Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione: intervista a Gabriele Salvatores

3 anni fa

Gabriele Salvatores

Arriva il 4 Gennaio al cinema Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione, secondo capitolo della saga sui supereroi di Gabriele Salvatores. Attraverso uno sguardo più maturo e dark, il regista italiano porta al cinema non solo il confronto generazionale, ma anche la consapevolezza del tempo che passa, l’assumersi le proprie responsabilità e la necessità di affrontare gli ostacoli della vita. In occasione dell’uscita del film lo abbiamo incontrato e intervistato.

Il film è il secondo volume della saga cinecomic made in Italy di Gabriele Salvatores, ma a differenza del classico film sui supereroi quello di Salvatores è un incrocio tra il Boyhood di Richard Linklater e l’Harry Potter di J.K. Rowling.

All’interno di questo secondo capitolo ritroviamo Michele cresciuto, ma gli ostacoli, le insicurezze e le avversità sono sempre le stesse, aggravate poi dall’entrata in scena di personaggi ancora più vicini al protagonista e dal confronto con la propria adolescenza.

Si, perché se essere un supereroe è un mestiere faticoso, essere un adolescente è ancora peggio.

 

Gabriele Salvatores

Non è un vero sequel questo seguito. Semmai è il secondo capitolo di una piccola saga, sperando che vada avanti.

A differenza di Batman, che è lo stesso personaggio con avventure diverse, questo è un personaggio che cresce, che stiamo seguendo. Una specie di Boyhood di un supereroe.

 

Afferma Gabriele Salvatores, creatore e regista della saga, questa volta accompagnato da un incredibile team di sceneggiatori, tra cui Nicola Guaglianone (Lo Chiamavano Jeeg Robot )

La pellicola si sofferma molto sul paragone tra la prima generazione di speciali e la seconda, rappresentata proprio dal giovane protagonista, e sembra quasi che il regista voglia riflettere su un cinema a cavallo tra vecchio e nuovo mondo.

 

Gabriele Salvatores

Curioso è riflettere sul fatto che quella prima generazione di grandi del cinema non ha avuto figli, quindi quelli della mia generazione, come dice Nanni Moretti, sono dovuti crescere in modo più autarchico. Un po’ sulla nostra pelle abbiamo dovuto imparare le cose.

È vero che il cinema ha un padre e madre molto ingombranti come il Neorealismo e la Commedia Italiana, che hanno fondato il cinema italiano e lo hanno fatto diventare grande nel mondo, però come è giusto che sia – come dicono anche gli psicanalisti – le nuove generazioni devono, metaforicamente parlando, uccidere i propri genitori.

Potete vedere l’intervista completa a Gabriele Salvatores qui sotto:

 

 

Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione arriva al cinema dal 4 Gennaio.

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