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Fuori Corso – 4

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11 Novembre 2014

Capitolo 4.

A

Era passato un giorno da quando un cadavere era stato ritrovato nel cortile d’entrata dell’università e Pietro ancora non riusciva a crederci. Aveva passato ore a riascoltare la registrazione del giorno prima. A ripensare a ciò che aveva visto e a ciò che non aveva visto. Mentre arrivava in ateneo un giornale riportava un articolo sul ritrovamento del cadavere.

Milano, 22 Dicembre – È stato ritrovato, questa mattina, esanime nella fontana destra del cortile principale dell’università IULM di Milano il corpo di un giovane studente. “È una tragedia, tutto il corpo insegnate si stringe attorno alla famiglia. Faremo tutto ciò che possiamo per capire cosa sia successo”.

Queste le parole del rettore dello IULM di Milano. Il 118 ipotizza una morte per annegamento in seguito ad un malore che dovrebbe aver steso il ragazzo facendogli perdere conoscenza e cadere nella fontana. Alcuni dettagli fanno pensare tuttavia ad uno scenario molto diverso da quello dichiarato dalle autorità competenti.

Giacomo, questo il nome del ragazzo, aveva 22 anni, veniva da Bergamo, era iscritto al primo anno e, a detta dei famigliari, godeva di ottima salute ed era un grande appassionato di sci. I compagni di corso lo raccontano come uno studente solare e socievole, non mancava di impegno e motivazione, anche se i risultati scolastici tardavano ad arrivare. Per ricordarlo hanno organizzato, grazie all’ausilio dei social network, una veglia simbolica davanti all’università per la sera di domani.

Secondo il padre, il ragazzo si era recato in università per registrare finalmente l’ostico esame per cui tanto aveva studiato prima di prendere il treno e tornare a casa per passare le vacanze natalizie assieme alla famiglia. A dare l’allarme è stata una sua compagna di corso che, arrivata in ateneo per registrare lo stesso esame, si è accorta casualmente del corpo galleggiante nella fontana. Dopo pochi minuti un’ambulanza e due volanti dei carabinieri hanno isolato il luogo, hanno portato via il corpo del ragazzo e cominciato le indagini preliminari raccogliendo le dichiarazioni dei presenti.

Gli inquirenti dichiarano si sia trattato di un malore, ma affermano di non escludere alcuna pista.

 

Un malore. Impossibile. Come può un ragazzo di ventidue anni, sportivo, avere un malore e cadere in una fontana annegando? Inoltre, Pietro ricordava chiaramente che Giacomo non aveva nulla con sé, né una cartella né uno zaino né qualsiasi cosa potesse far pensare che fosse venuto in università per qualche motivo.

C’era qualcosa che non andava. Sentiva qualche particolare stridere con questa versione. Come i granelli di sabbia sulle lenzuola dopo una giornata di mare, questi particolari non lo lasciavano adagiarsi sulla comoda versione della polizia.

Decidette quindi di chiedere in giro a chi conosceva Giacomo. Dopo aver sentito due compagne di corso decise che dagli studenti non sarebbe riuscito a ricavare nulla. Si diresse verso il cancello principale. Arrivato, chiese alla guardia di sicurezza di fare due chiacchiere.

“Ciao.” disse sorridendo Pietro.

“Ehilà. Ciao come va?” rispose calorosamente il ragazzone di guardia.

“Senti… So che non puoi dirmi granché ma… Il ragazzo di ieri?”

“Cosa?” disse la guardia, incupendosi.

“Eh, l’hai visto no? Eri qui sicuramente prima di lui, ti sembrava stesse bene?”

“Ecco… Cioè… Diciamo che io non l’ho proprio visto visto. Sinceramente non ricordo di averlo visto entrare. Però c’era nebbia. Non so. Ma sono arrivato in orario eh! Alle otto in punto era già qui davanti! Te lo posso giurare!” disse l’omaccione, palesemente bordeaux in volto.

“Ma sì, sta tranquillo volevo solo sapere questo. Quindi tu non hai visto Giacomo entrare, giusto?”

“No…”

“Signor Caroli! Prego torni al lavoro e lasci che accompagni io questo studente in aula.” disse un uomo prestante e di bell’aspetto riferendosi alla guardia.

“Ehm! Sì! Certamente professore!”

Il nuovo arrivato prese Pietro sotto braccio e lo condusse lontano dalla guardia di sicurezza.

“Che stai facendo?”

“Niente signore, parlavo”

“Di cosa allora? E bada di non prendermi in giro.”

“Di ieri. Del ragazzo morto. Credo che la polizia si stia sbagliando. Credo ci sia sotto qualcosa.”

“Ti fai prendere un po’ troppo dalla fantasia ragazzo! E sopratutto c’è un’indagine in corso e quello che stai facendo non è consentito. Ti prego quindi di smettere immediatamente” disse l’uomo, muovendo solamente la bocca, quasi stesse cantando l’inno nazionale.

“Ma signore…”

“Immediatamente, hai capito?!” Gli occhi dell’uomo lo fissavano.

Una ragazza interruppe il loro colloquio.

“Professor Moranti, salve, senta, scusi la disturbo un attimino ma vorrei chiederle una cosa sulla lezione di oggi perché cioè non c’ho capito tantissimo su alcuni punti dell’individuo blasè eccetera, non è che questo pomeriggio posso fissare un colloquio con lei?”

Pietro colse l’occasione per divincolarsi dalla presa del professore e si avviò a lezione.

 

[…] #FuoriCorso

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martedì 11 novembre 2014 - 16:16
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