Con il NES mini Nintendo ha dimostrato al mercato videoludico che il retro-gaming non solo è ancora vivo, ma gode anche di un’ ottima salute. Vediamo oggi come costruirci in casa una console all-in-one per il retrogaming con un Raspberry Pi e il software RetroPie.

Il mercato non è mai stato privo di  “console” in grado di emulare vecchi videogiochi: abbiamo visto il Retron5 o il Retro Freak, prodotti sicuramente più costosi, ma che forniscono soluzioni all-in-one assolutamente invidiabili.

Queste console infatti permettono di eseguire qualsiasi gioco, di qualsiasi console, a patto di possederne la cartuccia originale.

Grazie alla rubrica Incauto Acquisto, Itomi ci ha anche mostrato un’ alternativa sicuramente interessante, l’Homecade, che permette l’esecuzione di quasi tutta la totalità del panorama nostalgico videoludico, ma semplicemente utilizzando ROM da caricare direttamente sulla console in questione, risparmiandoci così la necessità di usare fisicamente i nostri vecchi supporti (quali cartucce e CD) e prevenendone l’usura.

 

Seguendo questa guida Itomi ha realizzato il Nintendo Zero, trovate il video sul canale di Incauto Acquisto, eccolo:

 

Il costo molto elevato anche di questo prodotto però mi ha fatto desistere dal suo acquisto istantaneo; senza considerare che si tratta comunque di una versione con schermo integrato e quindi abbastanza ingombrante in caso si volesse portare in giro.

Fortunatamente il veronerd™ non desiste mai e proprio da quest’ultimo prodotto sono partito nella mia ricerca verso qualcosa di simile ma che potesse avere costi ridotti.

Questa ricerca mi ha fatto scoprire che il già citato Homecade al suo interno contiene un “semplice” Raspberry Pi;  un single-board computer (un calcolatore implementato su una sola scheda elettronica) sviluppato nel Regno Unito dalla Raspberry Pi Foundation, acquistabile online a due spicci, su cui basta installare il sistema operativo open source Retropie, vero e proprio collettore di numerosi emulatori pronti all’uso.

Ma come fare ad installare il sistema vero e proprio? Come fare ad inserirci dei giochi? Che controller usare per giocarci?

A queste e ad altre domande proverò a rispondere con questa semplice guida sulle pagine di Lega Nerd.

 

 

 

Ingredienti

  •  Raspberry Pi 3 Model B – da 42 euro
    In realtà anche un semplice Raspberry Pi 2 o anche uno di prima generazione potrebbero essere usati, ma risultano meno performanti, soprattutto nell’emulazione di alcuni giochi. Inoltre il Pi 3 ha anche il Wi-Fi/Bluetooth integrati, quindi risulta una scelta pressoché obbligata. Da non dimenticare le 4 porte USB 2.0 e la porta Ethernet già in dotazione alla scheda.
  •  Case Raspberry Pi 3 – da 6,50 euro
    Non vorrete lasciare la scheda elettronica volante a prendere della polvere vero? Di case  ce ne sono diversi sul mercato, forse anche più economici, ma questo era quello che mi piaceva di più per disponibilità di colori ed anche eleganza.
  • microSD card (32GB) – da 18 euro
    La scheda SD vi servirà non solo per installare ed avere il sistema operativo (il Raspberry non ha una memoria integrata) ma anche per eseguire e mantenere tutte le vostre ROM. Per motivi di budget mi trovo a consigliare una scheda da 32GB, che rimane comunque sufficiente per contenere intere librerie di giochi (quella completa dello SNES pesa appena 1GB, per dirne una), ma se volete giocare ad esempio a titoli PS1 o avere tutta la libreria MAME esistente al mondo (che dovrebbe pesare sui 30 GB) vi consiglio di investire qualche euro in più e passare ad una da 64GB.
  • Alimentatore Raspberry Pi 3  – da 10 euro
    Di base un cavo mini-USB attaccato ad un alimentatore (5V – 2.5A) basterà allo scopo, ma già che ci siamo, perché non comprarne uno dedicato?
  • Cavo HDMI  – da 7 euro
    Qualsiasi cavo HDMI andrà bene, io ve ne consiglio uno, giusto in caso.
  • Dissipatori di Calore per Rasberri PI – da 4 euro
    Siccome non vogliamo che la nostra bella “console” fonda dopo un’ora di gioco, vale la pena investire anche in questi dissipatori, fatti su misura, con già una parte adesiva per facilitarne l’applicazione.

