L'Impero Britannico - parte I

L’Impero Britannico – parte I

Questo primo post vuole essere solo una infarinatura molto superficiale della storia dell’Impero Britannico.
Se ci saranno persone interessate (e interessanti) magari si continua con le storie delle colonie, delle battaglie, degli uomini, l’armi e gli eroi…

È consuetudine, tra gli storici, far risalire ad Enrico VII d’Inghilterra la nascita dell’Impero Britannico, il più grande Impero della storia.

Il Primo Impero

Fu questo grande Re dei Tudor, padre di Enrico VIII e nonno di Edoardo VI, Maria I ed Elisabetta I, ad incaricare John Cabot (a.k.a. Giovanni Caboto, ligure di nascita – Castiglione Chiavarese e non di Gaeta – ma veneziano d’adozione) di trovare una via per l’Asia attraverso il Nord Atlantico, nel 1497.

Saggiamente Enrico VII capì che era indispensabile per il bene del Regno eguagliare e superare i successi spagnoli e portoghesi nelle scoperte e nella creazione di colonie lontane.
È comunque sotto il regno illuminato di Elisabetta I nel tardo ‘500 che Humphrey Gilbert, e poi Walter Raleigh vengono incaricati di recuperare il terreno perduto.

Giacomo VI e I (lunga storia, il passaggio del trono dai Tudor agli Stuart) comunque con il Trattato di Londra cessò le ostilità con la Spagna, ed iniziò un periodo di espansione tra Caraibi, colonie nordamericane e la nascita di leggende come la English East India Company.

L’influenza dell’Impero nel continente nordamericano va dal Canada odierno a Panama, ed è all’Impero che si deve l’idea ispiratrice del canale.

Verso la fine del 1500 il Portogallo in estremo oriente aveva una posizione monopolistica – grazie anche alle colonie di Goa, Malacca e Macau – quando Inghilterra e Olanda decisero di espandersi in quell’aera. Per quasi un secolo le due potenze si combatterono – eclissando il Portogallo – fino al 1688 (e tutta la storia di Guglielmo d’Orange che racconteremo un’altra volta).

Il 1700 vide due grandi rivali: l’Inghilterra e la Francia.
Il rischio – scongiurato – di vedere unite Spagna e Francia con le loro colonie al seguito (ragione per cui i Borbone di Spagna ancora oggi non vantano alcun diritto sul trono di Francia) e il Trattato di Parigi del 1763 sancirono definitivamente il potere dell’Impero riducendo a figure sullo sfondo Spagna e Francia.

Il Secondo Impero

Per due secoli e mezzo l’Impero Mogul controllò l’odierna India, ma a metà del 1700 Robert Clive sconfigge Francesi e Bengalesi e stabilì il dominio sull’India, che sotto la guida della Corona si svilupperà e porterà lustro e ricchezze all’Impero.

Ma proprio quando l’Impero conquistò l’immenso territorio indiano, la Francia congiurando contro l’Inghilterra e spendendo grandi denari e risorse decise di aiutare le tredici colonie che diventeranno il cuore degli Stati Uniti d’America per respingere in mare il Re degli Inglesi. È opinione di molti storici che questa dissennata azione porterà le finanze di Francia in uno stato di tale prostrazione da rendere impossibile un recupero dei conti dello stato, al punto che pochi anni dopo cadrà (letteralmente) la testa dello stato (per altro assassinando un re come Luigi XVI che amava profondamente il popolo e più di molti suoi illustri predecessori ha fatto per lo stato. Ma anche questa è un’altra storia).

Il Pacifico divenne la nuova frontiera verso la fine del 1700; Australia, Nuova Zelanda e dintorni diventano il giardino di Thomas Cook nei suoi tre viaggi.

La Francia continuò causare seccature alla Corona, tanto che Napoleone tentò di insidiare anche l’Inghilterra minacciando anche di prendere Londra.
Che però è *un po’* più tosta del resto d’Europa. E se a Parigi c’è la Gare d’Austerlitz, a Londra c’è Waterloo Station.

Tra 1807 e 1833 la schiavitù venne abolita nell’Impero, ma proprio il 1800 fu il secolo più trionfale.

È interessante notare come due pilastri su cui si resse l’Impero sono intimamente nerd, con il telegrafo (Pau lascio a te l’onore) e la nave a vapore che portarono notizie e beni ai quattro angoli dell’Impero.

La potenza ineguagliabile all’apice dello splendore parte dall’Egitto (preso ai Francesi), Mar Rosso, pezzi di penisola Araba, Golfo di Oman, all’India e giù per Burma, Malaya e Singapore, Java e il Borneo, e poi fino a Hong Kong (allora si chiamava Hongkong) e poi ancora Nuova Guinea, Australia, Nuova Zelanda e la miriade di isole ed isolette.
E poi una striscia di Africa senza soluzione di continuità da Alessandria d’Egitto a Capo Agulhas e altri territori nella Costa d’Oro (trollando pesantemente i Portoghesi in Angola).
Il continente sudamericano non conobbe praticamente colonizzazione Britannica (a parte la Guiana e quella storia delle Falkland), in compenso la Corona arrivò fino all’Antartide con i Territori Antartici.

