Il Risveglio della Forza: Commento Musicale al Trailer

5 anni fa

13 minuti

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Un trailer è una complicatissima macchina ben oliata che fa del messaggio il suo scopo. Il trailer è per il film ciò che per la cucina è l’antipasto: tutto passa da qui e nel trailer è possibile avere un giudizio sul film, i suoi messaggi, il suo valore, ciò che vuole mettere in mostra e come intende farlo.

Il trailer è talmente importante nella sponsorizzazione e pubblicizzazione di un film, che sono sorte apposta scuole tecniche per la sua realizzazione e addirittura linguaggi meta cinematografici appositi: la musica in un trailer non è mai quella originale del prodotto finito, ma una sua copia riarrangiata per servire meglio a certi scopi.

Si cercherà in quest’analisi di fornire un commento musicale e cinematografico del trailer del nuovo film della saga di Star Wars.

Partendo da queste premesse, si cercherà in quest’analisi di fornire un commento musicale e cinematografico del trailer del nuovo film della saga di Star Wars, “Il Risveglio della Forza” in uscita il 16 dicembre 2015.

 

 

 

 

 

 

Considerazioni Generali

Si tratta del terzo trailer rilasciato dalla Lucasfilm, ma primo full trailer vero e proprio, essendo i primi due solo dei teaser. Il lancio, avvenuto la notte del 20 ottobre 2015 in concomitanza con l’evento sportivo americano del Monday Night Football, si pone circa ad un mese dall’uscita nelle sale del film.

Si tratta di un trailer con una durata decisamente inferiore alla media.

Si tratta di un trailer con una durata decisamente inferiore alla media (02:16, di cui 01:55 reali, dove la media è 3-4 minuti) attorno al quale si è creato un hype elevato, sostenuto a piena forza dal regista e dalla Lucasfilm stessa.

Annunciato ufficialmente il giorno prima tramite comunicato stampa, alla sua uscita ha registrato sul canale ufficiale YouTube 567.683 visualizzazioni (ad oggi 2/11/15); questi dati vogliono dare un quadro generale di dove e come si situa il prodotto “trailer” all’interno dell’analisi.

È importante, infatti, capire che in questo caso non siamo davanti al solito mezzo pubblicitario pre uscita. Siamo di fronte ad un evento, e un evento che potrebbe influenzare nel bene o nel male l’andamento dell’intera produzione e della riuscita del film.

Essendo Star Wars entrato nel patrimonio culturale mondiale, condiviso da milioni di persone, la situazione in cui si trovano ad agire gli addetti alla creazione del trailer è veramente spinosa.

Il tutto infatti deve adempiere a due compiti: il primo è creare attesa, hype, interesse, vendere il prodotto e suscitare curiosità nei suoi confronti; il secondo invece ha il compito di occuparsi della sua legacy, la sua eredità e a portare al cinema quella parte di pubblico che si deve convincere di non trovarsi davanti ad un prodotto da ignorare (la maggioranza dei fan di Star Wars vede l’acquisizione da parte di Disney una minaccia gravissima alla qualità finale della pellicola).

La priorità è quella di dimostrare che il film sarà esattamente come il pubblico se lo aspetta.

Anzi, la priorità è quella di dimostrare che il film sarà esattamente come il pubblico se lo aspetta. Questo aspetto è fondamentale, perché influisce pesantemente sulla realizzazione tecnica e sulle scelte operate in via di ideazione. Il messaggio che, in questo caso, Disney vuole inviare ai fan è

State vedendo Star Wars, non è cambiato niente, potete andare sereni.

In poche parole, un modo per assicurarsi che tutti siano soddisfatti.

Il compito è però molto gravoso, data la partecipazione quasi religiosa all’opera. Le scelte coraggiose e intelligenti utilizzate, soprattutto a livello musicale, sono lodevoli.

 

 

 

Il trailer in poche parole

Il trailer si apre con una figura misteriosa, avvolta in un vestito logoro, che perlustra una nave da battaglia abbandonata cercando qualcosa. Una voce senza volto chiede “Chi sei?”, a cui segue la laconica risposta “Nessuno”.

