The “flu” Game

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4 Luglio 2011

Michael Jordan with stomach flu = 38 points

Dirk Nowitzki with 101 (38.3) fever = 21 points

Healthy Lebron James = 8 points

Eccoci con una nuova puntata di MBLP.

La scorsa settimana vi ho parlato di una partita epica, che ha portato Magic Johnson nell’olimpo dei grandissimi.

Oggi vi parlo di un’altra partita epocale, l’attore protagonista è Michael “Air” Jordan.

Sedetevi, pop corn e cominciamo!

10 Giugno 1997, in una camera di un hotel di Salt Lake City, in piena notte, Michael Jordan si sveglia con un po’ di nausea. Come tenta di alzarsi per andare in bagno, la testa comincia a girare vorticosamente. A stento raggiunge la tazza per vomitare. “Voglio morire!”, pensa. Chiama subito il medico dei Chicago Bulls che si precipita in stanza. Influenza intestinale o avvelenamento da cibo. E’ escluso che possa giocare l’indomani, tra l’altro riesce a malapena a stare seduto sul letto.

Rimane coricato per le successive 24 ore.

11 Giugno 1997. E’ il giorno di gara 5 delle finali Nba. Gli Utah Jazz dell’MVP Karl Malone e di John Stockton hanno rimontato uno svantaggio di 2-0 portando la serie in parità (2-2). Gara 5 si gioca in Utah e la presenza di MJ è fondamentale. Alle 3 del pomeriggio Jordan si alza è si fa portare al Delta Center giusto in tempo per l’inizio della partita. Si chiude in una stanza di fianco allo spogliatoio, si sdraia lentamente e fa un po’ di training autogeno: cerca di visualizzarsi sul campo di gioco mentre corre, passa, tira, difende e schiaccia. Poi si alza e molto lentamente si mette la divisa di gioco. Poi dice al coach Jackson: “Posso giocare. Come la partita procede ti faccio sapere come sto.”.

Jordan entra in campo e si capisce subito che non è il solito Jordan: non è reattivo, è lento e approfitta di ogni pausa per riposare. E’ pallido e disidratato. I Jazz partono subito forte e si portano in vantaggio di 16 punti al termine del primo quarto.

Non si sa come, a questo punto Jordan ritrova le forze e grazie a 17 punti riporta i Bulls in partita.
Ma a metà gara è completamente disidratato, viene addirittura coperto con degli asciugamani riscaldati. E infatti nel terzo periodo i sintomi della nausea si fanno di nuovo sentire e l’apporto di Jordan alla squadra è praticamente inesistente. Utah riprende il largo tra le urla dei propri tifosi.

L’epica comincia ora, nel quarto periodo. Jordan segna 15 dei 38 punti, portando la gara ad un finale tra i più emozionanti della storia della Nba. Negli ultimi 3 minuti di gioco il distacco tra le due squadre non supera mai i tre punti. E solo il ferro ferma l’ultimo tiro da tre di Utah, consegnando la partita ai Bulls.

Al suono della sirena, esausto mentalmente e fisicamente, Michael Jordan letteralmente collassa tra le braccia di Scottie Pippen che lo accompagna fuori dal campo.

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Jordan termina la partita con 38 punti, 7 rimbalzi, 5 assist, 3 palle rubate e una stoppata.

Alla luce di tutto ciò, rileggetevi il quote. E fatevi due risate.

Fonti: wikipedia, Espn.

[MBLP]: rubrica a cura di @saril e @parano1dz che vi porta nel fantastico mondo del basket!

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lunedì 4 Luglio 2011 - 17:55
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