Perché è stupido confrontare le specifiche di iPhone e Android

5 anni fa

8 minuti

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Nel mio recente recap dell’evento speciale di Apple dedicato all’iPhone 7 mi sono permesso di dare dello stupido a chi si ostina a commentare confrontando le specifiche di iPhone con quelle degli ultimi Android di punta. Ma perché è stupido farlo?

Le reazioni non sono mancate, né sul blog, né su Facebook. Molti mi hanno supportato, anche spiegando agli altri l’assurdità di confrontare “mele e pere”, ma internet è ancora piena di commenti sul tono “costa il doppio e ha la metà della RAM!” o “ha una batteria ridicola!”.

 

Mi viene in soccorso oggi un articolo di Vlad Savov pubblicato su The Verge che spiega esattamente questo concetto e anche come per i produttori di device Android stia sempre più diventando difficile stare al passo con le performance di iOS puntando tutto sulla corsa alle specifiche sempre più “tirate”, per soppesare la scarsa ottimizzazione del sistema operativo sul quale devono fare girare il tutto (Android appunto).

Mi spiego subito, le caratteristiche sulle quali si punta il dito più spesso sono tre: la RAM, la batteria e la risoluzione dello schermo. Su questi tre aspetti c’è attualmente un fortissimo divario tra i top di gamma Android e quelli iOS, ma le prestazioni sono comunque molto simili, come è possibile?

 

 

 

 

RAM

Mentre su Android ormai 4Gb di RAM sono lo standard tra i top di gamma e quest’anno addirittura alcuni produttori propongono device con 6Gb di RAM, su iOS gli ultimi device presentati, l’iPhone 7 e l’iPhone 7 Plus hanno 2 o 3Gb di RAM (neanche confermato questo ultimo dato, il Plus potrebbe benissimo avere 2Gb come il modello normale).

Come è possibile che iOS giri così fluidamente e senza problemi anche con la metà della RAM disponibile?

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Il tutto dipende in gran parte dalla gestione delle applicazioni che avviene in maniera diversa tra le due piattaforme: mentre iOS è ossessionato da chiudere tutto quello che non state utilizzando e da consentire a meno processi possibili di essere eseguiti in background, Android da questo punto di vista è molto più libertino e vi lascia andare in esecuzione molte più applicazioni contemporaneamente, sfruttando fino all’ultima goccia di RAM disponibile.

Se questo al power user piacerà molto, è invece un totale overkill per il 99% degli utenti e in generale è molto deleterio in quanto più applicazioni in esecuzione significano anche un consumo maggiore della batteria (e qui ci arriviamo subito, vedi sotto).

La frammentazione cronica della piattaforma poi in questo caso non aiuta proprio: dovendo avere a che fare con centinaia, migliaia di configurazioni possibili di processore, risoluzione, co-processore grafico, quantità di RAM, etc. gli sviluppatori non riescono ad ottimizzare le proprie applicazioni su Android quanto invece riescono a fare su iOS (dove le combinazioni sono invece poche decine) e di conseguenze le app girano, di base, peggio… richiedendo anche più RAM del necessario.

A questo aggiungete che Android e iOS sono due sistemi operativi completamente differenti, il primo si basa su un delicato ambiente “virtualizzato”, il secondo su un più veloce ed efficace ambiente compilato (l’ho fatta facile, per intenderci)… non sto a scendere nei particolari, ma di base, le app girano meglio e necessitano di meno RAM anche per questo su iOS.

Questo punto influenza anche sulla potenza del processore: su Android sarà necessario un processore più potente per avere prestazioni simili a quelle che si hanno su iOS con processori sulla carta con meno GHz e Core da sfoggiare nelle tabelline delle caratteristiche.

Domanda retorica che non smetterò mai di fare: Cosa conta di più? che le app girino bene, siano fluide e veloci e l’ambiente comunque sia “sufficientemente” multitasking oppure poter dire che il proprio smartphone monta 6Gb di RAM?

 

 

 

Lo Schermo

Su iOS ci si è fermati agli schermi “Retina”, dove in pratica si è deciso che circa 300/320 pixel per pollice quadrato sono più che sufficienti per uno schermo da 4-6pollici utilizzato alla distanza dagli occhi a cui si usa uno smartphone. Sopra quella soglia semplicemente l’occhio umano non distingue più i singoli pixel e quindi diventa inutile aumentare la risoluzione, se non per casi e immagini particolari.

Aumentare la risoluzione non porta alcun beneficio evidente se non poter dire che il proprio smartphone ha una risoluzione maggiore della concorrenza, contando sull’ignoranza di chi questi dati li legge e una cosa sola sa fare: confrontarli tra loro.

