Lucio Parrillo: “tutto quello che è comics, games, illustrazione è arte!”

3 anni fa

9 minuti

Lucio Parrillo

Lucio Parrillo, illustratore italiano celebre per molti lavori nell’ambito del fumetto, ma anche per le sue grandi collaborazioni nel campo ludico, è stato tra gli artisti ospiti della 51esima edizione di Lucca Comics & Games. Abbiamo fatto una piacevole chiacchierata parlando del passaggio dai comics ai games, del suo rapporto col gioco e della troppa confusione di tematiche alle fiere nazionali.

Classe 1974, calabrese, amante degli sport, ma soprattutto grande illustratore, Lucio Parrillo è stato tra i più attesi ospiti dell’ultimo Lucca Comics & Games 2017.

Con uno stile realistico e molto gotico, dettagli precisi e icone femminili molto sensuali, Lucio Parrillo ha iniziato la sua strada tra i videogame e i comics, dedicandosi ultimamente alle illustrazioni per manuali di gioco e giochi da tavola, come Magic: The Gathering per Wizards of the Coast.

 

Lucio Parrillo

Lucio Parrillo

 

Indubbiamente Lucio è tra gli artisti del panorama fantasy più seguito a Lucca e insieme ad altri grandi artisti, tra cui Paolo Barbieri, ha partecipato alla sfida lanciata dalla Società Italiana Studi Tolkienani realizzando un nuovo immaginario visivo del mondo creato da J.R.R. Tolkien.

Il collettivo di cui fa parte ha realizzato una serie di artwork a cui Lucca Comics & Games ha dedicato la mostra “Lords For The Ring”, producendo un calendario che è stato oggetto di una campagna di crowdfunding sulla piattaforma Eppela che ha raggiunto l’obiettivo prefissato in pochissimi giorni.

 

Lucio Parrillo

Ovviamente è stato anche tra i principali artisti nell’Area Performance all’interno del padiglione games.

In occasione dei vari eventi a cui Lucio Parrillo ha preso parte, sono riuscita ad incontrarlo all’interno di un molto rumoroso padiglione Games dove, nonostante tutto, tra una risata e un disegno, siamo riusciti a parlare non solo della sua carriera e dell’esperienza come giocatore, ma anche della differenza tra le fiere italiane e quelle estere a cui prende parte.

 

 

Hai illustrato moltissimi fumetti importanti, tra cui Vampirella (edita in originale da Warren Publishing mentre in Italia da diverse case editrici tra cui Cult Comics) e Red Sonja (Marvel Comics), ma da qualche tempo ti stai dedicando all’illustrazione nel mondo del videogioco e del gioco. Qual è la differenza più grande che hai riscontrato in questi due mondi?

Ho iniziato con i comics, prima con case editrici minori e quasi tutte illustrazioni in bianco e nero. Poi sono passato direttamente ai videogames, quindi in realtà il vero esordio l’ho avuto con quelli.

Avrò fatto un po’ di character design, illustrazioni per le scatole; insomma, roba di questo genere. Da lì poi mi è stato chiesto di fare dei fumetti sui personaggi dei videogames, quindi ho illustrato un po’ di tavole per diversi titoli.

Ed è stato questo il punto che mi ha permesso di lavorare effettivamente per i comics, come quelli per la Marvel, i già citati Vampirella e Red Sonja. C’è da dire che sono un po’ di anni che non faccio più tavole interne di comics, credo che l’ultima che ho fatto per Marvel è stata una per World War Hulk con tutti i supereroi.

Da quel momento mi occupo solo di copertine, principalmente perché mi danno più libertà nell’interpretare quello che mi viene scritto. A differenza dei comics che, invece, devi seguire tutte le direttive dell’art director e scrittore.

Se c’è da fare una scena, inquadratura particolare, magari devi fare undici vignette, quindi è un lavoro più lungo e faticoso. Sei molto più libero quando devi fare solo una copertina o un’illustrazione, come avviene anche nell’ambito dei games, e sottostare sicuramente a molte meno regole.

 

Lucio Parrillo

 

Come nasce la tua collaborazione con Wizard of the Coast?

Mi sono semplicemente fatto avanti io: ho mandato una mail all’indirizzo dell’art director che c’era sul sito con il mio sito web, un po’ di materiale. Dopo un mesetto mi hanno chiamato facendomi già diverse proposte sia per Dungeons & Dragons che per Magic e anche per un altro gioco di carte che sia chiama Hecatomb.

Da lì, ovviamente, sono andato molto avanti, collaborando anche con case avversarie, come la Blizzard per Warcraft, e diversi giochi di ruolo. Un pochino più piccoli ma sempre conosciuti.

 

E il tuo rapporto con il gioco? Sei o sei stato un giocatore?

Poco. Il problema è il tempo. Mi piacerebbe tantissimo ma non ho mai tempo. L’ultima volta che sono riuscito a dedicarmi ai videogame è quando mi sono fratturato un piede. Non potendo uscire per un bel po’ di tempo, allora giocavo.

Generalmente, però, passando gran parte delle mie giornate con gli occhi rivolti verso uno schermo, seduto, a lavorare, quando finisco ho la necessità di uscire fuori, di guardare lontano. Ho bisogno di muovermi, di fare sport, tenermi attivo, correre.

Passare da un foglio o uno schermo al tavolo con le carte oppure lo schermo per un videogioco, no, non ce la farei. Quando non lavoro o disegno, occupo il tempo con qualcosa che mi da energia. Mi piacerebbe giocare, nell’anima sono un giocatore, ma in pratica ci riesco poco.

