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Bovini e Steroidi

9 anni fa

8 minuti


Definiamo idiozie quelle idee e ragionamenti fallaci, smascherabili con studio/impiego della logica/buonsenso.
Definiamo idiozie quelle idee e ragionamenti fallaci, smascherabili con studio/impiego della logica/buonsenso. Ne consegue che siamo tutti idioti, è un dato di fatto poichè, per non esserlo, bisognerebbe essere onniscenti, avere anche un cervello funzionante e, soprattutto, sempre acceso. E siamo più idioti a quante più idiozie crediamo/sosteniamo.

Non c’è di che proeoccuparsi; come vedremo l’idiozia è una condizione reversibile. Se si potessero quantificare le idiozie a cui un singolo individuo crede si potrebbe calcolare un indice di idiozia (ID) che sarebbe un valore numerico dato dalla somma delle idiozie.

Purtroppo è un indice impossibile da calcolare per noi poveri mortali, ma, spannometricamente, riusciamo spesso a mappare l’idiozia di un insieme di persone. Faccio un esempio: se in un gruppo di amici solo uno crede che l’uomo non sia mai andato sulla Luna, beh, quello sarà idiota +1. Se crede pure che l’acqua abbia una memoria, sarà idota +2, e così via (notate che l’ID è un indice che non tiene conto della qualità delle idiozie).

Ora, il bello è che si può diventare meno idioti!
Ora, il bello è che si può diventare meno idioti! Basta scoprire un’idiozia che ci affliggeva, smascherarla. Quando capita è una cosa meravigliosa, un’epifania che riempie l’ego, che ci fa sentire persone più meglio. A me è capitato proprio recentemente e sono contentissimo (e te credo, ora il mio ID è ID-1).

Mi sono infatti accorto che credevo a una stronzata colossale, una puttanata che mi era filtrata in testa dall’ambiente circostante (Tv, discorsi captati in giro di genitori/parenti/conoscenti) quando ancora ero un bambino (bibominkia lo sono stato un po’ più a lungo).

La vaccata imponderabile è rimasta la, nel mio bel cervello ancora avvolto nel cellophane per anni. Eh si, perchè le idiozie hanno un potere: arrivano, si attaccano, scivolano per le anse della corteccia cerebrale e sanno stare zitte. E l’idiozia in questione era: la carne di animali di allevamento (bovini) trattati con ormoni fa male. NON È VERO!

Estradiolo, progesterone, testosterone, melengestrolo acetato, trembolone acetato e zerabol.

Eccoli qua. Questi sono gli ormoni steroidei utilizzati per aumentare la produzione di carne bovina negli USA ed in molti altri paesi.

I primi tre sono naturali (prodotti dagli animali stessi), gli altri sono molecole artificiali che mimano l’effetto di quelle naturali. Gli USA esportano carne di bovini trattati con ormoni in ben 138 paesi. Il commercio di queste carni è però vietato in Europa. Tentiamo allora di capire cosa sono e cosa fanno questi ormoni, e soprattutto perchè da noi sono vietati.

Gli ormoni steroidei sono molecole sintetizzate nell’organismo a partire dal colesterolo. Data la loro natura lipidica (e quindi solubile nei grassi) sono in grado di permeare la membrana cellulare e quella nucleare.

I loro recettori si trovano quindi nel citoplasma o direttamente all’interno nucleo; il legame tra l’ormone ed il suo recettore bersaglio provoca l’attivazione o la soppressione di fattori di trascrizione (il bersaglio ormonale può essere esso stesso un fattore di trascrizione) che agiscono attivando o spegnendo la trascrizione di geni target. Ovverosia in risposta ad un ormone nella cellula vengono spenti alcuni geni mentre altri vengono attivati.

Ma di preciso, che fanno sti ormoni?

Testosterone ed estrogeno sono responsabili dello sviluppo sessuale rispetivamente di maschi e femmine. Il progesterone è invece necessario per il corretto svolgimento del ciclo mestruale e della gravidanza. Inoltre è precursore di estrogeno e testosterone.

Tutte queste molecole hanno un effetto in comune: effesercitano un’azione anabolica sull’organismo.
Tutte queste molecole hanno un effetto in comune: effesercitano un’azione anabolica sull’organismo, in particolare su muscoli e ossa. Ovverosia consentono uno sviluppo muscolare e scheletrico più rapido e più ampio durante la fase di crescita dell’organismo, ed è questo il motivo del loro impiego nell’allevamento di bovini: bistecche più grandi in meno tempo (e, tra l’atro, pure più tenere e meno grasse. Sul gusto non saprei dire).