Una ragazza, Rey, scruta l’orizzonte con aria sognante e malinconica.
Intanto facciamo conoscenza con uno degli altri protagonisti, Finn, caduto sul pianeta deserto a seguito di un problema con la sua astronave.

Anche in questo caso vengono recitate due battute, che rimangono senza una presenza fisica, quasi a fornire una didascalia.

La scena si sposta sul personaggio negativo della pellicola, che in un ambiente molto familiare ai fan, pronuncia un monologo sul teschio carbonizzato di Darth Vader.

L’urlo di dolore (o rabbia) del terzo protagonista coincide con un’esplosione, alla quale si susseguono varie scene d’azione: il Millennium Falcon inseguito da due TIE Fighter, un salto nell’iperspazio e l’inserimento del fattore sorpresa, con la frase enigmatica di Han Solo riguardo una certa “leggenda”.

Il trailer continua poi a mostrarci scene intramezzate di pochi secondi, dove si inseriscono a poco a poco quasi tutti i personaggi, dandoci modo di vederli in varie situazioni: Kylo Ren e la sua scorta, una flotta di X-Wing, l’incontro tra due protagonisti, scene di battaglia, con il culmine nella scena di duello e la frase conclusiva, che riprende il dialogo iniziale e lo completa.

 

 

 

La musica

Come abbiamo già detto, la “colonna sonora” di un trailer non è affidata al compositore (in questo caso John Williams) ma ad una scuola apposita che, avendo cura di utilizzare gli stessi cue che saranno utilizzati nella pellicola, li riadatta secondo i proprio bisogni diegetici e funzionali.

La colonna sonora di un trailer non è affidata al compositore.

A livello musicale il trailer si basa su un flusso musicale pressoché ininterrotto, che sapientemente utilizza famosi cue della trilogia originale fondendoli, alternandoli e riadattandoli dando ad ognuno il proprio spazio e funzione narrativa, senza che nessuno prevalga sull’altro, dando quindi la sensazione di fluidità della composizione, basata sul ricircolo musicale ed effettistico in un unico anello segnato in particolare dai sette suoni “cristallini” iniziali (00:00 – 00:41) che creano il la per la seconda parte, dove ha inizio il commento musicale vero e proprio.

Ritornando ai suoni iniziali, quest’ultimi servono per dare spazialità alla composizione.

La scena si apre infatti con questo personaggio mascherato alla scoperta ed esplorazione di un vasto spazio misterioso. Le “gocce” sonore hanno la funzione di aprire lo spazio e definirlo, dando l’impressione di un’armonia di azioni (al primo suono corrisponde lo svelamento, al secondo la caduta, al terzo la camminata, al quarto la nave, al quinto la scritta Lucasfilm, al sesto l’esercito del First Order, al settimo la caduta e all’ottavo la scoperta) creando quindi un percorso che ci guida all’interno dell’azione.

L’entrata in scena di Kylo Ren, personaggio malvagio del titolo, è sottolineata da una nota decisamente più grave e meno scandita, come l’apertura di una caverna dell’orrore alla quale siamo giunti seguendo le briciole di pane sonore precedenti, ma lo fonde sia con l’eco della voce volutamente alterata, sia con elementi della Marcia Imperiale, tema che caratterizza e anticipa l’entrata in scena di un altro personaggio: la maschera deformata di Darth Vader, il quale funge da ponte musicale con il “nuovo”, rappresentato da Kylo.

Il respiro asmatico fornisce anche l’apice della melodia che continua nella scena successiva, nella quale Poe Dameron viene torturato e al cui grido la musica prende una nota decisamente epica, per culminare nella dolcezza del Leia’s Theme, senza che questa differenza sia stata fatta notare.

Il tema principale (00:58) scaturisce dalla funesta scena precedente in maniera del tutto naturale, portandoci al contempo in una (conosciutissima) scena di inseguimento tra il Millennium Falcon e due TIE del First Order. La musica è fondamentale per la riuscita della scena: introduce infatti quel retrogusto agrodolce di ricordo e amore per una situazione già vissuta innumerevoli volte, nuovamente riportata sullo schermo.

