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Perché abbiamo pochi peli?

8 anni fa

4 minuti

Ascella pelosa, ma gnocca.

Perché siamo poco pelosi? O meglio: perché non siamo pelosi quanto gli altri primati? Prendiamo gli scimpanzé, con cui condividiamo un 95% di DNA. Che cosa è successo in quei 12 milioni di anni evolutivi che ci separano dagli scimpanzé?

Abbiamo una teoria per spiegare come mai siamo così (poco) pelosi. In una parola: termoregolazione.

(Riguardo ai sopraccitati 12 milioni di anni che ci separano dagli scimpanzé, li calcoliamo come segue. Primo antenato comune: 6 milioni di anni fa. Da quel punto divergiamo come 2 specie differenti con evoluzione a sé quindi 6 + 6 = 12 milioni di anni evolutivi. Tiè!)

Prima di tutto, però, sigla!

 

Termoregolazione.

Non abbiamo i peli perché veniva più comodo raffreddarsi senza.

Non abbiamo i peli, probabilmente, perché ci viene meglio regolare la temperatura senza, specialmente in un clima torrido come quello africano, dove l’evoluzione ci ha cesellato.

Non abbiamo i peli, probabilmente, perché ci viene meglio regolare la temperatura senza, specialmente in un clima torrido come quello africano, dove l’evoluzione ci ha cesellato.

O almeno, questa pare per ora l’ipotesi più seguita dai biologi. Con il diradarsi delle foreste, i nostri antenati si sono dovuti adattare ad altri ambienti, come la savana.

Comodo allungare un braccio e prendere un frutto, comodo scappare sugli alberi quando arriva un predatore! Ma quando vai nella savana, tutto cambia. In peggio.

A parte che devi stare con la testa alta per vedere oltre l’erba l’eventuale avvicinarsi dei predatori (e questo potrebbe aver influito sull’evolvere la postura eretta), ma devi anche viaggiare molto di più per raggiungere cibo e acqua.

La termoregolazione diventa dunque vitale. L’uomo suda un casino. Proprio tanto! (Altri animali hanno differenti meccanismi di termoregolazione: ad esempio i cani, che raffreddano sfiatando in continuazione) Il pelo ci veniva dunque in ostacolo, e l’evoluzione ha favorito il suo diradarsi.

Mica per niente grossi mammiferi come elefanti e rinoceronti hanno sviluppato una pelle spessa ma non pelosa proprio per evitare un eccessivo riscaldarsi.

Secondo la teoria legata alla termoregolazione, non abbiamo peli perché sono di impiccio al sudore, e in generale al raffreddamento del corpo.

 

La perdita del pelo nell’evoluzione umana è stata causata dal cambiamento ambientale che ha obbligato i nostri antenati a percorrere distanze più lunghe per raggiungere cibo e acqua.

Utilizzando fossili di animali e piante, abbiamo capito che circa tre milioni di anni fa la terra è entrata in fase di raffreddamento globale, che ha causato un effetto siccità nell’Africa centrale e orientale, dove vivevano i nostri progenitori.

Con il diminuire delle piogge, le foreste dove i primi ominidi vivevano si sono ritirate, in favore di savana e prateria. Le sorgenti e le fonti d’acqua sono diminuite. I poveri ominidi, quindi, si sono trovati ad incorporare anche la carne in una dieta altrimenti costituita da frutti, radici e semi. (Abbiamo strumenti in pietra atti alla macellazione che risalgono a 2.6 milioni di anni fa.)

Una dieta più ricca di calorie e un metabolsimo più attivo per ottenere le risorse (diventando cacciatori, ad esempio, si percorrono distanze più lunghe) aumenta il calore del corporeo. da qui la spinta evolutiva per perdere i peli.

Non abbiamo i peli, probabilmente, perché ci viene meglio regolare la temperatura senza, specialmente in un clima torrido come quello africano, dove l'evoluzione ci ha cesellato.

Riguardo agli scimpanzé nominati all’inizio del post, non ci sorprenderà sapere che in quel 5% di differenza genetica sta anche qualcosa che riguarda la pelle.

La versione umana di alcuni geni, rispetto alle loro controparti scimpanzé, provvedono alla codifica di proteine che aiutano la nostra pelle ad essere particolarmente resistente alle abrasioni e impermeabile -proprietà di importanza critica in assenza di pelo. Insomma, abbiamo evoluto dei rimedi per far fronte ai problemi derivati dall’assenza di pelo.

Anche il colore della pelle è indice di questa trasformazione: se rasi uno scimpanzé, quello che ottieni (a parte che probabilmente lo scimpanzé si incazza) è un primate dalla pelle rosacea. Lo scurirsi della pelle nell’uomo è una caratteristica evolutiva che protegge dal sole una pelle che non è più protetta dal pelo.

 

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