The Midnight Man: il peso delle proprie scelte nella cultura 2.0

3 anni fa

6 minuti

Arriva oggi nelle nostre sale il nuovo film di Travis Zariwny, The Midnight Man che vanta due grandi icone horror del cinema: Robert Englund e Lin Shaye. La pellicola è basata sulla leggenda creepypasta del gioco di mezzanotte, a sua volta legata a un rito pagano usato per punire chi non aveva rispettato le leggi. Tra alti e bassi, il film è una interessante parabola sulle conseguenze delle nostre azioni.

Il nuovo anno si tinge di horror e ad aprire le porte al genere ci pensa Travis Zarinwny con The Midnight Man, urban legend della giovane generazione dell’internet – comunemente raggruppate nella cultura creepypasta di cui fanno parte iconici personaggi come Jeff The Killer e Slender Man – ispirata al rito pagano de il gioco di mezzanotte, praticato come punizione per chi non ha rispettato le leggi della religione pagana in questione.

 

The Midnight Man

Pur trattandosi di una rivisitazione moderna, The Midnight Man affonda molto le radici sul rito “reale” da cui è tratto, rappresentando una vera e propria metafora della vita di tutti i giorni.

Il gioco, come la vita, è basato su delle regole. La prima scelta che il giocatore è portato a fare è proprio quella di giocare. I rischi del gioco sono molto alti, non a caso è un gioco a cui si può giocare unicamente a mezzanotte e prevede l’influenza di forze oscure. Per questo motivo, già la scelta di giocare al gioco di mezzanotte comporta determinate conseguenze.

 

 

The Midnight Man

 

 

Ci sono delle regole e dei divieti da seguire molto precise.

Inoltre ci sono delle regole e dei divieti da seguire molto precise che, qualora non venissero rispettati, la responsabilità è tutta del giocatore. Ed esattamente come nella vita, siamo noi i fautori del nostro destino.

Siamo noi che dobbiamo prenderci la responsabilità delle nostre azioni e accettare le conseguenze delle nostre scelte, ben consapevoli però che la vita non sempre gioca secondo le nostre stesse regole e, allo stesso modo, il Midnight Man può benissimo prendersi gioco di voi pur di farvi perdere.

Le premesse del film sono davvero interessanti e Travis Zariwny riesce bene a far passare questo messaggio. La punizione che i protagonisti devono subire perché sono stati troppo ingenui e incauti, riversandogli addosso non solo le loro paure più grandi, ma anche le colpe di scelte sbagliate fatte in precedenza.

Travis Zariwny pecca comunque nella sceneggiatura della storia ma, soprattutto, nella sua realizzazione.

La pellicola è costellata di jump scares, a tal punto da distrarre lo spettatore dalla narrazione, picchi sonori che anticipano di molto eventi che porterebbero a uno spavento più naturale, a un effetto sorpresa più autentico che, invece, viene del tutto a mancare. Gli attimi di tensione sono veramente ben pochi.

 

The Midnight Man

 

Molto più interessante, senza ombra di dubbio, l’alone di mistero che avvolge i personaggi di Lin Shaye e di Robert Englund, attori che si ritrovano sullo stesso set dopo il primissimo Nightmare on Elm Street.

La pellicola parte proprio dal passato.

Soprattutto per la prima, che si è impegnata in una grandissima performance, si resta abbastanza affascinati e si vuole scoprire di più. Non a caso, la pellicola parte proprio dal passato e che vede il personaggio della Shaye, Anna, quando era ragazzina e insieme a suo fratello e a una sua amica ha giocato al terrificante gioco, trovandosi faccia a faccia proprio con il Midnight Man, per restarne traumatizzata a vita.

La storia riprende a distanza di oltre sessant’anni con la nipote di Anna, Alex (Gabrielle Haugh). Anna sembra non aver mai superato il trauma di quella tragica notte e, a distanza di tempo, continua ad avere dei fortissimi attacchi di nevrosi.

Uno di questi la costringe a letto, sotto gli occhi pietrificati di Alex e del suo amico Miles (Grayson Gabriel), in seguito al ritrovamento di una strana scatola contenente fotografie, candele usate, sale e una lista di nomi.

 

The Midnight Man

 

Il dottor Goodberry (Robert Englund) raccomanda estremo riposo, inconsapevole che per colpa della curiosità di Alex e Miles il male in quella casa è già tornato. I due ragazzi, infatti, danno nuovamente inizio al gioco di mezzanotte, ritrovandosi bloccati in una spirale di incubi che porterà luce su non pochi avvenimenti del passato.

Le interpretazione della Haugh e di Grayson Gabriel lasciano un po’ il tempo che trovano. Si nota molto l’inesperienza degli attori, soprattutto a causa di una recitazione un po’ troppo enfatica. Più convincente quella di Emily Haine, interprete di Kelly, amica dei due che arriva improvvisamente nella villa.

Kelly è il perfetto esempio di una sceneggiatura fin troppo abbozzata, dove al caso vengono lasciati troppi elementi che, invece di suggestionare lo spettatore, lo fanno confondere e perdere il filo della narrazione.

 

Ci sono delle intuizioni molto molto particolari e interessanti, legate alla rappresentazione del Midnight Man nel mettere in scena le paura dei protagonisti.

Interessanti escamotage dai rimandi simbolici molto forti, ma che spesso e volentieri vengono affossati da una messa in scena posticcia e stantia.

Quella di Travis Zariwny sembra essere una sua versione del gioco di mezzanotte sicuramente rivolta verso un pubblico molto giovane. La pellicola, paradossalmente, riprendendo quanto detto prima, funge quasi da monito nei confronti di chi fa qualcosa senza pensarci, di crede che ogni azione non abbia una conseguenza, positiva o negativa che sia.

 

The Midnight Man

 

La punizione è la metafora che meglio si evince da questa pellicola.

La punizione è la metafora che meglio si evince da questa pellicola, la quale resta però fin troppo relegata a quel nuovo universo dell’horror fatto di sola superficie e che a stento riesce davvero a spaventare i più giovani. Un film che risente troppo, e nel modo errato, di una nuova generazione della leggenda, delle storie che passano dall’essere raccontate intorno al fuoco all’essere condivise da un blog all’altro, ma senza riuscire a sfruttare fino in fondo le sue intuizioni.

Grande piacere, invece, rivedere sul grande schermo Englund, enorme performer anche in ruoli minori che, a suo modo, sa sempre come trasmettere qualche brivido nel suo spettatore.

The Midnight Man è in sala dall’11 Gennaio

Insidious - L’ultima chiave: sconfiggere il passato per affrontare il futuro
Insidious - L’ultima chiave: sconfiggere il passato per affrontare il futuro
The Midnight Man: il peso delle proprie scelte nella cultura 2.0
The Midnight Man: il peso delle proprie scelte nella cultura 2.0
The Midnight Man: il peso delle proprie scelte nella cultura 2.0
The Midnight Man: il peso delle proprie scelte nella cultura 2.0