Il cue originale è stato in ogni caso riadattato in due punti, (01:05 e 01:10) per fondersi in due scene fondamentali: la rivelazione di Han a Rey e Finn (ma soprattutto allo spettatore, e in particolare modo al fan di vecchia data) e il salto a velocità luce, dove viene aggiunto un coro misto al tipico effetto sonoro del viaggio iperspaziale.

L’ambiente onirico di ricordo e messa in scena del già visto lascia dietro di sé (letteralmente) la memoria e si occupa a quasi due terzi del trailer, di mostrare l’ancora da vedere (01:16).

Questa parte, segnata da un Force Theme simbolo della saga profondamente riadattato, quasi reso più epico, corale, forte e cadenzato (soprattutto la parte compresa tra 01:17-01:21), è un intervallarsi di scene d’azione rapidissime accentuate oltre che dal ritmo militare della musica, anche dagli effetti sonori di esplosioni, battaglie e dal dialogo in sottofondo.

Verso 01:38 il tono si fa più teso ma lascia il posto dopo poco ad un rilassamento (anche visivo) per finire con un tono decisamente dark e pessimista, carico di aspettative e di attese.

Il coro che scandisce l’ultima parte (01:47-01:51) finisce per lasciare il posto alla calma piatta, inaspettata e rassicurante del logo del film, accompagnato questa volta dal Force Theme volutamente allungato, come in una distensione dei sensi: il tutto è coronato dalla frase finale “Lasciala entrare” che si ricollega al primo dialogo e chiude idealmente il cerchio.

 

 

 

Le scelte musicali del trailer

Come già accennato in precedenza, con questo trailer Disney cerca in qualche modo di rassicurare i fan e di dimostrare che niente è cambiato, anzi il film, basandosi su luoghi, eventi e musiche già viste, non può che far parte del suo universo. Idealmente il trailer è diviso in due parti: la prima che va da 00:00 a 01:14 e la seconda che va da 01:14 a 02:05 caratterizzate da utilizzi diversi della musica e della narrazione.

 

 

La prima parte

Nella prima parte il trailer compie il lavoro di rassicurazione: colui che vede il trailer deve rendersi conto di essere a casa, non deve trovarsi spaesato.
Star Wars è prima di tutto una saga, un insieme variegato di frasi, scene, situazioni che si sono sovrapposte in quasi 40 anni. Il problema, anche musicalmente, è rendere questa parte verosimile agli occhi del fan.

Proprio per questo musicalmente e a livello scenico vengono riproposte situazioni già vissute, soprattuto nei primi 57 secondi. Abbiamo quindi in ordine: un personaggio misterioso e muto dall’aspetto vagamente familiare, un pianeta desertico (non è Tatooine, ma lo ricorda ndr), un sentimento di rivalsa e di atteggiamento sognante, una fila immensa di armature bianche, un TIE alla deriva (utilizzo consapevole di uno dei simboli della vecchia trilogia con il suo tipico “barrito” nello spazio) per poi continuare all’interno di una nave chiaramente imperiale, un personaggio dichiaratamente debitore del villain dei primi tre film (voce e presenza in primis) e l’inserimento di un punto di contatto forte con il vecchio universo (la maschera di Darth Vader e il suo respiro). Questa prima carrellata mette lo spettatore a suo agio, gli ricorda che quell’universo, e solo quell’universo in particolare, è ancora vivo e lo riporta senza mezzi termini in quella galassia lontana lontana grazie alla musica e al simbolo.

La scena con il Millennium Falcon è fondamentale all’interno della composizione. Accostata al simbolo della vecchia trilogia, al vecchio ricordo del Millennium Falcon c’è un cue dichiaratamente d’amore, il Leia’s Theme, rimaneggiato per creare un angolo di sogno, di ricordo, di tempo sospeso (00:58-01:14) dove si rivedono sempre le solite care scene.

