Point Break: gli sport estremi è meglio vederli al cinema

7 anni fa

8 minuti

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Cosa ricordo dell’originale Point Break? Ricordo di averlo visto con mia nonna. Sai, lei era il tipo di nonna che non si guardava un film d’azione neppure con un pistola (ad aria compressa, solitamente impugnata da me) puntata alla tempia, eppure per quel film aveva fatto un’eccezione.

Correva l’anno 1991, e nel cast accanto ad un emergente Keanu Reeves c’era Patrick Swayze.

Patrick Swayze, l’amore di mia nonna.

Devo quindi ringraziare Dirty Dancing e Ghost per averla convinta ad accompagnarmi al cinema, quel pomeriggio, a vedere Point Break.

 

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La Grande Onda!

 

Ricordo che uscimmo decisamente soddisfatti, e io avevo una voglia matta di iniziare a fare surf. Ma il giorno dopo ero di nuovo chiuso nella mia cameretta col joystick in mano (niente doppi sensi, please!)

Che vuoi farci, sono sempre stato uno che preferisce il lato oscuro dello sport… quello fatto di pixel, precisamente.

Che senso aveva voler fare surf in Italia dove le onde più alte sono di 30 cm, quando a casa avevi uno sfavillante Amiga 500 con California Games?

Non stare lì a prendermi in giro… tanto lo so che, come tutti i buoni nerd del pianeta, applicato allo sport faresti più o meno questo:

 

 

Com’è, come non è, Point Break datato 1991 è passato alla storia non soltanto per la regia compatta ed energica della brava Katryn Bigelow, all’epoca signora James Cameron, ma anche per un nuovo modo di coniugare action, filosofia di vita e bromance.

Come altro etichettare il rapporto tra il poliziotto idealista Johnny e il carismatico ladro e surfista Bodhi?

Beh, è arrivato il momento di affrontare il remake, che si presenta a 25 anni dall’originale e, com’è prevedibile, sposta molto in alto l’asticella della spettacolarità.

Ma andiamo con ordine.

Era da almeno cinque anni che lo spettro del remake si agitava su Point Break.

Sembrava che Gerard “Leonida” Butler dovesse raccogliere lo scettro di Swayze, invece, probabilmente in modo più saggio, la scelta è ricaduta su qualcuno meno conosciuto, Edgar Ramirez.

 

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Surfin’ USA (e dove, se no?)

 

Uno che tra l’altro ha lavorato con la Bigelow in Zero Dark Thirty e vedremo presto in Joy, accanto a Jennifer Lawrence e Robert De Niro.

Per il faccino angelico del poliziotto Johnny Utah è stato scelto il biondino Luke Bracey, sostanzialmente sconosciuto e (speriamo) sul trampolino di lancio.

 

"Ma non potevo farlo io Patrizio Svaize?" NO.

“Ma non potevo farlo io Patrizio Svaize?” NO.

 

In un panorama dominato da agenti segreti, tamarri su auto truccatissime e poco altro, magari può esserci bisogno di un “ritorno” allo sport estremo come viatico di pure evoluzioni, tanto più che la banda di malviventi capeggiata da Bodhi sembra avere uno schema che va oltre lo scontato ecoterrorismo.

Completano il quadro delle credenziali il regista Ericson Core, professionista della fotografia cinematografica, e la sceneggiatura di quel Kurt Wimmer che ha scritto e/o diretto film come Equilibrium, Giustizia Privata, Salt, Ultraviolet e Total Recall.

Anche se la storia rimane (più o meno) la solita, stavolta Point Break si trasforma in un circo adrenalinico di performance di alcuni tra i migliori atleti di sport estremi del panorama contemporaneo.

Sono stati infatti coinvolti, per le sequenze più impegnative e gli stunt, professionisti della vita spericolata come i surfisti Laird Hamilton, Sebastian Zietz, Makua Rothman, Billy Kemper, Brian Keaulana, Ahanu Tson-dru, Ian Walsh, Laurie Towner, Dylan Longbottom, Albee Layer, Bruce Irons, Tikanui Smith e Tuhiti Humani; gli snowboarder Xavier De Le Rue, Louis Vito, Christian Haller, Lucas DeBari e Ralph Backstrom; gli skateboarder Bob Burnquist e Eric Koston e i motociclisti Riley Harper e Oakley Lehman.

Infine, tizi che volano con la tuta alare che rispondono ai nomi di Jon Devore, Julian Boulle, Noah Bahnson, Jhonathan Florez e Mike Swanson, il base-jumper Jeb Corliss e lo scalatore Chris Sharma.

 

"Piatto ricco, mi ci ficco!"

“Piatto ricco, mi ci ficco!”

