Le Avventure della F.I.G.A. – 1944, La Bomba Atomica dei Nazisti (Parte I)

6 anni fa

13 minuti

figa

Esistono persone in grado di far perdere persino una guerra alla propria madrepatria per denaro? E non parliamo di semplici Mercenari, parliamo di vere e proprie carogne!

Siamo in una calda giornata di Agosto del 1935. Qui nove valorosi uomini, provenienti da vari Stati Europei, spinti da un motivo sconosciuto, si riunirono a Londra per formare la F.I.G.A. (Finocchi Internazionali Grottescamente Affaticati). Essi hanno sempre pensato che come acronimo fosse davvero pessimo, ma per il nome ne valeva assolutamente la pena. Qual è lo scopo di questi audaci uomini? Semplicemente, vengono chiamati da uno Stato qualsiasi – quasi sempre europeo – per svolgere missioni pericolosissime, e sono lautamente pagati una volta terminato il lavoro; sarebbero capaci persino di svolgere missioni contro la propria patria, pur di avere il denaro! Ma vediamo di conoscerli meglio:

  • George Jones, detto lo Scozzese. Nato a Londra (Inghilterra) nel 1915, nessuno sa perché venga chiamato così dal resto della squadra; è il Capitano della F.I.G.A. ma è anche piuttosto freddo e distaccato; ha una cicatrice nell’occhio destro; la sua arma preferita è lo Sten.
  • Götz Zimmermann di Ulm, detto lo Spadaccino. Nato a Ulm (Germania) nel 1914, fiero oppositore del Nazismo e abile spadaccino; tuttavia un giorno, mentre era ubriaco, si è inconsciamente tatuato una svastica storta nel collo.
  • Conrad Renard, detto la Collina. Nato ad Amboise (Francia) nel 1910, è chiamato così a causa della sua potenza e della sua stazza.
  • Lenderd Dumont, detto il Nano o il Nerd. Nato a Bruxelles (Belgio) nel 1912, è alto circa 1,40 m al contrario del suo collega Francese; è anche il nerd della situazione.
  • Abbondanzio Zilio, detto il Bombarolo. Nato a Ravenna (Italia) nel 1916, ha sempre pensato che per ottenere migliori risultati nelle missioni bisognasse ricorrere alle bombe; gli mancano entrambe le mani, perse durante lo scontro con un membro del KKK.
  • Yago Aguilar, detto il Marinaio. Nato a Cordova (Spagna) nel 1909, viene chiamato così a causa della sua passione per le barche e per la vita da lupo di mare; ha un occhio di vetro e fuma sempre la pipa; ha una Barca, che si porta sempre durante le missioni.
  • Nils Sjögren, detto il Biondo. Nato a Sundsvall (Svezia) nel 1917, è quello bello del gruppo e somiglia molto a Clint Eastwood; nonostante ciò, molte fonti sostengono che egli sia gay.
  • Hippolytus Toles, detto l’Ellenico. Nato a Sparta (Grecia) nel 1914, è tristemente conosciuto nel gruppo a causa delle sue battute poco divertenti.
  • Nikolaj Jørgensen, detto il Piromane. Nato a Tårnby (Danimarca) nel 1913, gli piace semplicemente bruciare cose ed è in perenne scontro con Abbondanzio; è inoltre amico di Lars Ulrich.

I loro nomi sono abbastanza difficili da pronunciare, ma quello che faranno sarà certamente fuori dal comune!

 

Le Avventure della F.I.G.A. – 1944, La Bomba Atomica dei Nazisti (Parte I)

I nove erano seduti attorno a un tavolo.
– Bene, ragazzi! – esclamò George – È arrivata stamane una lettera da Sir Winston Churchill in persona, perdio! –
– Allons-Y! Leggila – gridò Conrad.
Miei cari membri della F.I.G.A… Sono il vostro caro amico Churchill e ho una missione da assegnarvi. Ahimè, i Tedeschi ce l’hanno fatta! Stanno costruendo una Bomba Atomica e sono in netto anticipo rispetto ai nostri colleghi Americani! Se non li fermate, Hitler vincerebbe la guerra… Sarebbe un disastro! Le nostre spie riferiscono che attualmente la bomba è in fase di costruzione nella Base 211, in Antartide. Il vostro compito è andare lì, trovare i progetti della Bomba Atomica e distruggerli! Ricompensa: 8.500£ a testa.

