Wave Gotik Treffen: a Live Review #LegaNerd
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Si, ok, sono d’accordo, son passati due mesi, ma:
mescolate del poco tempo libero, del lavoro (causa del poco tempo libero), un po’ del tempo che c’è voluto a risistemare le foto, aggiungete ghiaccio, shakerate e spruzzate con una bella dose di panico in quanto questo articolo sarà lungherrimo, ed ecco passati i due mesi.

Bando alle ciance, e veniamo al sodo.
Cos’è il WGT vi è stato già spiegato qui, quindi andiamo a raccontarvi cos’è stato e cosa non è stato questo WGT 2012, 21esima edizione.

Die Reise

Il viaggio comincia intorno alle 21.00 con: Pussywagon™, un pieno di benzina e la mia valigia. Direzione: Bologna, dove raccatto la vostra fotografa ufficiale per questo evento, ObscuraNox.

Verso la mezzanotte siamo a Verona, in attesa di un’altra compagna di viaggio nonchè giornalista di Darkitalia, Stefania, che oltre a essere una cara amica mi sarà di notevole aiuto in questa mia prima esperienza di inviato a scrocc AHEM accreditato per conto di Lega Nerd.

La traversata notturna verso la terra delle kartoffel (in tutti i sensi) procede pacificamente, finchè all’ennesimo autogrill…
Pido: “Ho un po’ di sonno figliole, io mi fermo a piglià un caffè, così mi ripiglio
ObscuraNox: “Già che ci sei, prendimi una Redbull, che magari ti dò il cambio alla guida!
Rientro satollo di caffè e consegno la bevanda del demonio alla richiedente.

Risultato: Pido dopo un’oretta crolla comunque di sonno, quindi cede il comando della Pussywagon™ a ObscuraNox, la quale non paga di guidare dalle 3.00 circa alle DIECI DEL MATTINO, non riesce neanche a chiudere occhio in occasione del meritato pisolino pomeridiano in albergo, collezionando il record di 42 (si, neanche a me sembra un caso) ore di veglia filate.

Nuller Tag

Dopo aver recuperato le forze, nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso l’Agra ovvero il cuore dell’intero festival: due sale concerti, un caffè, un’area ristoro gigantesca dove si può bere e mangiare di tutto, un mercato di abbigliamento/dischi/gadget/whatever enorme, l’accesso al campeggio (il WGT prevede un biglietto speciale che permette d campeggiare nell’area apposita, non l’ho mai sperimentato in quanto a fine giugno in Germania spesso PIOVE, e altrettanto spesso di notte le temperature scendono sotto i 5 gradi) e l’area stampa, dove recuperiamo i nostri accrediti gentilmente “offerti” da Itomi.

Cena veloce al Burger King, chi è stato in Germania saprà perchè, e poi ci dirigiamo verso il pre-party, dove abbiamo più o meno appuntamento con gentaccia italiota.
Location: Villa.
Il posto è carino, gremito di tedeschi (you don’t say?) ed è dotato di una pista dalla temperatura vicina a quella della fusione del piombo.
Ergo purtroppo riusciamo a malapena a sentire il live degli svedesi Sturm Cafè prima di darci alla fuga, peccato, non si comincia benissimo, ma confidiamo di rifarci abbondantemente nei giorni a venire.

Erster Tag

La giornata comincia all’Agra, dove ci facciamo un primo giro dentro il mercato, fotografiamo qualche culo e facciamo un po’ di public relation. Si, perchè il WGT attira gente da tutto il mondo, e visto che sono alla mia settima visita, ne saluto praticamente mezzo, di mondo…

Dopodichè al lavoro, direzione: Anker.

L’Anker merita una citazione a parte, in quanto in 7 anni non m’era mai capitato di andarci, poichè è situato decisamente fuori mano. O almeno era quello che mi dicevano, perchè in realtà è comodamente raggiungibile in tram e visibilissimo. Da fuori pare una birreria tipica tedesca, dentro si presenta come una sala concerti medio grande.
Qui assistiamo ai nostri primi tre concerti seri:

Uberbyte (ENG):
Classico sound industrial/hardcore, bravi, ma tecnicamente troppo nella media.
Evento degno di nota è stato il coro “HARDCORE!HARDCORE!” che noi italiani, già mézzi (trad. dal fiorentino: sbronzi) abbiamo inteso come un’incitamento all’abuso, cominciando a urlare un’assonante “ALCOOL! ALCOOL!”, urlo di battaglia che si è poi propagato per tutta la durata del festival.
Voto: 7.5

