I Magnifici Sette: la tradizione incontra il blockbuster

5 anni fa

7 minuti

I Magnifici Sette

A chiudere la 73a Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia troviamo il regista statunitense Antoine Fuqua con i suoi I Magnifici Sette, remake del cult di John Sturges del 1960, a sua volta liberamente ispirato a I Sette Samurai del maestro Akira Kurosawa del 1954.

Accompagnato dalla sceneggiatura di Nick Pizzolatto (True Detective) e Richard Wenk, con un cast d’eccezione che vanta i nomi di Denzel Washington, Chris Pratt, Ethan Hawke, Vincent D’Onofrio, Byung-Hu Lee, Manuel-Garcia Ruffo, Martin Sensmeier, Matt Bomer, Peter Sarsgaard e Haley Bennett, Antoine Fuqua reinventa il wester classico, dandogli una sferzata di maggior intrattenimento e coinvolgimento tipico dei nostri anni.

 

Perché fare un Western adesso? Perché sarebbe così importante?’ E la risposta è stata, l’idea della tirannia, ancora così attuale – ecco cosa mi ha spinto ad accettare. Serviva un gruppo speciale di persone, unite per combattere la tirannia.

 

I Magnifici Sette, commissionato a Fuqua dalla stessa MGM, ricalca in linea di massima la trama del suo originale. Nomi di personaggi e luoghi cambiano, eppure il filo che Antoine Fuqua segue è esattamente quello della pellicola del 1960.

Il tutto è ambientato nella cittadina di minatori di Rose Creeck, assediata da un uomo senza scrupoli, Bartholomew Bougue (Peter Sarsgaard), deciso più che mai a trasformare tutta la cittadina in un cantiere.

 

 

I Magnifici Sette

 

 

Stanchi e impauriti, i cittadini di Rose Creeck, guidati dalla giovane Emma Cullen (Haley Bennett), chiedono aiuto al famoso pistolero Sam Chilsom (Denzel Washington), il quale mette su una squadra tra i più abili fuori legge, giocatori d’azzardo, cacciatori di taglie e pistoleri.

Sam Chilsom assieme a Josh Faraday (Chris Pratt), Goodnight Robicheaux (EthanHawke), Jack Horne (Vincent D’Onofrio), Billy Rocks (Byung-Hun Lee), Vasquez (Manuel Garcia-Rulfo) e Red Harvest (Martin Sensmeier), formano I Magnifici Sette, pronti a difendere e addestrare i cittadini di Rose Creeck.

I temi classici dei film western tornano tutti. Antoine Fuqua con I Magnifici Sette compone un quadro che ricalca le origini dei grandi miti, trasformando la narrazione però in un prodotto fruibile per qualsiasi tipo di palato, apportando quella leggerezza tipica dei blockbuster dei nostri giorni.

I Magnifici Sette si apre con un prologo molto interessante. L’immagine è dominata dai colori caldi e sabbiosi del West. I volti sporchi, sudati. La pressione di lavorare ore e ore sotto al sole per due spicci. L’istinto di sopravvivenza e l’essere predestinati a soccombere sotto lo stivale dei cacciatori d’oro.

Un’apertura in pieno stile Sergio Leone, la quale continua anche nella seconda sequenza in cui vengono introdotti i primi due personaggi: Sam Chilsom e Josh Faraday.

 

I Magnifici Sette

 

Una prima inquadratura su Faraday, un primo piano molto stretto, dai colori saturati e in ombra, omaggiano uno dei grandi miti del cinema classico western anni sessanta, Clint Eastwood.

Una prima inquadratura su Faraday, un primo piano molto stretto, dai colori saturati e in ombra, omaggiano uno dei grandi miti del cinema classico western anni sessanta, Clint Eastwood. Lo sguardo guardingo oscurato dal cappello, la pelle bruciata dal sole, un sigaretto a mezze labbra. Un’immagine di una grande suggestione visiva, ma che si mostra essere, successivamente, un mero omaggio visivo. Il personaggio di Chris Pratt, Faraday è molto più giullaresco e sempliciotto dei tipici personaggi di Eastwood.

Don Giovanni, piacione e con una grande passione per il gioco d’azzardo. Sicuramente un abile pistolero molto meno egoista di quello che potrebbe sembrare, ma che troppo spesso ricalca ormai i personaggi iconici in cui Pratt è incastrato, come Starlord ne Guardiani della Galassia.

Molto più serio è, invece, il personaggio ritagliato su Denzel Washington.

