Dwarf Fortress: il meta-game

11 anni fa

8 minuti

Eccoci al quinto appuntamento di questa ormai nutrita serie di articoli su Slaves to Armok II: Dwarf Fortress.

Questa volta vi parlerò del meta-game di DF, ovviamente non nell’accezione usata nel gaming agonistico, in cui parlare di meta-gaming vuol dire pomparsi l’e-penis per il numero di ApM. Parleremo infatti di tutto quello che circonda l’universo di DF, dalla cultura e i meme, fino alle produzioni artistiche, siano esse disegni, quadri, foto, video, canzoni, testi scritti, papercraft, sculture, lavori all’uncinetto o semplici riferimenti nella cultura pop, come ad esempio quella volta che Obama, noto giocatore di Dwarf Fortress, parlando della guerra in Iraq disse: “MOAR BLOOD FOR THE BLOOD GOD”. Trovate il video qui.

In generale, la community di DF è molto prolifica, anche perché tendenzialmente composta da persone intellettualmente molto attive e di conseguenza inclini ad una fruizione attiva del gioco, piuttosto che passiva come la maggior parte dei videogiocatori. Se a questo si aggiunge che Dwarf Fortress si presta molto bene, sia per l’ambientazione originale (sono pochi i prodotti fantasy che mettono al centro la razza nanica) e il gameplay particolarmente incline ed ispiratore, si può capire il volume immenso di materiale prodotto.

Prima di passare ad un saggio per ogni categoria, alcuni fondamenti di cultura nanesca, che vi permetteranno di cogliere magari l’umorismo autoreferenziale di alcune cose. Andrò un po’ in ordine sparso, poiché non c’è speranza di fare una trattazione estensiva di tutto quanto. Metterò come link la maggior parte dei contenuti, in riferimento a quanto detto nel testo.

Secondo la descrizione interna al gioco i nani sono creature basse, alcolizzate e industriose. Sono perennemente ubriache e tendenzialmente incazzose. Se gli gira il cazzo, ammazzano la prima persona che gli capita a tiro, così si incazzano anche i loro parenti, che ammazzano altra gente, finché non sono tutti morti. Questo viene chiamato “FUN!”.

Hanno una passione per i gatti, che se non controllati, fottono peggio dei conigli e ti riempiono la fortezza di gattini ciuccia-cpu. Questa viene chiamata “Cat-splosion”.

Amano anche il magma e l’adamantio che si trova solo in profondità. Quindi scavano e, scavando troppo, rischiano di scoperchiare l’inferno, cosa che succede spesso. Dall’inferno escono demoni e mostri, che sterminano i nani e questo ai nani non piace. Questo viene chiamato “The Circus” e i demoni vengono chiamati “Clown”.

I nani costruiscono oggetti e li decorano istoriando ciò che gli passa per la testa. Siccome mentre stanno facendo un oggetto pensano a quell’oggetto, spesso ci disegnano sopra l’oggetto stesso. Ai nani piacciono anche le giraffe, per la loro timidezza. Oltre alle giraffe, ai nani piacciono i calzini e se si ricordano di aver dimenticato un calzino in superficie, durante un assedio, correranno in mezzo a mille pericoli per recuperarlo, anche a rischio di fare una brutta fine. Questa brutta fine viene normalmente chiamata “PORCA VACCA LADRA TROIA NANO DI MERDA”.

I nani sono nemici dei goblin. I goblin attaccano regolarmente i nani e cercano di rubare le loro ricchezze, i nani li tritano e usano la massa di corpi, armi ed armature che lasciano dopo la battaglia per fare splendide creazioni. I nani odiano anche gli unicorni e i tassi.

Le immagini

Come per tutti i videogiochi, esistono tonnellate di contenuti ironici e comici realizzati in forma di vignette e disegni. Oltre al forum ufficiale, questa è l’unica fonte che mi sia venuta in mente. Sono un po’ ovunque ma non esistono raccolte organiche dei contenuti. In generale comunque le varie fanpage (inclusa la mia su Google+) e i vari forum sono pieni di questo tipo di cose.

