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Sfatare il mito: quanto costa vivere oggi a confronto con gli anni ’80?

119
8 anni fa

9 minuti

Sfatare il mito: quanto costa vivere oggi a confronto con gli anni 80?

Ormai sono più di  dieci anni che ci sentiamo ripetere come un mantra che tutto è aumentato, che le cose oggi costano davvero il doppio, che con l’euro ci siamo fregati da soli, che non si può più fare nulla senza indebitarsi, che si stava meglio una volta ahhh non ci sono più le mezze stagioni…ma è davvero così?

Io sono nato nel lontano 1972, e sicuramente ricordo un’epoca dove tutto mi sembrava (paragonandolo ad oggi) quasi regalato, il ghiacciolo costava 100 lire, un gelato serio mai più di mille lire e così via.

Non sono un economista, non ho nemmeno fatto degli studi che la riguardino l’economia quindi conto sul vostro buoncuore (di verinerd™) al non linciarmi alla prima cacchiata che scriverò (sono come al solito tra un cliente di negozio, la pappa del mio bimbo, la tv con mia moglie…per cui ho sempre poco tempo per rileggere, perdonatemi); le fonti da cui traggo le cifre che vi riporterò sotto sono varie ed eventuali, tanto viene dai miei ricordi spesso aiutati da vecchie pubblicità nei fumetti che ancora conservo, nei Quattroruote che ho in cantina e tanto da ricerche online per immagini (è impressionante quanti depliants, quante vecchie pubblicità si trovino ancora oggi nei server di qualche remoto pc, grazie mamma Google)

 

 

Partiamo dalle cose nerde…

atari-woodyNel 1980 mio padre comperò la prima console per videogiochi che io abbia mai visto, l’Atari 2600, costava  circa 230.000 lire, una console ad 8bit che supportava solo 9 giochi (tra cui il celeberrimo pong), lo stipendio medio di un operaio era di circa di lire 350.000, il biglietto dell’autobus costava 200 lire, il giornale circa 300, un caffè 250 lire…insomma una console da videogiochi costava circa 2/3 dello stipendio di un operaio di medio livello.

Oggi facessimo il rapporto una Playstation 3 (che supporta ben più di 9 giochi) costa tra i 170 e i 250 euro, a fronte di uno stipendio netto di circa € 1200,00, parliamo di 1/5 dello stipendio contro i 2/3 del 1980.

Apperò, si è abbassato  un bel po’ il costo di una console da videogiocatori, e beati quelli che arriveranno nel futuro (peccato che i giochi fossero MOLTO più belli 20 anni fa)!

Quanto costava un fumetto nel 1980? L’Uomo Ragno Corno costava 700lire oggi costa circa € 3,00 ad uscita, ma se siamo bravi e aspettiamo la raccolta lo paghiamo meno della metà… e qui vediamo che se si è accorti si risparmia qualcosa altrimenti si spende un po’ di più che nel 1980 con un rapporto che dice che nel 1980 di Uomo Ragno ne potevamo acquistare 500 copie mentre oggi solo 420… (una differenza non immensa e che se attendiamo l’uscita delle raccolte si abbassa fino a scomparire).

Autorobot_Topolino_pubblicità_1984

Ancora oggi fanno bella mostra di sè nei negozi di giocattoli, i mitici Transformers…

Quanto costavano appena usciti negli anni 80? circa  12000 per quello più sfigatello (ma siamo nel 1987 e lo stipendio dell’operaio è di circa 600mila lire)… al massimo ne comperava una cinquantina al mese, oggi coi soliti 1200,00 euro che abbiamo preso di riferimento comperarne uno triste va dai 5 euro per quelli KREO fino ai 15/16 euro per quelli un po’ più rifiniti (poi ci sono tutti quelli più fighi, ma il riferimento è con quello che all’epoca era il prezzo base di un transformer, anche nel 1987 ce n’erano da 50mila lire)

Diciamo pure che quello da 5 euro è più tristo di quello del 1987, e facciamo una mezza via, diciamo che oggi costa circa 10 euro, beh coi miei 1200 euro al mese me ne posso comperare il doppio che nel 1987!