Nel 1800 due Imperi, Russia e Inghilterra, rivaleggiarono per conquistare gli spazi lasciati dai morenti Imperi Ottomano, Persiano e Cinese, ma la Pax Britannica si impose anche in questo caso.

Le differenze – sociali, culturali, etniche – tra le Colonie e all’interno delle Colonie contribuiscono a tracciare le strade che saranno seguite dai vari territori.

Le Due Guerre Mondiali

La Germania all’inizio del 1900 iniziò ad alzare la testa, nel continente e in Africa, e la Prima Guerra Mondiale fu l’inevitabile esito delle tensioni sempre più inconciliabili.
Guglielmo II, ultimo degli Hoenzollern, alla fine soccombette e la Germania si vede imporre a Versailles una pace talmente pesante che il sentimento di rivalsa covò sotto la cenere fino al 1933, per poi dopo 12 anni di strapotere essere definitivamente sconfitta.

Il periodo tra le due guerre vide nascere i movimenti indipendentisti e anticolonialisti, che dopo la Seconda Guerra Mondiale portano allo sgretolamento dell’Impero.
Curiosamente, molti storici buonisti non ricordano mai che se la Prima come la Seconda Guerra Mondiale furono vinte da chi in linea di massima ci è più simpatico di chi ha perso, lo si deve in grande – grandissima – parte all’Impero Britannico, che con le sue risorse e i suoi uomini ha contribuito enormemente a salvare il mondo come lo conosciamo.

Sulla Seconda Guerra Mondiale, i rapporti tra Londra e Berlino, Churchill e Hitler ci sarebbe troppo da scrivere in questa sede; quel che conta è che dopo la vittoria e la riconquista delle colonie (Louis Mountbatten, First Sea Lord e Conte di Burma, e Supremo Comandante Alleato in Oriente merita anche lui un post approfondito) lentamente le Colonie vennero prese da una febbre d’indipendenza ed aiutate da movimenti anticolonialisti in patria.

Alle nuove potenze – Stati Uniti e Russia Sovietica – non pare vero di poter mettere alle strette economicamente l’Impero che da solo, tra il 1939 e il 1941, ha combattuto e vinto per i valori occidentali. La Guerra Fredda, gli anticolonialisti e gli indipendentisti fecero il resto, Hong Kong è stata l’ultima colonia a essere ceduta (anche qui ci sarebbe molto da dire, considerando che il trattato del 1841 cedeva alla Corona Inglese l’isola di Hong Kong e l’area di Tsim Sha Tsui e Kowloon in perpetuo, e solo i New Territories erano oggetto del lease novantanovennale del 1898).

I Territori Britannici d’Oltremare

Rimangono oggi Territori Britannici d’Oltremare:
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Il Commonwealth delle Nazioni

Oggi il Commonwealth of Nations, discendente delle Conferenze Coloniali prima e Imperiali poi, è l’erede dell’Impero.
I suoi membri sono:

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tutti con a capo Elisabetta II del Regno Unito d’Inghilterra e Irlanda.

Poche considerazioni personali

Ho visitato molte ex colonie in Asia e Oceania – Hong Kong, le Concessioni in Cina come Canton e Shanghai, Formosa, Malaya, Singapore, Burma, Borneo, Australia, Vanuatu – e per quel che ho visto la Corona oggi è vista con gratitudine e grande rispetto. L’unica colonia che ha fatto davvero tesoro del periodo coloniale e ne ha mantenuto leggi e assetto è Singapore, mentre a Hong Kong è facile vedere anche ehnic Chinese che temono le conseguenze della consegna del 1997.

I due estremi che ho potuto vedere sono appunto Singapore – che non sarà perfetta ma che ha standard di vita elevatissimi, superiori a molti paesi occidentali – e Burma, dove la popolazione vive molto *ma molto* peggio che durante l’era coloniale. In linea di massima l’indipendenza non ha portato benefici ai paesi, anzi il contrario, e l’adesione al Commonwealth è l’ancora di salvezza di molti di questi paesi che possono almeno contare su un sistema legale degno di questo nome e una rete di relazioni internazionali privilegiate.

Prima di arrabbiarti e scrivere che non sei d’accordo:
a) concentrati su “personali” nel Poche considerazioni personali
b) respira
c) visita quei posti
d) se proprio non resisti alla tentazione di scrivere qualcosa, che siano argomenti logici e non -ismi di qualsiasi natura
grazie

Fonti:
Wikipedia per la timeline e per le immagini
Tanti viaggi in Asia e Oceania
Tanti tanti libri (da Robert Rait a Niall Ferguson, da Hugh Trevor Roper a David Irving, fino ad Antonia Fraser e altri…)

p.s. Grazie mille a Luke che mi ha sistemato layout, more e tutto. I owe you a Guinness dude…

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martedì 23 agosto 2011 - 18:05
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