Da 40 anni Star Wars è la Saga cinematografica più nota ed amata. Con la trilogia classica George Lucas ha conquistato milioni di fan, mentre con quella prequel l’ha fatta conoscere alle nuove generazioni. Ora la Disney gli ha ridato linfa con una nuova trilogia sequel e una serie di spin-off. Scopriamo come è nata la saga che ci porta in una galassia lontana lontana.

A long time ago in a galaxy far, far away…

 

A metà degli anni ’70 l’allora trentenne George Lucas presentò alla 20th Century Fox la sceneggiatura di Star Wars (in seguito Star Wars: Episode IV – A New Hope), film che rivoluzionerà la fantascienza ed il modo di fare cinema. Una volta trovato l’accordo economico tra Lucas, che riuscì mantenere la sua indipendenza e tenne per sé i diritti su film e merchandising, e la Major, che produsse e distribuì il film, iniziarono le riprese.

A metà degli anni ’70 George Lucas presentò alla 20th Century Fox la sceneggiatura di Star Wars, film che rivoluzionerà la fantascienza ed il modo di fare cinema.

Ma la realizzazione di Star Wars per il regista è stata tutt’altro che facile, una continua lotta sin dall’inizio. L’unico a credere nel film e soprattutto nel suo regista era Alan Ladd, Jr, capo del dipartimento creativo della Fox.

Dopo i mesi necessari per la creazione dei modellini e delle scenografie, e gli innumerevoli attori provinati da Lucas per trovare i protagonisti – verranno infine scelti Mark Hamill (Luke Skywalker), Carrie Fisher (Leia Organa), Harrison Ford (Han Solo) e Sir Alec Guinnes (Obi-Wan Kenobi) – il 22 marzo del 1976 iniziarono le riprese di Star Wars.

 

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Mark Hamill, George Lucas e Harrison Ford sul set di A New Hope

 

Molti furono gli imprevisti che la troupe dovette affrontare durante i mesi di ripresa.

Molti furono gli imprevisti che la troupe dovette affrontare durante le riprese, a partire dalle tempeste di sabbia e il caldo del deserto della Tunisia, dove si giravano gli esterni, passando per le difficoltà di movimento incontrate da Anthony Daniels e Kenny Baker interpreti rispettivamente di C-3PO e R2D2, e per gli scontri dello stesso Lucas con la troupe inglese; per non parlare delle difficoltà della neonata Industrial Light and Magic nel produrre effetti speciali mai creati prima.

Tutti questi problemi fecero sì che le riprese del film si protrassero di tre settimane e portarono quindi allo sforamento del budget, tanto che Ladd intervenne di persona per evitare che Board of Directors cessasse la produzione.

 

Il truccatore Stuart Free

Il truccatore Stuart Freeborn da una sistemata alla maschera di Chewbacca insieme a Peter Mayhew

 

Dopo la conclusione delle riprese, durate quasi cinque mesi, e risolti i problemi dovuti agli effetti speciali, creandone di nuovi e spettacolari, sorsero due ulteriori grandi problemi.

Il primo riguardava Darth Vader, o meglio la sua voce. Interpretato da David Prowse, l’attore aveva un accento fin troppo britannico, così il regista decise di ricorrere al doppiaggio e scelse la profonda voce di James Earl Jones, decisamente adatta al personaggio che diventerà l’icona cinematografica (e non) del male per eccellenza.

Il secondo problema riguardava la colonna sonora, ancora assente. Lucas decise di rivolgersi a John Williams, vincitore dell’Oscar per la colonna sonora de Lo Squalo di Spielberg. Williams con la collaborazione della London Symphony Orchestra creò una colonna sonora classica che si rivelò perfetta per il film.

 

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La prima di Star Wars: A New Hope al teatro cinese di Hollywood

 

Tra lo scetticismo generale, incluso quello del regista, dovuto al rifiuto dei cinema americani di proiettare il film, tanto che inizialmente fu distribuito solo in 37 sale, il 25 maggio 1977 Star Wars veniva proiettato per la prima volta. E nulla fu più come prima.

Il 25 maggio 1977 Star Wars fu distribuito solo in 37 sale. E nulla fu più come prima.

Il pubblico in sala rimase entusiasta della storia che vedeva protagonista il giovane Skywalker e la sua lotta a fianco dei ribelli contro l’Impero Galattico e il suo malvagio araldo Darth Vader. In brevissimo tempo Star Wars conquistò il pubblico di tutto il mondo, tanto da incassare ben 775,400 milioni di dollari.