In definitiva, ammesso che non abbiate qualcuno di questi oggetti in giro per casa, con la cifra di 83 euro e spicci  (97 se volete una scheda SD da 64 GB) vi portate via tutto l’occorrente per il vostro attacco d’arte nerd.

 

 

Alternativa:
Kit Completo Raspberry Pi 3

Nel caso in cui non abbiate voglia di recuperare quanto scritto sopra separatamente, potrete sempre ricorrere ad una versione del Raspberry già compresa di tutto, per la modica cifra di circa 77 euro, con allegata però una scheda da appena 16GB.

 

È assolutamente imperativo che abbiate anche una tastiera USB per la prima installazione, ma confido che in giro per casa ne abbiate almeno una.

 

Ecco come ci arriverà il kit completo

 

In questo caso, con una scheda da 64GB arriverete a spendere 100 euro tondi tondi.

Chiaramente se poi volete giocare vi servirà anche un qualche controller, ma per questo un vecchio pad PS3 o 360 basterà allo scopo. Se poi volete veramente scialacquare qualche denaro in più e fare i fighetti o gli sboroni vi lascio qui due ottime alternative come controller

 

 

 

Iniziamo a smanettare

Come prima cosa bisognerà scaricare Retropie, la distro sopra citata che sarà il cuore di tutto il nostro sistema.

Il software è gratuito e scaricabile qui, è compilata sulla base del SO Raspbian, ma è standalone. Di fatto fornisce l’accesso agli emulatori necessari per eseguire i giochi, insieme ad altri software come un media player o la piattaforma di streaming Kodi.

È importante che scarichiate la versione pre-compilata per SD card, per mantenere la procedura di prima installazione più semplice possibile.

Il mio consiglio è di fare le operazioni sotto elencate senza avere già chiuso il computer all’interno del piccolo case, così che sia più maneggevole.

 

Step 1- Installare Retropie

Dopo avere scaricato il file indicato sopra dal sito web ufficiale di Retropie, sarà necessario installarlo sulla propria scheda SD. Prestate attenzione ad avere recuperato la versione corretta per il vostro dispositivo, a seconda che questo sia un Raspberry 2 o 3.

Se per caso non siete sicuri di quest’ultima basta contare i “lamponi” che vengono visualizzati in alto durante il boot.

Il logo in fase di boot se avete il Raspberry 2

Il logo in fase di boot se avete il Raspberry 3

Tutto quello che ci serve a questo punto è un PC ed un lettore di schede SD, oltre ad un software in grado di decomprimere dei file .gz ed uno per scrivere sulla card SD il file .img scaricato dal sito ufficiale.

In particolare per quest’ultimo scopo potete usare Win32DiskImager su sitemi Windows, mentre gli utenti Mac possono usare Apple Pi Baker. Entrambi sono totalmente gratuiti.

Eseguiti questi programmi basterà selezionare il file .img ed indicargli dove debba essere scritto (la scheda microSD che avrete collegato precedentemente), passati diversi minuti il lavoro sarà ultimato e voi potrete estrarre la schedina ed inserirla all’interno del Raspberry, che a questo punto sarà pronto per essere avviato.

 

 

Step 2 – Primi collegamenti

Nella parte inferiore del Raspberry Pi 3 troverete una piccola slot per la microSD, dove inserirete quella precedentemente preparata. Molti case hanno già una porta che permette di inserire/togliere la scheda senza necessità di estrarre il computer.

Collegate la tastiera ad una delle porte USB ed eventualmente anche il pad, e poi collegate la porta HDMI al vostro monitor o TV. Infine collegate il trasformatore e attaccatelo alla corrente elettrica per accendere il vostro Raspberry, che purtroppo non ha un vero e proprio pulsante di accensione embedded.