Ci fu un mormorio generale.
– Diamine, 8.500! Ma cos’è questa Base 211? – domandò Nils, pettinandosi i capelli.
– È una Base Tedesca – spiegò George – Situata in Antartide, si dice che i Nazisti costruiscano velivoli e armi ad alta tecnologia in questo posto. Ma non me ne fotte niente di queste cose, a me importa soltanto del denaro che riceveremo se fermiamo la costruzione della loro Bomba Atomica, perdio! –
I nove uomini esultarono.
– Esattamente – disse Götz – Questa Base è situata proprio nel sottosuolo della Nuova Svevia… Sarà difficile! Ma pur di infliggere danni ai Nazisti, lo faccio con piacere –
– Bene. Come ci arriviamo? E quando partiamo? – domandò nuovamente Nils.
George stava rispondendo, ma fu interrotto da Hippolytus che avrebbe voluto fare una battuta.
– Già solo al pensiero di andare in Antartide… Mi viene il freddo! –
Nessuno rise e l’Ellenico, per punizione, fu costretto a non partecipare a quel viaggio.

Il giorno dopo, i bagagli erano già pronti.

Gli otto uomini presero l’aereo e arrivarono in Antartide dopo qualche ora. Durante il viaggio, si accorsero che mancava qualcuno all’appello.
– Oh no! – esclamò Conrad – Abbiamo dimenticato il Nano a Londra! –
– Ma non lo avevi messo in stiva?! – gridò Götz spaventato.
– È talmente basso che non me ne sono accorto… –
– Non fa niente, vuol dire che farà compagnia a Hippolytus. In sette riusciremo lo stesso a fermare una Bomba Atomica – disse George.
Una volta arrivati, videro che un luogo davvero desolato. La neve era ovunque, il freddo faceva gelare le ossa (erano tutti cazzutamente in canottiera) e c’era un vecchio aereo semi-distrutto incastrato nel ghiaccio.
– Bombarolo! – ordinò Götz – Usa le tue bombe per far esplodere tutto il ghiaccio che c’è nella zona! Se la Base è sotterranea, bisogna scavare! –
– Sarà fatto di sicuro! – obbedì contento Abbondanzio.
– Ehi! – rimproverò Nikolaj il Piromane – E io? Con il mio lanciafiamme potrei sciogliere anche tutto il ghiaccio del mondo! Lui non solo è un italiano, ma gli mancano addirittura le mani! –
– E va bene – acconsentì Götz – Andate entrambi a distruggere il ghiaccio. Ma ricordatevi che la base Nazista è proprio sotto i nostri culi, non esagerate. –
– Non potremmo semplicemente usare una trivella? – domandò Yago fumando la Pipa – Nella mia barca ho sette trivelle e due bottiglie di vino! –
Il Marinaio si era portato la sua amata barca anche in quella pericolosissima missione. Alcune leggende dicevano che essa potesse addirittura volare.
– Sarebbe troppo mainstream, perdio – rispose lo Scozzese – Ci accamperemo qui stanotte. –

Così, Abbondanzio e Nikolaj si misero a distruggere tutto il ghiaccio in Antartide lanciandosi spesso frecciatine e occhiate di sfida.

Appena cominciò a fare buio, si fermarono per andare a mangiare, scaldarsi sul fuoco e bere un po’ di tè. George stava raccontando una delle sue storie.
– …E fu così che sono riuscito a leccarmi il gomito. –
– Woah! È una storia splendida – applaudì Conrad – Solo che questo tè è davvero pessimo, lo bevo solo perché mi riscalda –
– Quello non è tè. –
– … –
– … –
– Bah, vado a fare una pisciata. Torno fra 5 minuti. – disse Conrad.
Dopo tre minuti, il francese tornò correndo (e con la zip ancora aperta).
– Ehi, ehi! Le informazioni erano false! La Base 211 in realtà non è sotterranea, ma è proprio a 100 m da qui! –
Abbondanzio e Nikolaj pensarono di aver fatto del lavoro inutile e si vergognarono da morire.
– C’è troppo buio, non possiamo entrare ora in una Base militare così all’avanguardia! – esclamò Götz.
– No, infiltriamoci ora, con l’aiuto delle tenebre! – ordinò George.
Così fu fatto. I sette si misero su un promontorio ghiacciato ad osservare la famigerata Base 211 e vederne possibili entrate.

La Base era enorme. Grande circa 9.000 mq, aveva una forma quadrata. La struttura era circondata da un recinto di filo spinato, con Bandiere della Germania quasi ovunque. In totale, c’erano solo tre entrate: quella principale e due ai lati. La porta principale era difesa da decine di soldati Nazisti, da membri della SS e da alcuni pesantissimi Panzer VI carichi di uomini, insieme a svariate macchine e Camion. Una grande svastica era dipinta sopra il portone. Nelle entrate secondarie c’era una guardia ogni cento metri armata fino ai denti. In alto, ogni cinquecento metri c’era un cecchino. Dei lampioni illuminavano ogni centimetro della base. All’esterno vi era un cartello, anch’esso illuminato, con scritto “Base 211”; tutto questo con canzoni dei Kreator di sottofondo, però questi non esistevano ancora nel 1944, quindi c’est la vie.