Molto più serio è, invece, il personaggio ritagliato su Denzel Washington che, a distanza di due anni, torna a lavorare con Fuqua.

Nel caso di Sam Chilsom inevitabile riscontrare la durezza tipica di chi conosce fin troppo bene il west, i suoi uomini prepotenti e senza scrupoli. Chilsom è un pistolero formato nella guerra. Un uomo che si è visto togliere tutto e che non ha scrupoli a uccidere a sangue freddo. Ma mentre il suo trauma sembra essere stato surclassato da un inevitabile cinismo, la stessa cosa non si può dire per Goodnight.

 

I Magnifici Sette

 

Il personaggio di Ethan Hawke è indubbiamente quello più interessante e carismatico di tutti. Molto interessante è il rapporto con il suo socio Billy e, sopratutto, l’intesa silenziosa di due uomini che di cose ne hanno viste tante. Goodnight è però ossessionato dai ricordi di guerra, portandolo più di una volta a dubitare sulla sua volontà di intraprendere davvero quella missione suicida.

Peccato che un personaggio così interessante, per quanto caratterizzato, soprattutto dalle doti interpretative dell’attore, finalmente messo all’opera in un ruolo diverso dal solito, non bastino per soddisfare la curiosità dello spettatore su molti interrogativi.

Impossibile non citare anche il personaggio di Vincent D’Onofrio.

Impossibile non citare anche il personaggio di Vincent D’Onofrio. Non aspettatevi il perfido e inquietante Wilson Fisk di Daredevil, ma più una versione di Babbo Natale armata fino ai denti all’interno del vecchio West.

Uno dei personaggi meno messi in vista, sicuramente, ma che a modo suo sa divertire lo spettatore.

 

 

I Magnifici Sette

 

 

I Magnifici Sette pur mantenendo questa somma linea generale di tradizione, ripercorrendo quella che è stata la storia dei film di genere, si pone come una pellicola leggera di intrattenimento, dove l’azione si fa carica e ricca di pistolettate nella sua parte finale.

L’inizio è molto interessante e ben costruito. La parte finale è interamente dedicata allo scontro. Avvincente e senza un attimo di respiro. Il suno martellante dei colpi di pistola riempie la sala. Uno scontro ad armi pari, consumato nel piombo e nel terriccio sabbioso. Nulla di troppo tarantiniano, niente splatter, ma non sono pochi i corpi ammassati nel corso della narrazione.

Meno efficace e d’impatto è invece la parte più centrale della pellicola. Nonostante il forte coinvolgimento vitale da parte delle scene d’azione, le quali fanno scorrere tranquillamente le due ore e un quarto di film, si accusa moltissimo il rallentamento del secondo atto.

Scene piuttosto inutili, inserite come mero contorno senza far andare avanti la narrazione e i personaggi. I Magnifici Sette risente di una certa superficialità non tipica della scrittura di Pizzolatto. Si tende ad andare più sullo strato superiore delle cose, senza approfondire realmente storie e personaggi.

 

I Magnifici Sette

 

Sebbene sul finale un lieve coinvolgimento emotivo ci sia.

Sebbene sul finale un lieve coinvolgimento emotivo ci sia, sicuramente la sua carica intensiva perde moltissimo proprio a causa di uno sviluppo banale e poco definito per quanto riguarda il cuore dei personaggi e delle loro storie.

A differenza del film di John Sturges, I Magnifici Sette di Antoine Fuqua perdono di complicità. Quella complicità definita nel rapporto tra i sette e la comunità, ma anche tra loro stessi.

Qui i rapporti vengono appena accennati. Lasciando volutamente intuire qualcosa, senza però riuscire a trovare il giusto compromesso per dire qualcosa di più. A volte, sembrando perfino troppo politicamente corretto.

Nel complesso l’operazione de I Magnifici Sette funziona. Diverte. Intrattiene. Conserva una sua epicità che si respira nelle scene di piena azione, nella musica tipica di genere, nel modo di inquadrare i personaggi.

 

I Magnifici Sette

 

Antoine Fuqua adatta un genere come il western al pubblico meno invogliato.

Antoine Fuqua adatta un genere come il western al pubblico meno invogliato del nostro periodo, magari riuscendo perfino a stimolare ad avvicinarsi ai film che hanno segnato questo genere, confezionando una pellicola che nel suo essere leggera riesce comunque ad arrivare al suo obiettivo. Una pellicola indubbiamente da sala, ottima per la chiusura di una Mostra che ha saputo regalare storie di diverso spessore e identità.

 

I Magnifici Sette saranno in tutte le sale dal 22 Settembre

 

 

 

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