A questo punto dovreste già vedere le prime schermate di boot, e ci verrà presentata la seguente schermata:

welcomescreen

 

Tenendo premuto un qualsiasi pulsante sulla tastiera o sul pad, ci verrà presentato il seguente menu di configurazione dove basterà seguire le istruzioni a schermo per mappare i vari pulsanti richiesti. Nel caso in cui il vostro pad non abbia abbastanza tasti disponibili vi basterà tenere premuto un qualsiasi pulsante per saltarne la configurazione.

Una volta arrivati ad OK premete il pulsante che avrete precedentemente configurato come A.

welcomescreengamepadconfigure

 

Se per caso voleste cofigurare più di un controller potrete farlo comodamente dal menu pricipale di Emulationstation (non fatevi spaventare, è semplicemente l’interfaccia con cui verrano lanciati tutti i giochi).

Se aveste dei dubbi su come configurare i vari pad vi rimando ai link qui sotto:

Finita la configurazione vi troverete finalmente nella schermata principale di Emulationstation, che vi permetterà di accedere velocemente ai vari emulatori/giochi, anche se al momento sarà semplicemente un contenitore vuoto.

 

 

Step 3 – Configurazioni varie (opzionale)

Se siete impazienti di giocare potete passare direttamente allo step successivo, ma io vi consiglio caldamente di impostare prima qualche dovuta configurazione per sfruttare al meglio la vostra nuova console.

Come già spiegato il Raspberry Pi 3 contiene dei moduli integrati per la connessione ad internet via Wi-Fi e via Ethernet, per configurare la prima  bisgognerà accedere al menu di Retropie, sarà di fianco alla voce “ScummVM”  fra i vari emulatori disponibili, oppure sarà l’unica voce disponibile se siete al primo avvio, poi vi basterà scendere alla voce “Configure WIFI” e selezionarla.

 

retropiemenuwifi

 

Verrà mostrato un menu stile BIOS navigabile tramite tastiera con cui potrete selezionare la vostra Wi-Fi ed inserirne la password di accesso.

 

wifi1

 

Un’altra impostazione che potrebbe risultare interessante è quella per cambiare la dimensione dello schermo, visto che una volta avviato avrete sicuramente notato il fastidioso bordo nero che circonda il menu e, di conseguenza, anche i giochi che andremo ad eseguire.

Al solito, si andrà sul menu di Retropie e da li dovrete selezionare “Raspi-Config

Dal menu accedete ad “Advanced options” e selezionate l’opzione “Overscan“.

Scegliete Disable e poi uscite dal tool di configurazione. Verrà fatto il reboot del sistema.

Se le barre nere non fossero ancora scomparse, provate a fare la medesima operazione, ma scegliete Enable al posto di Disable, non c’è un modo univoco per risolvere questo problema, dipende letteralmente dal modello di monitor che state utilizzando.

 

 

Step 4 – Carichiamo i giochi

Dopo tutte le operazioni sopra descritte uno si aspetterebbe che almeno il software sia pieno di giochi a cui accedere immediatamente, ma purtroppo non sarà così. Vi ricordo che scaricare ed installare ROM su Retropie se non ne possedete la copia fisica è nel 99,9% dei casi illegale. Ci sono anche dei titoli che sono però utilizzabili, basta andare su google per sapere quali siano le ROM legali e scaricarle dai numerosi siti disponibili online.

Un ottimo collettore di rom è sicuramente Emuparadise, che contiene un numero di ROM impressionante,  la maggior parte supportate da Retropie, per tanti sistemi come SNES, NES, Genesis, PcEngine, Master System, Atari e chi più ne ha più ne metta.

Scaricate le ROM sul proprio PC, bisognerà trasferirle al Raspberry Pi, e per questa operazione ci servirà una semplice chiavetta USB. Reperita quest’ultima vi basterà fare come segue:

