Cosa resterà di Londra 2012 #LegaNerd

Come tutti sapete, i Giochi della XXX Olimpiade moderna si sono conclusi da un bel po’, tra le polemiche (tante) e le piccole soddisfazioni nazionali (poche). Non so voi, ma io mi sento orfana.

Londra 2012 mi ha abbandonata sulla strada della mia noiosa e vuota fine dell’estate.
Siccome sto percependo questo squarcio nell’anima, ho deciso di condividere con voi una rassegna sardonica e spietata dei momenti più divertenti/strani/salienti di Londra 2012.

La Cerimonia d’Apertura


Partiamo dalla cerimonia di apertura, diretta per l’occasione dal regista Danny Boyle (che ricordiamo soprattutto per Trainspotting e Slumdog Millionaire). Tralasciando il fatto che quattro anni fa sono stata letteralmente rapita dalle coreografie umane e caleidoscopiche dell’opening di Pechino, questa cerimonia di apertura ha lasciato del MEH in me.

Tutto ciò che ho visto sono state delle ore di compiaciuta autocelebrazione della Gran Bretagna, volte a mostrarci quanto grande sia stato il contributo del Regno Unito nella storia dell’uomo. Non so voi, ma già questo basterebbe a infastidirmi.

Sta di fatto che il tutto viene presentato in un caotico minestrone, che inizia con le pecore al pascolo, muta nelle varie rivoluzioni industriali e finisce con una dozzina di Mary Poppins volanti che uccidono un Voldemort gigante.

Tocco finale: un incartapecorito Paul McCartney, appositamente scongelato per l’occasione, che fa cantare Hey Jude a 100.000 persone, Regina compresa. La cantano proprio tutti tutti. Tranne lui.

Unica vera chicca dello spettacolo è stato il siparietto di Rowan Atkinson (aka Mr.Bean) sulle note di Chariots of Fire (cit. “come far ridere milioni di persone senza dire una parola”)

Twitter, I abuse u <3


Passiamo ora alla parte sportiva dei giochi olimpici. I ragazzi italiani se ne tornano in patria con un bottino di 28 medaglie. Non male, ma nemmeno bene. Se negli “sport veri” abbiamo fatto un po’ cagare pena (vedi il nuoto italiano, assente ingiustificato), ci siamo risollevati negli sport minori, ovvero scherma, tiro con l’arco e tiro al bersaglio con varie armi da fuoco più o meno sofisticate. Parafrasando il famigerato twit che tempo fa fece il giro d’Italia “Se dovesse scoppiare una guerra medioevale, spaccheremmo diversi culi”. LOL.

Parlando di twitter, come non citare i provvedimenti disciplinari e le squalifiche ai danni dei più stupidi geni della storia? Iniziamo con il caso più recente: l’intelligentissimo Michael Morganella, tal calciatore svizzero militante nel Palermo, il 29 luglio 2012 twitta: “Je fonsde out les coreen allez sout vous lebru. ahahahahah deban zotre” ovvero “Voglio abbattere tutti i coreani. Datevi fuoco. ahahahahah Massa di handicappati“. Ma la vera opera d’arte ce la lascia una certa Voula Papachristou, campionessa greca di salto triplo e neonazista a tempo perso.

Il 22 luglio scrive “Con così tanti africani in Grecia, le zanzare del Nilo mangeranno cibo fatto in casa”. Mostra Approfondimento ∨

Non contenta di questa sua felice uscita, risponde così alla squalifica: “Sono fatta così. Mi diverto. Non sono un CD che resta bloccato! Se faccio errori non schiaccio il tasto Replay! Premo il tasto Play e vado avanti”. La fiera del nonsense.

La Squalifica del Pinguino di Montagna


Per restare in tema di squalifiche improbabili, come non citare il nostrano Mister Pinguì, alias Alex Shwazer, che tra una siringa d’EPO e l’altra ha anche il tempo di guardare le mucche con il suo fratellino? Appena la notizia si è diffusa, i famelici telegiornali non hanno aspettato per regalarci le lacrime di coccodrillo di questo povero stolto, che si scusava (SI SCUSAVA) di aver fatto danno alla nazione. Tralasciando il dramma umano, che seppur da me incomprensibile riesco ad accettare, non capisco perché un atleta già in possesso di una medaglia d’oro olimpica sia disposto a rimetterci della sua stessa salute per vincere di nuovo.

