Hanno chiuso MegaUpload: Surprise! #LegaNerd
di
itomi itomi
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Io sono stato un assiduo utilizzatore di MegaUpload e di tutti gli altri servizi simili di File Sharing. Perchè? perchè funzionano bene, sono velocissimi e poco costosi.

Offrono un buon servizio insomma, ma ho sempre saputo che quel servizio era un servizio illegale. Era palese, palese a tutti. Chi dice il contrario o è stupido, oppure semplicemente vuole negare la realtà.

150 milioni di utenti registrati. 1 miliardo di visitatori al mese. il 4% di tutto il traffico di internet passava fino a ieri per i server di MegaUpload e dei suoi derivati (MegaVideo, ecc).

Kim Schmitz, aka Kim Dotcom, ha fondato una società da 175 milioni di dollari e l’ha portata avanti per più di 5 anni con un unico vero obbiettivo in testa: monetizzare la pirateria online in maniera efficace.

Il modello di business utilizzato da MegaUpload è lo stesso alla base di altre decine di servizi di file sharing disponibili online: camuffare un servizio di diffusione delle pirateria in un semplice servizio di condivisione file, il tutto a pagamento, anzi non a pagamento diretto, no: Free to Play, gamification, di base gratis, ma se lo vuoi migliore dacci un piccolo obolo… moltiplicate gli oboli per 150 milioni di iscritti.

Monetizzare. Guadagnare, spillare, incassare, scroccare, riciclare, godere.

the conspirators conducted their illegal operation using a business model expressly designed to promote uploading of the most popular copyrighted works for many millions of users to download.

Un modello di business espressamente pensato e realizzato per promuovere il caricamento di materiale protetto da copyright in modo da renderlo disponibile a milioni di utenti.

Un crowdsourcing particolare, in cui gli utenti stessi che caricano i file illegali sono pagati in base ai risultati ottenuti:

The conspirators further allegedly offered a rewards program that would provide users with financial incentives to upload popular content and drive web traffic to the site, often through user-generated websites known as linking sites.

I gestori delle migliaia di siti che linkano i file ospitati da MegaUpload guadagnano dal loro lavoro di ricettazione, soldi. Soldi veri. In base a quanto traffico portano sul sito di file sharing.

Ma dico, ci rendiamo conto di cosa succedeva e succede tutt’ora in questo genere di siti o veramente vogliamo continuare a recitare la parte del finto-tonto-viva-la-libertà-di-sto-gran-cazzo?

175 milioni di dollari in 5 anni, tramite la pubblicità e gli account premium venduti, questi gli introiti solo di MegaUpload.

the conspirators manipulated the perception of content available on their servers by not providing a public search function on the Megaupload site and by not including popular infringing content on the publicly available lists of top content downloaded by its users.

Cioè in pratica su MegaUpload ufficialmente non c’era niente di illegale: niente motore di ricerca per non dover mostrare quello che era evidente a tutti e addirittura classifiche false dei file più scaricati che omettevano volutamente i file illegali.

E quando un detentore dei diritti contattava MegaUpload per segnalare che un file illegale era presente sui loro server loro cosa facevano?

when notified by a rights holder that a file contained infringing content, the indictment alleges that the conspirators would disable only a single link to the file, deliberately and deceptively leaving the infringing content in place to make it seamlessly available to millions of users to access through any one of the many duplicate links available for that file.

Disabilitavano uno solo dei file a loro conosciuti per mostrare la loro apparente buona fede, ma chiaramente ne lasciavano mille altri attivi, per continuare a lucrare dal traffico che questi file generavano.

Siamo chiari, basta cazzate.

I gestori di MegaUpload non solo sapevano che sul loro network giravano file illegali, non solo non facevano abbastanza per limitarne la circolazione, ma, soprattutto, hanno creato il network stesso e tutto il business ad esso collegato proprio per lucrare da questo scambio di file illegali.

L’esistenza stessa di MegaUpload era illegale, tutte le procedure e attività di marketing ad essa legate erano finalizzate alla monetizzazione di un traffico di materiale illegale.