Gli ormoni steroidei (sia naturali che derivati di sintesi) vengono impiegati come farmaci per il trattamento di disfunzione della crescita ed ovviamente per doparsi (androgeni) o come anticoncezionali, trattamento della menopausa, turbe mestruali (estrogeni). Data la loro vasta azione sul metabolismo dell’intero organismo, le dosi sono importantissime. Sgarrare significa rischiare effetti collaterali come:

– Crescita dei tessuti sessuali.

Spoiler
Ma che avete capito? Parlo della prostata!


– Atrofia testicolare

– Ginecomastia

– Ipertrofia cardiaca, e conseguente rischio di infarto

– Rafforzamento dei caratteri sessuali secondari

– Blocco della crescita (in età puberale)

– Psicosi

– Cancro

Bella lista, nevvero? Allora perchè cercarsi guai somministrandoli al nostro cibo ruminante?

Vediamo un po’: gli ormoni steroidei vengono somministrati al bestiame tramite l’applicazione di un impianto sottocutaneo nell’orecchio dell’animale (una roba simile questa) che rilascia una quantità fissa nel tempo di ormone/i, e che quindi evita somministrazioni ripetute. In fase di macellazione, per evitare che gli ormoni rimasti entrino nella catena alimentare (la nostra), l’orecchio viene scartato.

Ma gli ormoni alterano in qualche modo le qualità della carne producendo qualche cosa di dannoso per la salute?
Ma gli ormoni alterano in qualche modo le qualità della carne producendo qualche cosa di dannoso per la salute? No. Gli ormoni steroidei sono infatti una componente naturale della carne dei bovini e quelli artificiali mimano il comportamento di quelli naturali. Troppi ormoni però, come abbiamo visto, fanno male. Quanti ne rimangono nella bistecca texana media? Analisi comparative tra carne di bovini non trattati con ormoni o trattati evidenziano una differenza: 100 g di carne di animali non trattati contengono circa 1.5 ng di steroidi contro i 2.2 ng per 100 g di carne di animali trattati.

È una differenza sensibile? Fate un po’ voi, ma sappiate che:

– un bicchiere di latte (200 ml) contiene 30 ng di steroidi;

– un uovo contiene 1000 ng di steroidi;

– 100 g di cavolo ne contiene ben 2400 ng;

– pillola contraccettiva a basso dosaggio?
Da 150 000 a 3 milioni di ng di steroidi;

– nel nostro sangue circolano quantità di steroidi
(gli stessi usati per i bovini) centinaia di volte superiori.

A me basterebbe questo per dichiarare assolutamente sicuro il consumo di carni da animali bombati di anabolizzanti, ma a quanto pare sono l’unico pirla. Ad esempio non la pensava (e pensa tuttora) l’Unione Europea (allora CEE) nel 1982, quando la Commissione europea ha chiesto ad un ampio comitato scientifico (il comitato Lamming) un parere sulla sicurezza alimentare di questi prodotti.

Indovina un po’? Il parere del comitato fu che l’uso controllato di ormoni in animali da allevamento non non presenta rischi per la salute del consumatore.

La Commissione propose allora di permettere l’uso perlomeno degli ormoni naturali.
La Commissione propose allora di permettere l’uso perlomeno degli ormoni naturali, proposta subito bocciata dal Parlamento europeo. Non solo, nel 1988, mentre anche il Joint Expert Committee on food del WHO (Word Healt Organization) e la FAOgiungevano alle stesse conclusioni del Comitato Lamming, la Commissione europea introdusse una direttiva che bandiva definitivamente l’uso di ormoni per la crescita animale.

È facile intuire che questo scherzo non sia stato molto gradito ai paesi produttori di carne di animali trattati con ormoni (USA in primis) che ricorsero al WTO. Si dovette aspettare il 1997 per vedere uno sviluppo della vicenda: il WTO stabilì che il blocco all’importazione imposto dall’Europa non era basato su prove scientifiche. La difesa dell’Unione Europea si basa sulla presunzione che non sia possibile determinare il livello minimo di ormoni nella carne sufficiente a non far aumentare il rischio di cancro per i consumatori.

Strano questo disinteresse per le uova… Ad ogni modo la FDA (Food & Drug Administration – USA) ha stimato in 1 cancro ogni 133 anni nell’intera popolazione statunitense associato alla (maggiore) presenza di ormoni nelle carni bovine.

La conclusione? Che gli USA hanno introdotto dazi sulle importazioni di prodotti europei (carne di maiale, senape, tartufi, Roquefort, succhi di frutta) per 117 milioni di euro l’anno, ovvero l’equivalente della stima degli introiti persi per mancate esportazioni di carni bovine. Giusto no? Faccio notare che l’Italia non è proprio famosa per gli allevamenti di bovini da macello, tartufi e prosciutti invece sono più noti e per esportarli negli USA ci dobbiamo beccare la tassa, ma tant’è.

Spoiler
Qualcun altro sente di aver perso un punto ID?


Via comitato Lamming | WTO | I geni altruisti | Wikipedia

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