Diamonds are a girl's best friends #LegaNerd

Men grow cold
As girls grow old,
And we all lose our charms in the end.

But square-cut or pear-shaped,
These rocks don’t lose their shape.
Diamonds are a girl’s best friend.

Dopo aver parlato di diamanti come bene rifugio qui oggi cercherò di illustrarvi come scegliere (e valutare) un acquisto prezioso per la vostra dolce metà (sempre che ci sia).

Una premessa


Innanzitutto occorre ricordare che esiste un listino chiamato RAPAPORT che è in grado di darci un’idea di quanto deve (dovrebbe) venire a costare una pietra in base alle sue caratteristiche (le 4 C, Colour, Clarity, Cut & Carat ), peccato che detto listino sia a pagamento e “riservato” agli operatori del settore (per ulteriori informazioni a riguardo vi mando a questo interessante articolo del Sole 24Ore uscito nel 2007).
Per cui essendo il prezzo di mercato dettato da quel listino potete solo sperare in negozianti che vi effettuino uno sconto maggiore di altri a meno che non comperiate i cosiddetti Blood Diamonds che provengono da zone di guerra e che (essendone vietato il commercio) hanno prezzi decisamente inferiori agli altri (ma commettereste un illecito).

Le famose 4 C

1) Colour (Colore), normalmente catalogato con variazioni che vengono identificate dalle lettere dell’alfabeto dalla D (bianco eccezionale) alla Z (giallo chiaro).
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2) Clarity (Purezza), ovvero il numero e le dimensioni delle inclusioni presenti all’interno della pietra stessa: possono essere carboni o ghiacci, possono essere visibili ad occhio nudo o a diversi livelli di microscopio digitale.
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3) Cut (Taglio) che identifica il modo in cui è tagliata la pietra, tre categorie : Very Good (ottimo taglio), Good (buon taglio), Poor (scarso, taglio brutto).
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4) Carat (Carati, il peso) , i diamanti si pesano in carati (kt), un carato equivale a 0,2 grammi, il carato a sua volta si può dividere in grani (1/20 di grammo) o punti (1/100 di carato)
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Queste 4 C incrociate sulla tabella del RAPAPORT fanno si che si arrivi a definire il prezzo giusto per la singola pietra (a cui vanno aggiunti la lavorazione del gioiello, il peso dell’oro e l’eventuale quota brand nel caso di un gioiello “firmato”)

Tagli per tutti i gusti



Il diamante grezzo può venire tagliato in svariati modi dal più comune (e di successo) taglio brillante all’ovale, passando per il marquise e arrivando al taglio princess (oggi sulla bocca di tanti, ma a mio parere sopravvalutato), qui sopra comunque potete vederne i più comuni!
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Come negoziante devo dirvi che per me il classico taglio brillante è ancora il migliore, il più luminoso e quello che da maggiori soddisfazioni specie nel caso di anelli a solitario, oggi però si sente molto parlare del Princess che è un taglio quadrato, la luce se la pietra è molto bianca e senza inclusioni è sicuramente bella ma per poter arrivare alla stessa luce di un taglio brillante ci vuole una pietra di tali dimensioni che i suoi costi diventano MOLTO elevati. Gli altri tagli sono meno usati come centri di un anello e più come contorni o montati su orecchini e collane.

Come decidere un acquisto?

Comperare un anello in diamanti non è come comperare uno iCoso, ne esistono per tutte le tasche e per tutti i gusti per cui il mio suggerimento a tutti i miei clienti è sempre e solo uno: prima di entrare in gioielleria avere un idea chiara di qual’e il limite di spesa che ci siamo prefissati, che siano 300 euro come 30.000, questo vuo, dire che magari è meglio programmare l’acquisto, dando al gioielliere tempo sufficiente per trovare una pietra che ci soddisfi, stiamo parlando di due tre settimane durante le quali il venditore muove i suoi contatti alla ricerca di una pietra che , rispettando i criteri di bellezza richiesti, stia nel budget del cliente. Questo dà modo di trovare magari pietre con piccole imperfezioni invisibili ad occhio nudo ma che possono abbassare il costo della pietra anche di molto.
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Tirando le somme se volete acquistare una pietra alla vostra dolce metà le caratteristiche che suggerisco sono:
– un colore tra l’H e il J
– un taglio Very Good (ma anche solo good)
– un livello di impurità tra il VVS2 e il VS2


La caratura la lascio scegliere a voi, ma i criteri per le altre TRE C andrebbero rispettati se non si vuole acquistare un bidone! Ricordate inoltre che le pietre sotto al mezzo carato spesso non hanno Certificato e va richiesto al commerciante (con un costo aggiuntivo di circa 150/200 euro); i certificati che suggerisco sono GIA, IGI o HRDA, ne esistono altri mille (e tanti produttori hanno i loro, tipo Damiani ReCarlo ecc ecc, ma è una pratica che sconsiglio, è come chiedere al fruttivendolo se le mele sono buone, cacchio le vende lui vuoi che ti dica che fan schifo?). Se vi fidate del negozio e la pietra non è di spesa eccessiva potete accettare che non ci sia certificato, altrimenti richiedetelo.

Mi accorgo ora di essermi dilungato molto, e di non esser comunque riuscito a sviscerare del tutto l’argomento, non me vogliate, ma è un territorio vastissimo! Per qualsiasi delucidazione mi trovate nei commenti!

FONTI:
Wikipedia
Diamond Info Buon sito da cui partire per avere un’idea del costo di una singola pietra!

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sabato 24 marzo 2012 - 13:44
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