Hostiles: la feroce, ma imperfetta, apertura della Festa del Cinema di Roma

4 anni fa

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Hostiles

Si apre ufficialmente la XII. Festa del Cinema di Roma conl nuovo film di Scott Cooper, Hostiles, con protagonisti Christian Bale e Rosamund Pike.

Si apre con una violenza feroce e che buca lo schermo l’Hostiles di Scott Cooper, film d’apertura della XII Festa del cinema di Roma.

Dopo il biopic Black Mass, presentato tre anni fa a Venezia e Il Fuoco della Vendetta, Cooper ritorna a Roma con un western sui generis in cui spiccano due magistrali interpretazioni da parte di Christian Bale e Rosamund Pike.

Un film di redenzione ma anche di rinascita, un film che si fonda su delle complesse psicologie umane, mosse sullo sfondo di un’America fine ‘800, ma anche di accettazione, tematica attuali oggi come non mai.

 

Hostiles gira attorno al capitano dell’esercito Joseph J. Blocker (Christian Bale), da sempre spietato assassino nei confronti dei nativi. Tante le tribù, tanti i metodi di esecuzioni, e tanto il sangue che macchiano tanto l’uomo bianco quanto i pelle rossa.

Blocker viene costretto a scortare, fino alle terra del Montana, il capo tribù Falco Giallo (Wes Studi), dopo oltre sette anni di detenzione. Per Blocker è un ordine che non può essere assolto, eppure dopo tanti anni di fedele servizio, dopo le morti e a un passo dalla pensione, decide di scortare l’uomo assieme alla sua famiglia.

 

 

Hostiles

 

 

Inizia un percorso tortuoso, di ostacoli fisici ma soprattutto mentali.

Blocker verrà messo di fronte al suo passato, ai difetti della società odierna e che tutti, a prescindere dal genere o colore di pelle, sono uguali, nei pregi e nei difetti. Nessuno è un santo e nessuno è un diavolo.

Si combatte per la propria terra, per la propria famiglia e per il proprio onore. Ma esiste anche il dialogo, l’accettazione e il perdono. E a far capire questo è Rosalie Quaid (Rosamund Pike), una donna trovata in stato di shock accanto ai corpi privi di vita della propria famiglia, massacrata da un gruppo di indiani.

Scott Cooper riprende l’intimismo de Il Fuoco della Vendetta

Scott Cooper riprende l’intimismo de Il Fuoco della Vendetta, questa volta però lasciando spazio a un po’ di ottimismo sul finale, sebbene le atmosfere di Hostiles sono ruvide e feroci, esattamente come il suo inizio.

Una prima sequenza che ammutolisce lo spettatore, lo colpisce prima in volto e poi nello stomaco, lasciandolo impietrito di fronte alle immagini sullo schermo.

 

Hostiles

 

Poi arriva il titolo: Hostiles. Impietoso, freddo, spietato. Sappiamo che quello di fronte a noi non sarà un film facile. E infatti Cooper confeziona un film molto complesso, ma che si preoccupa “fin troppo” dei suoi personaggi, tralasciando una trama che resta vagamente abbozzata.

Sembra quasi di girare a cerchio, di vedere i personaggi andare sempre nella stessa direzione all’infinito. Se da un lato abbiamo un ottima caratterizzazione, un forte approfondimento psicologico, c’è la volontà di sviscerare sentimenti, emozioni, dall’altra parte il film di Cooper manca di concretezza.

Definirlo western sarebbe sbagliato. Infatti, se l’ambientazione ci suggerisce questo, nell’anima Hostiles è qualcosa di molto diverso, talmente diverso da finire col divenire un ibrido, proprio perché Cooper non è stato capace di definire con precisione l’anima di questa pellicola.

Non è un dramma, non è uno storico, non è un thriller

Non è un dramma, non è uno storico, non è un thriller. Si sa cosa non è Hostiles, ma non si sa cosa sia davvero. Pur apprezzando le intenzioni, arrivando a toccare le fragilità e le sofferenze dei personaggi, non si può comprenderlo fino in fondo, come se qualcosa nei contorni del film sfumasse.

 

Hostiles

Dilatato, caotico, impreciso. Cooper riesce a strutturare perfettamente a confezionare la struttura del suo Hostiles, a partire dalla fotografia suggestiva, la colonna sono intensa e i suoi magistrali interpreti.

 

Una doppia metafora che ci conduce direttamente ai nostri giorni, provando a rappresentare il percorso di accettazione di una persona. Al tempo stesso si appoggia troppo all’immagine evocativa, alla forza dei suoi interpreti, tralasciando elementi preziosi che avrebbero reso perfetto, fino in fondo, la sua pellicola. Infatti, Hostiles dopo la sua prima ora, si mostra essere una pellicola appesantita da queste piccole mancanze strutturali all’interno della storia.

Una pellicola intensa e violenta, dal risvolto inaspettato, ma che avrebbe avuto bisogno di una limatura in più per poter essere apprezzata, e compresa totalmente.

 

https://www.youtube.com/watch?v=8yuxKRZ_KPk

 

Hostiles sarà distribuito in Italia dalla Notorious Pictures, ma non è stata ancora rilasciata una data d’uscita. 

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