Premetto che questo articolo non vuol essere “contro” al cattolicesimo, semplicemente la mia intenzione è studiarne l’evoluzione nei primi secoli, riportando i compromessi e le modifiche che la dottrina ha subito.

Il Cristianesimo delle origini era estremamente diverso dalla dottrina cattolica arrivata ai nostri giorni, la Divinità del Cristo è un concetto evolutosi nel corso dei secoli, Gesù , da buon ebreo Monoteista, non ha mai proposto il culto di se e non ha mai avuto pretese divine, lo si potrebbe indicare come un Gandhi, (ripeto non intendo urtare la sensibilità di nessuno), un leader spirituale e politico, che proponeva un messaggio di amore e fratellanza.

Durante i primi secoli della sua espansione, il Cristianesimo rimase una piccola setta dispersa in un mondo politeista e multiculturale, il messaggio uguaglianza e fratellanza di questa nuova religione andava contro a molti concetti basilari del panorama religioso ellenistico e romano, ma riuscì ad attecchire nella base delle società in modo sempre crescente.

Nel corso dei primi tre secoli l’adesione al Cristianesimo crebbe in modo esponenziale all’interno dell’impero romano.

Fu l’imperatore Costantino nel quarto secolo a riconoscere la forza unificatrice della dottrina cristiana e, con un abile mossa politica, la rese Religione di stato per tutto l’impero romano, ma per rendere il Cristianesimo l’unica e sola religione dell’immenso impero bisognava mettere fine alle diatribe teologiche, sviluppatesi nel corso dei secoli nelle varie comunità cristiane.

Nel 325 d.c. fu convocato il Primo concilio di Nicea, con lo scopo di discutere ed unificare la dottrina religiosa.

Bisogna considerare il fatto che fino al quel momento non esisteva un testo religioso univoco, ogni comunità basava il suo credo su un estratto di uno dei migliaia di vangeli scritti nel corso dei secoli.

Fu così che nel 325 d.c. fu convocato il Primo concilio di Nicea, con lo scopo di discutere ed unificare la dottrina religiosa. È a questo punto che si passa dal cristianesimo al Cattolicesimo e vennero introdotti alcuni concetti basilari per la religione che noi conosciamo.

 

 

Il Natale

nataleLa data esatta della nascita di Gesù rimane un mistero.

Durante il concilio si decretò la data del 25 dicembre, che per molti può sembrare una data come un’altra, ma per i pagani e i cultori delle varie rappresentazioni del Dio-Sole non lo è affatto.

Tutti sanno che il 21 dicembre ricorre il solstizio di inverno, cioè la notte più lunga dell’anno, ma pochi sanno che il 25 dicembre è il primo giorno in cui il sole, dopo essere rimasto nel punto più basso dell’orizzonte, comincia a risalire e le giornate cominciano ad allungarsi.

Quindi per i culti solari è una data molto importante. Moltissimi dei antichi hanno come data di nascita il medesimo giorno.

Il giorno in cui la Dea-Notte dava vita al Dio-Sole, ritroviamo questo data nel Culto di Horus partorito da Iside nell’antico egitto e soprattutto nel Culto di Mitra nato dalla vergine Anahita.

L’accostamento di Gesù con queste divinità precedenti, oltre che a renderlo più “appetibile” per i pagani, era anche un atto per indicare Gesù come il “Vero sole Divino”.

Si consideri il fatto che il Natale cristiano venne istituito nell’impero romano in aggiunta e non in sostituzione al natale di Mitra.

 

 

La Pasqua

primaveraL’equinozio di primavera è uno dei due momenti dell’anno in cui il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio (la parola equinozio deriva dal latino “aequus nox”, notte uguale).

Astronomicamente parlando l’equinozio di primavera (detto anche Vernale) è il momento in cui il sole si trova al di sopra dell’equatore celeste.

 

Mentre l’equinozio d’autunno segna l’inizio della metà oscura dell’anno, quello di primavera segna il trionfo della luce.

È il primo giorno di primavera, la stagione del risveglio legata spesso a concetti di fertilità, resurrezione e rinascita.

Nel mondo ellenico subito dopo l’equinozio si svolgevano le Adonie, feste per la resurrezione di Adone uno splendido ragazzo di cui, secondo il mito, si innamorò la dea dell’amore Afrodite e che venne ucciso da un cinghiale (Ares ingelosito).

Adone è assimilabile alla divinità del pantheon Assiro-Babbilonese Tammuz, chiamato dai suoi fedeli Adon (signore), che trascorre sei mesi negli inferi nel periodo in cui il sole si trova al di sotto dell’equatore, per poi tornare alla luce nell’equinozio di primavera per ricongiungersi con la sua amata la dea Ishtar (Afrodite).

Come molte feste pagane l’equinozio di primavera fu cristianizzato, infatti la prima domenica dopo la luna piena che segue l’equinozio si festeggia la Pasqua.

Come molte feste pagane l’equinozio di primavera fu cristianizzato, infatti la prima domenica dopo la luna piena che segue l’equinozio si festeggia la Pasqua commemorando la resurrezione del Cristo.

Quindi l’idea della resurrezione della natura diventa la resurrezione del Cristo.