 

 

 

 

Ricevendo ben 10 nomination agli Oscar 1978 il film ne portò a casa sette tra cui miglior scenografia, costumi, montaggio, sonoro, colonna sonora, effetti speciali e un Oscar Speciale a Ben Bart per gli effetti sonori (sue le creazioni dei ruggiti di Chewbacca e del respiro di Darth Vader). Lucas non vinse il premio come miglior regista, ma la sola candidatura fu una grande rivincita nei confronti di coloro che consideravano Star Wars un film per bambini.

 

Sul set di Tatooine in Tunisia

Sul set di Tatooine in Tunisia

 

Visto il successo di Star Wars Lucas decise di girare il secondo capitolo che fu diretto da Irvin Kershner.

Incoraggiato dal successo del film e di tutto ciò che ruotava (e continua a ruotare) intorno alla galassia di Star Wars, merchandising in particolare (tanto che la Kenner Toys si trovò impreparata al successo del film esaurendo in poco tempo la merce immessa sul mercato), George Lucas decise di girare l’episodio successivo della saga: The Empire Strikes Back.

 

 

 

 

A causa dello stress subito durante le riprese del primo Star Wars il film venne fatto dirigere a Irvin Kershner, con Lucas nei panni di produttore esecutivo. Budget: 25 milioni di dollari. Anche per il secondo capitolo della saga i problemi non furono pochi, a partire dalle riprese in Norvegia, dove vennero girate le scene del pianeta Hoth alla ricostruzione di Dagobah per non parlare della realizzazione di uno dei personaggi più amati della saga: il Maestro Yoda. Anche questo film sforò il budget, ben 10 milioni di dollari, ed ancora una volta Ladd intervenne in aiuto di Lucas.

La trama di The Empire Strikes Back era top secret per non far trapelare la scena clou.

A differenza del primo film di cui si sapeva la trama, lo script di The Empire Strikes Back era top secret, tanto che per non far trapelare nulla, nella sceneggiatura c’era una pagina falsa ed Hamill venne a sapere del rapporto tra Vader e Luke solo pochi minuti prima di girare la scena. L’intento era ovviamente quello di mantenere il più stretto riserbo sulla scena clou del film, che sarebbe poi diventata la scena cult per eccellenza della saga. Quando il 21 maggio 1980 Star Wars: Episode V – The Empire Striks Back uscì nelle sale il successo fu ancora più travolgente del primo episodio.

 

 

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Non potendo far dirigere Retun of the Jedi a Steven Spielberg, Lucas virò su Richard Marquand.

Visto il successo del secondo episodio Lucas decise di girare anche Star Wars: Episode VI – Retun of the Jedi. Non potendo far dirigere il film all’amico Steven Spielberg, Lucas virò su Richard Marquand, scelta che costrinse l’ideatore della saga ad intervenire personalmente, divenendo il regista della seconda unità, a causa dell’inesperienza di Marquand con gli effetti speciali.

A differenza dei due film precedenti Return of the Jedi non incontrò particolari problemi, ad eccezione della scena del Rancor e l’impegnativa creazione di Jabba the Hutt.

Il film richiese cinque mesi di riprese e quasi un anno di post produzione prima di poter arrivare nei cinema il 25 maggio 1983. Anche il terzo capitolo capitolo di Star Wars conquistò il pubblico di tutto il mondo, anche se con incassi leggermente inferiori rispetto ai due capitoli precedenti.

 

 

 

 

Dopo tre film girati in sei anni tutti credevano che Star Wars avesse esaurito il suo corso.

Dopo tre film girati in sei anni tutti credevano che Star Wars avesse esaurito il suo corso. Non George Lucas, mai pienamente soddisfatto della resa scenica a causa degli effetti speciali non ancora all’altezza della sua fantasia.

Per il ventennale dell’uscita di Star Wars IV: A New Hope nel 1997 il regista distribuì nuovamente nelle sale la trilogia con scene aggiunte grazie alle potenzialità della computer grafica. La redistribuzione rimasterizzata della trilogia fu anche un espediente commerciale per puntare i fari sul nuovo progetto di Lucas che avrebbe riportato i fan della saga nell’universo di Star Wars: una nuova trilogia, prequel dei film girati tra il ’77 e l’83.

Tra il 1999 e il 2005 arrivarono nei cinema i tre episodi della trilogia prequel

Tra il 1999 e il 2005 nelle sale uscirono Star Wars: Episode I – The Phantom Menace, Star Wars: Episode II – Attack of the Clones e Star Wars: Episode III – Revenge of the Sith, i tre episodi della nuova trilogia, il cui compito è stato portare luce sulla nascita dell’Impero Galattico e di Darth Vader.