[X]-Rx (DE):
I ragazzi cominciano bene, sound che va dall’hardcore alla TBM, con sonorità a volte talmente TUNZ TUNZ da risultare “troppo discotecari”. Ma sticazzi, a noi il boom boom ce la fa prendere benissimo, e i due ragazzi di Colonia ce la mettono tutta per far saltare tutto il club, riuscendoci senza perdere un colpo.
In un loro pezzo (del quale non ricorderò mai il nome) usano ripetere “IT’S A TRAP”. Cioè, no, aspetta, parliamone: intervistandoli subito dopo il concerto scopro però che non sono fans di Star Wars. Maledetti trekkies.
Peccato, si sarebbero meritati un 10, e invece:
Voto: 8

Eisenfunk (DE):
Alcuni di voi li ricorderanno per questo.
Il trio di Monaco conferma ogni nostra aspettativa. Ritmici, energici, potenti, impeccabili. Non per nulla sono una delle nostre band preferite al momento, perchè SPACCANO DI BRUTTO, e sono pure simpatici. Scordatevi testi impegnati e liriche ricercate, e godetevi la musica.
Siamo riusciti ad intervistare Michael Mayer, il frontman, e gli abbiamo posto la domanda che tutti noi ci chiediamo:
Perchè PONG e non TETRIS?
La sua risposta è stata: “Beh, veramente abbiamo fatto anche Tetris…
Si ma deh (libera traduzione da un inglese tipicamente oxfordiano), l’avete fatta dopo!
Vero. Pong perchè era dovuto, doveroso. Si tratta di una, DELLA pietra miliare della storia del videogame, e ci siamo sentiti in dovere di sviluppare appositamente per Pong un brano che ci aiutasse a non dimenticare, e a divertirci nel frattempo.
Grazie, Michael…
Voto: 9… però ci hai provato pesantemente con la nostra fotografa, maledetto morto di figa.
Il voto comunque resta 9, perchè siamo PROFESCIONALS.

Finito il concerto degli Eisenfunk ci dirigiamo verso l’Agra dove esploriamo l’area ristoro per cenare (alle 23, orario standard da festival).
Uh guarda, PIZZA MARIO!
Pizza ai peperoncini piccanti FTW ma MORTALE, dateci un idrante.
Dopodichè caffè e giretto all’Agra 4.2, ovvero sala concerti di giorno e dancefloor di notte.
Bel posto, ampio, ottimo impianto, area fumatori esterna, tedeschi tutti uguali che ballano tutti uguali.

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Zweiter Tag

La giornata comincia con un po’ di sano vecchio shopping all’Agra, ma alla fine a voi fottesega, quindi passiamo avanti.
I concerti ai quali assistiamo oggi, fortunatamente tutti all’Agra, sono i seguenti:

Grendel (NL):
Ve li ricordate? No? Bene, io sì, perchè per vederli a Parma nel novembre 2011 ho saltato il compleanno di Lega Nerd. Potenti e performanti, propongono il loro classico suono Harsh EBM, ma stavolta senza particolare grinta; VLRK (vero nome J.D.Tucker) si limita a seguire la scaletta senza cercare un grande contatto con il pubblico, probabilmente a causa del fatto che non era sbronzo come al solito.
Comunque sia, i Grendel riescono nell’intento di far saltare l’intero pubblico.
Voto: 7,5

Aesthetic Perfection (USA):
L’apoteosi. La perfezione. Questo era il concerto dal quale ci aspettavamo di più e non ne siamo assolutamente usciti delusi. Daniel Graves inaspettatamente si presenta sul palco in frac, cravatta rossa e cappello a cilindro, col volto coperto di pizzo nero.
Una parte della scena considera Aesthetic Perfection (assieme a Faderhead e pochi altri) come una svolta nella storia dell’EBM e non possiamo fare altro che essere d’accordo. Daniel sembra possedere una carica inesauribile: salta, urla, ruggisce, cerca il pubblico e lo conduce verso l’esperienza di un concerto praticamente perfetto; è il futuro, è da artisti come questo che le nuove generazioni di gruppi EBM prenderanno spunto.
Voto: 10 con lode ed headbanging accademico.

