The Mask: Da Zero a Psicopatico.

10 anni fa

Ssssspumeggiante! È il momento di fare casino… C, A, S, I… no? Mi dispiace lo faccio!

Alzi la mano chi non ha mai visto il film con Jim “Faccia di Gomma” Carrey e lo squallidissimo sequel in CG dedicato a questo simpatico personaggio con la faccia tutta verde.

Personalmente credo di esserci cresciuto, visto che quando ero piccolo il film (il primo, per carità del cielo) lo davano praticamente a intervalli regolari di 6 mesi, roba da far impallidire le repliche di Dragonball :o

Il fatto interessante di tutta la faccenda, è che La Maschera non nasce come il personaggio burlone e giocherellone che abbiamo imparato a conoscere e amare, tutt’altro.

Le origini del mito

“The Mask”, letteralmente “La Maschera” (e ma va’!), nasce dalla penna di John Arcudi (testi) e Doug Mahke (disegni) nel 1989 sulle pagine di “Mayhem”, edito dalla Dark Horse Comics (300, Hellboy e Akira, tanto per citarne alcuni).

Chiaramente ispirato al Batmaniano Joker e a tutto quel “pantheon pulp” dei fumetti degli anni 80′ (uno dei tanti che mi viene a mente è il Lobo della DC), almeno all’inizio, la storia segue il già pluricitato film, Stanley Ipkiss, un deboluccio e nevrotico impiegato di banca, si imbatte in una antica maschera di giada; indossandola, Stanley acquisterà incredibili poteri, a scapito della sua sanità mentale, purtroppo.

Il delirio di onnipotenza lo porterà a vendicarsi di tutti i torti subiti e ad assumere il nomignolo di “Big Head” (e chissà come mai..), lasciando dietro di se’ morte e distruzione.

I Poteri

un esempio esplicativo

La Maschera che, proseguendo con la storia, scopriremo essere un manufatto appartenente al dio delle malefatte Loki, dona a colui che la indossa poteri sovrannaturali che violano qualsiasi legge naturale, inibendo gli istinti morali del soggetto e rendendolo un antieroe con la passione dell’ultraviolenza.

Non è dunque raro, in un fumetto di Mask, vedere lo stesso comportarsi come un cartone animato, con continue citazioni ai capolavori dei primi decenni del novecento, da Bugs Bunny a Beep Beep passando per Tom e Jerry; in un continuo parodiarsi e autoparodiarsi.

Solo che si presenta un deciso ribaltamento dei ruoli: se nei cartoni sopracitati la violenza è si massiccia ma comunque “edulcorata” (i protagonisti che la subiscono, infatti non muoiono ma sopravvivono generando un effetto comico sullo spettatore) qua la violenza è vera, e chi la subisce spesso muore fra atroci sofferenze.

In definitiva la Maschera (o Big Head, come volete chiamarlo) risulta essere una lettura interessante ma non adatta a tutti, ed è stata, a mio avviso, una mossa intelligente riadattare il personaggio per un film per il grande mercato mainstream.

Magari in questa epoca di reboot zoppicanti, di copie malriuscite e nichilismo cosmico (?) si potrebbe girare un bel film sul personaggio nudo e crudo.

Voi cosa ne pensate?

Per saperne di più:
Dark Horse Comics
Wikipedia

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