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I sottomarini nucleari SSBN classe Ohio

63
7 anni fa

11 minuti

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Il sottomarino nucleare lanciamissili balistici (SSBN), detto boomer, è la più potente macchina da guerra mai costruita.

Può muoversi come un fantasma, invisibile, in costante immersione attraverso gli oceani, sotto la calotta polare, arrivando fin sotto le coste nemiche per poi annientare un’intera nazione, senza dover nemmeno riemergere e con un preavviso di pochi minuti.

Il sottomarino nucleare classe Ohio è il più grande sottomarino americano ed è secondo per dimensioni solo al colossale classe Typhoon, o Akula russo (quello di “Caccia ad Ottobre Rosso”) ormai quasi completamente smantellato.

Una piattaforma di lancio per missili balistici intercontinentali a testata nucleare multipla.

La funzione principale dei sottomarini classe Ohio SSBN non è quella di attaccare vascelli nemici o difendere quelli della propria flotta, ma di funzionare da piattaforma di lancio per missili balistici intercontinentali a testata nucleare multipla (MIRV), una piattaforma mobile ed invisibile, garantendo così la funzione di deterrente nucleare.

Buona parte dell’arsenale nucleare americano si trova proprio su questi 14 sottomarini, in tutto vi sono dislocate infatti almeno più di 2500 testate nucleari, anche se il numero preciso è tenuto segreto.

Una autonomia
di più di 25 anni

L’autonomia di un sottomarino nucleare è limitata solo dalle scorte di cibo (oltre che dalla salute mentale dell’equipaggio), da un punto di vista energetico infatti il reattore nucleare garantisce un’autonomia di più di 25 anni.

 

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Il primo sottomarino nucleare della storia fu l’americano USS Nautilus (SSN-571, qui sopra) varato nel 1954 e primo sottomarino a transitare al Polo Nord sotto la calotta polare nel 1958.

Per molti questo è stato il primo vero sottomarino, infatti prima di allora era forse più corretto parlare di sommergibili, vascelli che navigavano in superficie per poi immergersi prima di un attacco, per periodi di tempo comunque limitati.

Va detto però che probabilmente il primato di primo sottomarino vero e proprio non spetta al Nautilus, ma all’U-Boot tipo XXI tedesco, varato nel 1945, che era in grado di rimanere in immersione costante per 3-5 giorni grazie a batterie elettriche e che probabilmente è stato la base per lo sviluppo di tecnologie poi applicate alle classi di sottomarini americani e russi del dopoguerra.

Lo sviluppo dei classe Ohio partì già negli anni Sessanta in piena Guerra Fredda, sotto la spinta della corsa agli armamenti fra USA e Unione Sovietica e portò alla commessa della prima unità nel 1974.

 

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La prima unità classe Ohio fu proprio l’USS-Ohio, da cui prende il nome la classe, varato nel 1979 ed entrato in servizio 2 anni dopo nel 1981. Tutti i sottomarini di questa classe tranne il USS Henry M. Jackson portano il nome di uno stato americano.

Il sottomarino è lungo 170.69 m, ha un diametro di 12.8 m e un dislocamento di 16764 t in superficie e 18750 t in immersione.

Può navigare sicuramente ad una profondità maggiore di 240 metri, ma la profondità massima raggiungibile fa parte dei dati coperti da segreto militare.

 

 

Gold & Blue

L’equipaggio di un boomer è costituito da 155 uomini, di cui 15 ufficiali e ogni sottomarino dispone di due equipaggi, Gold e Blue, che si alternano in modo da massimizzare il numero di missioni, riducendo le pause al solo tempo necessario per i rifornimenti di cibo e attrezzature e la manutenzione ordinaria (il sottomarino richiede lavori di manutenzione straordinaria solo ogni 15 anni).

 

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Inoltre il sistema dei due equipaggi garantisce di avere sempre un equipaggio opportunamente addestrato, ma anche “fresco” da un punto di vista fisico e mentale, visti i lunghi periodi di isolamento totale in spazi ristretti che prevede una missione.

In missione non c’è giorno o notte, il tempo è scandito solo da 3 turni di 6 ore, quindi con giornate di 18 ore.

Una missione dura mediamente 77 giorni, a cui ne seguono 35 in porto per manutenzione e rifornimenti.

In missione il sottomarino rimane sempre in immersione ed il tempo non è perciò scandito dall’alternarsi di giorno e notte, ma semplicemente da turni di 6 ore di lavoro, che si ripetono ogni 18 ore.

L’equipaggio rimane isolato dal resto del mondo, senza alcun tipo di comunicazione con l’esterno se non quelle strettamente necessarie con il comando della marina, attraverso trasmissioni radio in bassissima frequenza.