– Pazzesco! Come abbiamo fatto a non notarla?! Sarà difficilissimo entrare! – disse Nils.
– Taci Biondo. Ho un piano. – rivelò George
– E sarebbe? Dobbiamo usare le bombe?? – domandò Abbondanzio.
– No, idiota. Nella barca del Marinaio dovrebbe esserci una divisa Nazista, dico bene? –
– Esattamente! – rispose Yago.
– Perfetto. E, se non sbaglio, uno di noi è Tedesco e dunque parla il Tedesco (you don’t say)… Vero, Götz? –
– Sie sind wie eine Katze, seine kugeln klebt mit ihren nägeln niedlich – rispose ridendo Götz.
– Okay, va benissimo! Adesso il nostro Spadaccino entrerà dentro con la divisa dei soldati Tedeschi, metterà i progetti della Bomba nelle mutande e fuggirà dalla Base in modo disinvolto. Sembra semplice, ma se fallisce perdiamo 8.500£, perdio! –
In men che non si dica, Götz fu già pronto. Appena si avvicinò alla recinzione, un soldato gli fece delle domande.
– Wie heißt du denn? (Come ti chiami?) –
– Wie bitte? (Come scusa?) –
– Wie ist dein name?? (Qual è il tuo nome??) –
– Ah… mein name ist Götz. (Ah… Mi chiamo Götz.) –
– Götz?! (Götz?!) –
– J-Ja… Ja! (S-Sì… Sì!) –
– Ich erinnere mich nicht an dich! (Non mi ricordo di te!) –
Ci fu un attimo di silenzio.
– Okay, ragazzi! – gridò Götz ai suoi compagni – È andata a puttane, uscite allo scoperto! –
Lo Spadaccino si tolse l’uniforme militare e rimase a petto nudo.
– Sai perché mi chiamano lo Spadaccino? Beh, adesso lo scoprirai… Auf Wiedersehen! (Arrivederci!) – gridò al soldato, che rimase sbigottito. In pochissimi attimi, Götz uscì dalla tasca una Katana e tagliò la testa alla guardia.
Proprio in quel momento, arrivò una granata dal nulla che creò una falla nel recinto: era Abbondanzio il Bombarolo.
I Tedeschi suonarono l’allarme e mezza Base piombò nell’entrata principale.
– Forza, ragazzi! Spezziamo in due questi Nazisti, perdio! – gridò George. Fu così che dal nulla sbucarono tutti e sei.

La battaglia era appena cominciata.

George atterrò subito molti nemici col suo Sten e gli spezzò l’osso del collo a mani nude. Dopo pochi secondi, centrò un barile di benzina, che esplose e distrusse due Panzer.
Götz, dal canto suo, era talmente abile con la Katana da poter evitare i proiettili nemici e fare a fette i suoi connazionali.
Conrad era invece talmente possente da non aver bisogno di armi, prendeva i nemici e li scaraventava contro altri, oppure li spezzava letteralmente in due.
Abbondanzio, con le sue bombe e granate, distrusse quasi totalmente i Panzer e il portone principale: adesso potevano entrare dentro la Base.
Yago si mise a investire qualsiasi cosa trovasse nel suo cammino con la barca. Approfittando del suo mezzo, salì nel tetto con un ponticello e gettò tutti i cecchini giù.
Nikolaj si mise ad incendiare i Camion e le auto facendoli esplodere, ma bruciò anche qualche soldato. Incenerì svariate bandiere Naziste in segno di affronto.
Nils invece era quello più in difficoltà di tutti, poiché venne ferito quasi subito e tentò con tutte le sue forze di lottare, ma…