Terrolokaust (ES):
Questa è stata la loro prima apparizione al WGT, non ne sapevamo granchè prima di vederli live, e siamo rimasti piacevolmente sorpresi. Sound Harsh EBM nuova scuola, puliti, un cantante particolarmente attento all’audience, pezzi orecchiabili e mai scontati. Ottimo primo approccio, continuate così!
Voto 8

Ore 21:30, pausa cena, abbiamo apprezzato il sound industrial dei Funkervogt (DE) farci da sottofondo, ma non eravamo abbastanza attenti (aaaah, pane appena sfornato con formaggio fuso, funghi e tzatziki,OM NOM NOM) per poter dare un giudizio.

Combichrist (N):
Nel bene o nel male, i Combichrist hanno fatto la storia dell’Aggrotech/Harsh EBM, qualcuno sostiene che stiano perdendo mordente, ma la performance al WGT dice tutt’altro.
D’altronde dagli inventori della TBM, non ci si può aspettare altro che uno spettacolo degno di questo nome, e il frontman Andy La Plegua è perfettamente a suo agio sul palco dell’Agra: incita e coinvolge una sala gremita di persone, e la festa è assicurata.
Voto: 9

Dopo il concerto, di corsa all’albergo per vestirci in modo adeguato, in vista del Fetish Party (ovviamente :grin:).
Location: Volkspalast.
Il posto ha l’aspetto di un tempio, con una sala centrale dalla pianta circolare contornata di colonne, e nel corridoio ad anello che l’avvolge troviamo due cocktail bar particolarmente ben forniti per gli standard tedeschi (i cocktail in Germania non sono così popolari come nel nostro Paese), il resto è lounge con tavolini e divanetti di velluto rosso.
Mentre nel corridoio si fa salotto, nella sala centrale un dj set adeguato all’ambiente smuove il pubblico danzante, performers rinchiuse in gabbie sospese deliziano gli “sguardi” degli astanti; ma la parte più caratteristica della serata si svolge al piano inferiore: qui lo spazio è diviso da pesanti tende, in modo da formare diversi cubicoli arredati a tema dove i clienti hanno la possibilità di “giocare” sia privatamente sia pubblicamente.
Da qui in poi dovremmo fare un NSFW dove spiegarvi che “giochi” si fanno a una serata del genere, ma crediamo che con un po’ di fantasia possiate immaginarvelo.

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Dritter Tag

Per pranzo vista la bella giornata decidiamo di fare un giro in centro città.
Il centro storico di Lipsia non è molto esteso, ma offre una serie di edifici caratteristici che spaziano dal rinascimentale tedesco al romanico, dal casermone squadrato ex-DDR al classicismo, con un occhio di riguardo verso l’architettura moderna; un ottimo esempio di quest’ultima è rappresentato dall’edificio che ospita la sede dell’Università di Lipsia, che alle prime pare una cattedrale costruita volutamente contro ogni criterio di simmetria, poi avvicinandosi si scopre che intanto non è una cattedrale, e che quelle infamate gratuite all’architetto, Eduardo Cerda (“ma no, non si può fare una cattedrale così storta, bada lì, sti edifici li fanno apposta per far sentire male la gente”), sono immeritate poichè in realtà la costruzione sembra celare una perfetta (crediamo) sequenza di Fibonacci.
Da qui facciamo un salto al pub gotico/absintherie di Lipsia, il Sixtina, un giretto da shopping, un pranzo da Bagel Brothers (yum) e un po’ di foto ai passanti che più ci ispirano.

Spostandoci verso una delle location di oggi, il Parkbuhne, cogliamo l’occasione per mangiare uno spiedino di frutta ricoperta di cioccolato e fare un giretto a piedi per il Clara-Zetkin Park, dove veniamo assaliti da un esercito di scoiattoli tenerissimi e rossi.
Il Parkbuhne è l’unica location all’aperto di tutto il WGT, trattasi di un anfiteatro di dimensioni medio grandi, con una zona ristoro e un’ottima birra ma un’acustica non sempre eccelsa.
Qui assistiamo al primo concerto della giornata:

Escalator (H): EBM/Industrial classica a tratti melodica e decisamente orecchiabile, anche se c’è da domandarsi come faccia il cantante a portare SEMPRE il chiodo sul palco; passi d’inverno, ma di domenica pomeriggio in Germania a maggio la temperatura media è di 25 gradi. Il batterista invece sfoggia una mise da boxeur, vederlo suonare è favoloso, personalmente lo adoro.
Voto: 8