 

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Molteplici i richiami alla trilogia originale: in primis il Maestro Yoda, Obi-Wan Kenobi ed un giovane Anakin Skywalker dall’animo implacabile, passando per Boba Fett, il pianeta Tatooine dove troviamo Owen e Beru – zii di Luke – sino a giungere alla Death Star (la Morte Nera).

La nuova trilogia venne accolta in modo freddo da pubblico e critica.

Nonostante il successo commerciale (The Phantom Menace ha battuto molti record di incassi) i film, in particolare i primi due, vennero accolti in modo freddo dalla critica e sopratutto dai fan. Sotto accusa le mediocri sceneggiature e la recitazione legnosa di Jake Lloyd e Hayden Christensen, tanto che i due vennero nominati ai Razzie Award come peggior attore non protagonista e i primi due episodi per il peggior film.

Revenge of the Sith ricevette pareri più positivi: Christensen venne criticato ancora per la recitazione, ma oltre a Natalie Portman / Pàdme Amidala, unica nota positiva di tutti e tre i film, vennero accolte in modo positivo le interpretazioni di Ewan McGregor / Obi-Wan Kenobi e Ian Mc Diamond / Imperatore Pàlpatin (lo era anche nella trilogia originale), così come la sceneggiatura, a cui collaborò Tom Stoppard (Shakespire in Love), di cui però vennero criticati i dialoghi, fin troppo romantici, tra Anakin e Padmé.

 

 

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L’Universo creato da George Lucas si basa sui comuni archetipi tipici delle saghe eroiche come l’Odissea o Beowolf. Nei film sono presenti tutti gli elementi tipici della mitologia a partire dal giovane eroe e dal suo mentore, dal ribelle alla principessa sino ad arrivare al malvagio. I film di Lucas sono un vero e proprio romanzo di formazione, in cui i personaggi imparano a conoscere e superare i propri limiti grazie alle prove che affrontano, dove non mancano conflitti interiori, tradimenti, dualismo padre/figlio e redenzione. I film di Star Wars devono molto ai serial televisivi anni ’30 come Flash Gordon, ai western ed in particolare alla tradizione e ai film giapponesi: non è un caso che i vestiti, i nomi, l’arma, il modo di combattere, il senso dell’onore e la religione degli Jedi, la Forza, ricordi i Samurai e le loro credenze.

Star Wars ha ha introdotto il concetto di Futuro Usato.

Con Star Wars il cineasta ha introdotto il concetto di Futuro Usato, un futuro in cui l’uomo vive da tempo, in cui la tecnologia non è una novità e quindi invece di risultare nuova e scintillante come nei film di fantascienza precedenti, risulta vecchia, usurata dal tempo e questo fa sì che l’ambientazione sia più credibile e di conseguenza lo siano anche i personaggi.

La saga di Star Wars ha avuto inoltre il merito di aver dato grande impulso alla nascita del merchandising come lo si conosce oggi, con la creazione di maglie, spille, poster, action figures, ecc. Ma Lucas decise di portare la saga oltre il grande schermo e si espanse in altri media, come i libri – con la pubblicazione di manuali sull’universo da lui creato e una collana di fumetti editi prima dalla Marvel e poi dalla Dark Horse (ancora oggi in pubblicazione) – videogames, la versione Lego della saga, varie edizioni in DVD (l’ultima è l’edizione Blu-ray dei sei film) fino a giungere all’ultima creatura della Lucasfilm Animation Star Wars the Clone Wars, episodi a cartoni che riempiono il vuoto tra Attack of the Clones e Revenge of the Sith.

 

 

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La Saga ha dato grande impulso al merchandising ed ancora oggi è la più citata e parodiata.

Come ogni grande film o saga che si rispetti anche Star Wars è stata, ed è ancora oggi, vittima di parodie. Una delle prime fu il film Space Balls di Mel Brooks e non mancano le citazioni all’interno dei serial (FriendsScrubs, That ‘70s Show, How I met your mother) e cartoon americani. Menzione d’onore va alla parodia dei film della saga originale da parte dei Griffin.

Da segnalare il documentario The People vs George Lucas, di Alexandre O. Philippe, un vero processo al regista in cui Lucas è accusato di alto tradimento dai fan. La colpa? Aver creato una nuova saga priva di epica (la lotta è basata su un embargo commerciale), di magia (la Forza diviene una mera questione di sangue) e soprattutto di aver creato l’odioso personaggio Jar Jar Binks. Ma forse nulla avrebbe mai soddisfatto le aspettative di nessun fan.