  • Collegate la vostra chiavetta USB (formattata FAT32) al vostro PC.
  • Create una cartella nella root dal nome “retropie” (senza le virgolette).
  • Rimuovete la chiavetta dal PC.
  • Inserite la chiavetta in una delle porte del vostro Raspberry Pi, che deve essere acceso, e aspettate per qualche minuto. Questa operazione permettera al Raspberry di creare le varie cartelle necessarie per riconoscere le varie ROM. Un modo per capire quando l’operazione sarà conclusa è quello di vedere se i LED della nostra console sono statici o lampeggianti. Se sono statici l’operazione sarà terminata.
  • Rimuovetela dal Raspberry.
  • Inserite la chiavetta nel vostro PC e vedrete che magicamente ci saranno tante nuove cartella relative alle differenti console emulabili al percorso “retropie/roms/”.
  • Semplicemente copiate le relative ROMs nella cartella dedicata.
  • Ricollegate la USB al Raspberry una volta terminata la copia.
  • Ora dovrete semplicemente attendere che il sistema riconosca le varie ROMs e le carichi sulla scheda SD. Ovviamente l’operazione richiederà più o meno tempo a seconda di quante ne avete da copiare. Se la vostra USB key ha un led, vi aiuterà parecchio, perché non appena questo smetterà di lampeggiare vorrà dire che la copia sarà finita.
  • Fate refresh di Emulationstation attraverso lo start menu.
  • I giochi dovrebbero ora essere visibili sotto ogni sezione specifica identificata dal suo proprio logo.
  • Finalmente è fatta

Mi sono reso conto che il processo potrebbe risultare più lungo del previsto, e che alcune ROMs semplicemente potrebbero non andare. Non tutti gli emulatori sono perfetti, e in generale più vecchia sarà la macchina emulata, più alta sarà la probabilità che tutto funzioni correttamente.

In aggiunta alcune ROMs potrebbero funzionare meglio con specifiche immagini BIOS di alcuni emulatori, ma lascio questa configurazione solo agli utenti avanzati.

Per ogni gioco inoltre saranno valide le seguenti scorciatoie, che vi consiglio di imparare immediatamente

Hotkey Azione
Select+Start Esci
Select+Right Shoulder Salva nello slot corrente
Select+Left Shoulder Carica dallo slot corrente
Select+Right Aumento slot save/load
Select+Left Diminuzione slot save/load
Select+X RGUI Menu
Select+B Reset

 

 

Step 5 – Ordiniamo la lista dei nostri giochi (opzionale)

Questa operazione, definita Scraping, vi permetterà di aggiungere metadata ed immagini ai vostri giochi semplicemente scaricandole da internet.

Di base trasformerà la vostra lista di giochi da un semplice elenco di file a questa bella libreria

 

Retropie utilizza come default uno scraper che prende i vari valori da thegamesdb.net, se questo non dovesse funzionare significa che o non siete connessi ad internet, o che  il sito thegamesdb.net è down (cosa che purtroppo succede piuttosto spesso). Nel secondo caso dovrete semplicemente attendere che torni online.

Per accedere allo scraper basterà accedere allo start menu in Emulationstation, selezionare la voce Scraper e poi “Scrape Now”.

Scegliete poi il “filtro” che desiderate e premete su Start.

Volendo potrete anche scegliere di risolvere manualmente eventuali conflitti sul nome dei giochi in modo da avere i metadata sicuramente corretti, ma se avete grosse collezioni di ROMs vi consiglio di farlo in modo automatico.

Vi verranno chiesti i sistemi per cui volete fare lo scraping, e poi partirà l’operazione.

 

 

 

Siamo contenti Vincent?

Tutte le operazioni descritte sopra, che come primo acchito potrebbero spaventare un utente inesperto, in realtà si riescono a fare veramente in poco tempo, ed eseguirle è stato molto più semplice che redarre questa guida.

Retropie e lo stesso Raspberry Pi sono sicuramente gli attori principali di questo sistema, e con una semplice installazione come quella delineata sopra siamo riusciti appena a sondarne la superficie.

Fortunatamente con poche operazioni si può avere già un sistema all-in-one altamente portatile, di facile configurazione e di ancor più facile utilizzo. Semplicemente sarà da collegare ad un monitor, collegarlo ad una presa di corrente, e con due Pad potrete sicuramente passare ottime serate da soli o con i vostri amici.

In definitiva un prodotto a mio parere ottimo, che non mancherà di stupirvi.

Fatemi sapere se avete provato ad installare Retropie o se avete problemi nel suo utilizzo, e cercherò di rispondervi quanto prima; inoltre se questa guida vi è piaciuta, posso farne una anche per qualche operazione più avanzata che vi permetterà di sfruttare la vostra nuova console al massimo.

 

Se volete approfondire: