La più famosa serie di racing game arcade torna con un nuovo capitolo che promette scintille, intitolato Payback. Scoprite come ci è sembrato con la nostra recensione.

La serie più famosa, ma anche tra le più longeve di sempre in ambito di racing game di stampo arcade. Se infatti titoli come Gran Turismo, Forza Motorsport o Project CARS si configurano come più simulativi, la serie Need For Speed si è sempre distinta per la sua indole fortemente arcade e votata ad un gameplay divertente ed immediato.

Forse non in molti ricorderanno il primissimo capitolo uscito nel 1994 per il Panasonic 3DO  e solo in seguito convertito per PC, PlayStation e Sega Saturn, ma di certo  tutti ricordano i più iconici ed indimenticabili Need For Speed: Underground, Need For Speed: Undergound 2 e Need For Speed: Most Wanted, usciti tra la sesta e la settima generazione di console. I successivi capitoli della serie non hanno più avuto lo stesso appeal sul pubblico, che ha più volte richiesto un ritorno alle atmosfere e al mood un po’ tamarro di quei titoli che il caso ha voluto arrivassero sul mercato negli anni di massima fama della saga di Fast & Furious.

Ciò che ci si aspetta dal titolo, dunque, sono immediatezza e la giusta dose di tuning e di tamarraggine mista a inseguimenti a effetto con la polizia. Sarà riuscito nell’intento il team svedese Ghost Games, a cui Electronic Arts ha affidato questo nuovo Payback dopo quel Need For Speed dello 2015 che già rappresentava un buon punto di rilancio per il brand? Per scoprirlo non vi resta che proseguire con la lettura della nostra recensione! Abbiamo testato il titolo in versione Xbox One su Xbox One X e impostazioni tv 4K HDR per questa recensione, vi ricordiamo però che il gioco è disponibile dal 10 novembre 2017 anche su PC e PlayStation 4.

 

 

 

 

La storia di Need For Speed: Payback ci mette nei panni di Tyler Morgan, Sean McAlister e Jessica Miller, tre talentuosi piloti che dopo un colpo fallito a casa del doppio gioco di una collaboratrice non troppo affidabile si ritroveranno a dover sgominare una organizzazione criminale, chiamata “La Loggia”, che controlla tutti i business più redditizi di Silver Rock. Il terzetto si troverà dunque ad allearsi con lo stesso pezzo grosso della Fortune Valley che volevano derubare in principio per partecipare al Rush dei banditi, la più grande corsa di automobili nella storia della clandestinità, per sabotarla dall’interno.

Payback riesce a dar vita a una revenge story che prende ispirazione senza nasconderlo da Fast & Furious come da altre recenti produzioni hollywoodiane, aggiungendo però unicità di cui solo il medium videoludico può vantarsi: la presenza di tre protagonisti non è infatti una mera strategia narrativa per dare l’idea di “squadra”, ma si esplica in diverse dinamiche che cambiano il gameplay di volta in volta. Se Tyler è specializzato nelle gare tradizionali e di accelerazione, Sean lo è invece nella guida offroad e nelle sfide di derapata, mentre Jess si distingue particolarmente nelle fughe dalla polizia. E queste sono in pratica anche le varie tipologie di eventi (Corsa, Accelerazione, Derapata, Fuoristrada e Fuga) che troverete nella struttura  open world del gioco, e che richiedono l’uso di vetture specifiche.

 

 

Payback vanta il mondo di gioco più vasto di sempre della serie Need for Speed.

La storia si compone di missioni principali che ruotano attorno a dieci gang da sconfiggere per arrivare a fronteggiare “La Loggia”, cui si affiancano tantissime attività secondarie, nella forma di semplici gare di velocità, come di autovelox o la raccolta di diversi collezionabili che ci faranno letteralmente esplorare in lungo e in largo la vasta mappa di gioco. Payback può infatti vantare un ottimo sistema open world (si tratta del mondo di gioco più vasto di sempre della serie Need for Speed). Gli ambienti della fittizia Fortune Valley sono davvero tanti, si passa da zone cittadine ad altre più rurali o desertiche, finanche a un Grand Canyon.

Si ha davvero la sensazione di essere tornati al mood di Underground 2, declinato però nel gameplay e nel livello tecnico attuale, in quanto le anche le quest secondarie vi terranno per ore incollati allo schermo; queste sono infatti utili a guadagnare Punti Rep. oltre ai soldi per comprare nuove vetture e potenziamenti, ma anche perché hanno integrato un sistema di scommesse che vi invoglierà a ripetere la gara con l’obiettivo variabile. Sono presenti poi le cosiddette Speed Card, carte che permettono di potenziare le proprie vetture in ogni momento e che si dividono in vari tipi come Turbo, Freni, Nitro, Scarico ecc…

Le Speed Card determinano anche il livello dell’auto; ogni carta varia fino a 3 caratteristiche di rendimento del veicolo, e ciascuna categoria dispone di più livelli che ne implementano l’efficacia. Le carte possono essere poi acquistate in officina con crediti di gioco a prezzi piuttosto alti o comprate con denaro reale tramite micro-transazioni (cosa che vi invoglierà a impegnarvi in più gare per ottenerle gratis).

 

 

 

 

Tantissime auto, tantissime opzioni di personalizzazioni e tante diverse modalità di gioco, ma il feeling di guida di questo Need for Speed: Payback qual’è? I ragazzi di Ghost Games si sono dati da fare per confezionare un gameplay di guida ben bilanciato che rimane del tutto votato all’arcade (soprattutto negli impatti e nella gestione delle derapate) ma che è anche capace di far percepire in modo accettabile  le differenze fra le varie vetture. Sotto il profilo di contenuti e modalità di gioco, dunque, il titolo centra in pieno il bersaglio e riesce a non deludere le aspettative che da tempo i fan nutrivano per ogni nuovo capitolo della serie.

L’unica vera pecca va rilevata sul comparto tecnico di questo Payback, che pur risultando estremamente gradevole dal punto di vista grafico e diversificato in termini estetici e di resa artistica complessiva, soffre spesso e volentieri di un fastidioso effetto pop-up che colpisce tanto gli scenari quanto le vetture. Abbiamo giocato il titolo su Xbox One X ma il supporto all’HDR manca e non permette di valorizzare a pieno gli scenari, un peccato dal momento che il team aveva a disposizione  il potente Frostbite Engine. Al netto di questi difetti tecnici che si spera verranno corretti nel corso del mese con delle apposite patch, il titolo se la cava piuttosto bene ed è forse il miglior Need for Speed mai creato dai tempi di Need for Speed Underground 2 e Most Wanted. Un must per gli amanti della serie.

 

77
Need For Speed: Payback
Recensione di Francesco Ventrella
ME GUSTA
  • Bella trama in salsa cinematografico
  • Gameplay e Open World convincenti
FAIL
  • Presenza di microtransazioni evitabile
  • Qualche evidente sbavatura grafica