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L’ho sognato un sacco di volte: gli abbaglianti delle due berline nere mi accecano dallo specchietto, fino a quando un proiettile vagante finalmente lo disintegra. Come se, a 230 km/h, potessi guardarlo quello specchietto.

Con una mano sorseggio un Martini mescolato, non shakerato, e con l’altra accarezzo le gambe della Bond-Girl che mi sta a fianco.
La strada sta per finire, davanti a me c’è solo un pontile ma la mia Aston Martin non bada a queste sottigliezze: schiaccio un bottone ed ecco spuntare eliche e timoni.

Con buona pace delle berline nere: comode e luccicanti forse, ma dannatamente ancorate a quella striscia di asfalto che dà loro chilometri da mangiare.

 

 

 

Agente 00Trippel

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Mercedes 300 sl, una macchina passata alla storia per le portiere: progettate da Hanns Trippel.

Doveva avere in mente questa scena Hanns Trippel. Il protagonista della nostra storia nasce a Darmstadt, Germania, nel 1908.

Di lui non sappiamo molto[spoiler]non è vero, sappiamo un sacco di cose: ma sono scritte in crucco e non ho nemmeno voglia di provare a tradurle. Per di più Giacobbo mi ha insegnato ad essere misterioso per aumentare la suspance[/spoiler]

se non che, nel 1961, ha parecchia esperienza nel settore automobilistico.

Hanns Trippel è infatti un progettista di auto e, nel bene o nel male, quello che lui progetta passa alla storia.

E’ il caso della Mercedes 300 SL “Ali di gabbiano” che nasce proprio dalle idee di Hanns.
Successivamente si dedica allo sviluppo della Troll, un’automobile concepita come la prima vera auto con carrozzeria in plastica e fibra di vetro al di fuori degli US.

I 5 esemplari venduti in Norvegia probabilmente oggi ospitano galline ed altri animali d’allevamento.

Fatto sta che probabilmente Hanns è un fan dei romanzi di Ian Flemming perchè dal nulla, sul finire degli anni ‘50, si imbarca (è proprio il caso di dirlo) nel progetto Amphicar.

 

 

 

Solidità tedesca, linea statunitense.

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Come si può intuire dal nome stiamo parlando di un’automobile anfibia, proprio come quelle usate dal caro vecchio James Bond. Non solo, Trippel vuole dare vita alla prima automobile anfibia prodotta in serie per uso civile.

Nel 1961 Amphicar Model 770 è realtà. Il prezzo è di 3400$ e il mercato di destinazione è quello statunitense. Il sogno di ogni aspirante spia non è certo a buon mercato se pensiamo che un maggiolino lo portiamo a casa con 2000$ circa. Ma infondo non è neanche così irraggiungibile.

Insomma, se hai l’aspetto di Potzie e vuoi conquistare una bella donna hai due scelte:

spendere 4300$ per una Buick Riviera oppure tentare l’effetto sorpresa e gettarti dal pontile con una fiammante Amphicar Model 770.

Nei quattro anni successivi ne verranno vendute circa 3900, forse non un successone ma nemmeno un fiasco clamoroso.

Nel 1965 un centinaio di esemplari vengono convertiti per il mercato d’oltremanica e un piccolo numero di esemplari finisce addirittura alla polizia di Berlino.

Dal punto di vista tecnico, la “Cadillac made in Germany” ruota attorno ad un motore 4 cilindri Triumph da 1150cc capace di erogare 43 cavalli a 4500 rpm e spingere l’automobile fino a 110 km/h sul caro vecchio asfalto.

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Il motore è posizionato posteriormente all’ interno di una sorta di camera stagna che comprende anche l’abitacolo e, una volta chiuse le portiere, permette il galleggiamento. Delle guarnizioni appositamente studiate fanno in modo che l’asse delle ruote posteriori penetri lo scafo senza generare perdite o infiltrazioni.

Sotto la coda dell’auto sono presenti due eliche che permettono al mezzo di raggiungere la fantastica velocità di 7 miglia nautiche orarie

(che la mia calcolatrice mi dice essere 13km/h). Il nome Model 770 sta proprio lì per riassumere le prestazioni dell’auto: 7 nodi e 70 miglia orarie, anche se nel corso degli anni il motore è stato rivisto e potenziato fino a raggiungere i 70 cavalli.

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Le eliche che permettono alla Model 770 di navigare.

Anche queste eliche sono ben protette da apposite guarnizioni.

Anteriormente, fuori dalla camera stagna ma ben al di sopra della linea di galleggiamento, c’è il serbatoio, che ha l’aspetto di una tanica attaccata alla struttura alla bell’e meglio.

Le ruote anteriori conservano il loro funzionamento anche in acqua e fungono quindi da timoni per le virate.

Al di là degli aspetti tecnici quello che lascia a bocca aperta è il design della Model 770.

Le linee sinuose della Cadillac de Ville, ispirate al mondo dell’aeronautica, possono piacere o meno (io ne vado pazzo, lo ammetto…) ma rappresentano lo stereotipo delle automobili statunitensi degli anni ‘60.

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Cadillac Coupè de Ville.

La Model 770, con quegli alettoni striminziti sulla coda e l’aspetto da utilitaria travestita, sembra una vera caricatura dei modelli originali.

Insomma, la Amphicar sembra proprio la brutta copia di una Cadillac fatta, chessò, da un tedesco qualsiasi.

 

 

 

Sognare non costa nulla*

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Una macchina improbabile vero, ma ben progettata.

Nel 1965 due Amphicar navigano senza problemi lo Yukon River, in Alaska. Pochi anni dopo viene invece attraversato il canale d’Inghilterra nonostante il cattivo tempo e le onde.

Amphicar Model 770 è una di quelle cose tanto assurde che non appena la conosci la desideri.

Non ti spieghi il perchè ma già ti immagini in costume, nel bel mezzo del mare, con la tua canna da pesca mentre ascolti dall’autoradio la colonna sonora di Thunderball – Operazione tuono.

E poi quale altra automobile vi permette di vivere in un film di 007 e scappare da due berline nere che vi danno la caccia?

Ok, sento le vostre lamentele:

Ma questa non è decisamente un’Aston Martin!

Forse è vero.

ma anche voi siete dei nerd, mica delle spie!

*nulla si intende uguale a 60.000$, il valore che ha oggi una Amphicar in buone condizioni.

 

Fonti: