Passare o no alla nuova piattaforma AMD Ryzen AM4?

4 anni fa

13 minuti

Dai primi di Marzo 2017 le cpu AMD Ryzen R7 a 8 core sono ufficialmente entrate nel mercato. Online vi sono tanti di test, benchmark e confronti, ma per chi volesse fare il grande salto quali sono le informazioni utili per fare un buon acquisto?

Sono passati ormai due mesi dall’uscita delle nuove CPU di AMD e a chi avesse seguito un pò in giro l’andamento prestazionale di questi prodotti sarà già ben chiaro quali siano le caratteristiche e le prestazioni.

Per coloro i quali invece non fossero ben informati, di seguito troveterete un riassunto:

 

CPU Core Threads Clock Turbo Max L3 TDP Prezzo
AMD Ryzen 7 1800X 8 16 3,6GHz 4GHz 16M 95W $499
AMD Ryzen 7 1700X 8 16 3,4GHz 3,8GHz 16M 95W $399
AMD Ryzen 7 1700  8 16 3GHz 3,7GHz 16M 65W $329
AMD Ryzen 5 1600X 6 12 3,6GHz 4GHz 16M 95W $249
AMD Ryzen 5 1600 6 12 3,2GHz 3,6GHz 16M 65W $219
AMD Ryzen 5 1500X 4 8 3,5GHz 3,7GHz 16M 65W $189
AMD Ryzen 5 1500 4 8 3,2GHz 3,4GHz 8M 65W  $169

L’offerta di AMD si orienta su CPU dal numero elevato di core con tecnologia SMT (molto simile al Hyper Threading di Intel) vendute ad un prezzo davvero molto aggressivo.

I modelli di punta sono attualmente gli R7, processori ad 8 core capaci di gestire sino a 16 thread, con una cache L3 da 16MB ed un totale di 20MB se considerate L1 ed L2, seguono a ruota gli R5 con 4 e 6 core e rispettivi 8 e 12 thread.

Il prezzo è poi giustificato tra i vari modelli per la frequenza di clock e la presenza della tecnologia XFR (presente solo sui modelli X), che permette un ulteriore overclock automatico di 100Mhz in presenza di un dissipatore adeguato.

Fatta queste piccole premesse ormai chiare a tutti passiamo alla parte forse meno discussa online e che potrebbe fare sorgere dubbi come:

  • Sono già in possesso di un buon sistema, mi conviene cambiare?
  • Quali sono gli eventuali miglioramenti?
  • Cosa potrebbe invece deludere le mie aspettative?
Il test è partito dal principio di dover aggiornare una macchina già molto efficente, spendendo la giusta cifra, ed ottenendo dei reali incrementi prestazionali.

 

I componenti già presenti erano i seguenti:

  1. Case Sharkoon VS4-S (mantenuto)
  2. Alimentatore Corsair TX850W (mantenuto)
  3. Dissipatore Artic Freezer Xtreme (mantenuto)
  4. CPU Intel Xeon 1231V3 (venduta)
  5. MB Gigabyte Z97x-Gaming 3 (venduta)
  6. RAM 32GB DDR3 1600Mhz Crucial Cas9 (venduta)
  7. SSD Crucial MX300 275GB (mantenuto)
  8. VGA 2 Radeon RX480 8GB (mantenute)
  9. DVD-RW e Lettore di SD (mantenuti)

In sostanza è stato sostituito il solo blocco di CPU, scheda madre e RAM, quest’ultima per ovvie ragioni visto il passaggio allo standard DDR4 per il socket AM4 di AMD.

Nell’acquisto è stato incluso un secondo SSD Crucial MX300 da 275 per effettuare un RAID 0 ed ottenere una capienza massima di 550GB e sperando di ottenere il doppio delle prestazioni.

 

 

La precedente CPU era un Intel Xeon 1231v3, una CPU socket 1150 con 4 core e 8 thread ed una frequenza di 3,4Ghz che sale sino ad 3,8Ghz in modalità Turbo Boost ed un consumo di 80W.

Lo Xeon 1231v3 è in pratica il fratello (versione server) dell’I7 4770, e le differenze più importanti sono solo la frequenza leggermente più alta dell’I7 in Turbo Boost (3,9Ghz), ed il supporto alle memorie ECC per lo Xeon.

 

La scheda madre era un ottimo prodotto grazie al consolidato chipset Z97 ed al supporto allo SLI/Crossfire oltre all’ovvia presenza di USB3 e SATA3 e slot M2.

