Ghostbusters: un nuovo inizio per gli Acchiappafantasmi

20
5 anni fa

9 minuti

ghostbusters2016

Tre scienziate appassionate di parapsicologia, una dipendente della metro di New York, un assistente bello ma stupido, un outsider che odia il mondo e un’invasione di fantasmi. Who you gonna call?

Era il 1984 quando nei cinema di tutto il mondo arrivano i Ghostbusters (gli Acchiappafantasmi in Italia), commedia fantastica diretta da Ivan Reitman e con protagonisti Bill Murray, Dan Aykroyd, Harold Ramis, Ernie Hudson, Sigourney Weaver, Rick Moranis ed Annie Potts.

Basato su un soggetto di Dan Aykroyd, autore anche della sceneggiatura insieme ad Harold Ramis i quali la scrissero nell’arco di circa una settimana, Ghostbusters cita apertamente il corto Disney del 1937 Gli scacciafantasmi in cui Pippo, Paperino e Topolino a bordo di un’ambulanza si improvvisano cacciatori di fantasmi, e per ammissione dello stesso Aykroyd si ispira apertamente anche a film con l’attore inglese Bob Hope come Il fantasma di mezzanotte (1939) o La donna e lo spettro (1940).

Ghostbusters uscì nei cinema nel 1984 e fu basato su un soggetto di Dan Aykroyd, autore anche della sceneggiatura insieme ad Harold Ramis.

Il concept della storia avviene nel 1981 quando Aykroyd, appassionato di fenomeni paranormali, leggendo un articolo sulla fisica quantistica e la parapsicologia decise di scrivere un soggetto che univa queste tre discipline e il titolo provvisorio era Ghost Smashers e prevedeva anche viaggi spazio temporali.

L’attore parlò del progetto al regista Ivan Reitman, con cui all’epoca stava collaborando, il quale rimase piacevolmente colpito dalla storia ma poiché riteneva il progetto troppo costoso in termini di budget suggerì ad Aykroyd di ridimensionare la sceneggiatura.

Con l’aiuto di Ramis in poco tempo riscrissero la storia del film come tutti oggi la conosciamo – ovvero la storia di quattro uomini che catturano fantasmi e salvano New York da un’antica semidivinità sumerica – ed intitolandolo Ghostbusters, ma furono anche gli inventori dell’equipaggiamento del gruppo, ovvero gli zaini protonici, le ghost-trap e il dispositivo di stoccaggio

Visto il grande successo venne girato un seguito nel 1989 e realizzata una serie animata.

Ghostbusters fu un grande successo di critica e pubblico in tutto il mondo, anche grazie alla sua ironia di base, tanto che incassò 300 milioni di dollari (circa 434 286 000 dollari attuali). Tale successo portò al sequel Ghostbusters II nel 1989 – il quale fu un buon successo al botteghino ma non convinse appieno vista la mancanza di fascino, energia e spirito presenti invece nel primo capitolo – e la serie animata The Real Ghostbusters che narra le vicende di Peter Venkman, Ray Stantz, Egon Spengler e Winston Zeddemore intenti a catturare fantasmi a New York.

 

 

ghostbusters 2016 gli acchiappafantasmi

 

 

Per anni si è parlato di un terzo capitolo del franchise, ma dopo innumerevoli conferme e smentite nel 2014 venne infine deciso di girare un reboot. Come regista la produzione scelse Paul Feig (Le amiche della sposa, Corpi da reato, Spy) il quale tramite twitter annunciò che Ghostbusters sarebbe stato un reboot al femminile con protagoniste Kristen Wiig, Melissa McCarthy, Kate McKinnon e Leslie Jones affiancate da Chris Hemsworth. La cosa non fece molto piacere ai fan i quali non hanno mancato di far sapere la propria opinione tramite i social, in particolare YouTube dove il trailer della pellicola è entrato nella storia come quello col maggior numero di “non mi piace”.

 

Non è mai facile scrivere la recensione di un film e questa volta darò voce sia al nerd che al critico che sono in me.

Non è mai facile scrivere la recensione di un film, qualunque esso sia, e la difficoltà aumenta quando si tratta di un film cult o di prodotti che riprendono un determinato franchise con sequel, prequel, reboot, remake e chi più ne ha più ne metta.

Ovviamente Ghostbusters appartiene a questa categoria e quindi parlare del reboot tutto al femminile diretto da Paul Feig non è cosa facile, in particolare per un motivo: chi scrive è al contempo un appassionato non solo degli Acchiappafantasmi (e del cinema in generale) ma anche un critico.

Scindere queste due anime spesso è difficile e quando si parla di pellicole che allargano un universo noto ed amato in tutto il mondo, come il nuovo Ghostbusters, non è facile e quindi per questa volta cercherò di separare queste due mie anime dando vita ad una sorta di “doppia recensione” dando voce sia al nerd che è in me che al critico.

Ghostbuster è una commedia al femminile in cui i fantasmi sono un mero contorno.

Il fan che è in me è senza parole. Nel senso più letterale del termine. È difficile, molto difficile, esprimere a parole le sensazioni provate durante e dopo la visione.

L’unica cosa di cui sono certo è che quello che ho visto non è Ghostbusters. Quello che ho visto è una commedia al femminile – Paul Feig è noto per i suoi film con cast all women – in cui le quattro protagoniste sono delle squinternate appassionate di occulto e fantasmi e che non avendo niente di meglio da fare decidono di fare del loro hobby il loro lavoro.

È un po’ come se uno a cui piace mangiare si improvvisasse critico culinario.

