Snuff movie #LegaNerd
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Nel gergo della pornografia, l’espressione snuff o snuff movie (dall’inglese “spegnere lentamente”) si riferisce a video amatoriali realizzati sotto compenso in cui vengono mostrate torture realmente messe in pratica durante la realizzazione del film culminanti con la morte della vittima.
Wikipedia

Disclaimer


Le immagini di questo post hanno contenuti violenti che potrebbero disturbare la sensibilità del lettore, quindi le metterò sotto approfondimento.

Cosa sono


Gli snuff movie sono per definizione dei filmati a basso costo ove è presente un carnefice ed una “vittima inconsenziente”, che viene torturata fino al sopraggiungere della morte, con lo scopo di vendere il “prodotto” a persone in cerca di forti emozioni.

Sulla rete abbiamo visto spesso immagini di morte in diretta, come il caso del suicidio di Budd Dwyer che si tolse la vita davanti ad una telecamera, ma non possiamo definirlo snuff perchè egli era nonostante tutto consenziente, insomma si è ucciso da solo.

Oggi il fenomeno più vicino agli snuff movie è quello del rito di uccisione di un prigioniero da parte dei fondamentalisti islamici che riprendono la tragica scena per caricarla in rete e far così leva sulla sensibilità degli spettatori dando contemporaneamente una dimostrazione di forza.

Nell’immaginario collettivo tali filmati vengono commissionati da milionari cinici e senza scrupoliche che si rivolgono a vere e proprie case di produzione, le quali vendono il “prodotto” ad una ristretta e selezionata cerchia di clienti.

Non esistono prove certe dell’ esistenza di tale fenomeno nè le polizie mondiali hanno mai dato notizia di arresti dovuti a tale crimine, tantomeno se ne sono mai visti in rete, quindi potremmo etichettare il tutto come bufala o meglio ancora leggenda metropolitana.

Come nacquero


Nel 1971 due registi di nome Michael e Roberta Findlay girarono in Cile un film crudo dal titolo ”Slaughter” che narrava la strage che fece Charles Manson con i suoi seguaci a Bel Air (1969, morì anche Sharon Tate, la moglie di Roman Polanski).

Il film, di pessima fattura, non vendette e venne acquistato l’anno successivo per due lire dal produttore cinematografico Allan Shackleton che ebbe un’idea a dir poco geniale: spacciare le immagini girate per reali al fine di distribuire il più possibile e guadagnare un mucchio di soldi.
Cambiò il titolo in ”Snuff” ed organizzò una vera e propria campagna mediatica, dicendo che la pellicola era stata sequestrata per dalla polizia sudamericana durante un arresto per contrabbando, e di esserne entrato in possesso tramite vie traverse non meglio specificate, ovviamente facendo leva sull’ “uccisione reale” che si vedeva alla fine della sequenza girata.

Arrivò addirittura a distribuire in prima persona i ritagli di giornale firmati da Vincent Sheehan, un giornalista che ovviamente scrisse degli articoli polemizzando sulla vendita del film, e che diede (seppur inconsapevolmente) credibilità alla campagna di marketing messa in piedi da Shackleton.
Successivamente si scoprì che anche Sheehan non è mai esistito e fu solamente un’ennesima mossa pubblicitaria del produttore, un vero e proprio genio del male. :D

Il seme era stato gettato, la stampa fece il resto scrivendo recensioni dal tono apocalittico che ebbero immediata presa sui (futuri) spettatori. Insomma, una marea di pubblicità gratuita che faceva leva sul detto: “non è importante come, basta che se ne parli”.

Interessante sapere che durante tutto questo tempo di “preparazione mediatica” Shackleton non aveva ancora girato il finale di “Snuff” (la sequenza che ancora oggi possiamo vedere) ma non era importante: per la folla era già oggetto di depravazione quindi un successo assicurato. Per dovere di cronaca riporto che quella sequenza costò 10.000 dollari e venne girata in un appartamento di Manatthan.

Successivamente per ovvie questioni legali il produttore fu costretto ad ammettere la falsità delle immagini ma tanto aveva già guadagnato una barca di denaro e messo in circolazione un film che divenne un cult.
In testa all’articolo potete vedere la locandina.

Pseudo snuff movies successivi


Successivamente vennero prodotti molti altri film che si basavano sullo stesso concetto: dare l’impressione di essere reali.

Possiamo ricordare quando nel ’77 l’attore Charlie Sheen venne truffato ed acquistò una pellicola credendo che fosse uno snuff movie, ove si vedeva una donna giapponese venir legata ad un letto e fatta a pezzi lentamenteda un “samurai”. Successivamente consegnò il filmato all’ FBI la quale appurò che si trattava di Guinea Pig, una serie andata in onda quanche anno dopo (1985) su una tv nipponica nota per gli effetti speciali che godevano di un realismo sconcertante.

Nell’approfondimento trovate la locandina ed alcune scene tratte dal film. Ricordo che si tratta di immagini seppur finte molto crude.
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Come non citare ”Cannibal Holocaust” del grande Ruggero Deodato che prima dell’uscita della pellicola chiese agli attori di sparire fino a qualche mese dopo la messa in onda, così da aggiungere credibilità alla storia; questo fatto l’ha ammesso Luca barbareschi, allora giovane attore del cast.

L’unica nota di realismo fu l’uccisione di una tartaruga, di una scimmietta e di altri poveri animali per questioni sceniche.

Come prima nell’approfondimento trovate locandina ed immagini tratte dal film.
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Conclusioni


Nonostante la totale assenza di denunce rivatesi fondate e di filmati su internet la leggenda metropolitana degli snuff movies è rimasta intatta e ben radicata nell’immaginario popolare.

Forse perchè ha tutti gli ingredienti per far presa sulla gente: un ricco committente, una società priva di scrupoli, le ignare vittime che accettano per soldi (solitamente è tirato in ballo il terzo mondo) il sangue e la sofferenza.

Purtroppo sappiamo che spesso in rete son presenti immagini raffiguranti ben altre barbarie, ma non possiamo parlare di snuff movies.

Fonti:
wikipedia
Tempimoderni

[Edit]
Akkkiyama ha segnalato nei commenti un articolo ove si parla di persone arrestate per uno snuff movie pedopornografico.

William J.

William J. a.k.a. William J.

"La cultura è il nostro passaporto per il futuro. Il domani appartiene alle persone che si preparano oggi" -Malcom X www.MenteDigitale.org
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venerdì 17 giugno 2011 - 22:06
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