Inoltre questa parentesi permette di inserire all’interno il perno della curiosità che deve generare il trailer, la frase misteriosa pronunciata da Han Solo, ancora un rimando ai bei tempi andati.

 

 

La seconda parte

Portata a termine la parte di recollection in tranquillity che sarebbe cara a Wordsworth, il trailer presenta il nuovo, legittimato dalle scene precedenti ma soprattutto dalla musica, che innalzando il Force Theme alle massime vette epiche, introduce scene di grande impatto, scelte con cura per fare da contraltare alla cadenza musicale e incisività alle scene e di conseguenza al film.

Tutte le “nuove” situazioni, il vero contenuto dell’opera viene, grazie alla musica, caricato di aspettative e inserito nell’ epos dell’opera: “se queste scene vengono presentate con questa musica, sono sicuro che il film sarà all’altezza della situazione”.

Nello strascico finale, sempre un Force Theme riadattato, il cerchio si chiude e ci lascia con una domanda ma soprattutto con un fortissimo senso di déjà vu. Il trailer è concluso, ma una cosa salta subito all’occhio, anzi all’orecchio.

Non si è sentita neanche una nota della nuova composizione. Sono stati riutilizzati solamente brani già esistenti, riadattati, ma nessuna nuova anteprima, nessun nuovo effetto sonoro, nessun cue, neanche un’ombra o un’influenza.

Questa particolarità ha una spiegazione. Da una parte l’incisione della colonna sonora al momento del lancio del trailer non era stata neanche iniziata, da qui l’impossibilità di utilizzare nuove musiche in concomitanza con la sua uscita. Dall’altra, questa scelta è sempre operata per far leva su quella sensazione di già vissuto, fondamentale per la presentazione del prodotto.

C’è ancora una particolarità da segnalare. sia a livello delle scene mostrate, sia musicale, non c’è nessun collegamento alla nuova trilogia (Episodio I, II e III).
La scelta, che sembra casuale, ha invece un valore intrinseco molto alto: in questo modo Disney taglia i ponti con quella tradizione ritenuta dai fan (ma anche non dai fan) come non conforme agli standard dei primi tre film.

Se si vuole quindi fare in modo di lasciare un certo tipo di messaggio si dovrà per forza utilizzare gli strumenti riconducibili alla sua genesi. Gli unici due brani presenti sono infatti ripresi da Una nuova speranza, mentre l’ultima parte è una composizione mista di cliché musicali da trailer assemblati sul modello della seconda (Force Theme).

Non è casuale infatti che nessun riferimento sia stato fatto alla seconda trilogia, in nessun modo: dal merchandising, alla pubblicità, alla cartellonistica, alla musica, ai personaggi, tutto riporta all’unica e vera trilogia.

 

 

Parlando di déjà vu

Andando più nel profondo e facendo attenzione dunque al messaggio nascosto del trailer, è possibile notare un fortissimo senso di déjà vu, impressione che si tramuta in stupore quando ci si rende conto che non solo il trailer riporta a certe scene, certe situazioni o cliché dei vecchi film, ma lo fa in maniera deliberata e consapevole, alimentando ancora una volta quel valore mistico – epico di congiunzione tra le opere (ancora una volta, nessun riferimento agli ultimi tre film).

Alcuni esempi di scene presenti nel trailer ricalcate sui vecchi film:

 

 

 

Curiosità

Curioso soprattutto come nella scena del “racconto” da parte di Han ai due nuovi protagonisti il tutto si svolga nello stesso luogo dove nel primo film il discorso viene fatto da Obi Wan a Luke la prima volta, ma alla rovescia:

Ragazzo, io ho girato questa galassia in lungo e in largo. Ho visto un sacco di cose curiose, però non ho visto niente che mi abbia convinto che esiste un’unica, onnipossente Forza che controlla tutto quanto. Nessun campo di energia mistica controlla il mio destino. Sono soltanto dei semplici trucchi e delle idiozie.

Mentre nel trailer lo stesso personaggio dice:

È vero, tutto vero. Il lato oscuro, i Jedi, sono reali.

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