Apple Spring Forward: Nuovi MacBook e tutti i dettagli su Apple Watch

305
6 anni fa

10 minuti

macbookwatch

In un (troppo) lungo evento ieri sera, Apple ha presentato un prodotto completamente nuovo (il nuovo MacBook) e finalmente dettagliato la sua nuova creatura presentata lo scorso autunno: Apple Watch.

L’evento è cominciato con Tim come al solito bello barzotto e fin troppo carico di “ever” già dalle prime battute. Oltre ad annunciare l’arrivo in USA di HBO Now il servizio a pagamento che includerà tutte le produzioni di Home Box Office per quindici dolla mensili. Sarà in esclusiva sui device di Apple i primi tempi e bla bla bla, ah, la Apple TV da ieri costa ufficialemente 69 dolla, quindi aspettatevi un calo dei prezzi anche in Italia (ora a 79€)

Finita questa introduzione Tim ha cominciato la solita ridda di numeri stratosferici costringendoci come al solito ad aprire gli ombrelli. 700 milioni di iPhone venduti, lo smartphone più venduto della storia dell’umanità (come se fosse un solo modello… mmmhh se Samsung facesse lo stesso conto con la sua linea Galaxy ho idea che avremmo un nuovo re) e poi 25 milioni di Apple TV e altri numeri che mi sono passati attraverso la retina mentre cenavo e che non ha senso ricordare.

 

 

 

Nuovo MacBook

Ne abbiamo parlato abbondantemente un paio di mesi fa e questa volta mi cospargo di autocompiacimento dicendo che tutte le previsioni presentate nel mio articolo e tratte da varie fonti online si sono avverate paro-paro, potreste leggere direttamente quello per sapere le caratterstiche del nuovo MacBook:

 

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Riassumo brevemente le caratteristiche principali per chi non fosse un ossessionato di rumors e non avesse seguito il parto di questo portatile negli scorsi mesi. Inserirò “blabla” al posto di ogni tecnologia sulla quale si è fatto un gran parlare ieri, ma che non ho ancora provato e quindi non posso confermare come davvero valida e non solo fuffa per giornalisti.

  • Schermo Retina da 12 pollici, 2304×1440
  • Nuova tastiera, retro illuminata, con nuovi tasti più precisi “blabla”
  • Nuovo touchpad con feedback aptico e più precisione “blabla”
  • Super sottile e leggero (13 millimetri di spessore nella parte più grossa! 920 grammi di peso)
  • Intel Core M dual-core a 1,1GHz o 1,2GHz
  • Intel HD Graphics 5300
  • Bluetooth 4.0 + Wi‑Fi 802.11ac
  • 8-10 ore di autonomia in base all’uso
  • Porte: Un’unica porta USB Type C a sinistra e a destra jack audio standard, nient’altro

 

 

 

OMG! Ha solo una porta USB!!1!

Ora, non voglio assolutamente soffermarmi sulla questione “ha solo una porta USB!!1! Oh mio Dio dove attaccherò tutta la mia inutilità!1!” visto che ne abbiamo già abbondantemente parlato e sapete benissimo la mia opinione.

Ben venga la stra-ottima Type C, potevano mettere due porte IMHO per evitare inutili polemiche e qualche scomodità (soprattutto per la questione ricarica) ma questa nuova tecnologia è il futuro dei device mobili e fissi, non ci sono proprio dubbi e sono ben contento che Apple con il suo solito coraggio apra la strada come sempre ha fatto.

 

 

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Tutti si allineeranno e ci ritroveremo in uno o due anni con una solo tipo di porta per tutto, rovesciabile, veloce, compatibile con diversi standard senza problemi. È un soogno e se non lo capite, lo capirete, prendetevi il vostro tempo e non rompete troppo il cazzo online, grazie.

 

 

Quello che invece mi spaventa molto di questo nuovo MacBook (a proposito, niente più “Air” o “Pro”, avete notato? forse un cambio di strategia? lo scopriremo con l’aggiornamento degli altri modelli nei prossimi mesi) sono altri due aspetti da non sottovalutare: il processore scelto e lo schermo Retina.