Dopo pochi minuti, tutto era già finito. I pochi Tedeschi rimasti fuggirono e lasciarono la Base 211 incustodita.
– Bene! – esultò George – È arrivata l’ora di distruggere quella fottuta Bomba Atomica! –
Nils era però conciato davvero male: stava morendo. Aveva delle ferite nello stomaco e nel petto.
Tutti si misero attorno a lui.
– Continuate s-senza di me questa missione… s-si vede che prima o poi qualcuno di noi doveva… c-crepare… Addio, amici… – sputando un po’ sangue, esalò l’ultimo respiro e morì. Il Biondo non stava proprio simpatico a tutti, ma era la prima volta che qualcuno della F.I.G.A. moriva dall’anno della sua creazione, nove anni prima… Naturalmente nessuno era immortale.
– Era ancora giovane… Aveva tanto da vivere. – disse Yago.
– Sì certo, chiunque ha ancora tanto da vivere se non è ancora morto, persino mio nonno di novantatré anni. Quindi smettetela di fare le femminucce e muoviamoci, non c’è tempo da perdere! – ordinò George.
Conrad e Götz rimasero fuori poiché molto stanchi e feriti – entrambi avevano combattuto senza armi da fuoco –. Il Capo, Abbondanzio, Yago e Nikolaj entrarono nella ormai abbandonata Base.
Dentro, corridoi immensi e sale vastissime.
– Fate attenzione – avvertì Abbondanzio – Potrebbe ancora esserci qualcuno nei paraggi –
– Secondo le istruzioni di Churchill, siamo vicini alla stanza dove dovrebbe esserci la Bomba Atomica in costruzione… – spiegò George.
– Maledetti Nazisti! –
Dopo un po’, i quattro arrivarono alla famigerata stanza.
Yago con una spallata gettò la porta a terra, ma dentro c’era qualcosa che non avrebbero mai voluto vedere: un Tedesco alto tre metri e mezzo, con una massa muscolare imponente e una barba lunghissima. Ma i progetti non c’erano! Gli scienziati Nazisti erano sicuramente fuggiti con i progetti della Bomba Atomica, ed era stato tutto inutile!
– E questo chi sarebbe?! – domandò Nikolaj atterrito
– È un esperimento di laboratorio dei Tedeschi. Lui è il Superuomo di Nietzsche, perdio! – spiegò George.
Il Superuomo emise un urlo spaccatimpani e il Piromane tentò di incenerirlo direttamente, ma fu un tentativo inutile: quella bestia era immune alle fiamme.
– Solo delle bombe potrebbero fermarlo… Bombarolo! Fai presto, perdio! –
Abbondanzio tentò di lanciare una granata, ma il bestione lo scaraventò contro il muro e l’italiano svenne.
Yago tentò di attaccarlo con una pistola trovata per terra, ma riuscì a malapena a scalfirlo. Con una gomitata, il Superuomo stese al tappeto anche il Marinaio.
– Siamo spacciati! – esclamò Nikolaj.
George però prese risolutamente una bomba dalla borsa di Abbondanzio (svenuto) e la lanciò contro il Superuomo. L’esplosione fu talmente grande da far tremare le pareti e fargli esplodere la testa.
Il nemico cadde a terra. Era rimasto senza testa, ma… Dopo pochi secondi, si rialzò!
– È ancora vivo, nonostante non abbia più un cranio! – imprecò Nikolaj.
Proprio in quel momento, scattò l’allarme di Autodistruzione nella Base. Il Superuomo si distrasse.
– Maledizione, sta saltando tutto in aria, dobbiamo fuggire! E con tutto il plutonio che c’è qui, farà anche un gran casino! – gridò George – Tu prendi il Bombarolo, io mi carico il Marinaio sulle spalle, perdio! –
Riuscirono scappare in tempo. Appena fuori dalla Base, salirono tutti e sei nella Barca di Yago, insieme al cadavere di Nils.
Mancavano 30 secondi all’autodistruzione della Base.
– Sbrigati, Marinaio! Questo affare può volare?! –
– Non lo so! Una volta ci sono riuscito, ma… È stato un caso! –
Yago si mise a premere pulsanti a caso.
All’improvviso spuntarono delle ali alla Barca. Questa volò via dall’Antartide, che esplose totalmente non lasciando nemmeno una traccia della Base 211 o di qualsiasi altra forma di vita.
– Peccato! – disse Conrad, dopo che Nikolaj gli raccontò contro chi avevano lottato dentro la Base Nazista – Avrei voluto affrontare io questo Superuomo… Lo avrei steso! –
Una volta arrivati a Londra, annunciarono la notizia della morte di Nils a Hippolytus e Lenderd.

I funerali, in Svezia, si tennero il giorno successivo.

FINE 1944 (PARTE I)

 

Un Breve Racconto
Un Breve Racconto
Mitos: Xifote e la spada del deserto
Mitos: Xifote e la spada del deserto
Una storia editoriale: Dall'editoria a pagamento al self publishing
Una storia editoriale: Dall'editoria a pagamento al self publishing
Le Avventure della F.I.G.A. - 1972, Operazione Vietnam
Le Avventure della F.I.G.A. - 1972, Operazione Vietnam
4 Vite Extra
4 Vite Extra
Le Avventure della F.I.G.A. - 1967, Il Fuoco Nero
Le Avventure della F.I.G.A. - 1967, Il Fuoco Nero
La vendetta del branco
La vendetta del branco