Il Protocollo IPoAC

Il Protocollo IPoAC

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9 Gennaio 2015

A FERAL PIGEON ('Columba livia') in Madrid (Spain).

Di protocolli di comunicazione è pieno il mondo, attendiamo ancora il passaggio dall’IPv4 all’#IPv6, ma, per ovviare la saturazione dei mezzi di comunicazione in passato si sono formulate ipotesi creative per scongiurare cataclismi e collassi della rete di comunicazione globale.

piccione-viaggiatoreParleremo del protocollo IPoAC, ovvero il “Protocollo Internet Attraverso il Mezzo Ornitico”.

In parole povere? Attraverso il mezzo Aviario. Eh? Attraverso un vettore Ornitico? ehm… I piccioni viaggiatori!

A cavallo tra il romanticismo ed il medioevo, l’IETF (Internet Engineering Task Force) ha cercato di redigere un protocollo d’emergenza in caso di interruzione delle comunicazioni nel modo in cui oggi le conosciamo.

Nel lontano 1990 è stata stilata la RFC 1149 ovvero:

“Standard for the Transmission of IP Datagrams on Avian Carriers”

Quindi è stato ratificato il “metodo sperimentale per l’incapsulamento di Pacchetti IP in vettore aviario”.

La traduzione dell’ RFC 1149 riporta testualmente:

  • Il datagramma IP è stampato, su un piccolo rotolo di carta, in
    esadecimale.
  • Ogni ottetto separato da whitestuff e Blackstuff.
  • Il rotolo di carta si è avvolto intorno a una gamba del vettore aviario.
  • Una banda di nastro adesivo è utilizzata per fissare i bordi del datagramma.
  • La banda è limitata alla lunghezza delle gambe.
  • La MTU è variabile, e paradossalmente, generalmente aumenta con l’aumento dell’età del vettore aviario.
  • L’MTU tipico è di 256 milligrammi.
  • Alla ricezione, il nastro adesivo viene rimosso e la copia cartacea del datagramam è otticamente digitalizzato per via elettronica.

La prima implementazione pratica del protocollo IPoAC è del 28 Aprile 2001 da parte del Linux User Group di Bergen.

Carrier_Pigeon_PSF

Nell’esperimento sono stati trasmessi nove pacchetti di dati, su una distanza di circa cinque chilometri, ognuno dei quali trasportato da un singolo piccione e contenente un messaggio di ping (ICMP Echo Request).

Nell’esperimento sono stati ricevuti quattro pacchetti, comportando una percentuale di pacchetti persi del 55%, ed un Round Trip Time variabile tra i 3000 ed i 6000 secondi.

Ma non è finita qui.

Nel 1999 il protocollo ha subito una revisione, e vede la luce l’RFC 2549 ovvero l’ implementazione del QoS, il Quality Of Service!

 

ipoa_IMG1

 

Perché usare semplici piccioni quando si possono usare voli di Prima Classe, Concorde [R.I.P.] ed aerei che hanno tempi di consegna ridotti e possono coprire distanze maggiori? Senza dimenticare che possono accumulare miglia e godere di uno sconto del 50% per il ritorno?

 

ipoa_IMG2

 

Non solo la qualità del mezzo cambia, questa nuova RFC2549 mette parecchia carne al fuoco e valuta per i volatili:

  • Bypass ponti e gallerie
  • Auto Homing: ritorno a casa automatico
  • Delay per ricerca vermi
  • Incapsulamento involontario in Falchi
  • Multicasting basato su cloni
  • TTL medio di 15 anni
  • ChekPoint di riposo

Poteva morire con lo scorso millennio l’ IPoAC? Certo che no!

Dobbiamo attendere il 2011 per vedere un estensione delle precedenti revisioni con l’ addendum RFC 6214 o molto più semplicemente un nuovo layer di implementazione ed aggiornamento della RFC 1149 all’IPv6.

I metodi sperimentali hanno evidenziato le seguenti criticità:

  • Latenza  molto elevata
  • Prestazioni molto povere, larghezza di banda minima
  • Perdita pacchetti prossima al 50%

 

piccione-viaggiatore-SD

Per ovviare a queste problematiche in via ufficiosa e al di fuori degli standard sopra citati è possibile massimizzare il throughput sostituendo i rotoli di carta con memorie flash!

 

 

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venerdì 9 gennaio 2015 - 16:43
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