Si, perché l’Intel Core M dual-core è tutto meno che potente e questo aspetto, unito ad uno schermo Retina che ciuccia batteria e prestazioni come se non ci fosse un domani mi preoccupa non poco.

 

 

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Aspettiamo di vedere i primi test, ma sono quasi certo che ci troviamo di fronte al classico 1st Gen Apple: vi ricordate i primi MacBook Air? Belli, portatili, innovativi… ma inchiodati come la morte. Ecco, mi sa che ci risiamo, questi nuovi MacBook sono sotto potenziati e, nonostante tutto lo sbatti di batterie a turbostrati, l’autonomia non è poi così eccezionale, soprattutto se paragonata ai “vecchi” Air e Pro.

Il nuovo MacBook parte
da 1499 euro.

Davvero un prezzo alto, anche se per un device super avveniristico come questo che vi farà cuccare di brutto durante le vostre sessioni di inutilità da Starbucks.

Personalmente aspetto con ansia l’aggiornamento “vero” dei Pro e degli Air (se esisteranno ancora) per avere un portatile piccolo, potente e con almeno 2/3 porte Type C a bordo. Immagino dovrò aspettare almeno fino al prossimo autunno, per il solito evento dedicato ai portatili.

Ecco quindi che il mio consiglio per quest’anno è di optare per i “vecchi” Air e Pro che sono stati aggiornati con i nuovi processori Broadwell di fascia superiore, con i nuovi superfighi touchpad e nuove unità SSD più veloci.

Ora il MacBook Air parte da 1029 euro (quei 29 euro a listino fanno davvero ridere cara Apple) e include un Intel Core i5 dual-core a 1,6GHz (Turbo Boost fino a 2,7GHz), Intel HD Graphics 6000, 4GB di RAM e nuove unità flash PCIe da 128GB che vanno il doppio rispetto alle precedenti.

 

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MacBook MacBook Air 11 MacBook Air 13
Display Retina retroilluminato LED da 12″ (diagonale) Display retroilluminato LED da 11,6″ (diagonale) Display retroilluminato LED da 13,3″ (diagonale)
Processore: Intel Core M dual‑core fino a 1,3GHz Processore: fino a Intel Core i7 dual‑core a 2,2GHz Processore: fino a Intel Core i7 dual‑core a 2,2GHz
Fino a 9 ore di autonomia Fino a 9 ore di autonomia Fino a 12 ore di autonomia
Unità flash fino a 512GB Unità flash fino a 512GB Unità flash fino a 512GB
0,92 kg 1,08 kg 1,35 kg
Disponibile in oro, argento e grigio siderale.

 

 

Con un po’ di euro in più lo potete caricare di RAM e raddoppiare l’SSD e avete una macchina super, che va il doppio del nuovo MacBook, non ha uno schermo inutilmente definito in un mondo che ancora non è Retina, ha un’autonomia simile se non superiore e le porte USB che tanto vi piacciono, oltre alla Thunderbolt che potete usare già come USB-C se vi piace il concetto, ad esempio grazie ad un hub… io ne ho appena preso uno di Belkin (finalmente ad un prezzo umano) che, collegando il solo cavo Thunderbolt al MacBook Air, la mattina mi mette a disposizione una porta ethernet, una firewire 800, due thunderbolt, jack cuffie, jack microfono e tre USB 3.0. La mattina arrivo, collego un cavo e l’alimentazione e ho tutto subito disponibile.

Certo, con USB-C non dovrei neanche più collegare l’alimentazione, ma come ho scritto è ancora troppo presto, conviene aspettare che esca di meglio di questo nuovo super sottile MacBook.

 

 

 

 

Apple Watch

Dopo una serie infinita di pipponi dedicati a temi vari che non mi va di raccontare (Apple che supporta la ricerca e altre robe in cui il mio cervello è andato in screensaver) si è passati al piatto forte della serata: il nuovo Apple Watch.

Non sarà disponibile in Italia al lancio.

Parto dalla fine, disponibilità e prezzi: costerà da “tantino” a “tantissimo” e non sarà disponibile in Italia al lancio. Le prevendite nei paesi principali di Apple partirà il 10 aprile e i primi device dovrebbero arrivare nei polsi verso il 24 aprile.