Le RAM ancora oggi molto valide riuscivano a reggere con un leggeroo overvolt la frequenza di 2200Mhz a cas 11 contro i 1600Mhz e cas 9 di default.

L’upgrade doveva essere a basso costo e fornire dei reali benefici in termini di prestazioni

 

 

Scelta dei componenti

La precedente CPU era ancora un ottimo prodotto, non troppo distante dai fratelli maggiori oggi in commercio come l’I7 6700 e 7700, ma la pecca principale era chiaramente l’impossibilità di effettuare overclock e quindi ottenere qualche incremento.

La scelta ricade dunque sul Ryzen 7 1700

 

Il Ryzen 1700 è il più piccolo dei “grandi”, è un 8 core 16 thread con una frequenza di 3Ghz che sale a 3,7Ghz in modalità boost, non ha la funzione XFR dunque non guadagna l’eventuale incremento di 100Mhz con eventuale dissipatore di qualità, ma ha un consumo inferiore ai fratelli maggiori passando dai 95W del 1700x e 1800x ai suoi soli 65W.

Leggendo un pò dappertutto pare essere chiaro che tutti e tre i modelli della serie R7 a otto core raggiungano in overclock i 4Ghz, questa ipotesi renderebbe inutile la spesa per un 1700x o 1800x.

La Cpu ha un costo che oscilla tra i 320€ e 350€ online e dunque si mantiene molto vicino (se non un pò più economico) del concorrente diretto Intel I7 7700k.

Le differenze con Intel sono evidenti ma non così esilaranti come lo sarebbero sulla carta.

In effetti questa CPU ha il doppio dei core ed una quantità spropositata di memoria cache,

ma a causa della poca ottimizzazione di molti software, o dell’ uso di molti giochi di al massimo quattro core, in varii casi il nostro Ryzen sembra non esprimersi al meglio.

Il quadro cambia totalmente con software di produttività come Cinebench dove la CPU mostra una potenza elevata tale da mettere spesso in crisi e in molti casi anche superare la controparte Intel di pari core.

 

Test Cinebench da HWupgrade.it

 

Il Ryzen 1700 è l’unica CPU a 8 core che viene venduta con dissipatore in bundle,  che dovrebbe sostenere CPU sino a 95W, ma che non è assolutamente indicato per l’overclock.

 

 

Il logo AMD lateralmente alla ventola ha un colore rosso di default che può essere cambiato collegando il cavo (visibile in foto) alla scheda madre se supporta questa feature.

 

 

 

La scheda madre una MSI X370 Sli Plus

Avendo una coppia di AMD RX 480 da 8GB era necessaria una scheda madre che supportasse lo SLI/Crossfire, in casa AMD il solo chipset che riveste questo ruolo è il X370,

a seguire troviamo il B350 e l’A320, ecco una scheda esplicativa:

 

 

Naturalmente per chi dovesse decidere di effettuare una migrazione su piattaforma AMD, o anche un acquisto di un un nuovo PC potrebbe tranquillamente basarsi su una scheda madre con chipset B350, dal costo decisamente più contenuto che permette comunque l’overclock.

La presenza di due RX 480 anzichè una singola GTX 1080 è frutto di un acquisto successivo di una seconda VGA.

 

La scheda madre ha un ottimo rapporto qualità prezzo e tutte le caratteristiche necessarie allo scopo,  ecco il link della pagina del produttore e qualche foto:

 

Il prezzo di acquisto è stato di circa 150€ e il prodotto ha tutto il necessario oltre ad avere una linea accattivante.

Quasi tutte le schede madri con X370 hanno supporto allo Sli/Crossfire, ma vi è un solo modello dal costo ancora più contenuto dell’MSI dell’articolo che monta il medesimo chipset, che ha un secondo slot PCI-EX ma a 4x e non ad 8x, dunque non adatto ad un reale Crossfire/Sli, il modello in questione è la Biostar X370GT5.