Chiamiamo le cose con il loro nome: MegaUpload è accusata di essere stata una vera e propria associazione a delinquere. Riciclaggio. Ricettazione. Estorsione. Violazione del copyright.

Kim Schmitz e i suoi compari sono stati arrestati in Australia, su decisione di un giudice americano, e affronteranno imputazioni per decine di anni di galera.

The individuals each face a maximum penalty of 20 years in prison on the charge of conspiracy to commit racketeering, five years in prison on the charge of conspiracy to commit copyright infringement, 20 years in prison on the charge of conspiracy to commit money laundering and five years in prison on each of the substantive charges of criminal copyright infringement.

Molti dei commenti che girano oggi su internet da parte di bimbiminchia a cui è stato tolto il giocattolo, sono imbarazzanti e deprimenti.

I paladini della libertà qui c’entrano ben poco: come dice giustamente Attivissimo proprio oggi su questo argomento:

Un conto è il file sharing senza scopo di lucro; un altro è lucrare sul file sharing.

Qui si sta facendo finta di non capire a che livello assurdo siamo arrivati, non solo siamo riusciti a rendere il file sharing illegale alla portata di tutti, ma abbiamo addirittura trovato il modo di guadagnarci milioni di dollari.

E’ diventato talmente normale scambiarsi e guardare file illegali che ci si è completamente scordati del fatto che questi file e queste attività… sono illegali.

E’ stato per caso eliminato il concetto di copyright da poco e non me ne sono accorto? no, perché a leggere certi commenti pare che sia così.

Vogliamo continuare a fare finta che sia tutto normale? benissimo. Ma non stupiamoci che leggi come il SOPA vengano depositate e rischino di essere addirittura approvate.

Siamo andati oltre. Completamente.

Una volta era difficile procurarsi certi file. Ti arrivavano su CD, da un “ricettatore”. Dovevi avere l’amico informatico.

Poi è nato il P2P e la pirateria è diventata popolare.

Poi sono arrivati i siti com MegaUpload e la pirateria è diventata un business diffuso a macchia d’olio su tutta internet. 1 miliardo di visitatori al mese. Rendiamoci conto.

E siamo talmente abituati a tutto questo che se chiudono un sito palesemente illegale come MegaUpload i commenti indignati si sprecano!

Si! perché io guadagno poco al mese e MegaUpload mi permetteva di risparmiare e non dover andare al cinema!

Come se la visione di un film sia un diritto inalienabile dell’uomo. Ma dico, ci rendiamo conto di cosa stiamo dicendo o no? Ma sei completamente idiota o cosa?

Quando un crimine diventa la norma, questo crimine non cessa di essere illegale, il concetto è semplice, chiunque può capirlo, ma evidentemente non tutti hanno il cervello per riuscirci.

I vostri “eroi”, i fondatori di MegaUpload, avevano qualcosa come 14 “mega” mercedes intestate, con targhe personalizzate, le volete sapere?

“POLICE,” “MAFIA,” “V,” “STONED,” “CEO,” “HACKER,” GOOD,” “EVIL,” e per ultima la migliore: ”GUILTY.”, colpevole, appunto. Fanno ridere, certo, ma non credo proprio che Kim Schmitz stia ridendo ora.

Nota by @eagle1 per i commentatori:

IL SOPA non c’entra niente. Niente. Questa operazione è perfettamente leggittima secondo i canoni USA e rientra nel RICO:
Racketeer Influenced and Corrupt Organizations Act

Approfondite l’argomento:
Justice Department Charges Leaders of Megaupload with Widespread Online Copyright Infringement
Mega Indictment (tutte le carte legali su Scribd)
Megaupload chiusa dall’FBI. Ma il file sharing c’entra poco
Megaupload Closed Owner accused front court

itomi

Antonio Moro a.k.a. itomi

Fondatore e capo redattore di Lega Nerd. Scrivo editoriali e recensioni su tecnologia, innovazione e pop culture. Mi occupo di UI/UX e direzione creativa, soprattutto su progetti web e gaming. Faccio cose e conosco gente su internet dal 1996. Più info su antoniomoro.com e itomicreative.com
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venerdì 20 gennaio 2012 - 14:32
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