 

 

Ghostbusters 2016 Movie

 

 

La pellicola con Kristen Wiig, Melissa McCarthy, Kate McKinnon e Leslie Jones di base è quindi una commedia in cui si assiste alle (dis)avventure esilaranti – almeno questo è l’intento – di quattro donne a cui nessuno crede e dove i fantasmi sembrano essere un mero contorno invece che il motore dell’azione.

Come se non bastasse alla base di questo nuovo Ghostbusters non c’è nulla di nuovo. Un remake/reboot dovrebbe portare nuova linfa al franchise, ma qui invece siamo alla sagra del già visto: scienziate che studiano fenomeni paranormali e che vengono prese in giro da tutte, la presenza del genio di turno che inventa apparecchi incredibili, scettici che si ricrederanno e gli immancabili aiutanti.

Sostanzialmente abbiamo Peter Venkman, Raymond Stantz, Egon Spengler e Winston Zeddemore al femminile ma in maniera fin troppo caricaturale. Per non parlare dell’irritante versione maschile della mitica centralinista Janine, che qui diviene un belloccio deficiente da voler prendere a schiaffi.

Non c’è nulla di nuovo, vengono riproposte situazioni già viste con una comicità spicciola

Il Ghostbuster del 2016 non è nient’altro che un riproporre qualcosa di già visto ma fatto peggio – o meglio in maniera anonima – apportando giusto qualche modifica o aggiornamento tecnologico e a livello sociale, il tutto condito con comicità poco esilarante e con i fantasmi a fare da sfondo. Who you gonna call? Di certo non loro quattro!

 

 

ghostbusters 2016 fantasmi

 

 

Ora svesto i panni del fan per indossare quelli del critico ed analizzare il film in maniera lucida e senza pregiudizi.

Quando un franchise subisce un restyling – perché in fondo di questo si tratta – paragonare il nuovo capitolo con quelli precedenti è un passo inevitabile se non quasi d’obbligo, un confronto il cui scopo è però cercare di capire non solo citazioni e riferimenti all’originale ma anche quali siano stati il punto di partenza e quello di arrivo di tutto il progetto. E Ghostbusters non è da meno.

E tutto sommato questo reboot non è poi una pellicola così malvagia, anzi riesce a pieno nel suo intento, ovvero costruire una storia avvincente e divertente riportando al cinema un gruppo di scienziati (sicuramente un po’ folli) a cui nessuno crede e che salvano la città da un’invasione di fantasmi.

Una vicenda ben raccontata ed esilarante che riprende i punti cardine del franchise per dare vita a storia nuova

Prendendo come fondamenta i principi cardine del franchise originale la sceneggiatura scritta da Paul Feig e Kate Dippold riesce a portare sullo schermo una storia ben raccontata e che risulta esilarante, anche grazie alle scene in cui le quattro protagoniste restano coinvolte. I due sceneggiatori quindi riprendendo alcuni punti cardine dell’originale riescono a costruire una vicenda tutta nuova, dove ovviamente non mancano citazioni e riferimenti al Ghostbusters originale.

 

 

Ghostbuster 2016 Slimer

 

 

Dopo un incipit in cui veniamo portati in una casa infestata ci vengono presentate le quattro protagoniste di cui è difficile non notare le analogie con Venkman e co. e ovviamente ci verrà mostrato come decideranno di dare vita al loro lavoro di Acchiappafantasmi, a partire dalla ricerca dell’ufficio e di un assistente. Passando poi per il momento di gloria, il difficile rapporto con il Sindaco e i mass media (a partire da internet) fino ad arrivare allo scontro finale.

Di sicuro la base della storia raccontata ricalca quella del film del 1984 ma lo svolgimento è totalmente diverso, tanto che qui le quattro Acchiappafantasmi hanno un vero e proprio rompicapo da risolvere ed un villain molto più tangibile, almeno in un primo momento. Inoltre la battaglia finale è una vero e proprio scontro campale tra le quattro protagoniste ed un’orda di fantasmi che si sono riversati a New York. Il tutto abbellito con ottimi effetti speciali.

Punto di forza sono i protagonisti ed i cammeo dei protagonisti dei film originali

Non deludono le quattro attrici protagoniste, tutte in piena forma e che restituiscono in maniera molto convincente quattro donne forti, piene di dubbio e con qualche rotella fuori posto.

Molto esilarante Chris Hemsworth nei panni dell’assistente belloccio ma imbarcato, caricatura al maschile dello stereotipo delle bionde. A loro vanno aggiunti i cammeo dei protagonisti dei film originale (unici assenti il compianto Harold Ramis e Rick Moranis che ha rifiutato di prendervi parte) che si sono prestati al gioco.

 

 

ghostbusters 2016 Chris Hemsworth

 

 

Non convincono una comicità troppo banale e la colonna sonora fin troppo modificata

Se da una parte il Ghostbusters di Feig convince dall’altra ha il difetto di puntare troppo su una comicità a volte fin troppo spicciola, laddove era un’ironia intelligente e mai fuori luogo a farla da padrone. Una scelta che se da una parte aumenta le risate dall’altra toglie fin troppo spazio alla parte horror/cupa che ha sempre contraddistinto il franchise. Per non parlare della colonna sonora fin troppo rimaneggiata. Va bene il rinnovamento, ma alcune cose dovrebbero restare così come sono e la canzone di Rey Parker Jr. è una di queste. La sua versione ad opera di Fall Out Boy feat. Missy Elliott è, obiettivamente parlando, da sudori freddi.

In ogni caso parafrasando le parole che la saggia Hii dice ad Ashitaka in Mononoke Hime consiglio di andare a vedere il film “con occhi non velati dall’odio.

 

Ghostbusters arriverà nei cinema italiani il 28 luglio.

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