Il lago Vostok #LegaNerd
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Negli ultimi giorni si è parlato del lago Vostok e dei misteri che nasconderebbe nelle sue profondità, ma non è da oggi che questa zona dell’antartide è sotto osservazione da parte di alcune delle maggiori organizzazioni scientifiche e non, vediamo di fare un breve resoconto di quanto è successo e di quali sono state le recenti scoperte.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale vennero costruite alcune basi in Antartide, ufficialmente per motivi scientifici, tra queste ce ne è una situata alle coordinate di 78 gradi 27’ Sud e 106 gradi 50’ Est, di proprietà dell’Unione Sovietica che la la chiamò Vostok (est, in russo).

Oggi la stazione Vostok, situata a 3488 metri sul livello del mare è la più isolata delle 67 stazioni scientifiche (appartenenti a 30 Stati differenti), che attualmente esistono in Antartide, e viene rifornita dalla stazione Mirny, nella costa antartica.

Nel 1970, in seguito a delle analisi radar effettuate per mezzo di aerei, i russi dichiararono che la loro base era stata costruita casualmente proprio nel luogo esatto dove, 3623 metri più in basso, si trovava il più grande lago subglaciale del mondo, che fu anch’esso battezzato Vostok.

E qui per i complottisti abbiamo già la prima situazione strana, forse non tutti sanno che la superficie dell’antartide è di 14 milioni di chilometri quadrati e questo lago misurerebbe “appena” 14.000 metri quadrati, possiamo parlare quindi di casualità?

Ma veniamo ad alcuni dati relativi a questo lago: è lungo 250 chilometri e largo circa 60 chilometri, il volume totale dell’acqua contenuta è di 5400 chilometri cubi e si trova a 3623 metri al di sotto della base Vostok, che a sua volta è situata 3488 metri sul livello del mare, la superficie del lago sarebbe quindi a 135 metri sotto il livello medio del mare e, siccome la profondità massima è di 800 metri (profondità media 670 metri), il fondo del lago si troverebbe 935 metri al di sotto del livello medio del mare.

La temperatura dell’acqua del lago sarebbe di -3 gradi celsius, e la forma liquida dell’acqua del lago sarebbe mantenuta dall’enorme pressione causata dalla calotta di ghiaccio. Alcune fonti indicano che in alcuni punti del lago si raggiungerebbe la temperatura di 19 gradi celsius a causa, probabilmente, di una forte attività geotermica.

Al momento vi sono controverse opinioni su quanto sia antico lo strato di ghiaccio che sovrasta il lago Vostok. Mentre alcuni scienziati indicano un’antichità di 420 millenni, altri ricercatori sostengono che la cappa ghiacciata si sia formata solo 13 millenni or sono.

Nel 1998 alcuni scienziati russi, statunitensi e francesi hanno perforato la crosta ghiacciata fino ad arrivare a circa 120 metri dalla superficie del lago, ufficialmente per evitare di contaminarlo. Successivamente ci sono state altre trivellazioni (nel 2008 e nel 2009), ma nessuna di queste ha raggiunto il lago.

Le analisi del ghiaccio recuperato hanno indicato tracce di metano, batteri, resti di polline, di pluricellulari marini e altri residui di esseri pluricellulari sconosciuti. Dagli studi effettuati si è giunti alla conclusione che il lago Vostok è un ambiente super-saturato di ossigeno (la concentrazione di ossigeno potrebbe risultare 50 volte maggiore di un normale lago di superficie).

Nel febbraio 2010, lo scienziato russo Valerie Lukin a capo della spedizione russa in Antartide, disse che era pronto ad inviare una sonda all’interno del lago entro il 2012. La sonda sarebbe stata sterile, in modo da non contaminare l’ambiente sub-glaciale. E infatti è notizia di questi giorni il raggiungimento di questo obiettivo e quindi la perforazione completa della crosta ghiacciata che sovrasta il lago.

Ma un altro dei misteri che avvolge questo luogo è la presenza di un’attività magnetica molto rilevante; a partire dal 2001 infatti, un gruppo di scienziati statunitensi ha iniziato a sorvolare il lago Vostok a bassa quota, con lo scopo di studiare questa anomalia: nella zona sud-orientale del lago la discrepanza è stata calcolata in 1000 nanotesla, una quantità enorme, le cui cause sono ignote. Altra caratteristica dell’anomalia è la sua straordinaria ampiezza: si estende per ben 166 chilometri quadrati.

Michael Studinger, della Columbia University, ritiene che molto probabilmente la spiegazione risiede nel fatto che la crosta terrestre è molto sottile presso il fondo del lago, pertanto la vicinanza con il mantello causerebbe un aumento dell’attività magnetica. Il geologo Ron Nicks invece sostiene esattamente il contrario: la sottigliezza della crosta e la conseguente vicinanza del mantello, causerebbe un riscaldamento della crosta stessa e ciò dovrebbe ridurre l’attività magnetica, invece di aumentarla. Secondo il professor Thomas Gold (rivista Nexus Australia), l’anomalia sarebbe causata da una eccezionale concentrazione di xeno, argon e metano, che deriverebbero proprio dal mantello.

Ci sono poi i sostenitori della teoria che ubicherebbe Atlantide in Antartide, secondo cui l’anomalia magnetica potrebbe essere causata dalle rovine metalliche di una enorme città, che fu bruciata e distrutta millenni or sono. Sempre secondo altre teorie legate al continente perduto, esisterebbe un enorme cristallo che sarebbe stata la loro fonte energetica e questa anomalia magnetica del lago Vostok sarebbe proprio generata da questo cristallo.

A prescindere da tutte le teorie che sono già state enunciate e a quelle che verranno nel corso del tempo, si tratta di una scoperta davvero straordinaria, non esiste infatti al mondo un luogo che sia rimasto incontaminato per così tanto tempo e che si abbia la possibilità di studiarlo. Gli scienziati avranno molto materiale su cui lavorare nei prossimi anni e noi siamo curiosi di venire a conoscenza di ciò che verrà scoperto, sempre che venga divulgato… #2012

Fonte.

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giovedì 9 febbraio 2012 - 15:03
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