La bulla di Bollate: dal bullismo a Tekken 3
di
randO

Bollate

Ultimamente si fa un gran parlare di bullismo, si sa, i media modaioli trovano un argomento di tendenza e ci si buttano a capofitto, da qualche tempo a questa parte, ecco che il bullismo spadroneggia tra gli articoli.

Bulli deqqua, bulli dellà, piaga di qua, piaga di là, scandalo, piaga, dobbiamo assolutamente fare qualcosa!

Il bullismo è sempre esistito, sempre. I “nerd” sono quelli che, tendenzialmente, ne risentono più di tutti, chi non s’è mai beccato un pugno nello stomaco all’uscita da scuola?

Chi non s’è mai visto portare via la merenda da sotto il naso?

Chi non ha collezionato un discreto archivio di prese per il culo fatto di nomignoli ed epiteti ridicolizzanti?

 

 

Se sei il più basso della classe, sei un predestinato, se mai avrò un figlio/a e già alle elementari scoprirò che è il più basso, allora comincerò ad allenarlo a-la Big Daddy con Hit Girl, magari senza sparargli addosso e/o insegnargli le peggio tecniche di coltellata in pancia, ma quel tanto che basti per capire che, in certi casi, la miglior difesa è l’attacco.

Ultimamente è balzata alla ribalta la vicenda della “bulla di Bollate”, questa tipa che, fomentata da poveri cerebrolesi, prende a calci e schiaffi un’altra tipa che, incredibilmente, non muove una foglia per evitare le sevizie ma si limita a dei “Non mi aiuta nessuno?”.

Questo è (forse) il risultato di una vita vissuta nella bambagia, ma non starò qui a fare lo psicologo della domenica, il succo della questione è che la vita è come una fuckin’ partita a Tekken 3.

Ti conviene imparare bene le combo.

randO

still alive. http://cargocollective.com/codeczombie
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lunedì 17 febbraio 2014 - 14:08
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