 

 

 

Le RAM G.Skill Aegis 2800Mhz C17 1,2v

Per il discorso RAM la questione si fa un po più complessa, infatti AMD non ha nascosto i seri problemi di gioventù della sua piattaforma e sul fronte memorie vi sono tutta una serie di considerazioni da fare:

  1. Il supporto è garantito solo su alcuni modelli per le frequenze superiori ai 2400Mhz (ciò non vuol dire che eventuali ram non in lista non funzionerebbero).
  2. L’installazione di più di due banchi di RAM è possibile solo con RAM Single Rank
  3. Eventuale presenza di 4 moduli di RAM potrebbe comportare l’abbassamento della frequenza
Channel Rank Numero di Dimm Velocità
Dual Channel Dual Rank 4 Dimm 1866
Dual Channel Single Rank 4 Dimm 2133
Dual Channel Dual Rank 2 Dimm 2400
Dual Channel Single Rank 2 Dimm 2667

 

Naturalmente la possibilità di superare lo standard di 2667Mhz dipende da vari fattori e dal tipo di RAM che sceglierete

 

La nostra scelta è ricaduta su un kit di G.Skill Aegis 2x8GB con frequenza di 2800Mhz e Cas 17 con voltaggio standard di 1.2V.

Il motivo principale è stato quello del prezzo molto contenuto (circa 110€) e della tipologia appunto Single Rank che permetterebbe di affiancare successivamente un ulteriore Kit da 16GB:

 

 

 

 

Installazione ed impressioni d’uso

Tutto molto bello ed interessante, ma cosa è successo dopo aver schiacciato quel tanto atteso tasto power?

I problemi di gioventù di cui si è parlato precedentemente sono stati chiari fin da subito.

La scheda madre arrivata con il primo bios disponibile (versione 3.0) si bloccava frequentemente, e il solo attivare la modalità RAID per creare l’Array di cui avevamo bisogno per installare il sistema operativo sembrava già un impresa impossibile.

Scopriamo a quel punto che il Bios dispone di un interfaccia semplificata e di una per “advanced user”, se il Raid veniva attivato dall’interfaccia semplificata non veniva avviato il software AMD RAID.

Finalmente accediamo all’interfaccia RAID e creiamo il nostro RAID 0, si parte quindi con l’installazione di Windows

 

È preferibile in questo caso elencare velocemente tutti i vari problemi che si sono presentati:

  • Enorme lentezza in avvio

Dalla pressione del tasto power al reale avvio della macchina, quindi la visualizzazione della fase di posting passavano dai 15 ai 20 secondi, tale problematica è stata segnalata ad MSI che ha risposto come sia una cosa normale per la piattaforma AMD.

  • Raid poco intuitivo

Non è stato segnalato quanto detto prima in merito alla mancata attivazione del software RAID via interfaccia semplificata del bios ad MSI, ma abbiamo risolto attivandolo dall’interfaccia “EZ Mode” che è appunto quella per esperti, ci auguriamo che venga risolto con qualche nuova release del bios.

  • Compatibilità con le RAM e supporto XMP/AMP

Tutte le MB Intel ormai grazie al supporto XMP sono in condizioni di leggere i dati forniti dalle RAM in merito alle impostazioni migliori e di fissarne in automatico le impostazioni sul BIOS, nel nostro caso con la prima release tutto questo era utopia, con i successivi aggiornamenti la cosa è migliorata ma ancora adesso resistono varie problematiche tra cui quella dell’impossibilità di settare il Command Rate (1T/2T), questo ha comportato una forzatura del sistema delle nostre RAM che sono dichiarate come 2T sul valore 1T che è molto più pesante da gestire, anche in questo caso MSI non ci ha dato soluzione, abbiamo dunque reagito giocando con il voltaggio e le varie latenze.

  • Impossibilità di gestire l’FSB della CPU

Appena arrivata la scheda madre non fissava l’FSB della CPU su un chiaro 100Mhz, ma lavorava sui 99,1/99,4 anche con una particolare altalenanza, MSI non ci ha dato soluzione sul rendere modificabile tale valore da Bios, ma con le nuove release di quest’ultima hanno almeno fissato il valore su un accettabile 99,99.

  • Driver acerbi

Nel giro di una settimana di test sono stati aggiornati i driver del chipset, della scheda audio e del raid, rendendo già il CD in bundle obsoleto, i driver in esso contenuti non erano impeccabili e la macchina non ha dato un vero senso di solidità, aggiornando il tutto via via con non pochi format possiamo decretare già un buono stato di solidità del sistema.

  • Temperature

Il nostro Artic Freezer Xtreme teneva a bada il nostro vecchio Xeon con temperature mai sopra i 50°, in torture test si superavano i 60° ma era impresa ardua andare oltre, questo nuovo Ryzen sta a bada finchè rimane come mamma AMD lo ha fatto, appena ci si accinge a salire un pò inizia seriamente a scaldare, il nostro Ryzen 1700 addirittura anche più dei fratelli maggiori per via del TDP di 65W che sale rapidamente con l’OC.