Finito il concerto degli Escalator abbiamo un po’ di tempo libero, e decidiamo di passarlo all’Heidnisches Dorf (è un parco, e non ha un sito suo, spiacenti), più comunemente conosciuto come “Il Villaggio Pagano”.
Questa iniziativa era originariamente una manifestazione tradizionale della città di Lipsia che si svolge ogni anno a cavallo di Pentecoste. La concomitanza dei due eventi ha spinto gli organizzatori del WGT ad includere il Villaggio Pagano tra le location accessibili tramite l’acquisto del biglietto del festival, anche se i visitatori estranei a quest’ultimo, hanno la possibilità di accedervi ugualmente grazie ad un biglietto venduto separatamente.
La zona comprende due aree concerti, un vasto raggruppamento di bancarelle di ogni genere ed una piazza d’armi nella quale si svolgono quotidianamente combattimenti, spettacoli di giocoleria, nonché la “tratta degli schiavi”, durante la quale due figuranti “rapiscono” avvenenti donzelle e giovanotti prestanti scelti tra la folla per poi “venderli” al miglior offerente.
E’ decisamente il miglior posto in cui mangiare di tutto il WGT; ad ogni angolo si possono notare stand gastronomici tipici e non: patate in ogni salsa, una sorta di kebab con verdure e spezie, spiedini alla brace, zuppe, funghi trifolati, ma soprattutto ciò di cui un uomo ha bisogno nella vita: MAIALE! Salsicce, bratwurst, bistecche, bocconcini di porchetta con crauti e pane nero, e se questo non vi sembra abbastanza, un intero maiale allo spiedo che gira su sé stesso sfrigolando deliziosamente.
Degna di nota è anche la selezione di bevande, che comprende, oltre alle classiche birre, una fantastica birra alla ciliegia, del Met (una sorta di idromele disponibile in diverse varianti), grappe, liquori, vini venduti in costose bottiglie decorative e molto altro.

Particolare dimostrazione di civiltà: presso ogni location del WGT ogni qualvolta acquisterete una bevanda alla spina, oltre al prezzo della bevanda stessa vi verrà accreditata una cauzione relativa al bicchiere nel quale state bevendo, che vi verrà restituita alla riconsegna del vuoto; questo fa sì che non vengano utilizzate tonnellate di plastica usa e getta, e scatena una caccia al bicchiere abbandonato.
Ma ricomiciamo con i concerti!

Location: Werk II.
Il Werk, detto anche Kulturfabrik, è una delle location più caratteristiche del WGT, ha l’aspetto di una vecchia fabbrica in mattoni rossi. Si entra in un lungo cortile dove vengono serviti cibi e bevande varie (come avrete oramai capito, al WGT non si muore di fame, c’è cibo OVUNQUE); in fondo ad esso si trova un enorme portone d’entrata verso la sala concerti, una specie di grosso corridoio con i bar ai lati e il palco in fondo.

Nachtmahr (AT):
”Imperial Austrian Industrial
Impostati. Militari. Quasinazi™. Si presentano sul palco accompagnati da due belle ragazze (in uniforme, ovviamente) che si diletteranno a sparare tramite super liquidator modificati per l’occasione acqua gelida sul tutto il pubblico. Potremmo invitarle alla prossima pool & bacon. Sonorità Techno Industrial molto marziali, bassi ridondanti, Thomas Rainer ci offre una performance decisamente interessante, si sposta per il palco con movenze militari, smuove il pubblico e ci gode nel farlo, si vede. Il pubblico in questione è composto principalmente dalla fanbase dei Nachtmahr, che usa vestirsi a tema con la band, pare di essere sul set di Iron Sky. Quasinazi™ a parte, il concerto è decisamente bellissimo.
Voto: 8.5

Finita la Seconda Guerra Mondiale ci dirigiamo verso una delle location più affascinanti di tutto il WGT, il Centralteather. Si tratta di un vero teatro, galleria, platea, tende di velluto rosso, palco gigantesco, un impianto luci e audio degno del suo nome, poltroncine comode e numerate, e una coda CHILOMETRICA all’ingresso (che noi abbiamo bellamente saltato a piè pari al suono di “sorry, press”, questa cosa ci ha effettivamente fatto risparmiare un’ora di coda che ci sarebbe costata l’intero concerto, grazie Itomi).