ibm_pc_5150

(lo so che questo è un IBM e non è un 8086, ma questo è l’unico trovato che somigli ai miei ricordi di cinno)

Nel 1985 sempre quel munifico del mio papà mi comperò un pc Olidata 8086, che costava svariati milioni (quantificarli par brutto, ma credo fossero 5 o 6), nel prezzo era inlcuso il DOS™ su dischetti floppy , un Framework™ su 10 floppy, a cui poco più tardi venne aggiunto un Autocad™ infimo! Oggi un pc base costa circa 500 euro, e può fare molto di più del mio vecchio (sigh) caro cassone!

 

 

Si ma non si vive di sole nerdate…

E il resto? Anche il resto è sceso nel corso degli anni, tanto di ciò che consideriamo bene di prima necessità costa (in rapporto) meno che nel 1980, un chilo di carne costava circa 7.600 lire oggi un chilo ne costa circa € 10, ovvero nel 1980 costava un 46° dello stipendio oggi un chilo costa un 120°, circa due terzi di meno… E il latte? Bene necessario per la crescita… nel 1980 costava lire 480, oggi costa  dai 0,70 senza marca ad arrivare ad € 1,49 per i marchi più noti..il nostro operaio del 1980 ne poteva acquistare 770 litri mentre oggi arriva quasi al doppio.

Altro bene necessario era il telefono (la tua voce…cit.), mi ricordo che dopo la prima media, quando iniziai ad avere delle fidanzatine, ogni volta che arrivava una bolletta erano ca..i amari, mio padre che urlava, mia madre che addossava ogni colpa a me, fino a che non arrivarono le bollette con relative numerazioni…e si scoprì che la colpa era equamente condivisa tra me e lei, ma quanto costava telefonare?

Tanto, tantissimo rispetto ad oggi, innanzitutto perché costava sempre in base ai minuti, altro che telefonate urbane senza limite, ogni cinque minuti per le urbane e ogni tre minuti per quelle sopra ai 50 km scattava il gettone, che nel 1984 costava 200 lire, circa 10 centesimi di oggi, insomma per parlare con la fidanzatina una ventina di minuti si spendevano 800 lire, 40 centesimi di oggi.

gettone
Nel 2013 prendendo spunto dalle tariffe Telecom base senza offerte tutto incluso si spendono circa 8 centesimi alla risposta e circa 2 centesimi al minuto di conversazione (sappiamo bene che quasi tutti facciamo contratti all inclusive con chiamate urbane comprese, ma giusto per fare un rapporto tra cose simili facciamo finta di no), per cui i 5 minuti di urbana ci costano circa 18 centesimi, ma tornando al nostro stipendio da operaio del 1980 lui aveva un potere d’acquisto di 350 ore di telefonate urbane, oggi il nostro operaio  può contare su quasi 590 ore al telefono (urbano senza offerte).

Guardiamo ad esempio il riso, un chilo di riso nel 1980 costava circa 1000 lire per cui riuscivamo a comperarne circa 350 chili al mese, oggi un chilo di riso varia da 1,35 euro al chilo fino ai 3 euro per quello più pregiato, diciamo € 1,60 per star tranquilli…o mamma posso comperarne circa 750 chili contro i 300 degli anni 80, diventerò un bidone a furia di riso (ah no, sorry, già lo sono)!

Stranamente il pane rimane quasi stabile difatti un chilo nel 1980 costava circa 850 lire quando oggi lo paghiamo quasi 3 euro, ma comunque sia siamo sempre sui 400 chili al mese (10 più 10 meno) come potere d’acquisto dell’operaio d’esempio.

panda

Prendiamo invece un auto come la Panda, inossidabile eterna amica di tanti italiani, la Panda nel marzo 1980 costava 3 milioni e 700 mila lire, dieci stipendi del nostro operaio, oggi lo stesso modello aggiornata negli anni costa circa 7 volte e mezzo il nostro stipendio, anche qui un po’ si risparmia.