 

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Ecco che è nata quindi su Android la moda di spingere la risoluzione a valori totalmente assurdi, schermi da 5 pollici con una densità di pixel che supera addirittura i 550 pixel per pollice quadrato.

Il guadagno in termini di qualità percepita del display è relativamente piccolo, è molto più importante la calibrazione del colore, la resa cromatica e la gamma cromatica del display. Gli svantaggi sono però molto pratici ed evidenti: una risoluzione maggiore comporta un maggior consumo della batteria (ci risiamo) e necessita di un processore grafico più potente (e rieccoci ancora).

 

 

 

La Batteria

Il nuovo iPhone 7 ha una batteria del 14% più grande rispetto al modello precedente, si è ora arrivati a “ben” 1.960mAh. Il modello precedente si fermava a 1700 e rotti. Gli smartphone di punta su Android possono contare su batterie di molto più grandi e anche qui scatta ogni volta il confronto, non capendo che parliamo di due piattaforme che funzionano, come in parte già spiegato, in maniera molto differente tra loro.

 

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L’obbiettivo principale a livello di autonomia è fare una giornata piena.

Apple ha già chiarito più volte che l’obbiettivo principale a livello di autonomia è fare una giornata piena. La sera tardi, in un modo o nell’altro, metterete lo smartphone in carica ed è quindi abbastanza inutile arrivare ad autonomie intermedia (1 giorno e mezzo, per intenderci). Sarebbe bello fare due giorni pieni, ma alla fine servirebbero batterie molto grandi e, dovendo scegliere, si è sempre scelto di avere device più sottili.

Detto questo, su iOS questo obbiettivo di autonomia si raggiunge con 1600/1700mAh, mentre su Android sono necessari almeno 2200/2300mAh. Il tutto molto a spanna, intendiamoci bene, ma più o meno questi sono i numeri. I numeri variano da persona a persona, in base all’uso effettivo che si fa del device, ma qui stiamo volutamente generalizzando.

Come mai su Android serve più batteria? Per i motivi già elencati sopra: avere più app e processi in esecuzione porta ad un consumo superiore oltre alla necessità di avere più RAM. Uno schermo inutilmente più definito poi porta con se più consumi, inevitabilmente.

 

 

 

E quindi?

E quindi smettete di confrontare le pere con le mele. Android rimane secondo il sottoscritto il miglior sistema operativo mobile in circolazione, per feature e UI/UX. Ma purtroppo si porta dietro delle scelte iniziali (probabilmente inevitabili) che hanno generato tanti freni alle sue performance generali. Freni che vengono in parte annullati dalla potenza bruta sui device di punta.

Questa ricerca della potenza bruta ha portato ad una corsa frenetica all’incremento delle prestazioni e delle caratteristiche tecniche.

Questa ricerca della potenza bruta ha portato ad una corsa frenetica all’incremento delle prestazioni e delle caratteristiche tecniche, corsa che su iOS non c’è stata per i motivi già scritti e riscritti.

Ci sono altri aspetti da valutare in uno smartphone e non è questa la sede: non stiamo cercando di capire chi è meglio tra iOS e Android, ma solo perché c’è questo divario tecnologico tra le due piattaforme.

Da un punto di vista tecnico non posso che inchinarmi di fronte a produttori come ad esempio Samsung che devono riuscire a raggiungere le stesse prestazioni reali della concorrenza (Apple) utilizzando un hardware sulla carta di molto superiore. Pensate al problema delle batterie: dovendo essere più grandi portano via più spazio e, di conseguenza, il resto del device necessita di una miniaturizzazione maggiore, o comunque di una ingegnerizzazione più complessa.

Batterie più grandi poi ci mettono più tempo a caricare e da qui la necessità di sperimentare sistemi di carica sempre più veloci. Il caso del Note 7 con batterie difettose che esplodono non è più così allucinante come si potrebbe pensare se si ragiona su questi complicatissimi aspetti.

Quando scegliete in quale ecosistema entrare, se Android, iOS o Windows Phone, fatelo unicamente pensando a cosa vi serve e a chi offre l’esperienza generale migliore all’interno delle vostre esigenze. Poi valutate quanto vale quell’esperienza e in base a quello scegliete il budget.

Ragionare per numerini non confrontabili tra loro o per partito preso verso questo o quel marchio, soprattutto nell’elettronica di consumo ad uso personale, è ben poco intelligente.

O per dirla in un’altra maniera, è piuttosto stupido.

 

 

 

 

P.S. Ho cercato di spiegare questi argomenti tecnici nella maniera più semplice possibile. So benissimo che è tutto molto più complesso e articolato di come l’ho descritto, ma a volte è necessario fare una semplificazione per capire un concetto generale e non stare a fare il capello di ogni dettaglio. Quindi cari Tecnonazi, risparmiatemi nei commenti, grazie! :D

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