L’autonomia di questi mezzi permette di avere solo 2 porti dedicati ad essi, entrambi su suolo continentale americano, uno in Georgia a Kings Bay sull’Atlantico e l’altro sul Pacifico a Bangor nello stato di Washington.

 

 

 

Propulsione e tecnologia stealth

La propulsione di questi sottomarini è nucleare, essendo garantita da un reattore nucleare S8G con un nucleo di lega U-Zr o U-Al con uranio altamente arricchito, che alimenta 2 turbine a vapore collegate ad un’unica elica a 7 pale.

La velocità massima in immersione è tenuta segreta, ma supera certamente i 20 nodi (37 km/h) e molto probabilmente anche i 25 nodi (46 km/h).

Inizialmente le pale dell’elica dei sottomarini erano 4, ma questo comportava un maggior effetto di cavitazione. Se si osservasse un sottomarino in moto in immersione si noterebbe subito una scia di bolle di varia dimensione, lasciate dall’elica dietro di sé.

 

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Queste non sono bolle d’aria come potrebbe sembrare, ma di vapore acqueo ed è il movimento delle pale a generarlo.

Le pale hanno un profilo simile a quello dell’ala di un aereo e ruotando generano variazioni di pressione sull’acqua che vi scorre sopra. Il calo di pressione fa passare una certa quantità d’acqua allo stato di vapore, formando bolle che poi si dissolvono producendo un caratteristico rumore, che può rivelare la presenza del sottomarino a sonar nemici.

La silenziosità è fondamentale per un sottomarino, perciò tutto a bordo è studiato per produrre il minor rumore possibile.

Qualsiasi rumore prodotto dal sottomarino potrebbe rivelarne la presenza a sonar passivi nemici, perciò non c’è da stupirsi se una parte consistente della massa del sottomarino è costituita da sistemi per la riduzione delle vibrazioni.

Le due turbine a vapore alimentate dal reattore e che generano insieme una potenza di 60.000 cavalli vengono solitamente attivate alternativamente e sono dotate di ammortizzatori, mentre la reazione nucleare è generalmente moderata solo dalle barre di grafite, senza attivare la pompa dell’impianto di raffreddamento.

 

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In un sottomarino perfino l’asciugamani elettrico è dotato di ammortizzatori.

Anche lo scafo costruito con una resistente ed elastica lega d’acciaio HY80 è coperto da un rivestimento anecoico in mattonelle che rende il vascello meno “visibile” a sonar attivi nemici.

Il reattore nucleare comunque non alimenta solo la propulsione, ma anche tutti gli altri sistemi del sottomarino, compresi due fondamentali per garantirne la sua eccezionale autonomia: uno è il dispositivo che distilla l’acqua di mare per ottenere acqua dolce, l’altro è un grande dispositivo che tramite un semplice processo di elettrolisi “estrae” ossigeno dall’acqua di mare per la respirazione.

Un sottomarino nucleare ha così una disponibilità illimitata di acqua dolce e soprattutto di ossigeno, senza dover riemergere per mesi.

 

 

 

 

Armamenti

Un boomer è il cuore della forza deterrente nucleare americana, dispone infatti di 24 missili Trident II D5 (di cui 4 non attivi per gli accordi START), ciascuno dei quali dotato di testata nucleare multipla MIRV con fino a 12 testate nucleari (da ridurre a 9 per i trattati START) in grado di colpire bersagli indipendenti su un’area vastissima.

Forse la metà del potenziale nucleare strategico americano si trova su questa classe di sottomarini.

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I Trident II D5, che hanno sostituito da fine anni ’90 i Trident I C4 e gli ormai obsoleti Polaris e Poseidon (gli altri missili balistici imbarcati su sottomarini americani negli scorsi decenni), hanno una gittata compresa tra 7400 km e 11300 km a seconda del carico di testate e un margine d’errore non superiore ai 90 m.

Un singolo missile Trident II D5 può mettere in ginocchio un’intera nazione.

Il Trident II D5 è un missile a 3 stadi a combustibile solido, che seguendo una traiettoria suborbitale raggiunge rapidamente i 29.000 km/h di velocità e non è perciò intercettabile da alcun sistema antimissile al mondo.

Nella fase discendente della traiettoria l’ogiva si apre rilasciando le testate termonucleari, che possono colpire bersagli indipendenti.

 

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Il missile è dotato di testate termonucleari W76 con potenza 100kt o W88 con potenza fino a 450 kt.

Anche la necessità di riemergere per il lancio dei missili è stata superata.

Dover riemergere per il lancio renderebbe il sottomarino visibile e potenzialmente vulnerabile ad un attacco nemico in questa delicata fase, ma i classe Ohio sono in grado di lanciare da diverse decine di metri di profondità. Il motore non può essere acceso in immersione, perciò si utilizza un ingegnoso sistema di lancio.

