Suffer little children
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”Suffer the little children to come unto me and forbid them not, for of such is the kingdom of God” (Mark 10:14)

Per il mio primo articolo su :ln: ho deciso di raccontarvi una triste storia, purtroppo vera.

E non c’è modo migliore di raccontarla che con la splendida canzone degli Smiths in sottofondo.

E’ il 1963 quando Pauline, una sedicenne di Gorton (Manchester), sparisce di casa per non farvi mai più ritorno; è solo l’inizio di una lunga serie di sparizioni su cui si dovrà attendere il 1985 per conoscere la verità.

La svolta si ha nel 1965 quando Ian Brady e Myra Hindley vengono arrestati per l’omicidio di Edward Evans, un giovane di 17 anni ritrovato strangolato e con la gola tagliata nella loro abitazione dopo la segnalazione del cognato di Myra, complice della coppia in questo omicidio.
Inizia così una lunga serie di indagini che dopo vent’anni fa conoscere al mondo i tristemente celebri “Moors Murders” (gli omicidi della brughiera)

Gli assassini


Ian Brady nasce a Glasgow nel 1938; la sua infanzia è segnata dalla povertà che costringe la madre (vedova poco prima del parto) ad affidarlo ad una famiglia benestante affinchè lo cresca dignitosamente.
Questo distacco inizia a segnare la psiche del piccolo Ian che viene spesso sorpreso a torturare animali e insetti.
L’adolescenza è tumultuosa e lo vede più volte apparire davanti al tribunale minorile, prima per violazione di domicilio (a 15 anni) e poi (a 17) per aver minacciato con un coltello la sua ragazza, rea di aver ballato con un suo coetaneo; per quest’ultimo episodio il giudice lo condanna alla libertà vigilata.

Nel 1961 incontra Myra Hindley, una ragazza di Gorton con un passato infelice alle spalle: violenze familiari perpetuate dal padre alcolista e la povertà che costringe i genitori ad affidarla alle cure della nonna.
Tra i due l’attrazione è fatale e in particolar modo per Myra che diventa succube delle manie di Ian che da qualche anno si è appassionato di letture sul nazismo e sulla perfezione della razza.
I loro appuntamenti sono solitamente al cinema, per la visione di film pornografici, e poi a casa di Ian per letture sulle atrocità naziste.

Infervorata da queste letture, Myra si tinge i capelli di biondo e intraprende col partner rapporti sado-masochisti che immortalano con un’attrezzatura fotografica professionale comprata ad hoc.

Dopo un maldestro progetto di rapina in banca i due decidono di tentare un “omicidio perfetto” basandosi sul romanzo “Compulsion” di Meyer Levin, in cui si narra di due giovani di buona famiglia che decidono di assassinare un dodicenne.

Le vittime


Il 12 Luglio 1963 i due convincono con una scusa a salire nella propria auto Pauline Read, di soli 16 anni; arrivati nelle campagne di Manchester Ian violenta e taglia la gola alla giovane per poi seppellirla sotto appena un metro di terra; nonostante ciò il corpo verrà ritrovato solo nel 1987.

Il 23 Novembre 1963 scompare John Kilbride, di anni 12; il modus operandi è il medesimo ma stavolta il corpo viene ritrovato dopo 2 anni.

Il 16 Giugno 1964 la coppia uccide Keith Bennett, 12 anni anch’egli, il cui corpo non verrà mai ritrovato

Il 26 Dicembre 1964 Lesley Ann Downey, 10 anni, viene convinta da Myra a entrare nella loro casa dove verrà violentata, uccisa e poi immortalata sia con una macchina fotografica che con un registratore in cui rimarrano impresse le urla della piccola.

Nel 1965 i due commettono l’ultimo omicido che sarà però loro fatale; infatti coinvolgono il cognato di Myra, David Smith, nell’uccisione di Edward Evans, un diciasettenne che viene attirato nella loro abitazione con scuse di carattere sessuale. Qui viene selvaggiamente ucciso con un’ascia da Ian sotto gli occhi impietriti del cognato che prima aiuta la coppia a nascondere il cadavere e poi avvisa la polizia dell’accaduto.

Seguono anni di indagini e inchieste basate sulle dichiarazioni di David a cui i due avevano raccontato i precedenti omicidi; bisogna attendere il 1985 per una confessione dei 4 omicidi rimasti irrisolti e la scoperta di alcuni dei corpi, sepolti dalla coppia nella zona di Saddleworth Moor.

Ma veniamo agli Smiths.

Nel 1984 Morrissey, il cantante della band, scrive assieme al chitarrista Johnny Marr “Suffer Little Children” nel cui titolo richiama il passo biblico in cui Gesù chiama a se i bambini; il pezzo è dedicato alle vittime dei Moors Murders e venne scritto dopo la lettura di un libro sulle atrocità da loro subite.

Il pezzo richiama subito una grande attenzione, sia per il tema che per la copertina del disco in cui è contenuto (“The Smiths”) in cui appare una donna le cui fattezze sono assai simili a quelle di Myra Hindley.

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Il disco in cui è contenuto viene ritirato e ci vorranno anni prima che il pezzo venga accettato comunemente come un’opera senza fini di lucro; Morrissey diventerà in seguito amico di Ann West, madre della piccola Leslie Ann.

Vi lascio il testo della canzone che è pura poesia…

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lunedì 18 luglio 2011 - 11:35
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