Per poi scusarsi con l’Italia, come se il danno maggiore l’avesse arrecato a noi, e non a sé stesso. Cito la frase più rappresentativa della prima intervista che ha rilasciato: “[…] non ne potevo più di essere ‘il fidanzato’…[della Carolina Kostner]”, frase presa certamente dal peggior film drammatico americano di serie B, dove il protagonista si lamenta che il padre non è mai andato alle sue partite di baseball, ed è per questo che adesso lui non riesce a legare con le persone e bla bla bla.

I Grandi Campioni


Chiudiamo con i Grandi Assenti di questa Olimpiade e apriamo una piccolissima lunghissima parentesi sui Grandi Presenti. Innanzi tutto, onore a Michael Phelps, il più medagliato della storia dei giochi. Che dire? Mito assoluto. Nonostante nel mondo del nuoto quattro anni siano tantissimi e pesino molto sulle spalle degli atleti, è riuscito a portare a casa ben quattro ori olimpici, frantumando la concorrenza del suo amico/avversario, il bellone Lochte.

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E dire che nel febbraio di tre anni fa il mondo ha dato addosso al povero Phelps per una foto scattata ad una festa, che lo ritraeva mentre brandiva una pipa ad acqua. Non solo fu squalificato per tre mesi dall’USA Swimming, ma dovette anche dichiarare pubblicamente che il suo comportamento era stato “inappropriato”. Ipocrisia vuole che adesso sia di nuovo l’idolo di tutti.

L’uomo che invece non ha mai smesso di essere l’idolo delle folle è “il fulmineUsain Bolt. Non c’è nulla più da dire su di lui, sulla sua allegria, sulla sua spacconaggine ad arte per divertire i fan, sul suo essere l’uomo più veloce sulla terra; nulla a parte il fatto che rischiava di far perdere l’oro alla Giamaica nella staffetta 4×100. Non, ovviamente, per motivi di tempo (la Giamaica ha battuto il vecchio record del mondo, riducendolo di 20 centesimi), ma per motivi tecnici di regolamento.

Il testimone, una volta tagliato il traguardo, va riconsegnato agli addetti. Evidentemente Bolt aveva deciso che sarebbe stato un buon bong, da utilizzare sotto le note di Bob Marley una volta tornato in terra natia. Fatto sta che al momento di riconsegnarlo, lo ha gentilmente porto alla signorina designata a recuperarlo e, mentre questa allungava la mano, lui l’ha tirato via burlandola, e ha continuato a correre!

Oscar Pistorius


Finiamo con il vero Grande Presente di questa olimpiade, Oscar Pistorius. La sua partecipazione ai giochi di Londra è stata in dubbio fino alla fine, ma in conclusione Oscar ha potuto partecipare in serenità a questa edizione, nonostante tutto, e realizzare il suo sogno. E a chi non lo voleva “perché lui va più veloce che gli manca il peso di mezza gamba” rispondo: “infatti era talmente avvantaggiato da non aver vinto assolutamente nulla”.

La ridicoltà di certa gente è spaventosa. Pistorius non ha le gambe dal ginocchio in giù, è già un miracolo che cammini, in che universo può correre più veloce di uno che le gambe le ha? Gambe pesanti, ok, ma provviste di piedi e di muscoli che aiutano non poco il lancio in velocità. L’unico motivo per cui la sua partecipazione avrebbe dovuto essere messa in dubbio è l’ingiustizia nei confronti degli altri para-olimpionici.

Ma Pistorius faceva in gara dei tempi che potevano competere nelle Olimpiadi, perché relegarlo alle para-Olimpiadi? Se un giorno spuntasse una nuotatrice senza una gamba che in vasca facesse i tempi della Pellegrini d’annata, chi avrebbe il coraggio di dire che è avvantaggiata perché le manca il peso di una gamba?

Gli illustri perdenti


Adesso occupiamoci invece alle medaglie di legno e degli ori mancati. Per chi non lo sapesse (spero di doverlo specificare solo per quelli che vivono su un albero) la medaglia di legno è quella che si becca chi arriva 4°, chi per un niente non sale sul podio. Oltre al danno, anche la beffa. Iniziamo con la bella e brava Tania Cagnotto, che è diventata un’habitué del legno. Ha perso il bronzo nella specialità da trampolino 3m per 20 centesimi di punto, praticamente un nulla.

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Per non parlare di Alberto Busnari (e chi cazz è?), medaglia di legno al cavallo con maniglie, anche lui per soli due decimi di punto. Finiamo in crescendo; Vanessa Ferrari è arrivata 4° nella ginnastica artistica, specialità corpo libero, con lo stesso punteggio della ginnasta che ha vinto il bronzo.

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Un po’ come quando scopri di rientrare per un pelo in una nuova, orrenda riforma del governo che ti ucciderà la vita. Sfiga totale.

