La poesia del basket
di
Saril
3

E’ nata così, con due mail, una collaborazione tra la rubrica MBLP e i ragazzi del Buzzer Beater Blog.

E direi di cominciare questa collaborazione al meglio con il “manifesto del basket”, una splendida poesia che gli amanti del basket non faticheranno a rendere propria, mentre darà ai non addetti ai lavori uno spaccato dei pensieri di ogni cestista che si consideri tale.

Perchè


Perché il basket?
Perché di si, mi verrebbe da dire. Troppo semplicistico forse, anche se credo che gli appassionati me la darebbero buona senza troppi “se” e “ma”.
Perché dopo una giornata di merda, di lavoro, di studio, di scazzi, puoi sempre prendere in mano l’arancia.
Perché lo squittio delle scarpe sul parquet ti fa ingrifare come un quindicenne su YouPorn.
Perché la legge di gravità la impari a scuola e non puoi smettere di guardare gente che la infrange regolarmente come bere un bicchier d’acqua.
Perché una bomba in faccia all’avversario ti eleva l’autostima.
Perché una stoppata ti rende invincibile.
Perché serve il talento, ma in campo ci va (o ci dovrebbe andare) soprattutto chi ha le palle.
Perché altrimenti non saremmo cresciuti, la mia generazione perlomeno, con il 23 ad infiammare le retine, vergare record e vincere titoli annientando la stella avversaria di turno, rea di contendergli il trono.
Perché Shawn Kemp e Gary Payton andavano visti. Per forza. E la stessa cosa vale per il Postino e The Stock, i Bad Boys, Penny&Shaq, lo Showtime, The Legend, Doctor J, The Dream e…fate voi. (NdR: se giocate a basket e non sapete riconoscere questi personaggi andate a studiare, asini! Tutti gli altri sono giustificati.)
Perché certe cose ti rimangono dentro. Anche cose apparentemente insignificanti e di dubbio gusto come l’odore di sudore degli spogliatoi.
Perché una birra in compagnia dopo aver giocato con i tuoi amici è meglio che trombarsi Megan Fox.
Perché fare le 5 di mattina disquisendo su chi sia il migliore di sempre ha un senso. Sempre.
Perché esibire delle occhiaie da panda ogni mattina e rispondere “playoff-time” a chiunque chieda spiegazioni, è cosa buona e giusta.
Perché siamo tutti froci con il culo degli altri e tutti allenatori quando una partita la guardiamo da fuori.
Perché non c’è Cappella Sistina che tenga. Noi abbiamo il Rucker e via dei Classici. (NdR: un campetto per i locals)
Perché ci incazziamo come bestie quando qualcuno se ne esce con l’orrido “baskettisti”.
Perché noi non giochiamo a calcio, cazzo.
Perché una caviglia come un melone, un dito insaccato che sembra un cetriolo, lividi vari ed eventuali che manco il Fight Club, fanno male. Ma sono molto cool.
Perché quando guardi degli highlights, sentire in sottofondo “OH MY GOODNESS!!!” ti fa venire i brividi alti così.
Perché, nel mondo dei superatleti, ci sono ancora europei con “i fondamentali che profumano di Giorno del Ringraziamento” che spaccano il culo.
Perchè il grigio non esiste. O bianco o nero. Niente pareggio, è la legge del più forte.
Perché…
Perché di si. Punto.

Post originale su BBB.

[MBLP]: rubrica a cura di @saril e @parano1dz che vi porta nel fantastico mondo del basket!

Aree Tematiche
Sport
Tag
lunedì 19 marzo 2012 - 16:58
Edit

Lega Nerd Podcast

Lega Nerd Live

LN Panic Mode - Premi "P" per tornare a Lega Nerd