L'assist
di
Saril
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Ask not what your teammates can do for you. Ask what you can do for your teammates. Magic Johnson

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It doesn’t matter who scores the points, it’s who can get the ball to the scorer. Larry Bird

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L’assist, il passaggio finale, quello che permette al tuo compagno di squadra di fare un canestro facile. L’essenza dell’assist è questa: far segnare un canestro facile.
Nelle statistiche l’assist è l’ultimo passaggio prima di un canestro, sia esso da due o da tre. Questa definizione non mi piace, o meglio, non rende l’idea di quanto sia importante un assist. Se un tuo compagno segna da tre dopo un tuo passaggio, il merito non è tuo, ma suo. Hai solo fatto l’ultimo passaggio. E invece l’assist è l’essenza del gioco di squadra: attiro su di me un raddoppio e scarico la palla al mio compagno sotto canestro, libero di segnare facile.

E non è una cosa da poco: ci vuole visione di gioco, tempismo, forza esplosiva, coordinazione e tanta mira.

Visione di gioco: l’insieme dei giocatori, cosa fanno, dove stanno andando, chi riuscirà a smarcarsi, in pratica è una conoscenza globale di quello che sta succedendo in campo. Per questo alcuni allenatori vogliono playmaker alti: non avranno un controllo di palla spettacolare ma il loro campo visivo sarà più in alto. Magic Johnson è alto 2.06 metri. Larry Bird, uno dei migliori passatori di tutti i tempi è alto 2.06 metri.

Tempismo: passare la palla col tempo giusto, non un attimo prima non uno dopo, si rischia di perdere la palla. E la palla deve andare dove andrà il compagno, quindi bisogna essere capaci di anticipare le situazioni di gioco.

Forza esplosiva: ogni tanto la palla può arrivare solo se ha una velocità pari a quella della luce. Sono i passaggi detti “missile”. Se un malcapitato difensore ne intercetta la traiettoria con la faccia, rimane steso a terra per un tempo indefinito (check sulla Costituzione).

Coordinazione e mira vanno di pari passo: sono fondamentali per mettere la palla là dove si vuole.

Nel corso della storia della pallacanestro sono stati inventati diversi tipi di passaggi/assist. Eccoli.

Behind the back: dietro la schiena. Un passaggio spettacolare per la difficoltà d’esecuzione, poichè bisogna far fare al braccio il movimento nel poco spazio che si può sfruttare dietro la schiena. A volte è l’unico possibile se il difensore copre molto bene la linea di passaggio di fronte al giocatore con la palla (un esempio lampante è il passaggio a tutto campo di Peja Stoiakovic nel finale del video). Ecco un po’ di video d’esempio: Allen Iverson, Stephen Curry, Pepe Sanchez, Michael Jordan e Jason Kidd.

Alley oop: forse il più spettacolare passaggio che ci possa essere, si mette la palla ad un soffio dal canestro e il compagno non deve fare altro che schiacciarla dentro (basta arrivarci… :( ). A parte la capacità del play di fare un passaggio del genere, in questo caso la difficoltà è di chi lo riceve: deve riuscire a smarcarsi, tipicamente con un taglio back door (sì, esiste anche nel basket, e come nell’informatica ti permette di penetrare a fondo nel sistema/difesa avversario), e arrivare a canestro col tempo giusto per ricevere il passaggio. E’ un lavoro di squadra portato agli estremi.
Un po’ di esempi: Omar Cook, Isiah Thomas, Magic Johnson, Derek Fisher e Dwyane Wade.

No-look: passare senza guardare. E’ la firma di Magic Johnson, che mentre scendeva in contropiede in mezzo al campo, guardava a destra e sparava una missilata a sinistra.
In questo caso il play deve sapere sempre quello che stanno facendo i propri compagni e deve anche sapere in anticipo quello che faranno! E’ fondamentale conoscersi e non sempre succede, soprattutto nelle squadre formatesi da poco tempo.
Il difensore guarda gli occhi del play per capire da che lato si deve mettere per intercettare il passaggio, con il no-look non ha più punti di riferimento.
Altri esempi: Larry Bird, Kobe Bryant, Baron Davis (combo no-look + alley oop) e Penny Hardaway.

Touch pass: è un passaggio di classe ed eleganza, si schiaffeggia leggermente la palla con un dolce tocco e la si fa arrivare nelle mani del compagno.
Rajon Rondo, Jason Kidd, Hedo Turkoglu, e Pete Maravich, che ha portato il touch pass a un livello superiore.

Sotto le gambe: passaggio schiacciato sotto le gambe aperte del difensore per trollarlo a morte. Un paio di azioni dopo rischi un gomito in faccia :) . Steve Nash, Shaq (anche se non è un assist), Manu Ginobili e Larry Bird.

E ora qualche statistica:
Maggior numero di assist in una partita: 30, Scott Skiles il 30 Dicembre 1990.
Maggior numero di assist in metà partita: 19, Bob Cousy il 27 Febbraio 1969.
Maggior numero di assist in un quarto: 14, John Lucas il 15 Aprile 1984 e Steve Blake il 22 Febbraio 2009.
Maggior numero di assist in carriera: 15806, John Stockton.
Maggior numero di assist per gara: 11,2, Magic Johnson.

E questi i migliori 10 dell’All-star Game!

Enjoy e alla prossima puntata di MBLP!

[MBLP]: rubrica a cura di @saril e @parano1dz che vi porta nel fantastico mondo del basket!

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lunedì 9 gennaio 2012 - 13:11
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