunto come Kaspian Monster, coniando di fatto un soprannome usato ancora oggi.

Il mostro pensato dai sovietici riesce in pratica dove fallisce una nave: unisce i pregi di un aeroplano, come la velocità, alla capacità di cargo dei mezzi navali.

È in grado di portare mezzi blindati, corazzati o truppe via mare ad una velocità impensabile per un normale nave e scatenare un attacco in tempi nettamente inferiori rispetto al passato.

L’Alekseev KM tuttavia non vede mai la luce, in quanto fu un progetto sperimentale, e dopo 8 prototipi costruiti e qualche incidente di percorso le conoscenze raccolte vennero utilizzate per altri modelli KM. Il più grande problema del mezzo è la manovrabilità, difetto che come vedremo sarà il tallone da Killer (cit) di tutta la serie KM.

Ma poco importa perché volò, volò alla grande, e ancora abbiamo i filmati:

 

https://www.facebook.com/leganerd/videos/10156494426393711/

 

 

 

Bartini-Beriev VVA-14

Allo sviluppo della classe Km partecipò anche un fisico italiano (o meglio, di Fiume, ufficialmente Austro-ungarico all’epoca), Roberto Oros di Bartini.

La sua è una storia curiosa di intelligenza, proletariato e avventura e sarebbe lunga da raccontare.

Fatto sta che si fa un KM tutto suo, con blackjack e squillo di lusso.

Nase così il Bartini-Beirev, quello che è forse il velivolo KM più affascinante.  Purtroppo oggi ci rimane solo una carcassa, qualche foto e alcuni render di quello che fu.

 

Fu concepito principalmente come velivolo bombardiere anti-sommergibile, viste le minacce nucleari USA di quegli anni.

Decisamente più piccolo del Mostro, aveva comunque caratteristiche interessantissime (is the new “non importa quando sia grande il martello ma con che precisione batta il chiodo”).

Innanzitutto era più ibrido dell’ibrido: non solo era un ekranoplano ma poteva addirittura volare come un normale aeroplano, per di più decollando verticalmente.

Aveva per questi motivi dimensioni “standard” con una lunghezza di 26 metri a fronte di 28 di apertura alare. Il massimo peso al decollo era di 52 tonnellate, a fronte di 23 tonnellate di peso a vuoto.
Velocità ed autonomia erano notevoli, se considerato mezzo marino: 760 km/h e 2450 km.

Purtroppo nel 1974 Bartini morì e il lavoro subì numerosi ritardi. Nel 1977 L’URSS dichiarò il progetto non più rilevante per il paese e così anche il VVA-14 non uscì mai dallo stadio di prototipo.

 

 

 

 

Ma anche in questo caso abbiamo dei filmati che sono forse da considerare NSFW:

 

https://www.youtube.com/watch?v=dPAWfG5hNkc

 

 

 

 

Alekseev A-90 Orlyonok

Fu in pratica l’unico velivolo KM di un certo livello ad entrare seriamente in produzione. Lungo 58 metri con 31 metri di apertura alare, aveva prestazioni paragonabili ai 2 fratelli.
Anche in questo caso l’applicazione militare dello schermoplano era quella di trasporto truppe, vista l’ottima capacità di carico: poteva infatti scaricare senza problemi un BTR-60 sovietico.
Ne furono prodotti 4 fino al 1992 quando, dopo la caduta sovietica, il progetto fu abbandonato.

 

 

Un esemplare è visibile al museo navale di Mosca.

Si tentò anche di creare una variante civile del mezzo, ottimizzata per il trasporto turistico di persone su lunghe distanze offrendo vari livelli di tariffe in base al comfort del posto a sedere. Purtroppo il progetto fallì.

È comunque, attualmente, ancora a listino della casa produttrice casomai qualcuno volesse farci un’incauto acquisto…

 

 

 

 

 

Lun

Ed eccoci al modello definitivo che incarnò vent’anni di studi e test sui velivoli KM. Il Lun vide la luce in un solo esemplare, ed entrò in servizio nel 1987.

Lungo 74 metri per 44, è una sorta di versione light (nelle dimensioni) del Mostro. Come il suo predecessore anche il Lun monta 8 reattori nella zona anteriore che servono per direzionare il velivolo.

 

 

 

 

L’autonomia è di 3000 km e ha la possibilità di stare in mare per 5 giorni consecutivi.

A differenza del Mostro il Lun prevede anche una serie di missili montati sulla fusoliera. Lo si può ancora vedere (in realtà no, essendo territorio militare) attraccato sul Mar Caspio, nella città di Kaspijsk. Si può però vedere anche da Google Maps se siete curiosi:

 

 

Non fu tuttavia mai utilizzato in operazioni militari perché ancora considerato acerbo e difficilmente manovrabile, in attesa di uno sviluppo che, visto il collasso dell’URSS, mai ci fu.

Ci restano comunque i filmati:

 

 

 

 

 

Lo yatch è per ragazzini, lo schermoplano è per uomini.

Siamo così arrivati alla fine della storia del Mostro del Mar Caspio, l’ennesima trovata dell’ingegno sovietico. Dalle idee sovietiche nacquero poi molti velivoli simili (anche per la controparte USA), ancora oggi in produzione ma decisamente meno estremi e affascinanti del capostipite.

Lo schermoplano fu un vero colpo di genio anche se, paradossalmente, non solo non portò vantaggi all’URSS durante la guerra fredda ma nel concreto fu un buco nell’acqua non trovando mai un’applicazione pratica che valesse il costo del biglietto.

Il collasso dell’URSS fece il resto consegnando prematuramente alla storia dell’aviazione un velivolo affascinante e visionario.

Ma come sapete sono un romantico e continuo a sognare un giro turistico del Mar Caspio a Bordo di un A-90.

La risposta proletaria ai fighetti in giro con lo yatch.

 

 

  • Pagina wikipedia sullo schermoplano
  • Moooar info sul Lun qui
  • Un bel reportage fotografico sempre sul Lun qui
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