 

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A distanza di 35 anni dall’uscita del film che lo ha consacrato, George Lucas a sorpresa ha deciso di vendere la sua creatura, inclusi i diritti sul marchio, alla Walt Disney Company per ben 4 miliardi di dollari. Il passaggio di proprietà ha fatto sì che venisse accantonato il progetto di riportare al cinema i sei film della saga nell’inedita versione 3D (solo The Phamtom Menace è giunto in sala nella nuova veste) per concentrarsi sull’annunciata nuova trilogia e sugli spin-off legati all’Universo di Star Wars.

Nel 2012 Lucas vende Star Wars alla Disney, la quale riporta la Saga al cinema con una trilogia sequel e spin-off

Dopo che nel 2012 la Disney aveva annunciato l’arrivo di una nuova trilogia sequel nel dicembre del 2015 nei cinema di tutto il mondo è arrivato Star Wars: Episode VII – The Force Awakens. Sceneggiato da Lawrence Kasdan – co-sceneggiatore dei film della Trilogia originale The Empire Strikes Back e Return of the Jedi – e da J.J. Abrams che lo ha anche diretto, la pellicola è ambientata trent’anni dopo la battaglia di Endor e vede la resistenza e il sinistro Primo Ordine sulle tracce Luke Skywalker, l’ultimo degli Jedi ormai scomparso.

La pellicola vede protagonisti i giovani Daisy Ridley e John Boyega a cui si contrappone il sith Kylo Ren interpretato da Adam Driver. A loro fianco troviamo Oscar Isaac, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson e il tanto atteso ritorno di Harrison Ford, Mark Hamill e Carrie Fisher insieme a C-3PO, R2D2 e Chewbacca, ovvero Anthony Daniels, Kenny Baker (che è venuto a mancare in agosto) e Peter Mayhew.

 

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Il risveglio della Forza ha diviso i fan poiché ritenuto da molti un remake di Episodio IV.

La pellicola ha diviso i fan poiché ritenuto da molti una sorta di remake di Episodio IV. In ogni caso ha il merito di aver riportato i fan ancora una volta in quella galassia lontana lontana tanto amata, di aver riportato al cinema quelle atmosfere con cui si è cresciuti e di aver portato la storia avanti mostrandoci cosa è successo alla galassia dopo la caduta dell’Impero. Diversi i record al box-office: ha incassato più di 2 miliardi di dollari al botteghino in tutto il mondo, è il maggior incasso del 2015 e della Saga di Star Wars, il terzo della storia del cinema. Inoltre ha ottenuto cinque nomination agli Oscar e quattro ai BAFTA.

Per scoprire il mistero sul passato di Rey e per sapere come proseguirà la storia non resta che attendere il 2017 e il 2019 per i tanto attesi Episodio VIII ed Episodio IX, che vedrà rispettivamente alla regia Rian Johnson (Looper) e Colin Trevorrow (Jurassic World).

 

 

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Ma la storia raccontata da Star Wars non sarà solo quella delle tre trilogie ma si avvarrà anche di spin-off stand alone che faranno luce su storie mai raccontate e saranno sempre tre. Il primo intitolato Rogue One: A Star Wars Story è ambientato poco prima della battaglia di Yavin è incentrata sulla missione del gruppo di spie ribelli che ha rubato i piani della Morte Nera.

Il 15 dicembre arriverà nei cinema il tanto atteso Rogue One: A Star Wars Story

Diretto da Gareth Edwards (Godzilla) Rogue One sarà nei cinema italiani dal 15 dicembre e vede protagonisti Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Donnie Yen, Mads Mikkelsen, Alan Tudyk, Jiang Men e Forest Whitaker. Fin dal suo annuncio il film ha destato molta curiosità sopratutto perché sarà presente Darth Vader, il signore dei sith divenuto vera icona cinematografica.

Per quanto riguarda gli altri due spin off uno sarà incentrato su Han Solo che avrà il volto di Alden Ehrenreich e al cui fianco troviamo Donald Glover nei panni di Lando Calrissian ed Emilia Clarke. Per quanto riguarda il terzo spin-off i rumor lo vogliono incentrato sul cacciatore di taglie Boba Fett anche se nulla è stato confermato.

Da anni si parla di uno spin-off su Obi-Wan Kenobi.

Sempre per quanto riguarda film stand-alone su Star Wars da anni si parla di un eventuale lungometraggio dedicato al maestro Jedi Obi-Wan Kenobi e lo stesso Ewan McGregor si è detto più che pronto a tornare ad interpretare il personaggio ma per ora LucasFilm e Disney non lo hanno ancora accontentato.

In attesa di poter vedere i nuovi film dedicati all’universo di Star Wars non resta che inserire i dvd nel lettore e rivivere l’emozionante Saga.

May the Force be with you!