C'era una volta: Little Italy MOO
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I veterani di Internet concorderanno con me che la grande Rete sia sempre stata terreno fertile per la nascita di aggregazioni sociali, con buona pace di Zuckerberg che ha solo reinventato, sfruttato o ampliato cose che esistevano tranquillamente da decenni.
Prima del World Wide Web, della banda larga, della massificazione, studenti e semplici appassionati si collegavano a comunità virtuali che, anche se graficamente e dal punto di vista dell’interfaccia utente avevano ben poco da spartire con quello a cui siamo oggi abituati, hanno permesso la creazione di comunità e l’intreccio di relazioni tanto quanto i social network odierni.

E oggi volevo proprio parlarvi di un pezzo di storia della Rete italiana: il MOO Little Italy, di cui sono stato assiduo frequentatore per due-tre anni buoni e che mi ha regalato svariate ore di cazzeggio ai tempi della mia (poco fruttuosa) frequentazione dell’università.

Cos’è un MOO?

MOO è l’acronimo di “MUD Object Oriented”; la differenza principale con i MUD (Multi User Dungeon) classici è l’approccio object oriented: determinate classi di personaggi hanno la possibilità di espandere o modificare l’ambiente di gioco attraverso un appostito linguaggio object-oriented


All’apice della piramide degli utenti del sistema stanno i Wizard ovvero gli amministratori, con accesso completo a tutte le funzionalità, sia interne che esterne (per la partenza, chiusura e salvataggio del sistema) Il livello inferiore è costituito dai Programmer i quali hanno la possibilità di creare nuovi oggetti, modificarne di esistenti programmando il loro comportamento, a differenza dei Wizard non hanno accesso alla parte amministrativa del sistema stesso ma possono solo modificarne il comportamento. Il Builder invece può unicamente creare nuove istanze di oggetti basati su classi preesistenti, può quindi in pratica “clonare” oggetti ma non produrne di realmente nuovi. Il Player è invece l’utente base che può unicamente interagire con l’ambiente. Esiste infine un utente di servizio chiamato Guest, in genere usato da chi si connette per la prima volta al sistema, che ha le funzionalità del Player ma con notevoli restrizioni, in più tutti i comandi inviati possono essere letti in chiaro su una particolare canale di comunicazione, questo per permettere ad un altro utente di livello superiore di aiutare un nuovo arrivato inesperto.

E’ importante notare come la vocazione del MOO sia molto più votata all’apprendimento, alla sperimentazione ed alla collaborazione rispetto ai più classici MUD che generalmente erano RPG di ambientazione fantasy.
Il primo e più utilizzato server MOO è LambdaMOO, sviluppato da Pavel Curtis alla Xerox Corporation; anche Little Italy era basto su questo server.

Little Italy


BENVENUTO IN LITTLE ITALY
Little Italy e’ un *laboratorio vivente* per la realizzazione di una
societa’ e di una economia digitali e distribuite.
Questo laboratorio e’ realizzato dal Dipartimento di Scienze dell’Informazione
dell’Universita’ degli Studi di Milano, sotto la direzione del Prof. Gianni Degli Antoni, con il contributo di Bull Italia, che ha gentilmente fornito
il server Bull DPX/20 Escala 75.

In Little Italy si puo’ vivere, creare, lavorare, studiare, discutere,
incontrare persone, sviluppare relazioni sociali e fare proposte per
future applicazioni con contenuti anche economici.
Little Italy non e’ legata a priori ad alcun tipo di modello sociale,
politico, economico ed ogni cittadino e’ libero di dare il proprio contributo
alla costruzione di questi modelli per il mondo digitale.
In Little Italy la liberta’ assieme al rispetto delle culture e’ la forma di
comportamento richiesta.
Little Italy da’ il proprio benvenuto a persone di scienza, di legge, d’arte
e a chiunque voglia contribuire alla costruzione di una civilta’ migliore.

Oltre a cio’, chi e’ alla ricerca di MOO di tipo ludico o di chat lines
e’ invitato a disconnettersi ORA, non avendo Little Italy scopi essenzialmente ludici.
* Per richiedere un personaggio manda un messaggio a:
request@little.usr.dsi.unimi.it
* Per collegarti: connect
oppure: connect guest

Questa era la schermata che accoglieva tutti quelli che si collegavano a Little Italy.
Nato nel 1994 come laboratorio virtuale socio-economico all’Universita’ degli Studi di Milano, sotto la direzione del Prof. Gianni Degli Antoni, aveva finalità didattiche ma ben presto si era trasformata in una temibile arma di cazzeggio di massa.
Il funzionamento era in tutto e per tutto quello dei MUD o delle avventure testuali: creavi il tuo personaggio, la tua casa, gironzolavi per la città facendo compere, chiacchierando e chi più ne ha più ne metta.
Alcuni addirittura ci lavoravano, ci si poteva sposare e c’erano dei bot veramente spassosi. Praticamente era un Second Life ante litteram, senza grafica, gratuito, senza il porno e com molti meno cagacazzi.
La parte più divertente per me era quella creativa: una volta avanzato abbastanza di livello potevi creare i tuoi oggetti e assegnarli delle azioni, con l’unico limite della comune decenza (anche se alcune volte si passava anche quello).
Naturalmente tutto il successo della community si trasferì anche in RL: si organizzarono svariati raduni e cene (ricordo ancora un mega-raduno allo SMAU, quando era ancora una fiera figa, 1996 circa), un po’ come accade oggi con :ln:
Una curiosità sul server di LI: si chiamava Kame e ai tempi era abbastanza famoso perchè ospitava anche uno dei più conosciuti MUD fantasy italiani, Tempora Sanguinis (sì, giocavo anche lì, ciù windows is megl che uan), e il famigerato Progetto Prometeo per la raccolta delle sigle dei cartoni giapponesi (grazie al quale ho scoperto l’esistenza del formato mp3).
La fine della mia frequentazione di Little Italy ha coinciso più o meno con l’abbandono degli studi universitari nel 1998-99; il progetto è stato chiuso nei primi anni duemila, ma alcuni amministratori dell’epoca si sono portati a casa il db e l’hanno ritirato su nel 2008, ma a singhiozzo. Attualmente esiste un gruppo su faccialibro ma è agonizzante (sì, quel gruppo è stato il motivo per cui mi sono iscritto a FB).
L’unica frase che mi viene in mente per salutare questo scampolo della mia giovinezza è del grande Douglas Adams:


So long, and thanks for all the fish

Su Wikipedia:
MOO: italiano e inglese.

P.S. Mi scuso per la pessima qualità dell’immagine, purtroppo in rete non si trova più nulla relativamente a LI

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lunedì 17 ottobre 2011 - 14:11
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