Esistono poi una pletora di fan art più orientate ad uno stile epico e il cui obiettivo non è di far ridere. Ne potete trovare sempre nella fonte che ho linkato prima ma anche su questa discussione nel forum ufficiale, che è quasi giunta a 500 pagine.

Vi sono infine particolari creazioni, realizzate dal programmatore, che nel weekend si diletta a disegnare e manda le sue creazioni ai donatori. Sono ovviamente tutti pezzi unici e acquistano un grande valore affettivo. Alcuni vengono pubblicati su internet ma la maggior parte rimangono chiusi nel cassettino virtuale di ogni giocatore che ha donato.

I testi

In principio le più grosse produzioni testuali erano sicuramente i Let’s Play. I giocatori iniziavano a giocare e tenevano traccia di tutti gli eventi bislacchi e li romanzavano, creando storie fantastiche e spesso surreali. L’esempio più famoso è BoatMurdered, un lungo Let’s Play, particolarmente curato, che da anni viene letto da tutti i neofiti e spesso anche da gente che non ha mai giocato e mai giocherà a Dwarf Fortress.

Ci sono poi le ThreeToe’s Stories, scritte da ThreeToe, un ragazzo che collabora allo sviluppo di Dwarf Fortress. Queste storie spesso prendono in considerazione aspetti del gioco che verranno implementati nelle patch successive e spiegano le logiche del game design attraverso le storie, oltre ad essere un modo per tirare fuori nuove idee per lo sviluppo.

Ovviamente poi abbondano gli articoli di siti specializzati o meno che ne parlano, lo descrivono e magari indagano alcuni particolari aspetti del gameplay. Un sito di videogiochi non si può considerare serio se non ha almeno un paio di articoli relativi a Dwarf Fortress. Vi segnalo uno degli articoli più importanti ed illuminanti, pubblicato sul New York Times.

Altri media

Meno numerose ma comunque presenti sono le creazioni di altro tipo. Abbiamo ad esempio La Leggenda di Ungrashzon, cortometraggio tedesco in computer grafica, sottotitolato in italiano che racconta le peripezie di un nano di ritorno alla sua fortezza. Un vero capolavoro.

Abbiamo poi numerose rivisitazioni della colonna sonora del gioco, composta originariamente da un assolo di chitarra del programmatore e declinato dagli utenti in numerose varianti con strumenti diversi.

Vi sono poi le creazioni manuali, che spaziano dal papercraft alle zucche intagliate.Il sottoscritto ha anche speso una considerevole cifra per realizzare un oggetto ispirato a Dwarf Fortress, ma evito di linkarlo sennò sembra che mi voglia bullare.

Spero che questa panoramica vi abbia soddisfatto. Dwarf Fortress è prima di tutto un concetto, poi una comunità e solo dopo un gioco. Iniziare a parlarne partendo dalla comunità sembrava illogico, ma non parlarne sarebbe peggio, quindi diciamo che questo pezzo chiude un discorso iniziato con il primo articolo, volto a raccontarvi “che cos’è” Dwarf Fortress. Ovviamente se vorrete davvero capire cosa vuol dire, non vi resta che provarlo ed entrare nelle nostre fila.

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Vabbé dai, a grande richiesta vi faccio vedere cos’è che ho fatto fare. È un anello in argento che regalerò a Natale alla mia donna, con istoriata sopra gli eventi importanti della nostra storia, con 6 simboli diversi, uno per ognuno degli anni che siamo stati insieme. Inoltre vi sono incastonati 6 cristalli. È stato studiato insieme al resto della comunità di Dwarf Fortress che mi ha suggerito diverse idee su come scegliere i simboli e come portare avanti il progetto, sia per renderlo “Dwarvish”, sia per evitare che la mia ragazza mi sputasse in un occhio. All’inizio volevo farlo in pelle di macaco e ossa di tasso, con incisa sopra la morte del drago Blagurish per mano di Urist Kidetber. Sarebbe stato molto “dwarvish” ma avrei dovuto rinunciare al sesso a tempo indeterminato.
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