I Pilastri della Terra di Ken Follett
RECENSIONE

I Pilastri della Terra di Ken Follett

7
11 Maggio 2012

Il più bel romanzo della letteratura moderna (DM)

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L’Autore


Come note biografiche è doveroso aggiungere che Ken Follett (d’ora in poi lo citerò come KF) è nato a Cardiff il 5 giugno del 1949 ed è laureato in Filosofia e, dopo aver fatto il giornalista per diversi anni, inizia a scrivere i suoi primi romanzi “nascondendosi” dietro a pseudonimi quali Simon Myles, Bernard L. Ross, Zachary Stone e Martinsen ma il suo primo grande successo l’ha ottenuto pubblicando, con il suo vero nome, La cruna dell’ago nel 1978 (ho la prima edizione italiana che culo!).

Ho conosciuto KF quando, quattordicenne, leggevo merda libri come il ciclo di Shannara e “capolavori assoluti” come i Libri Game di Lupo Solitario; poi un giorno, in crisi esistenziale, decisi di trafugare la libreria di mio babbo e cosa trovai? La cruna dell’ago e fu subito “amore”.

KF a mio avviso riesce benissimo ad inserire ogni sua “storia di fantasia” in un contesto storico ben preciso e con riferimenti storici reali e dato che il NSFW non deve MAI mancare, riesce a descrivere scene di sesso incredibili – io sono arrivato a pensare che lui nella RL sia uno sessualmente frustrato perché descrive scene di sesso assurde in posti assurdi

in tutti i luoghi e in tutti i laghi
ma questa è un’altra storia.

KF scrive romanzi quasi esclusivamente a sfondo spy-thriller ma ambientandoli in periodi storici sempre diversi. Passa dall’Inghilterra medievale (I pilastri della Terra) all’Europa della Seconda Guerra Mondiale (Il volo del calabrone) fino all’Afghanistan dei giorni nostri (Un letto di leoni) e affronta temi molto moderni come la clonazione (Il terzo gemello) e le Biotecnologie (Nel Bianco).

La sua ultima opera pubblicata è il primo di tre volumi, La Caduta dei Giganti, con cui KF si è prefissato l’obiettivo di raccontare le vicissitudini di diverse famiglie sia europee che americane a partire dall’inizio del secolo scorso fino a…non si sa, non ho voluto leggere le recensioni dei successivi romanzi che usciranno nel 2012 e 2014.
Mi sembra ora il momento di inoltrarci nel mondo de I Pilastri della Terra

La Trama


Per ovvie ragioni, le parti di trama più “importanti” le ho messe in spoiler, così chi vorrà leggere il libro nonostante grazie alla mia recensione, non avrà “brutte” sorprese.
Il romanzo si svolge quasi esclusivamente in Inghilterra agli inizi del XII secolo – precisamente a Kingsbridge (nome di fantasia creato da KF) nella regione del Wiltshire – con qualche puntatina in Francia e Spagna.
La storia comincia nel 1123 con una impiccagione (cominciamo bene!) proprio nel paesello di Kingsbridge. La vittima è Jack, un cantastorie vagabondo. L’impiccagione è pubblica e tutta la popolazione viene invitata per assistere all’evento. Durante la “cerimonia” dell’esecuzione, una donna rivolge le sue maledizioni verso coloro che hanno condannato il cantastorie: un prete, un cavaliere ed un frate.

Spoiler
Il cantastorie Jack è stato condannato all’impiccagione perché unico sopravvissuto al naufragio dove è morto Guglielmo, l’unico figlio maschio del defunto Enrico I e quindi unico erede al trono inglese e la donna è Ellen, compagna del cantastorie. La condanna non è casuale, infatti il naufragio era stato causato per “assassinare” il primogenito di Enrico I e far piombare l’Inghilterra nell’anarchia e far scatenare i giochi di potere tra Nobiltà e Clero per potersi accaparrare la fetta di potere più grossa.

La linea narrativa principale del romanzo racconta delle vicissitudini di Tom “Il Costruttore”, della sua famiglie e della volontà del protagonista (e della sua progenie) di costruire la più bella e grandiosa cattedrale di tutto il mondo mentre le loro vite e i loro destini sono sempre in balia dei capricci dei nobili regnanti che si contrappongono al Clero “regnante” altrettanto capriccioso.