Le temperature sono sui 40°/45° in uso normale home/office, in gaming si superano i 60°/65°, inoltre non ci è ancora chiaro (ma lo chiederemo presto ad MSI) il motivo per cui entrando nel bios la temperatura inizia a salire, come se l’interfaccia caricasse seriamente la CPU, cosa molto strana visto che dovrebbe essere l’ambiente più sereno per il sistema.

 

Adesso passiamo ai PRO:

  • Potenza pura

Con il passaggio alla release prima 3.1 e poi 3.2 del bios la stabilità è aumentata ed i test hanno dato ragione, nel normale utilizzo o nella prima installazione dei vari software la macchina non ha mai avuto timore di eseguire più di 10 installazioni completamente.

  • Niente male con il gaming

Sarà anche vero che il 7700k restituisce dai 10 ai 20 fps in più su molti (non tutti) i titoli, ma con questa macchina è stato possibile giocare in Full HD a titoli come Battlefield 1, Battlefield 4 e GTA 5 con tutto Ultra e qualunque filtro attivo rimanendo a livelli di FPS ottimi, infatti su BF1 la media è sempre sui 110, su BF4 sui 140 e su GTA sugli 80/90.

  • Overclock

Scalda parecchio, lo sappiamo ma con un buon raffreddamento non è difficile raggiungere i 4000Mhz o più, il nostro sample si è comportato davvero bene soprattutto perché mantiene i 3700Mhz su tutti i cori con vcore default di 1.2v, per stare sui 3800Mhz inizia a chiedere non meno di 1,35v mentre per tenersi i 4000 abbiamo dovuto fornirgli 1,4v.

La condizione di 3700 a vcore stock non è affatto niente male e ci permette di mantenere il sistema fresco e silenzioso.

  • Rapporto prezzo/prestazioni

E’ innegabile, questa CPU è una sorta di investimento, nel giro di mesi i driver saranno ottimizzati, e i software inizieranno davvero a sfruttarlo ed al costo di un quattro core Intel vi sarete portati a casa 16 thread AMD.

 

 

 

Considerazioni finali

Come possiamo dunque definire questa esperienza? Faticosa certo, ma anche molto interessante e che ci ha ripagato totalmente, se avessimo acquistato un I7 con ottime probabilità non ci saremmo imbattuti in tante difficoltà grazie all’ormai consolidata affidabilità dei driver e dell’ottimizzazione di quasi tutti i software per le piattaforme Intel.

Naturalmente è confortante vedere quasi con cadenza settimanale migliorie e update da tutte le parti che danno sicurezza e forza all’idea di investire su una piattaforma AM4, in fondo un pò lo dobbiamo accettare, un prodotto nuovo ha diritto a qualche problema di gioventù.

È giusto a questo punto segnalare tutti i miglioramenti ottenuti durante la settimana di test tramite update di driver o bios:

  • Bios 3.2, migliorata compatibilità con le RAM, velocizzato avvio del PC, aggiunte nuove voci per modificare le feature della CPU, prima assenti come la virtualizzazione e il cool’n quite.
  • Nuovi Driver AMD, migliorata stabilità e reattività del sistema, inoltre il nuovo pacchetto Raid Expert sembra aver innalzato le potenzialità del nostro Array

Decisamente un ottimo salto di qualità che nei prossimi mesi ci restituirà ulteriori migliorie ed incrementi prestazionali ma tutto questo ha senso per coloro i quali stanno progettando un nuovo PC, se siete in possesso di un processore superiore o equivalente ad un I7 4790k, nell’immediato non avreste dei benefici tangibili.

Se il vostro scopo è il gaming e dovete assemblare un pc e non avere alcun intoppo ancora legato a eventuale incompatibilità o a scarso supporto Ryzen non fa ancora al caso vostro, se invece oltre al solo gaming usate software di rendering, grafica o encoding, Ryzen è pronto a stupirvi piacevolmente.

 

 

 

Qualche numero

Ecco quanto fanno i nostri MX300 da 275GB l’uno in RAID 0, niente male, quasi un GB al secondo in lettura e scrittura:

 

 

Di seguito invece il miglior setup trovato per le nostre ram, 2666Mhz con cas 16 e CR a 1T :

 

 

E quello per la nostra CPU, 3,7Ghz a Vcore default:

 

 

Ed ecco qualche risultato spremendo a fondo la nostra macchina a 4000Mhz:

 

 

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