Shakespeare = Milioni di scimmie

Se una scimmia viene posta davanti ad una tastiera di computer per un infinito periodo di tempo quasi sicuramente ricreerà un testo dato, come le opere di William Shakespeare.

Il teorema della scimmia instancabile, di cui leggete un possibile enunciato qui sopra, è un caso particolare del Lemma di Borel-Cantelli (“In infinite prove indipendenti qualsiasi evento con probabilità positiva si verifica infinite volte”).
C’è un modo di provarlo, o di fornire un esempio pratico?

Nel 2003 uno zoo del Devon aveva tentato un esperimento reale con sei scimmie, finito con un fallimento dopo che esse avevano finito con lo scrivere cinque pagine di ‘s’ per poi pisciare sulla tastiera e romperla.

Pertanto la prova dovrebbe venire da una simulazione: gli ingredienti sono il cloud di Amazon (già usato per violare WPA-PSK), Hadoop e Ubuntu, sui quali viene fatto girare un algoritmo che imita il comportamento di una scimmia Amazoniana (non Amazzonica, ho detto Amazoniana). Prendendo una implementazione in Java di un vortice di Mersenne (un generatore di numeri casuali basato sui numeri primi di Mersenne) e mappando i risultati sull’alfabeto in ASCII, viene controllato il risultato -una stringa di 9 caratteri- e confrontato con un lavoro di Shakespeare preso dal Progetto Gutenberg.
Dal 23 Settembre ad oggi sono stati ricreati da Jesse Anderson (il quale ha dichiarato di essersi ispirato al video che vedete in testa all’articolo) tutti i lavori quasi totalmente (percentuali fra il 99% e il 100%), a cominciare dal poemetto A Lover’s Complaint.

It is one small step for a monkey, one giant leap for virtual primates everywhere.
Un piccolo passo per la scimmia, un grande balzo per tutti i primati virtuali.

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mercoledì 28 settembre 2011 - 18:57
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