 

 

Le caratteristiche principali rimangono quelle già descritte durante la presentazione dello scorso autunno e con loro tutti i miei dubbi chiaramente.

 

 

Il tutto è comunque partito malissimo, con un pippone infinito di Tim Cook che elogiava la benefattrice di turno che corre in Africa con l’Apple Watch, una scenetta pietosa per parrucconi impomatati su cui calerei volentieri un velo pietoso non fosse che me la sono dovuta pippare tutta in attesa del resto della presentazione.

 

 

Quanti panini fa Christy Turlington Burns in un giorno? Ora potrà saperlo grazie al nuovo Apple Watch! Ok, la smetto, torniamo seri.

 

 

 

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L’aspetto più positivo di ieri sera è il forte accento posto da Apple verso l’ecosistema di app dedicate ad Apple Watch già disponibili al lancio e sempre più numerose e, a volte, interessanti.

Sono le app di terze parti l’aspetto che potrebbe rendere questo oggetto davvero utile.

Sono infatti le app l’aspetto che potrebbe rendere questo oggetto davvero utile e non solo un conversation starter per fighetti. Abbiamo visto ieri sera svariate demo che ne mostravano gli usi più vari, dall’aprire il garage in remoto al fare il check-in automatico in albergo… i dubbi chiaramente sono due: il primo è che sono tutte cose che presuppongono un’allineamento del mondo a queste nuove tecnologie, cosa che avverrà come sempre con moltissima calma, soprattutto in Italia. Il secondo è che è tutta roba che fa o potrebbe fare già l’iPhone di suo, senza bisogno di usare uno schermino attaccato al polso.

Rimangono quindi tutti i miei dubbi sulla reale utilità di questo Apple Watch e, in generale, di tutti gli smartwatch presentati fino ad ora.

Apple ha in ogni caso fatto benissimo i compiti a casa, pensando alla personalizzazione dell’oggetto (disponibile in mille misure e materiali, con un fighissimo sistema di aggancio per i cinturini) e alla costruzione di un ecosistema di app… mi pare infatti che Android Wear a questo punto risulti più indietro nonostante sia già disponibile da oltre un anno.

Ah, la batteria dura quanto immaginavano tutti: “full day”, fino a 18 ore di utilizzo… insomma la sera va ricaricata, tramite ricarica wireless data da un adattatore proprietario.

 

 

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Apple Watch Sport Apple Watch Apple Watch Edition
Cassa in alluminio, chiaro o scuro, 38 o 42mm Cassa in acciaio, chiaro o scuro, 38 o 42mm Cassa in oro 18 carati, 38 o 42mm
da 349 dollari da 549 dollari da 10000 dollari

 

 

Che poi questo basti per far diventare l’Apple Watch un successo di vendite che duri nel tempo… lo scopriremo tra un anno o due. Per ora il consiglio è di stare a guardare come evolve il mercato e, al limite, comprarsi il modello base “sport” che vi dovrebbe portare via “solo” 349 dollari (389 euro? vedremo…)

Vi lascio poi con la polemica più inutile di tutte, quella sul prezzo dell’Apple Watch Edition in oro: i prezzi partono dai 10 mila dollari per salire fino a 20 mila e oltre. Apple entra di fatto quindi nel mercato del lusso, mettendo a disposizione questo oggetto ai Paperoni la fuori desiderosi di buttare cash in status symbol.

Ovviamente sarà un win e tutte le tasche bucate su internet stanno già lamentandosi delle solite stronzate dettate da un misto di invidia e ignoranza.

Quello che dico io è solo questo: per quella cifra uno si aspetterebbe un orologio davvero timeless, per intenderci quello che offre un Rolex (per fare l’esempio più stupido), che si rivaluta nel tempo e dura un’eternità… ma questo Watch Edition in oro tra 10 anni funzionerà? e tra 50 anni? #cunecaz

Ma d’altronde cazzo gli frega allo sceicco di turno. Continuiamo a commentare solo gli oggetti che possiamo, forse, permetterci e destinati ai nostri polsi e scrivanie, il Watch Edition non è roba per noi, evidentemente.

 

Tutte le info e fuffa del caso su Apple.com

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