 

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Quando il portello del tubo di lancio si apre un diaframma isola ancora il missile dall’acqua, un piccolo motore a razzo interno al sottomarino si accende e vaporizza una certa quantità d’acqua, generando così vapore ad alta pressione che genera una grande spinta sul Trident.

Il diaframma si rompe e il missile pesante 59 tonnellate risale per decine di metri fino ad emergere dall’acqua e accendere pochi istanti dopo il primo stadio.

I classe Ohio sono dotati anche di 4 tubi lanciasiluri da 533 mm e una dozzina di siluri Mark48, oltre a contromisure per siluri.

Il sottomarino dispone inoltre di sonar passivi e attivi, indispensabili per la navigazione e la rilevazione di altri vascelli, oltre che per il puntamento dei siluri.

 

 

 

Conversione SSBN/SSGN

Prima del crollo dell’Unione Sovietica il crescente numero di sottomarini SSBN costruiti dai russi, aveva spinto gli USA a progettare di portare il numero dei classe Ohio fino a 24 unità, ma successivamente questo numero è stato considerato eccessivo e la produzione si è fermata a 18 unità.

 

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Di questi 18 sottomarini, viste le nuove esigenze strategiche e i mutati scenari internazionali, 4 unità sono state riconvertite, con una notevole spesa, per trasportare e lanciare, al posto dei missili Trident, dei missili da crociera a medio raggio con testata convenzionale Tomahawk.

Ogni tubo lanciamissili contiene 7 missili, per 22 tubi con un totale quindi di 154 missili (più di un’intera flotta di superficie), mentre 2 dei 24 tubi sono stati invece adattati per permettere il dispiegamento ed il recupero in immersione delle unità dei corpi speciali della marina (Navy Seals).

 

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La lista delle unità classe Ohio in servizio SSBN (Ship Submersible Ballistic Nuclear powered) e SSGN (Ship Submersible Guided missile Nuclear powered):

 

Unità SSBN

A Bangor, Kitsap County, nello stato di Washington, per la flotta del Pacifico:

  • USS Henry M. Jackson (SSBN 730)
  • USS Alabama (SSBN 731)
  • USS Alaska (SSBN 732)
  • USS Nevada (SSBN 733)
  • USS Pennsylvania (SSBN 735)
  • USS Kentucky (SSBN 737)
  • USS Maine (SSBN 741)

A Kings Bay, Camden County. stato della Georgia, flotta dell’Atlantico:

  • USS Tennessee (SSBN 734)
  • USS West Virginia (SSBN 736)
  • USS Maryland (SSBN 738)
  • USS Nebraska (SSBN 739)
  • USS Rhode Island (SSBN 740)
  • USS Wyoming (SSBN 742)
  • USS Louisiana (SSBN 743)

 

Unità SSGN

  • USS Ohio (SSGN 726), Bangor, WA
  • USS Michigan (SSGN 727), Bangor, WA
  • USS Florida (SSGN 728), Bangor, WA
  • USS Georgia (SSGN 729), Bangor, WA

 

 

Il futuro

Il Dipartimento di Difesa americano considera ancora strategico questo tipo di sottomarini anche per i prossimi decenni, così essendo previsto il ritiro dei primi sottomarini della classe Ohio SSBN nel 2027, dopo quasi mezzo secolo di servizio, la US Navy vuole introdurre in servizio una nuova classe di sottomarini SSBN almeno a partire dal 2031.

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Ovviamente le specifiche del progetto sono e rimarranno per parecchi anni coperte da segreto militare, ma recentemente sono state svelate alcune caratteristiche generali.

Il nuovo sottomarino, designato SSBN-X, che sostituirà gli attuali 14 boomer, avrà 16 tubi lanciamissili, in accordo con i recenti trattati con la Russia sugli armamenti nucleari, inizialmente ancora armati con missili Trident II D5.

La lunghezza sarà simile, ma avranno una stazza molto superiore (circa 20000 tonnellate in immersione) e saranno dotati ovviamente di sensori e propulsione molto più avanzati.

Il progetto viene comunque sviluppato a partire dalle tecnologie degli attuali classe Ohio e soprattutto da quelle dei moderni sottomarini d’attacco classe Virginia.

Per contenere i costi del progetto, tenuto conto del costo delle singole nuove unità di molto superiore a quello degli attuali sottomarini, si è deciso per il momento di limitare a 12 il numero dei futuri boomer, che garantiranno comunque un efficace deterrente nucleare e continueranno ad essere fondamentali nell’attuale strategia nucleare americana detta “nuclear triad”, che si regge su 3 componenti: i missili balistici intercontinentali ICBM con base a terra, le testate trasportate dall’US Air force con i bombardieri strategici ed infine proprio i SLBM, i missili intercontinentali con base sui boomer.

 

 

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