Dinner Sezione Sardegna - Forever Alone @ Ghilarza #LegaNerd


Organizzazione perfetta, fighe e fighi in piscine fighe, grigliate a perdita d’occhio, e iPad, baci saffici e tresche di ogni tipo, gente creativa e fotografi seri.

Questo è tutto quello che non è stato. E che cazoz è stato allora?
È stato di questi due tizi si sono incontrati a Ghilarza, paese sperduto in mezzo alla Sardegna, e hanno cazzeggiato senza scopo e fine per quattro ore.
Ma partiamo dall’inizio.

Preparativi


Fervono i preparativi nella Sezione Sardegna per la prima Dinner ufficiale dopo il Kebab introduttivo di qualche tempo fa. Gente di Sassari (io forever alone), gente di Olbia, gente di Cagliari, gente di paesi qua e là, ci sono i presupposti per vederci e far qualcosa di bello… ma la Sardegna è grande (così mi dicono) e giustamente fare 400 km è un problema, beh, scegliamo un posto a metà strada si dice (GENIO!), e la scelta ricade su Abbasanta/Ghilarza.
Due piccoli paesi attaccati (si attaccati, della serie che qualcuno ha la camera da letto a Ghilarza e il bagno ad Abbasanta), in mezzo alla Sardegna.
Aggiudicato, le adesioni crescono, ma ehi, facciamo un pranzo così non si deve viaggiare di notte, perfetto.

Pacco, doppio pacco e contropaccotto


La distanza, il costo del ristorante designato (cifre astronomiche, 35 €) e legittimi altri impegni fanno ritirare qualche adesione fino all’immancabile: “Beh non la facciamo più”.
“Io vado anche da forever alone”, dico, Ghilarza non rimarrà un posto non conquistato da Lega Nerd, detto questo @Vampiretto conferma la sua partecipazione e…

Fact


Prendo il treno ghiacciaia che mi porterà ad Abbasanta e mi farà sopportare, una volta arrivato, un’escursione termica di 25° ed inizio ad apprezzare le particolarità dei due paesi.
– Tanta gente in bici a tremilamila gradi
– Non esistono posti all’ombra e neanche le case fanno ombra
– Densità di 3 bar e 2,5 ristoranti per abitante

Pranzo di alta qualità che potete vedere nell’immagine di apertura con ingiurie verso i bidonari e partenza per il fiume Tirso dove dopo lunghe peripezie per capire da dove cazoz passare e terrore di finire come in “Non ci resta che piangere” scopriamo la casa degli uomini rana, prendiamo possesso simbolicamente della diga e meno simbolicamente io prendo possesso del fiume.

Torniamo al paese natale di V.I.P. come Santi Licheri, per bere qualcosa (visti i trentamila gradi appena sopportati) e ascoltare i suggestivi dialoghi degli autoctoni.
Infine di ritorno alla stazione assistiamo alle maledizioni di una signora che vede il suo treno posticipato di 5 minuti in 5 minuti fino ai 25 di quando me ne sono andato e dopo un saluto veloce agli zingari accampati nel sottopassaggio della stazione salgo su un lurido vagone che mi riporterà a Sassari.

L’antico spirito nerd dei “due scemi che stanno là” is here :res:

EDIT by Netstorm: l’articolo è di @aiolos.

Netstorm | NC24

Adoro coltivare melanzane, collezionare coriandoli, il sapore della rugiada sulle foglie di passiflora e riconoscere sagome di animali estinti in cumulonembi instabili.
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giovedì 25 agosto 2011 - 12:22
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