L’oro e le pietre preziose invece sono aumentati a dismisura negli ultimi tre anni portando il nostro operaio, che nel 1980 poteva comperarne 38 grammi, ad un potere d’acquisto ben inferiore visto che oggi può arrivare a fatica a recuperare 28 di grammi con il suo nuovo stipendio.

 

 

E quindi?

Perché mi direte abbiamo invece la percezione che tutto sia aumentato a dismisura,e i vostri genitori non fanno altro che lamentarsi? Intanto bisogna dire che

è vero che certe cose tra il 2000 e il 2013 sono aumentate tantissimo

ma  in buona parte sono aumentate perché tanti commercianti hanno atteso l’avvento dell’euro per aumentare di botto la propria merce, ma quegli stessi prodotti  (come avete potuto vedere nel confronto con gli anni 80) in realtà sul lungo periodo (ben più di 10 anni) hanno visto i prezzi rimanere stabili o addirittura diminuire.

A questo aggiungerei che oggi abbiamo più spese “necessarie” che si sono aggiunte a quelle del nostro amico operaio degli anni 80, lo smartphone, il computer (o tablet…ma comunque l’accesso alla rete) sopra tutti, con conseguenti aumenti nei consumi de nelle bollette (anche se oggi tanti usano strumenti alternativi e hanno eliminato i telefoni fissi, con conseguente risparmio d’abbonamento e tasse).

Non voglio con questo dire che oggi sia tutto rosa e fiori: le tasse, la benzina, i balzelli comunali, le sigarette (beh vabbè qua fan anche bene eh, non fraintendete) …ecco quelle sono tutte cose che sono andate di anno in anno sempre peggio, anche se guardando le tabelle la benzina nel 1980 costava 715 lire al litro e il nostro operaio ne poteva portare a casa circa 500 litri al mese, oggi arriva a quasi 700 litri, ma il costo di bollo e assicurazione sono lievitati per cui anche i costi di gestione della macchina sono saliti un bel po’.

Le cose non vanno bene nemmeno sul fronte affitti che sono cresciuti un po’ (ma in calando, specie usando le risorse di cedolare secca e canone concordato), anche se il prezzo delle case è rimasto simile, specie paragonandolo con oggi (17-04-2013) quando il mercato del mattone segna un -23%! Chi ci ha marciato di più coll’aumento incontrollato sono (IMHO) i ristoratori ed i fornitori di servizi, ma chi sono io per puntare il dito?


Conclusioni

Insomma non avremmo di che lamentarci, si trovasse lavoro stabile e fossimo capaci di rinunciare ad alcune comodità si potrebbe addirittura pensare di  risparmiare qualcosa,  e magari in un futuro non lontano comperarci casa e macchina! Ovviamente avendo un lavoro giustamente retribuito e con un contratto a tempo pieno…ma quello tristemente manca!

L’epoca digitale tuttavia ci permette di fare paragoni che una volta non erano possibili, sfruttare offerte che i nostri genitori si sognavano, comparare i prezzi della merce non più solo tra il supermarket sotto casa e quello a 3 chilometri, ma anche con quello che è a 30.000 km di distanza, le normative europee sulla libera circolazione delle merci ci permettono inoltre d’importare anche in piccola quantità tante cose di cui un tempo facevamo a meno, di confrontarle fra i vari market online, anche di rivenderle volendo facendo piccoli guadagni.

Per iniziare cominciamo con lo smettere di credere alla bufala che un tempo si stava meglio, rimbocchiamoci le maniche e vediamo di trovare per noi e i nostri cari il modo migliore per sfruttare le opportunità di risparmio che ci offre il momento storico in cui viviamo. E costruiamo per tutti un futuro in cui siamo più coscienti delle nostre possibilità, insomma…più nerd!

 

 

 

Fonti

Tanta, ma proprio tanta navigazione online su blog e altro alla ricerca di vecchi listini e depliant offerte supermercati. Spero di non aver annoiato nessuno, conto nei vostri commenti e nelle vostre impressioni…

Conto vivamente sull’intervento di @nicholas per correggere qualsiasi mio errore.

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