Non mi dilungherò oltre con la trama, vi basti sapere che la storia è infarcita di:
– riferimenti storici davvero notevoli e precisi,
– nozioni di ingegneria edile dell’epoca (se vi piacciono le cattedrali gotiche, questo è il vostro romanzo)
– scene NSFW vintage a profusione,
– scontri tra cavalieri e battaglie tra eserciti con annesse strategie di battaglia,
– intrighi di corte e scene in stile “Uccelli di Rovo”,
– arrivismo e opportunismo del clero,

- collera divina, fuoco e zolfo che piovono dai cieli, fiumi e oceani che bollono, quarant’anni di tenebre eruzioni e terremoti, morti che escono dalle fosse, SACRIFICI UMANI, CANI E GATTI CHE VIVONO INSIEME!

Ehm forse mi sono lasciato prendere dal catastrofismo epico ma vediamo chi riconosce la citazione.

La storia si conclude nel 1174 con

Spoiler
l’assassinio dell’Arcivescovo di Canterbury Thomas Beckett che ha come mandante il Re Enrico II. Testimone dell’assassinio è il Vescovo di Kingsbridge che, portando in processione la spada “assassina” e le vesti di Thomas Beckett intrise di sangue, scatena una protesta popolare che si estenderà a tutta la cristianità. Il Re Enrico II, sentitosi minacciato, decide di condannare gli esecutori dell’assassinio (William Hamleigh)e poi chiedere pubblicamente perdono nella Cattedrale di Canterbury umiliandosi in ginocchio davanti a tutti i prelati presenti e facendosi fustigare in modo simbolico dagli stessi.

Ovviamente nelle 800 pagine circa di romanzo, le parti più avvincenti sono gli intrighi, gli “inciuci”, i tradimenti, le amicizie e le vendette che KF è riuscito a incastrare perfettamente in una linea storica e con riferimenti a personaggi realmente esistiti.

Lo Stile

In questo romanzo, il nostro KF utilizza tutte le frecce che possiede. Utilizza “stili” diversi a seconda della situazione che descrive. Passa da uno stile “morbido” e “dolce” quando descrive l’amore che la madre prova per i propri figli a un altro “asciutto” e “rude” quando descrive la spietatezza del Clero e dei Nobili.
A mio avviso è un romanzo perfetto. Rispecchia il mio gusto in toto e mi ha addirittura fatto piacere l’architettura gotica grazie al capacità di KF descrivere sia la passione del protagonista che il vero e proprio modus operandi della tecnica di costruzione.

Conclusione


Ovviamente questo è il romanzo che più mi è piaciuto tra tutti quelli che ho letto. Non sono un lettore assatanato, leggo circa 20-25 libri all’anno anche se adesso, dall’alto dei miei 25 anni da lettore (l’età anagrafica è ben più alta) comincio ad essere in crisi di titoli.

Purtroppo sono un po’ settoriale e schizzinoso nella lettura; non mi piacciono tutti i generi, la Kinsella la brucerei in una pira nazista così come Stephany Meyer e se non le conoscete, “good for you”! Ma questi sono solo esempi.

KF mi è piaciuto da subito ma, con I Pilastri della Terra, mi ha fatto davvero volare con l’immaginazione in un modo così profondo che raramente mi accade; sono davvero pochi i romanzi che mi sono entrati così nel profondo (nah ha troppe pagine il tomo per “il profondo” che intendete voi).

E’ doveroso citare anche la serie Tv tratta dal romanzo e intitolata “The pillars of the earth”, 8 puntate e passa la paura. Una serie TV davvero molto fedele e ben fatta; a mio avviso nettamente superiore al fantasmagorico/famigerato (scegliete voi) GoT. Tra i protagonisti ci sono: Ian McShane (il Barbanera dell’ultimo Pirati dei Caraibi) Matthew Macfadyen (lo Sceriffo di Nottingham nel Robin Hood con Russel Crow) Hayley Atwell (la gnocca di Capitan America) e Donald Sutherland che non ha bisogno di presentazioni.

Fonti:
Ken Follet – Biografia e Bibliografia
I Pilastri della Terra
Altre info varie

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venerdì 11 maggio 2012 - 12:32
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