Qntal (DE):
Descrivere i Qntal è quantomeno problematico. Fanno folk e musica medievale, a volte con accenti mediorientali, ai quali vanno ad aggiungersi sonorità elettroniche, liriche, violini, cori, cantano in 4 o 5 lingue differenti; sono un esperimento musicale più unico che raro, per capire bene di cosa si tratta vanno ascoltati.
Mettono su uno spettacolo di un’intensità tale da mozzare il fiato, sono meravigliosi, perfetti, il pubblico li adora, a fine concerto l’intera sala esplode nell’applauso più potente che si sia mai sentito. In Italia probabilmente non verranno mai ma, se un domani capitasse, consiglio a tutti di andare ad ammirarli, un gruppo così vale troppo per perdere l’occasione di vederli.
Voto 9.5

Con le orecchie che fanno ancora le fusa, ci solletica l’idea di andare a visitare il Moritz Bastei, la discoteca più grande di Lipisa, ma un intoppo fisico del genere gastrointestinale mi blocca non vi dico dove per quasi tutta la notte, MEH. Ergo la recensione del Moritz ve la facciamo l’anno prossimo.

Nota: il terzo giorno di festival, domenica, all’Agra si tiene un concerto speciale denominato “Mitternacht Conzert” che comincia solitamente intorno all’una (giustamente, il concerto di MEZZANOTTE comincia all’una, WTF tedeschi?). Ma visto che il gruppo prescelto non ci interessava, l’abbiam saltato. Valeva comunque la pena citarlo, una volta ci ho visto i Moix Dix Moi (citazione inutile messa qui giusto per fare rabbia ai giapponofili).

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Vierter Tag

Mattinata e primo pomeriggio dedicati allo shopping estremo, cosa della quale non ve ne po’ fregar di meno, quindi passiamo oltre.

Sulla via per il concerto degli Amduscia, sulla passeggiata dell’Agra incontriamo Boba Fett, e la riverenza è d’obbligo.

Amduscia (MEX):
Mah. Pietre miliari dell’aggrotech messicana, dopo la triste scomparsa di Edgar Acevedo, Polo Amduscia (oramai l’unico componente rimasto della formazione originale) cerca di rinvigorire le sorti della band, ma o al WGT non era in forma, o gli Amduscia soffrono pesantemente della mancanza di Edgar, molto probabilmente entrambe le cose.
Sul palco si presenta assieme a una tipa che teoricamente dovrebbe suonare il sinth ma si limita a fare la bella statuina dietro un Imac, le basi sono palesemente tutte registrate, cosa abbastanza comune in questo genere musicale ma mai così palese, cioè, bimba, SI VEDE CHE FAI FINTA. E smettila di guardare male la nostra fotografa.
Polo sembra abbastanza carico, salta e si muove bene sul palco ma alla fine non convince per niente tanto da spingerci a lasciare la hall prima della fine del concerto; peccato, ci aspettavamo decisamente di più.
Voto: un triste 5

Breve pausa per mettere qualcosa sotto i denti dopodichè:

Agonoize (DE):
Aggrotech, Aggrotech e ancora Aggrotech. Negli anni gli Agonoize ci hanno abituati a un sound cattivissimo e performance piene di pathos, e anche al WGT non sono decisamente da meno.
Al pari di Aesthetic Perfection, sono il futuro dell’EBM, non obbligateci a decidere qual è stato il miglior concerto al WGT perchè non è possibile scegliere.
Gli Agonoize sono carichissimi di grinta e si portano appresso il solito ettolitro di sangue finto, che durante il concerto viene sparso un pò ovunque, pubblico e fotografi compresi (“eh, bravi si, però ora son tutta sporca di sangue finto, guarda qui, sembro uscita da un macello” cit. Obscura Nox). Lo spettacolo è decisamente coinvolgente, e il pubblico risponde a dovere, un’ora e mezza di pogo continuo. Favolosi.
Voto: 10

Finito il concerto ci spostiamo di poche decine di metri per raggiungere l’Agra 4.2 e goderci l’ultimo dj set del festival, prima di crollare in albergo, sapete com’è, il giorno dopo ci aspettano circa mille chilometri in Pussywagon™, abbiate pietà.
Non abbiamo visto tutto, non abbiamo visitato tutte le location, non siamo stati in tutti i locali che propongono serate danzanti. Ma il WGT è così, la scelta è talmente ampia che ogni anno decidi cosa perderti, con la speranza di recuperare l’anno dopo.
Perciò, se manca qualcosa, non vi resta che aspettare il nostro report dal WGT 2013 (problems, Maya?).

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Trovate ulteriori foto nell’album “WGT Leipzig 2012” di Obscura Nox!

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mercoledì 25 luglio 2012 - 3:59
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