Il fotoritocco con Gimp

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3 Luglio 2011

Per chi non lo conoscesse, Gimp è un software di grafica gratuito ed open-source disponibile per Windows, Mac OS X e Linux. Purtroppo viene un po’ snobbato nel mondo del fotoritocco, ma è perfettamente in grado di competere con il costoso Photoshop. L’unico vero limite alla sua diffusione è l’impossibilità, ad oggi, di gestire immagini a 16bit ed i profili di colore CMYK. Personalmente ritengo che l’amatore (evoluto o base che sia) difficilmente utilizzerà tali caratteristiche, che comunque verranno probabilmente implementate a breve con l’uscita di Gimp 2.8.

Ma perchè parlare di Gimp? Semplicemente per il fatto che ormai abbiamo tutti una fotocamera a casa e con la scusa di Facebook, Flickr, Picasa ed affini le fotografie non sono più relegate all’impolverato album di famiglia, ma sono diventate una parte integrante del nostro vivere in una comunità sempre più digitale.
Potrebbe inoltre essere la soluzione per tutte le aziende o i liberi professionisti che, per lavoro, devono utilizzare un programma di grafica, ma non abbastanza da giustificare l’acquisto di una licenza specifica.

Imparando ad utilizzare Gimp avremo quindi accesso alla totale gestione del fotoritocco, ma a differenza di software più “essenziali” quali Picasa o simili, anche il più assoluto controllo di filtri ed effetti speciali quali ad esempio la simulazione di filtri GND o il bleach bypass, per dire solo due esempi a caso, il tutto a costo zero.

Nell’ambito del fotoritocco è infatti possibile limitarsi ad interventi essenziali, quali la regolazione del contrasto e della saturazione, ma è anche possibile spaziare in “effetti speciali” che possono rendere davvero interessante una fotografia che, altrimenti, sarebbe banale. Per citare Wikipedia, le peculiarità di un software avanzato per il fotoritocco sono infatti:

La creazione di grafici e loghi, ridimensionamento e ritaglio di foto, alterazione o ritocco dei colori, unione o sovrapposizione di molte immagini in una sola, eliminazione di particolari non desiderati e conversione tra formati.

Consiglio quindi a chiunque fosse interessato di installare Gimp per poter accedere ad un mondo vasto e divertente, in cui lo scoglio iniziale di un’interfaccia non sempre molto intuitiva è largamente compensato dalle grandi soddisfazioni che si possono ottenere. Ribadisco inoltre che è un programma libero e quindi ci permette di pubblicare serenamente tutti i nostri lavori, anche a scopo di lucro, senza il fantasma della pirateria che alberga nel cuore di molti utilizzatori di Photoshop. Essendo un software opensource ha, inoltre, una splendida community di appassionati disposti a collaborare per la crescita del progetto e l’aiuto verso i noob.

Proprio su questo argomento mi permetto di segnalare due link interessanti, la community di Gimp Italia con forum tranquillo e ben assistito ed il mio sito di guide per Gimp, in cui desidero condividere tutto quello che imparo nel mio percorso sul fotoritocco (di cui esiste anche la versione light in inglese).

A questo punto non mi resta che congedarmi, sperando di aver fatto scoprire a qualcuno un mondo nuovo ed interessante e rendendomi disponibile, qual’ora l’argomento piaccia, ad un altro paio di approfondimenti sul fotoritocco con Gimp.

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domenica 3 luglio 2011 - 12:24
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