Indiana Jones and the Infernal Machine

16 Giugno 2012

Correva l’anno 1999.
Quell’anno la LucasArts rilasciò una piccola perla, dimenticata abbastanza velocemente, sfruttando il franchise di Indiana Jones, sotto l’ala protettiva di Hal Barwood. Ambientato pochi anni dopo la seconda guerra mondiale, il gioco, un ibrido action platform debitore del successo del buon Tomb Raider, immedesimava il giocatore nel celebre archeologo in una collaborazione con la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori, esatto) al fine di trovare la fonte del potere della civiltà Babilonese.

Il gioco venne sviluppato contemporaneamente per Nintendo 64, PC e Gameboy Color, ed ottenne un metascore del 75%.

Gameplay

Il gameplay, come detto sopra, fu un ibridio action-platform, visuale in terza persona e l’utilizzo di un arsenale sufficientemente vario, tra cui l’immancabile frusta.
Erano presenti anche parti che prevedevano la guida di veicoli e una sequenza sui carrelli minerari, direttamente da Indiana Jones e il tempio maledetto.

Come da tradizione, con una serie di codici era possibile giocare nei panni di Guybrush Threepwood, chicca ripetuta negli anni come omaggio LucasArts (mi viene in mente Il Potere della Forza).

Qualcuno si ricorda di questa perla?

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sabato 16 giugno 2012 - 1:43
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