Anche nei simboli di questa festa si possono riconoscere i ricordi di festività ben più antiche cancellate dal cristianesimo.

Lo stesso termine inglese per Pasqua cioè “Easter”, ci riporta ad un’antica dea dei popoli nordici Eostre, assimilabile con Afrodite e Ishtar, la quale presidiava gli antichi culti per la fertilità dei campi e l’abbondanza del raccolto.

Il suo nome sembrerebbe provenire da aus o aes e cioè Est, infatti si tratta di una divinità legata al ciclo solare, che con il suo tepore risveglia la natura e porta nuova vita.

Ad Eostre era consacrata la lepre, simbolo di fertilità che divenne il coniglio pasquale della tradizione nostrana.

 

 

Il Culto Mariano

VirginMary3Il cristianesimo antico non prevedeva alcuna forma di devozione, che non fosse rivolta esclusivamente a Dio.

Di tutte le contaminazioni pagane presenti nel cristianesimo moderno, il culto della madonna è sicuramente il più appariscente e, al contempo, quello che contrasta maggiormente le indicazioni presenti nei vangeli.

Luca riporta il caso della prima donna che rivolse parole di devozione a Maria in quanto Madre di dio.

La donna infatti disse “Beato il seno che ti portò e le mammelle che ti allattarono!”, ma Gesù disse: “Beati piuttosto quelli che odono la Parola di Dio e l’osservano.” (Luca 11:27-28).

I popoli pagani che si convertirono al cristianesimo erano più propensi a venerare una figura materna rispetto ad una figura austera raffigurata da un unico Dio.

Ma i popoli pagani che si convertirono al cristianesimo non avevano accesso diretto alle sacre scritture, (l’analfabetismo era una cosa normale) ed erano più propensi a venerare una figura materna rispetto ad una figura austera raffigurata da un unico dio, e qui si dimostra l’abilità della chiesa di assorbire concetti ad essa utili.

Nel corso dei secoli la madonna raccolse in se tutti i principi delle dee pagane femminili, materne e vergini.

Fu nel concilio di Efeso (città in cui era fortissimo il culto di una madonna pagana: Artemide) nel quarto secolo che si sancì definitivamente il concetto di Maria madre di Dio.

Principalmente, però, il culto Mariano prende elementi dall’antico culto di Iside, infatti essa era chiamata “La vergine”. Ci sono numerosi ritrovamenti archeologici che dimostrano il proseguimento e la trasformazione del culto di Iside, attraverso il ritrovamento di templi dedicati alla dea egizia negli stessi luoghi dove oggi sono presenti santuari mariani.

Iside era associata alla notte e quindi la maggior parte delle sue statue erano di colore nero e questo si riscontra nel culto delle madonne nere moderno.

 

 

Il culto dei Santi

DivinitaNei primi scritti cristiani si indicava santo un qualsiasi credente, non è raro trovare nel termine delle lettere di san paolo la frase “salutami tutti i santi di quella città”, e come già detto onore e devozione personali erano contrari alla religione.

Negli atti degli apostoli vi è il passaggio in cui Cornelio si inginocchia di fronte a San Paolo e questi lo rimprovera con la frase: “Levati, anch’io sono uomo!” (Atti 10:25-26).

Quando il cristianesimo cominciò a diffondersi nelle terre pagane, le popolazioni inizialmente cercarono di trovare concetti a loro più familiare cercando un corrispettivo alle loro antiche divinità protettrici.

Fu così che nel quarto secolo, prima ufficiosamente e poi in modo Dogmatico venne introdotta la venerazione dei santi. Indicando persone che si erano distinte per la devozione totale alla nuova religione. Gli dei locali divennero i santi patroni e le divinità protettrici vennero sostituite dai santi.

 

 

Mitra

mitraMitra è una divinità originaria della Persia, il cui culto era molto diffuso nell’impero Romano ai tempi della nascita del Cristianesimo.

Le origini e la storia di questo particolare dio sono incredibilmente affini a quelle del Cristianesimo moderno.

Esso infatti nacque il 25 dicembre da una madre vergine inseminata da una luce divina, venne partorito in una grotta al freddo, per scaldarlo venne usato il sangue di un toro (bue).

Visse sulla terra per 33 anni e tramandò la sua dottrina a 12 apostoli, morì e risorse a vita eterna.

Visse sulla terra per 33 anni e tramandò la sua dottrina a 12 apostoli, morì e risorse a vita eterna. Si può dire che la figura del Cristo sia stata modellata su quella di Mitra e che il culto di quest’ultimo venne sconfitto dal Cristianesimo per una semplice ragione. Il Culto di Mitra era un culto iniziatico per soli uomini, infatti era diffusissimo nell’esercito romano, mentre il messaggio Cristiano era per tutti senza alcuna esclusione.

Tutto ciò dimostra come un messaggio religioso, nel corso dei secoli, possa essere piegato e modificato per ragioni di mera politica. Bisogna essere consapevoli che da quando il Cristianesimo divenne religione di stato, controllare la religione divenne un modo per controllare il popolo. Si presume che il messaggio di fondo sia rimasto pressoché invariato ma il suo contesto è stato indubbiamente arricchito e abbellito.