Sì, ho scritto correttamente. Questo fisico giapponese è riuscito dove tantissimi uomini, nel corso dei secoli, hanno fallito. In un certo senso, ha trovato la pietra filosofale.

Ma andiamo con ordine.

 

La storia che “tutti” conoscono…

Mamma Wikipedia ci narra la vita di Hantaro Nagaoka dicendoci che è nato a Nagasaki nel 1865 e che ha successivamente studiato all’Università Imperiale di Tokyo. Una volta laureato ha studiato il magnetismo e ha viaggiato in Europa per approfondire i suoi studi passando per le università di Berlino, Monaco e Vienna.

Ha presenziato al primo Congresso Internazionale di Fisica a Parigi.

Ha presenziato anche al primo Congresso Internazionale di Fisica a Parigi dove ha ascoltato la conferenza di Marie Curie sulla radioattività, conferenza che l’ha avvicinato alla fisica atomica.

L’anno dopo torna a Tokyo dove inizia a insegnare fisica all’Università Imperiale di Tokyo, fino al 1925. Dopo il suo ritiro viene incaricato di guidare e supervisionare gli scienziati del RIKEN e diventa anche il primo presidente dell’Università di Osaka.

 

 

Il modello saturniano dell’atomo

Nagaoka è conosciuto soprattutto per aver proposto nel 1903 un modello saturniano dell’atomo.

Il nostro fisico levantino è conosciuto soprattutto per aver proposto nel 1903 un modello saturniano dell’atomo principalmente per riuscire a interpretare l’effetto Zeeman.

Qui sotto potete vedere il suo modello, con carica centrale positiva circondata da particelle negative che gli ruotano attorno formando un anello.

Saturnian Model

Con questo modello, Nagaoka fece due predizioni che si rivelarono corrette:

  1. L’atomo ha un nucleo molto grande.
  2. Gli elettroni girano attorno ad esso legati da forze elettrostatiche.
Entrambe le predizioni furono confermate da Rutherford nel 1911.

Entrambe le predizioni furono confermate da Rutherford nel 1911, che ringraziò Nagaoka per il duro lavoro e si incamminò per la strada del successo.

Altri dettagli del modello di Nagaoka erano sbagliati, per questo non convinceva a pieno, mentre quello di Rutherford, basato su quello del fisico del Sol Levante, sì (Nagaoka stesso abbandonò il suo modello nel 1908, quindi 3 anni prima che Rutherford confermasse il suo).

 

 

…E quella che quasi nessuno sa.

Ma quello che interessa di più a noi, è che nel 1924 il buon Hantaro fece un esperimento. Fece attraversare un isotopo di mercurio (il Mercurio 196) da circa 150.000volt/cm per 4 ore, sotto uno strato di olio di paraffina.

Lo scopo? Creare oro, naturalmente!

L’esperimento si basava principalmente sul riuscire a far “cadere” un elettrone protone dall’atomo di Mercurio (elettroni per livello energetico: 2, 8, 18, 32, 18, 2) rendendolo, di fatto, Oro (elettroni per livello energetico: 2, 8, 18, 32, 18, 1).

Atomi di Mercurio e Oro
L’esperimento riuscì.
Di fatto, Hantaro Nagaoka, partendo da pochi grammi di mercurio riuscì ad ottenere pochi grammi di oro.

Di fatto, Hantaro Nagaoka, nel 1924, partendo da pochi grammi di economico Mercurio riuscì ad ottenere pochi grammi di prezioso Oro.

L’esperimento è chiaramente replicabile e chiunque abbia un reattore nucleare a portata di mano può “tranquillamente” crearsi il suo oro.

Come gli scienziati dell’Università della California a Irvine, che hanno replicato l’esperimento per un documentario:

Come mai non siamo sommersi dall’oro?

Ma quindi, se come ci ha dimostrato il professor Nagaoka l’oro si può creare, come mai non siamo sommersi dall’oro o questo non si è svalutato?

Il processo per trasformare il mercurio in oro è molto lungo e dispendioso.

Beh, purtroppo (o per fortuna, dipende dal punto di vista) il processo per trasformare il mercurio in oro è molto lungo e dispendioso. Soprattutto dispendioso.

Ad esempio, per crearlo col reattore nucleare dell’Università della California ci vogliono 23 ore. In queste 23 ore si crea una quantità d’oro pari a circa 3/10 di un centesimo, ma il costo per tenere attivo il reattore nucleare si aggira intorno ai 200$ all’ora.

Quindi, anche se il creare oro potrebbe potenzialmente portare un guadagno, in realtà porta solo perdite.

Per cui niente denti d’oro per tutti svalutazione dell’oro, ma soprattutto: niente prezioso metallo!

Rimane comunque, a mio avviso, un esperimento stupefacente e degno di nota, ideato da una mente geniale e sempre attiva.

 

 

Curiosità

  • Il modello atomico di Nagaoka era basato su un’analogia con la spiegazione della stabilità degli anelli di Saturno: questi erano stabili perché il pianeta attorno al quale ruotano è enorme.
  • Il cratere Nagaoka sulla Luna è stato chiamato così in suo onore.