Electric Dreams #LegaNerd

The Cello Duel – il minuetto in Sol maggiore di Bach arrangiato da Giorgio Moroder.
Questa è musica elettronica.

Sto mettendo a posto tra *qualche* DVD, e ho deciso di rispolverare dei grandi classici.
Non temete: le Brad & Durango’s Retrogaming Adventures continuano, ma oggi tocca alla prima puntata di Brad & Durango’s RetroMovies e il primo film è Electric Dreams.

Anno: 1984
Regia: Steve Barron
Produttore Esecutivo: Richard Branson (quel Richard Branson )
Colonna sonora: Giorgio Moroder

1984.
Ai quei tempi gli animi erano coraggiosi, tutto era in gioco, gli uomini erano veri uomini, le donne erano vere donne, e le piccole creature pelose di Alpha Centauri erano vere piccole creature pelose di Alpha Centauri (cit. E se non sapete quale in ginocchio. Sui vetri. Rotti).

Richard Branson decide di finanziare con la sua Virgin Records questo capolavoro, e già che c’è mette insieme un regista con un gran pedigree in termini di videoclip, una colonna sonora firmata da Giorgio Moroder (Pazqo a quando il post promesso qui?) e artisti di del calibro di Phil Collins, Heaven 17, Culture Club e Boy George, Phil Oakley, UB40, Jeff Lynne.
I protagonisti sono Lenny von Dolhen (bravo e adatto al ruolo), Bud Cort nel ruolo della voce di Edgar (scoperto da Rober Altman, M.A.S.H. per dirne uno), e soprattutto Virgina Madsen.

Classica favola romantica anni 80, quando le favole romantiche erano vere favole romantiche, e le piccole creature pelose di Alpha si si avete capito, racconta la storia tra Miles, architetto alle prese con il suo primo computer e un modo tutto suo di programmarlo e Madeline, neo vicina di casa mozzafiato, violoncellista e per fortuna ipovedente al punto da prendersi una cotta per Miles. O Edgar. Guardate il film e lo scoprirete.

Bello, allegro, divertente e ben bilanciato.
A livello informatico ci sono degli abomini che lèvati, ma è commovente vedere qual’era la percezione dell’informatica e dei computer ai tempi.
No, il computer non è un computer commerciale ma un frankenstein di pezzi assortiti. La UI è spettacolare.

The Dream dei Culture Club, a proposito di effetti speciali tra Tron e Don Bluth vi aspetta in Mostra Approfondimento ∨

È interessante come certi concetti di interfaccia avanzatissimi siano immaginati ed esplorati all’alba dell’home computing: interfacce vocali, visualizzazioni di spettro sonoro à la iTunes, coraggiosi passi avanti nel 3D (vero, wireframe, non quelle porcate di oggi) e molto altro.

Curiosità: Moroder appare in veste di Dj nel film, “Together in Electric Dreams” di Moroder e cantata da Phil Oakley fu una hit mondiale così come “Love is Love” dei Culture Club.

Phil Oakley e il video di Together in Electric Dreams in tutto il suo splendore in Mostra Approfondimento ∨

Sul tema della consapevolezza delle macchine poi ce ne sarebbe da dire, per citare i capisaldi che hanno toccato il tema: 2001 Odissea nello Spazio, Blade Runner, Tron, Wargames, Terminator, D.A.R.Y.L., Corto Circuito, Robocop.
Meritano tutti un post.
Ci lavoreremo.
Vero, Durango?

Bello, musicalmente una macchina del tempo, menzione speciale per gli effetti speciali nei video e nelle animazioni di Edgar.
Citazioni a non finire, ma non ve le spoilero.

Bonus track: la canzone Love is Love dei Culture Club, che poi è come nel 1984 si immaginava Garage Band ma meglio in Mostra Approfondimento ∨

Vista l’aria che tira in questi giorni ecco il link ad Amazon italiano o Inglese.
Prendete qualche caffè in meno, che otto Euro o cinque Sterline son ben spesi.

Coolness
Brad & Durango
I Bovabyte della Lega

Fonti
Anni80.info e dite addio a tante ore di lavoro.
E di vita.
Aunt Wiki
IMDB

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Cinema Tecnologie
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martedì 24 gennaio 2012 - 1:58
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