Ma i giudici, come ogni anno, non hanno rovinato soltanto la vita dei poveri Cagnotto, Busnari e Ferrari; hanno letteralmente NON assegnato la medaglia d’oro nei pesi super-massimi al nostro Roberto Cammarelle che, pur avendo chiaramente vinto o, al limite, concluso in parità la terza ripresa, si è ritrovato 3 punti sotto, guarda caso esattamente i punti che servivano allo sfidante per arrivare alla parità assoluta. In questo modo, i giudici hanno deciso il vincitore esercitando la loro preferenza arbitraria. Preferenza che, ovviamente, è andata al pugile di casa, il britannico Joshua.

A niente è servito il ricorso. Unica nota positiva di quella disastrosa serata è il meraviglioso commento di Patrizio Oliva all’incontro (“ma che sbraitate??? Ve lo sta mettendo K.O.!” e “Lo finisce! Lo finisce!”).

Caressa e i suoi deliri


E parlando di commentatori sportivi, come non menzionare il delirante Fabio Caressa, che anche in queste olimpiadi ci ha deliziato con i suoi interventi imbarazzanti e fuori luogo? Tralasciando la pochezza della sua competenza tecnica in merito a qualsiasi cosa (resta ancora da stabilire se capisca meno di calcio, poker o nuoto), il nostro capoccione ha sopperito alle sue evidenti mancanze sfoggiando un linguaggio da “piacione”, limitandosi a commentare esteticamente le nuotatrici con un compiacente Massimiliano Rosolino.

Oggetto delle sue esplosioni di simpatia è stata una nuotatrice ungherese altamente gnocca, Zsuzsanna Jakabos (per darvi un’idea, se scrivete “nuotatrice ungherese” su google, la dà come primo risultato). Questa tipa è stata presa di mira in maniera brutale, tanto che la terza telecronista del nuoto, Cristina Chiuso, è stata costretta più volte a richiamare il bel Rosolino e il Caressa in calore. (cit.“Caressa e Rosolino davanti a una nuotatrice di talento fuori dalla finale dicono “Meglio, così la inquadrano sugli spalti”).

Ma “La Voce di Berlino 2006”, non contento di queste sue divertenti performance, non ha perso occasione di consigliarci vivamente la visione dell’hockey su prato femminile, sport dove le ragazze vengono evidentemente sottoposte a figa-test prima di partecipare. Le cozze non sono ammesse. (Per i maschietti, consiglio la visione della nazionale Olandese, con conseguente fap fap).

Il calcio femminile serve a qualcosa (?)


Una gnocca tira l’altra, come abbiamo visto qui, e quindi parliamo adesso di Hope Solo. Ella è la portinaiaera della nazionale USA di calcio femminile, eletta da mio fratello e da svariati rotocalchi l’atleta più sexy delle olimpiadi.

Mi ha terribilmente sconcertato come in Italia consideriamo le donne che giocano a calcio delle lesbiche orribili con i capelli rasati, quando invece negli USA il calcio è considerato uno sport da donne. Ed è anche seguitissimo, tanto che la bella Hope ha in cantiere una biografia che pare venderà parecchie migliaia di copie.

E, incredibilmente, Hope Solo sa anche parare. Ha salvato l’esito della finale, contro un ben più meritevole Giappone, con una zampata che metà dei portieri che giocano in serie A se la sognano.

Prima di concludere lo sproloquio per lasciarvi a una zuzzurellona gallery di immagini e foto prese da faccialibro (e quindi, di dubbia provenienza e di irreperibile paternità. Se avete la puzza sotto il naso se preferite una rassegna di istantanee “d’autore”, andate qui) vi lascio con 2 chicche:

La faccia dei calcatori della Seleçao, che hanno perso l’oro in finale contro il Messico, nonostante avessero mandato a Londra gente come Pato, Thiago Silva e Neymar;

Il video che ha spopolato in tutto il mondo, opera della oramai famosa Missy Franklin. La ragazza (classe ’95) ha poc’anzi vinto ben 4 ori olimpici e nonostante questo, prima dell’inizio delle gare, ha avuto il tempo, l’allegria e la leggerezza di coinvolgere tutto il team USA di nuoto (Lochte e Phelps compresi) nel girare questa minchiata. Forse il nuoto italiano dovrebbe imparare qualcosina da questi ragazzi e ragazze.

Ah, a proposito…il Dressage fa cagà. Cavalli che BALLANO su una base musicale. Non ho mai visto un’idiozia simile presa con tanta serietà.

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martedì 4 settembre 2012 - 12:11
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