Insomma, ce n’è per tutti i gusti e il trailer lo testimonia.

Le riprese sono effettivamente spettacolari e con un respiro eccezionale per un “banale” action-movie.

 

 

 

 

Facciamo un passo indietro

Comunque sia, non è (solo) di questo che volevo parlare, perché ok che Point Break è diventato una pietra miliare del cinema di genere e quindi qualche lettore di Lega Nerd lo porta nel cuore… ma non dimentichiamoci che lo sport rimane il nostro più antico nemico, lo spauracchio, la kryptonite.

“Ma come!” sento già qualcuno che protesta… “Questa è una grossa sciocchezza, io faccio judo e ho persino saltato qualche festa delle medie per portare avanti la mia passione”.

 

Nella foto: allenamenti estenuanti

Nella foto: allenamenti estenuanti.

 

Vero. Non di sole merendine & poltrona stile Enterprise (o ne vogliamo una semovente come quella dell’Ammiraglio Akbar?) vive il nerd, ma anche di quella minima attività che permette di NON avere il fiatone quando si pestano i tasti del pad per sparare al nemico.

Non dimentichiamoci però dove la definizione nerd è iniziata: dai gloriosi anni ’50 del secolo scorso, sui campi di battaglia dei campus americani, dove era sinonimo dell’essere emarginato, sfisicato e angariato dagli studenti che giocano a football.

 

BRO.

BRO.

 

Dopo la “riabilitazione” che dagli anni ’90 in poi il termine ha avuto, essere nerd è motivo di orgoglio e, sì, può significare anche essere estremamente fissati e pedanti sui uno specifico argomento, foss’anche sportivo (beh, in fondo Magic, i videogiochi e le bocce sono uno sport, no?).

 

 

And now, let’s move!

Per tornare a bomba all’argomento Point Break: se non ti senti particolarmente portato ad affrontare onde di 30 metri con mare forza 10, lanciarti nel vuoto da un aereo con addosso una tutina che ti fa sembrare uno scoiattolo o imitare Tom Cruise nell’incipit di Mission: Impossible 2, ecco qualche sport che non intacca il tuo essere nerd, anzi, lo eleva all’ennesima potenza.

 

"Combatti come un contadino, giovane padawan!"

“Combatti come un contadino, giovane padawan!”

 

 

Scherma & derivati

Diamine, certo che sì, altrimenti come farete ad assumere una posa convincente quando declamerete “Mi nombre es Inigo Montoya. Tu hai ucciso mio padre. Preparate a morir!”.

E poi saper brandire una spada, di questi tempi in cui persino l’ultimo dei traditori del Primo Ordine ne sventola una come fosse una mazza da baseball, è irrinunciabile.

 

 

Tennis

Perché? Semplice: pura strategia intellettualoide. David Foster Wallace adorava il tennis. Tu puoi giocare a tennis e leggere D. F. Wallace, in modo da fare doppio colpo su ragazze e ragazzi di una certa cultura.

 

Camminare

Ah! Camminare is the new correre, al diavolo Zuckerberg.

Se non ti va di far troppo movimento, camminare per almeno 15-30 min ti permetterà di bruciare calorie, stare all’aria aperta, magari fare conversazione con qualcuno che ti porti appresso (ehi, Steve Jobs faceva intere riunioni a passeggio!) e, se te lo sei dimenticato, camminando si arriva anche a Mordor.

 

 

Giocare a Just Dance

Se proprio Wii Fit è troppo “fitness” per te, smettila di fingere di non aver voglia di saper ballare e fatti una sessione ogni tanto di Just Dance.

Alla prossima festa sarai così pronto ad essere il re del dancefloor, stracciare tutti lasciandoli di sasso e poi rapire la tua preda andando poi ad arrampicarti sul grattacielo più vicino.

Like a boss come lui:

 

https://www.youtube.com/watch?v=UarMkUUPkas

 

 

Fare le pulizie

Lo so che equivale a bestemmiare, ma ogni tanto devi farlo.

Io la metto così: fisso un tempo limite, alzo la musica a palla e vado più veloce che posso cercando di spostare più roba dalla sedia al letto e dal letto all’armadio.

Se non mi cade l’armadio in testa (ed è successo, IKEA ti amo), solitamente cerco di fare di più in meno tempo e così via. Questa può aiutare:

 

 

E ricorda, a fare sport estremi (includendo anche impennare in bici sugli scivoli per bambini, ovviamente) puoi finire così:

 

 

Per tutti quelli che preferiscono le comode poltrone dei cinema, magari accompagnate da un paio di litri di bibite ultrazuccherate e una vagonata di popcorn, lo sport estremo sarà sul big screen dal 27 gennaio con Point Break.

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