 

Lucio Parrillo

 

Tra l’altro, tra i diversi tipi di gioco, videogames, gioco di ruolo, carte, a cosa sei più incline?

Se proprio devo scegliere, diciamo che ho una domenica con gli amici, allora ti direi i videogames. Per me è un po’ più immediato e poi con un classico sparatutto, hai quella botta di adrenalina e via, lo usi anche per scaricarti.

Certo, ho passato anche giornate intere, ovviamente piccole parentesi, con gli amici a giocare a Risiko. Sai quando passi davvero un’intera giornata che poi finisci per litigare? Praticamente quello!

 

Domanda di rito per quanto riguarda Magic: tra le illustrazioni che hai fatto, c’è una tua carta preferita?

Ce ne sono un paio. L’elfa visionaria, per esempio, anche perché ne sono piuttosto orgoglioso e poi una carta molto ricercata. Baru – Fist of Krosa anche quella ha avuto un grosso successo. Ce ne sono molte altre, ma queste due sono sicuramente le mie preferite.

 

Lucio tu sei un illustratore italiano. Oggi ci troviamo al Lucca Comics & Games, ma so che viaggi moltissimo anche per le fiere internazionali. Quali sono le principali differenze tra una fiera italiana e una estera?

La maggior parte delle fiere le faccio tutte all’estero, per diverse ragione. Le fiere italiane sono belle, fatte bene, però negli ultimi anni, da un punto di vista artistico, l’arte viene molto sacrificata a favore di quelli che sono i nuovi fenomeni social.

Chiariamo: parliamo di arte! Tutto quello che è comics, games, illustrazione grafica, digitale o su carta, è sempre e comunque arte. In una Convention dove l’arte dovrebbe prendere almeno l’80% della fiera e invece molta dell’attenzione viene dedicata agli youtuber, non va bene.

So che sto per toccare un tasto dolente e la mia non vuole essere una polemica gratuita o fare di tutta l’erba un fascio, ma se accanto al mio stand, me artista, metti uno youtuber circondato da una valanga di ragazzini, i quali non capiscono niente né di arte ma, soprattutto, niente del contesto, stai screditando il mio lavoro e quello dei colleghi nonché il senso di tutta la convention.

Parlo per esperienza! Sicuramente ci sono degli youtuber molto interessanti e dai contenuti intelligenti, ripeto non voglio generalizzare, ma mi è capitato di stare accanto a dei perfetti idioti con un seguito davvero imbarazzante. All’estero questa cosa non la vedrai mai!

Purtroppo è una caratteristica tipica dell’Italia. Per esempio al San Diego, a Los Angeles o in Belgio, Francia le Convention vengono fatte unicamente con artisti, con collezionisti, per gente che ama l’arte e sa di andare in un luogo dove incontrare, appunto, un artista. In quel contesto hai la soddisfazione di poter dire che sei lì perché c’è gente che viene per te e perché apprezza il tuo lavoro, la tua arte.

Poi sicuramente ci sono i talent, attori famosi di serie, ma che sono divisi comunque in panel a parte. In Italia, purtroppo, si tende a mescolare tutto insieme e le web star stanno rovinando un po’ questo tipo di contesto.

 

Lucio Parrillo

 

A questo punto avrebbe molto più senso fare una Convention unicamente dedicata agli youtubers e una dedicata solo ai comics. Sono due mondi diversi, non viaggiano nella stessa traiettoria. È un mescolare due cose che andrebbero divise, semplicemente. In alcuni piccoli centri, negli ultimi anni, si tengono queste sottospecie di Convention dove all’interno della città, ogni negozio ospita un’artista per permettere al pubblico, e ai collezionisti, di entrarci in contatto.

Quindi una manifestazione unicamente pensata per gli amanti dell’arte. Preferisco parlare dieci minuti anche solo con una persona che sta capendo quello che faccio, dove ci troviamo, piuttosto che essere circondato da duemila ragazzini che si muovono come se fossero degli automi e che non sanno la differenza fra un quadro ad olio originale e una stampa.

Fortunatamente Lucca è un caso a parte e resta una delle migliori in Italia, ma purtroppo ce ne sono troppe che pur di fare numero, buttano dentro più materiale possibile senza un criterio logico. Questo è ovviamente il mio pensiero d’artista, sposato però da tanti altri miei colleghi.

 

Lucca Comics & Games Heroes: chi sono gli eroi per Lucio Parrillo?

Al momento i veri eroi sono: medici, infermieri, ricercatori che combattono tutti i giorni contro malattie e persone che stanno male. Gli eroi sono quelle persone grazie alle quali si riescono a sconfiggere le vere battaglie, i grossi problemi.

È molto bello quello che fanno le persone come me, ma in questa società serviamo a poco.

Posso regalarti un sorriso, e questo mi fa piacere, ma non sono capace a salvarti la vita. Ci sono persone, quelle di cui a volte ignoriamo l’esistenza, che lavorano sul serio e lo fanno per noi. Questi sono gli eroi!

 

Lucio Parrillo

 

La mia conversazione con Lucio si conclude con un bellissimo schizzo che ha poi regalato alla redazione. Notate somiglianze!?

 

Se siete interessati a conoscere meglio le illustrazioni e il lavoro di Lucio Parrillo, potete trovare tutto sul suo sito web: lucioparrillo.com

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