La Bibbia scritta da Jason Aaron: The Goddamned

3 anni fa

6 minuti

Più di una volta la Bibbia si è resa protagonista di interessantissime sceneggiature a fumetti. D’altronde è uno dei libri di racconti più antichi della storia. Ma poche di queste storie sono riuscite ad essere così sporche e cattive come The Goddamned, ovvero il racconto a fumetti del tormento di Caino, il primo assassino della storia.

Ci voleva il buon Jason Aaron per prendere in mano una storia del genere.

Il nostro sceneggiatore dell’Alabama preferito riesce come pochissimi altri a creare storie ruvide e violente, quasi a prendere in qualche forma (e con le dovute differenze) l’eredità del Garth Ennis di Preacher.

Il tutto però senza black humor, senza battute super volgari, risultando dannatamente lucido e pungente ogni volta che si renda necessario mandare le vite dei protagonisti fottutamente in malora.

Anzi ci voleva tutto il team del bellissimo Scalped, con i disegni di R.M. Guerà e  i colori della nostra Giulia Brusco, entrambi in super forma, maturati, migliori sotto tanti aspetti.

 

 

The Goddamned vol. 1 Prima del diluvio ci porta in un’epoca antica, in un mondo devastato dal decadimento più totale.

The Goddamned vol. 1 Prima del diluvio ci porta in un’epoca antica, in un mondo devastato dal decadimento più totale. Dove la stessa natura si ribella all’esistenza degli uomini, mai stati così violenti e profondamente corrotti da qualsiasi forma di basso istinto. Diciamo sull’orlo della sua prima Apocalisse.

In questo mondo governato dalla violenza, dai saccheggi, dall’applicazione più estrema e selvaggia della “legge del più forte”, si muove un uomo misterioso, diverso dagli altri, sia per aspetto che per qualità intellettuali.

Si tratta nientepopodimeno che del figlio di Adamo ed Eva, Caino, assassino del fratello Abele (e quindi primo omicida della storia), condannato ad un esistenza eterna di tormenti.

Un senzamorte, scacciato dal paradiso terrestre e dall’amore della famiglia a causa del suo orribile peccato, alla ricerca di un modo per porre fine alla sua esistenza fatta di battaglie e sangue.

Da 1600 anni Caino vaga per il mondo contemplandone la lenta e inesorabile distruzione, non certo causata dal diavolo e dai suoi inganni, ma per sola ed esclusiva colpa dell’uomo e dei suoi istinti.

 

Cain, l’immortale.

 

Guerre, fame (non sono certo rari i casi di cannibalismo, visto il costante appassimento del mondo), pestilenze, povertà sono il teatro che vedrà un’umanità deforme, apparentemente evoluta al punto da saper utilizzare strumenti, cavalcature, ornamenti eppure mai stata così in basso nello sviluppo sociale.

Le varie tribù si contendono quel poco che resta da bere e da mangiare, non disdegnando le lotte interne, arrivando a schiavizzare i propri simili, senza una presenza divina ad intervenire.

Dio si è dimenticato dell’uomo, anzi, si è pentito di averlo creato e lo ha abbandonato a sé stesso.

L’unico consapevole della sua presenza e dilaniato dalla punizione ricevuta per l’orribile delitto è proprio Caino, il quale si metterà in cerca di un Nephilim, creatura semi divina, metà angelo e metà uomo, l’unica, forse in grado di poter porre fine alle sofferenze mortali del protagonista.

Ma in questo mondo incontreremo anche Noè, a capo del suo popolo, maestro d’ascia, conoscitore del ferro, guerriero, guida “spirituale” della sua gente, intento a costruire una nuova società (e un’arca) in vista di quello che sarà il Grande Diluvio Universale. Una sorta di autoproclamatosi benedetto da Dio, eppure più simile al caro vecchio Negan di The Walking Dead.

 

Negan ha Lucille, la sua mazza da baseball. Il nostro Noè, invece, ha un’ascia.

 

 

C’è ancora speranza di redenzione per Caino e per gli uomini? La risposta potrebbe essere affermativa e da qui partirà la storia che – mi auguro – leggerete.

L’atmosfera di questo fumetto è in parte mito senza tempo e in parte leggenda fantasy alla Conan il Barbaro, con ambientazioni che spesso ci ricordano qualcosa conservato nella nostra memoria.

Ma quello che caratterizza l’intera storia del primo volume edito da Panini Comics Italia che ci troviamo tra le mani è una sensazione di tensione palpabile, costante, dal ritmo sfrenato, quel qualcosa che fa presupporre che sta per andarne storta un’altra nella pagina successiva.

Questo pur senza risultare troppo pesante, scontato, noioso, ripetitivo. La speranza (elemento ricorrente nelle tematiche di Aaron e non brutalizzata come faceva spesso Garth Ennis in passato) c’è, ma sembra sempre un passo oltre la portata dei protagonisti, obbligandoli a crescere e sacrificarsi.

 

Empatizziamo con Caino nel corso delle pagine, siamo partecipi del suo dolore, pur consapevoli che ci troviamo di fronte ad uno dei peggiori bastardi di sempre.

I flashback di inframmezzo ci mostreranno i ricordi dell’Eden e della famiglia di Caino, ed è questa la cosa che più  fa male: se è vero che delle cose importanti ci si rende conto quando vengono a mancare, Caino incarna un tormento pazzesco.

Ma anche i ricordi più belli nascondo lati oscuri, lo vedrete nelle pochissime battute scambiate tra Adamo e la moglie Eva.

 

 

Il talento del disegnatore serbo R.M. Guèra (ormai spagnolo di adozione) è indiscutibile.

 

Le deformità degli uomini, donne e bambini che incontreremo si contrappongono alla bellezza dello stesso Caino.

I suoi disegni, dal tratto realistico, sono veramente potenti, ed incarnano perfettamente non solo il design di questa epoca al tempo del mito, ma anche la terribile violenza che la caratterizza. Armi e bestie sono ben rappresentate, e certe inquadrature durante le scene d’azione sono degne del miglior John Woo.

Le deformità degli uomini, donne e bambini che incontreremo si contrappongono alla bellezza dello stesso Caino, il quale si erge al di sopra di tutti, biondo, statuario, immortale, eppure cinico e apparentemente privo di sentimenti.

Anche i colori della nostra Giulia Brusco rendono al meglio un’atmosfera di sangue, fango e ferro, catapultandoci in una lettura che appassiona molto nonostante il tema hardcore (diciamo che Caino non lesina gli insulti al dio che lo ha abbandonato) e che cattura senza scampo.

 

 

 

The Goddamned è una lettura potente.

The Goddamned è una lettura potente, di certo non adatta a chi cerca un fumetto di solo intrattenimento, ma è la prova cristallina di quanto l’autore degli ultimi cicli di Thor e di Southern Bastards sia una macchina da guerra pronta a riempire di bombe gli scaffali delle librerie.

 

 

 

 

 

P.S. Spoiler

Non aspettatevi empatia per il povero Abele. Fino a qui è solamente una muta e silenziosa vittima. No regrets.

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